Sandro Neri ancora 8c !

•novembre 4, 2019 • Lascia un commento

Complimenti al grande Sandro Neri che a 56 anni si ripete in un 8c  a Osp, dimostrando che limiti come  l’età e gli acciacchi, come diceva  Nico, sono “in your mind”…

Leggete il racconto di Sandro!

https://www.planetmountain.com/it/notizie/arrampicata/sandro-neri-8c-per-i-suoi-40-anni-di-arrampicata.html?fbclid=IwAR0vr4koy4Z8droeWjDnKS4tDAvs2LrGxHMCJPTlizwQAHrQptmevAu1YRo

https://calcarea.wordpress.com/2013/01/10/zampe-all-aria-di-sandro-neri/

Nuove multipitch nel gruppo del Monte Cavallo

•ottobre 24, 2019 • 11 commenti

Ciao Calcarea, ti descrivo gli itinerari che con gli amici Marco Tirelli e Umberto Iavazzo abbiamo aperto dalle parti del Monte Cavallo di Pontebba.

In particolare, ci siamo incapponiti su una evidente parete osservabile quando ci si incammina verso le vie a meridione sulla Cresta di Pricotič, che possiamo identificare come la parete Nord di Pricotič, l’estremità nord occidentale della più complessiva cresta del Cavallo terminante sopra la sella di Aip.

A più riprese abbiamo quindi tracciato ‘My Way’, di cui cito la dedica di Umberto: ‘La via è stata così intitolata per ricordare Silvana, che aveva scelto la ‘sua via’ e l’aveva sempre seguita sempre finché è svanita come neve al sole’. La via percorre una fessura, poi un’evidente rampa-diedro per attraversare la parete e terminare a sinistra sulle placche sommitali. La roccia è molto buona o ottima e la chiodatura S1, con  difficoltà che  arrivano fino al 6b. I primi due tiri erano già stati percorsi da uno scalatore sconosciuto che ha lasciato un chiodo e un cordino.

In seguito ho pensato che il percorso potesse essere raddrizzato ed il tiro di trasferimento ridotto al minimo: ed ecco, sempre con Umberto e Marco, ‘Telecaster 52’, dedicata alla prima chitarra elettrica prodotta in serie, protagonista nella genesi del rock; la via presenta difficoltà più continue e sostenute, fino al 6c ed un paio di passi cattivissimi, anche azzerabili, che pensiamo in futuro di ‘addomesticare’ per renderla più omogenea, ma è generalmente attorno al 6b; la qualità della roccia è sempre eccellente e l’arrampicata particolarmente piacevole ed estetica, la chiodatura S1.
Siamo riusciti così ad aprire due itinerari aventi sviluppo di circa 170 metri su una parete di circa 100 metri di dislivello.
Poi Umberto ha notato una serie di diedri che segnano direttamente la parete, allora assieme a me e a Carlotta Gottardo abbiamo chiodato ‘Taschunka Witko’, il nome in lingua indigena del capo pellerossa Cavallo Pazzo, di 100 metri, S1, con difficoltà attorno al 6b.

Le discese avvengono dalla cima della cresta sui cui c’è la croce; evidenzio così che le vie terminano su una cima (cosa non da poco!), scendendo in direzione est seguendo la cresta, fino a quando è in vista il sentiero che conduce alla sella di Aip, oppure calandosi in corda doppia lungo ‘Taschunka Witko’ o sempre in doppia guadagnando una sosta di calata visibile dalla base.
Poiché le lunghezze sono di circa 30 metri e la chiodatura è ravvicinata, è opportuno avere al seguito rinvii in abbondanza.

In rosso My Way, in verde Telecaster 52 e in blu Taschunka Witko; in giallo la sosta di calata che prevede due corde (foto R. P. Lavia)

Inoltre, io, Marco Tirelli e Umberto Iavazzo abbiamo chiodato completamente una vecchia via vicino alla Creta di Pricotič, sull’avancorpo Torre di Babele. Avevo aperto quel percorso nel 2004 assieme a Giulio Moscatelli subito dopo che abbiamo letto su ‘Le Alpi Venete’ la relazione di Di Gallo de ‘I giardini di Semiramide’, ma allora non l’avevamo pubblicizzata perché ci sembrava strano che una via così sana, logica, diretta non fosse stata già tracciata, lasciando solo qualche chiodo per segnalarne il nostro passaggio. Non solo invece ne eravamo gli apritori, ma anche nella rete di itinerari che negli anni si sono  sovrapposti oltre che incrociati il nostro ne era uscito intatto. La difficoltà è di IV continuo con tratti di IV+ e un tratto di V, tutte le soste sono attrezzate e ci sono molti chiodi di passaggio, basta quindi avere al seguito qualche cordino, dado e friend. Lo sviluppo è di 240 metri, sottolineo che per quanto riguarda questo tipo di vie questa è senz’altro tra le più piacevoli che si possano scalare sulle nostre montagne. La semplice discesa prevede una breve doppia la cui sosta si trova appena sotto la cima, in alternativa all’arrampicata verso il basso, per raggiungere il ghiaione a nord e quindi in breve l’attacco.

