Chissà chi lo sa ?

•giugno 18, 2020 • Lascia un commento

Questa fotografia ha più di 30 anni. Non è un grande scatto, ma si presta a più di una considerazione.

Per prima cosa esemplifica il ruolo importante e a volte cruciale di chi assicura il capo cordata.

Lo sguardo perso all’orizzonte e il preoccupante angolo che disegna la corda tra il primo ancoraggio e l’assorto assicuratore sono gli elementi che renderebbero un malaugurato volo non privo di conseguenze,  per ambedue gli scalatori.

Un occhio attento noterà la presenza delle  tre  protezioni  “veloci” già posizionate dalla cordata. Si tratta quindi di una via alpinistica. Forse qualcuno di voi (esclusi ovviamente gli apritori) la riconosce!?

Ma il motivo per il quale ve la propongo oggi è che l’intrepido capo cordata è il nostro grande amico Giorc!

Chissà  che dopo tre anni vedendo questa foto non si decida  a farci un cenno….

 

La magnifica falesia della “Terra di Mezzo” (Monte Cogliàns)

•giugno 16, 2020 • 2 commenti

Eccovi finalmente i dettagli sulla nuova falesia di arrampicata della Cima di Mezzo, la più interessante proposta dell’ultimo anno in Carnia e quindi nella Galassia. La formidabile bastionata, che molti di voi riconosceranno nelle foto, è stata chiodata durante la scorsa estate da Osvaldo e da Sandro, i primi a passare dai sogni alla fatica, resa un po’ meno gravosa dal poter raggiungere in auto il Rifugio Marinelli, nei periodi di apertura dello stesso (come da deroga alla legge regionale).

La falesia, soprannominata “Terra di Mezzo” per la sua posizione tra il Vallone del Ploto e la Cima di Mezzo,  consta di un muro “diversamente verticale”  di  20-40 metri di altezza, esposto a sud ad una quota di 2300 metri circa, raggiungibile in 25 min di cammino dal Rifugio Marinelli,  lungo il sentiero CAI 143.
La roccia è un calcare multicolore perfetto a gocce e liste, con qualche linea naturale. La chiodatura è sicura ma non consolatoria. I nomi delle vie si rifanno alla saga del Signore degli Anelli.

Riportiamo qui di seguito, ad uso degli scalatori e dei compilatori di guide sedentari, l’elenco scritto e commentato entusiasticamente  da Osvaldo, che ha chiodato e liberato la maggior parte delle vie. Un autentico macchinario!

1. Sn, 5b, 25m. Placca un po’ discontinua.
2. Sn, 5c, 25m. Belle rigole, attenzione al secondo moschettonaggio dopo la cengia.
3. Peregrino tuc, 6a+, 15m. Bel tiro in traverso, buon riscaldo.
4. Legolas, nl, 18m. Bel tiro con passo chiave sul tetto.
5. Legolas dx, 7a, 18m. Variante di uscita della precedente, che affronta il tetto sulla destra con difficile passaggio su rovesci e tacchette.
6. Tauriel, 7b, 22m. Muro leggermente strapiombante molto intenso, finale a sorpresa, bella!
7. Radagast , 7a ,22m. Bel tiro, molto fisico e con un lancio in partenza!
8. Bilbo, 7a+,25m. Tiro strepitoso, partenza in comune con la precedente, segue traverso tecnico poi parte alta fisica su buone prese. Allungare il terzo rinvio per evitare l’attrito.
9. Gandalf, nl, 22m. Progetto con difficile boulder centrale.
10. Lady Galadriel, 7c, 22m. Fantastico tiro molto continuo. Passaggio chiave dopo la fessura piuttosto aleatorio. Runout in uscita psicologico.

11. Re Elrond, 7b+, 30m. Tiro di continuità, senza passi particolarmente duri, su roccia  magnifica e con chiodatura allegra. Imperdibile.
12. Frodo, 6b, 20m. Bel tiro, molto vario, con fessure e rigole.
13. Lothlorien, 6c, 40m. Tiro super, di grande soddisfazione, mai banale. I primi quattro spit sono i più difficili, attenzione al terzo moschettonaggio.
14. Tu non puoi passare, 6c+, 40m. Altro tiro magnifico su roccia super. Nella parte bassa è simile alla precedente mentre nella parte alta è più continua con chiodatura obbligatoria.
15. Le miniere di moria, 7c/c+, 40m. Variante di partenza della precedente, continuità e poi difficile boulder, bella!
16. Smeagol, nl, 35m. Tiro fisico su bei buchi. Probabile 7b+/c.
17. Thorin, nl, 25m. Difficile progetto, probabile 8b.
18. Minas tirith, nl, 20m. Progetto su roccia magnifica.
19. Gobbit, 7a+, 20m. Tiro particolare in fessura, fisico, molto bello.

Il periodo migliore per scalare nella “Terra” della Cima di Mezzo va dalla primavera alle prime nevicate. D’estate l’ombra raggiunge la parte più orientale della parete alle 15.  In alcuni tratti la roccia è piuttosto appuntita, ma sempre solidissima. Chi non se la senta di raggiungere in auto il Rifugio può accedere al Vallone del Ploto dal tornante dopo Casera Moraret, come per la scialpinistica del Cogliàns.

