“Troi di Martin” – Monte Amarianutte

“è la storia di una società che precipita e che mentre sta precipitando si ripete per farsi coraggio: fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene.  Il problema non è la caduta… ma l’atterraggio.”
Dal film “L’Odio”.

La nostra civiltà (?) sta concentrando il potere e il denaro nella mani di poche persone, mentre alla restante popolazione non resta che abbandonare la propria terra per andare alla ricerca di sostentamento nelle sempre più grandi e caotiche città.
I prati falciati che un tempo si estendevano quasi fino alle cime delle montagne, ora sono stati sostituiti dai boschi e dentro di loro si trovano i ruderi dei terrazzamenti che un tempo ospitavano chissà quante varietà di ortaggi.

Il troi di Martin sul Mt. Amarianutte è uno dei tanti esempi di questo abbandono, dopo il violento incendio del 2003 che ha bruciato i boschi di questa montagna cancellando in molti punti i sentieri, la zona è stata lentamente abbandonata.
Qualche mese fa  ho imboccato per la prima volta questo sentiero (allora era una traccia più o meno visibile), mi sono ritrovato in mezzo ai rovi, agli alberi caduti e a piante di ogni genere che crescevano ovunque. Da li ho iniziato a sistemarlo perché non posso più accettare il degrado di questa terra.

La gente continua a ripetere che le cose non si possono cambiare, eppure un sentiero abbandonato da anni ora sta ritornando al suo vecchio splendore, noi possiamo cambiare tante cose, piccole o grandi che siano, ma il principio fondamentale è che dobbiamo volerlo e rimboccarci le maniche.

E ora eccomi qua con un piccone per amatore  a sistemare il troi di Martin con la speranza che le persone ritornino a percorrerlo come un tempo.

Ho iniziato i lavori  a inizio estate e allo stato attuale mancano solo alcuni pezzi da rifinire col piccone, per il resto è quasi tutto pulito dagli arbusti più grossi ed è facilmente percorribile da tutti senza timore di perdersi. Il sentiero è adatto a tutte le stagioni, ci sono 320m di dislivello da affrontare in un percorso che in alcuni punti  è abbastanza faticoso e si arriva ad un punto panoramico dove si può osservare la conca tolmezzina con tanto di panca in legno!

In questo lavoro sono stato aiutato in alcune occasioni da diverse persone che ringrazio per il supporto.
Francesco mi ha dato una mano a pulire il sentiero con la roncola, Alessio mi ha aiutato a spostare i tronchi grandi quando ho portato la motosega, e Andrea mi ha portato mezza panca in cima.

Per raggiungerlo comodamente da Tolmezzo prendete la strada vecchia per Amaro (località Pissebus) e girate a sinistra dopo il secondo ponte, che sarebbe quello prima dell’ex polveriera (è consigliabile lasciare la macchina ai bordi della strada principale).

Qua inizia una strada sterrata e dovete girare a destra al primo bivio che incontrate. Continuate sempre dritti lungo la stradina che diventerà un sentiero e vi ritroverete alla sinistra di una vecchia struttura militare recintata per poi incontrare degli ometti con frecce rosse che vi indicheranno la via.
Da qui inizia il sentiero che è tutto segnato con bollini rossi e ometti.

Ora non mi resta che chiedere aiuto a tutti voi per percorrere questo sentiero e non lasciarlo abbandonato di nuovo ai rovi. Sono certo che qualcuno risponderà al mio appello e gliene sarò grato;  anzi alcuni l’hanno già fatto!

Alessandro Cella

~ di calcarea su ottobre 18, 2012.

6 Risposte to ““Troi di Martin” – Monte Amarianutte”

  1. Grazie per la pubblicazione e il supporto.
    L’altro giorno ho percorso il Troi di Sant Ilari, sono caduti diversi faggi.
    Bisognerà andare a fare pulizie anche la!!

    • Siamo noi di Calcarea a ringraziare te Alessandro, non solo per questo lavoro. Vi vedo, te e i tuoi amici, la sera al Tripoli, allegri quanto basta, senza strafare. So che siete un gruppo di persone volenterose, nel lavoro o nello studio, curiose, generose. Guardandomi attorno, siete uno dei pochi motivi per i quali dubitare che l’Italia sia ormai, come sembrerebbe, un paese irrimediabilmente fottuto… PS: vi mando il mio operaio di fiducia per il troi di Sant Ilari….

  2. Grande Cellone e tutti i suoi aiutanti. Avete veramente fatto un bel lavoro. A breve andrò a vedere con i miei occhi come promesso ;)…vi siete meritati un ulteriore taglio al Tripoli!

  3. Caro Alessandro,
    davvero complimenti perchè ci sono piccole cose che hanno un significato enorme per le persone, come questo sentiero che sale questo piccolo monte che nella nostra infanzia tolmezzina è stato il luogo di piccole avventure vissute o almeno sognate!
    Poi con gli anni l’attenzione si sarà spostata verso l’Amarianna, poi altri monti, ma almeno io da bambino guardavo la Marianute e la Piccotta!!
    Ti prometto che almeno annualmente lo percorrerò!!
    Tra l’altro proponi un bellissimo anello che permette anche di apprezzare un’altro gioiello tolmezzino, ossia ai Rivoli Bianchi, un biotipo unico e rarissimo!!!
    (colgo l’occasione per ricordare come pochi anni fa una scellerata decisione del comune di Tolmezzo stava per rovinare questo posto con uno sconsiderato proggetto, tipo allevamento di maiali, di cui porta ancora un orribile cicatrice, ossia un enorme distesa disboscata su cui crescono solamente erbacce)…per fortuna, oltre a politici senza senno, ci sono per contro persone come te che amano la propria terra e la valorizzano realmente, con il sudore e la passione!

  4. Complimenti, condivido le tue considerazioni sul “rimbiccarsi le maniche” e dare un futuro “diverso” a questa nostra Carnia. A breve ci faccio sicuro una capatina, intanto bravo e basta – ce ne fossero di più di ragazzi come te!

  5. Lo percorrerò,credo,e seguirò forse i consigli riguardo alla sua manutenzione.Avete notato che all’estrema destra della foto del tracciato si vede un preciso profilo d’uomo con barba?Che sia un messaggio soprannaturale che vuole comunicarci qualcosa?La precisione del volto mi sembra stupefacente.

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