(foto: R. P. Lavia)

Da segnalare inoltre, sempre sulla Torre di Babele, ‘Il bello e la bestia’, chiodatura S1, aperta in più riprese da Umberto con me, Marco e Carlotta Gottardo, sulla parete nord-ovest. È identificata da un ometto all’attacco, le difficoltà arrivano fino al 6a. La foto riporta in rosso il tracciato della Lavia-Moscatelli 2004, in blu la direzione verso l’ometto d’attacco de ‘Il bello e la bestia’ e in tratteggiato dove all’incirca se ne svolge il percorso.
Alcuni momenti d’arrampicata descritti nelle foto:

Umberto nel secondo tiro della Lavia-Moscatelli; la roccia fa schifo, vero?  (foto: M. Tirelli)

Ti ringrazio e vi saluto,

Raffaele Paolo Lavia

Krk (Veglia), non solo arrampicata

•ottobre 22, 2019 • Lascia un commento

 

Vista la stabilità di questo mite autunno non ci sembra del tutto fuori luogo parlarvi di una bella parete di arrampicata nell’isola di Krk, una delle perle della Croazia,  da molti prediletta per tutt’altro tipo di vacanze.

Sull’isola ci sono infatti alcune falesie, una delle quali spicca sia per la qualità della roccia che per la sua ampia fruibilità, essendo frequentabile anche d’estate, quando l’abbinamento con la spiaggia e l’offerta gastronomica è a portata di mano.

Sulla guida della Croazia la falesia prende il nome da una discoteca ora ristrutturata in un gradevolissimo bar-ristorante, il “Portafortuna”, nei pressi del quale parcheggia l’auto. La parete ha un settore destro di innumerevoli vie facili (tutte sotto il 6a!) con roccia favolosa e spittatura impeccabile.

Il settore sinistro ha una ventina con vie di grado dal 5 al 7c; quelle che abbiamo provato sono tutte assolutamente imperdibili e per niente (ancora) usurate dalla frequentazione.

Inutile raccontarvi delle spiagge di Krk, che sicuramente già conoscerete. Anche perchè la nostra breve vacanza settembrina è coincisa con due giorni di bora, che ha giovato molto all’aderenza ma non altrettanto  alla balneazione.

Una segnalazione è d’obbligo invece per il ristorante “Nada” a Vrbnik (Verbenico), uno dei migliori dell’isola. Anche al “Portafortuna” si mangia bene e si possono degustare i vini prodotti sull’isola.

 

Consigliamo a tutti i climbers una rinfrescatina delle letture di storia che avrebbero dovuto insegnarci a scuola, in questo caso a proposito dei rapporti tra  questi territori e l’Italia. Anche  per comprendere  l’origine di una possibile anche se rara spigolosità della gente nei nostri confronti…

L’Agaràt del Verzegnis in mtb

•ottobre 17, 2019 • Lascia un commento

A volte merita dar conto di qualche sentiero interessante anche per sconsigliarlo ai bikers. E’ il caso del nuovo tracciato rimesso in sesto da un gruppo di meritevoli gnaus lungo il colatoio nel quale confluisce il catino alla base del Pizzat, quello per intenderci di Casera Val.

Il sentiero, che è presente nella carta Tabacco 013 col tratteggio nero, è stato ripristinato e segnalato ovviamente per una frequentazione escursionistica. Nella sezione centrale, lungo il ghiaione che d’inverno è un bel pendio ideale per lo scialpinismo, la ciclabilità è quasi impossibile. Potrebbe migliorare con un gran lavoro, ma forse è meglio che rimanga così com’ è.

Ve lo raccomandiamo in abbinamento al sentiero CAI 806 che da Sella Chianzutan sale prima a Casera Mongranda e poi a Casera Val (o alla cava). Se volete percorrerlo in discesa, trovate la tabella in legno scendendo da Casera Val, dopo due centinaia di metri. In salita si raggiunge percorrendo la pista forestale che da Casera Mongranda traversa verso ovest.

Buona camminata!

Arrampicare a Nadiza

•ottobre 15, 2019 • 1 commento

Qualche tempo fa siamo stati finalmente a scalare a Nadiza, un piccolo comprensorio di quattro settori appena oltre il confine italo sloveno di  Stupizza. Pur essendoci imbattuti in una giornata climaticamente sfavorevole (afa) non possiamo che consigliare di farci una visita, perchè la qualità della roccia è pregevole.

Abbiamo provato qualche tiro solo nel settore Pod Cervkjio, che è frequentabile anche d’estate perchè in ombra quasi tutto il giorno, e offre una quindicina di lunghe vie dal 6b all’8a+ (eviterei le prime due a sinistra…). Ovviamente la bassa quota e la vicinanza col suggestivo torrente Natisone rende problematica l’aderenza con temperature alte, per cui le mezze stagioni dovrebbero essere quelle più consigliabili.

In questo settore lo stile è un bel mix tra fisico e tecnico, il tutto condito con una certa severità nella chiodatura e nelle gradazioni, soprattutto dei tiri più facili (Devicka e Leteca gamsa), mentre attorno al 7a le valutazioni si avvicinano all’accettabile.

Un rapido sguardo al settore Mlinski camen ci è bastato per metterlo in programma in una prossima visita, mentre non siamo riusciti nonostante le indicazioni di Matteo a scovare il nuovo Na robu sveta, dove avremmo trovato anche qualche reperto del passaggio della Grande Guida in epoca romanica.

Tutte le vie sono elencate nell’imperdibile sito web Plezanjie o nell’ultima edizione della guida della Slovenia, ovviamente non aggiornata come il sito. Poco oltre il valico di Stupizza si parcheggia a sinistra in un parco giochi vicino al Natisone, che si guada facilmente, seguendo poi il sentiero.

Anello di Vite Mee (Monte Oltreviso)

•ottobre 14, 2019 • Lascia un commento

Tra i resoconti sull’agibilità delle più belle discese in mountain bike della Carnia mancava il sentiero che da Monte Oltreviso porta a Illegio, altrimenti noto come sentiero di “Vite mee”, dal soprannome  della piccola baita che si trova proprio al suo imbocco, ristrutturata qualche anno fa.

Ebbene il sentiero è completamente libero da schianti e solo un po’ invaso dall’erba nella parte alta. Nulla che spaventi un biker o che tolga fascino a questa entusiasmante discesa.

Trovate il resoconto settagliato su questo blog, https://calcarea.wordpress.com/2010/06/14/lunge-e-monte-oltreviso-nuove-varianti/

La relazione è del 2010. Nel frattempo il temibile trampolino è stato rimosso e la discesa è interamente ciclabile, anche se con una difficoltà di S2+ che la rende consigliabile a discesisti esperti.

Consigliamo però agli amanti delle mazze di tamburo di andare a ripeterla in fretta…

 

Taghia, novità dalla spedizione giuliana

•ottobre 9, 2019 • Lascia un commento

Dal 25 agosto al 7 settembre 2019 una piccola spedizione alpinistica composta da Silvio Silich, Giuliana Pagliari, Alessandra Barbieri, Stefano Zaleri, Stefano Barelli, Eugenio Dreolin, Stefano Figlioglia e Mauro Florit, per ricordare i 90 anni della Scuola di Alpinismo Emilio Comici di Trieste, si è recata in Alto Atlante (Marocco). Il campo base è stato posto presso il paese di Taghia.

Ero già stato a Taghia nel 2008, (https://www.planetmountain.com/it/notizie/alpinismo/nuova-via-a-taghia-per-florit.html) molte cose sono cambiate e molte cambieranno a breve. In paese adesso arriva la corrente elettrica, è possibile connettersi al Wi-Fi, e tra poco una strada lo collegherà al fondovalle. Niente più due ore di mulattiera, basterà mezz’ora di fuoristrada.


Mentre undici anni fa avevamo aperto un itinerario di stampo alpinistico lasciando pochissimo materiale in loco, stavolta abbiamo deciso di lasciare ai ripetitori un itinerario ben attrezzato che ha tutte le caratteristiche per diventare una classica di media difficoltà.


Via “Baraka e burattini” 250 m 6c ( 6b obbligatorio)        Mauro Florit, Stefano Figlioglia, Eugenio Dreolin
P.S. Baraka che in berbero significa “sazio”, è il nome della marmellata marocchina con cui si fa colazione alla gites d’etape di Taghia, da cui prende il nome anche una via famosa ed impegnativa che sale la parete del Oujdad.

Ovviamente per la nostra via il tutto stato “triestinizzato”.
Andate in questo posto meraviglioso, genti socievoli, logistica elementare, roccia super, tantissime vie da ripetere di ogni difficoltà e stile.
Buon divertimento
Mauro Florit