Scendendo dalla Forca del Cristo (M.te Amariana)

•giugno 14, 2020 • Lascia un commento

Nella conca tolmezzina ci sono  sgroppate di allenamento che gli appassionati conoscono bene. Non tutte riservano delle grandi discese su sentiero a completamento dell’uscita, ma una salita interessante è sempre a disposizione con (quasi) ogni condizione meteo. In direzione Illegio e Lunge, Fusea e Curiedi, Verzegnis e Sella Chianzutan, basta ruotare lo sguardo,  cercare lo spicchio di cielo meno minaccioso e fare presto.

La salita “breve” che preferisco è quella di Pra di Lunge, scorrevole e con brevi e sporadici strappi ripidi. Al rientro ci si può divertire su alcune scorciatoie che sarebbe ora di tornare a evidenziare con un po’ di vernice, senza slabrottare troppo. Rientrati a Illegio si può anche decidere di affrontare la variante di sentiero che corre nel bosco a monte del campo di calcio e qui i più preparati possono planare fino al poligono si Sterbanuzzis.

Oggi voglio descrivere brevemente una breve ma interessante discesa che può arricchire la sempre piacevole e impegnativa sgambata da Amaro alla Forca del Cristo, un’altra delle  uscite di allenamento della zona. Viste le condizioni sempre più critiche della discesa verso Lisagn di sotto, è consigliabile rientrare ad Amaro lungo la vecchia strada di guerra percorsa in salita, ma con alcune varianti. Quando siete all’incirca a metà discesa su un tornante sinistrorso noterete i segni bianco rossi del sentiero Cai che arriva dall’alto. Bene: qui i più volenterosi potrebbere spingere in salita la mtb per qualche minuto e testare la propria abilità nelle curve strette.

Giunti di nuovo sull’asfalto, fate attenzione più a valle agli altri segni bianco rossi che introducono a una prima scorciatoia con passaggio difficile  e poi, attraversata la strada, ad una seconda. Dopo pochi metri di strada, raggiunta la piazzola con panchina, si imbocca immediatamente a destra  un sentiero che in costante discesa mai ripidissima,  ma con qualche passaggio stretto, vi riporterà fra le case di Amaro. Questo sentiero, rigenerato di recente da alcuni lodevoli locali, non è stato ripulito in un ottica ciclistica. Fate quindi attenzione a qualche spuntone affiorante e, magari, portare un seghetto per contribuire a renderlo ancora più scorrevole.

Due informazioni finali su altre classiche della conca tolmezzina. La formidabile discesa dal Monte Navado a Villa di Verzegnis è stata mirabilmente rinnovata e arricchita di una bella variante bassa. Giunti alla sorgente del Paradiso, è anche stata ripulita la breve scorciatoia diritta per arrivare in paese.

Monte Navado

La strada provinciale per Fusea sarà interdetta al traffico, in alcune fasce orarie, per alcuni mesi (salvo i fine settimana). Vista la crescente frequentazione della conca di Curiedi sia per accedere alle forcelle di Navantes e Cuel d’Aur o per il fantastico Cuel Maior, si ricorda l’accesso alternativo via Sezza-Marcelie-Cazzaso Nuova-Fusea. Ricordiamo anche le due belle discese su sentiero che da Curiedi riportano a Fusea, segnalate in bianco-verde (sentieri rigenerati con patrocinio del Comune), che collegate al Troi di Gaete o al CAI 162 “della Fede” permettono di rientrare a Tolmezzo senza quasi toccare asfalto.

Le palestre di arrampicata della Val Romana

•giugno 7, 2020 • Lascia un commento

Non capita spesso di poter dare informazioni su pareti di arrampicata con difficoltà medio-basse e ottima qualità della roccia. Il gioiellino di Gemona è off limits per motivi di sicurezza e in Avostanis e Val di Collina o a Illegio classica  il numero di vie davvero  facili è scarso.

Qualche giorno fa abbiamo verificato de visu quello che si era  sempre sentito dire delle falesie della Val Romana: roccia spettacolare e una quarantina di itinerari dal IV grado  al 6a: il paradiso della scalata rilassante e ben protetta!

Le due pareti, che trovate relazionate in una guida sulle falesie del tarvisiano realizzate dalla Brigata Alpina Julia e dalla guida alpina Ennio Rizzotti, sono esposte a sud ovest e si raggiungono con una camminata di una ventina di minuti lungo la pista forestale che si insinua in Val Romana dalla borgata di Rutte Piccolo, Tarvisio. Per chi disdegnasse la talpinata, le mountain bike saranno un’ottima alternativa (dislivello quasi inesistente)

Esiste da qualche mese, per merito soprattutto di Asterix, anche un settore di monotiri più difficili a sinistra della Falesia “Bassa”. Su queste vie abbiamo solo qualche notizia: all’estremità sinistra una via di 6b+ ed una di 7a/a+ che partono con il primo spit in comune (la scritta “Star Light” non sappiamo a quale delle due sia riferita). A destra di queste un bel 7c che abbiamo visto salire da Andrea.

Appena a sinistra del diedro” Diedronik”, invece, sembra esserci un 7b+ e quindi un 8a. Le altre vie non sono state liberate. Segnaliamo per i gradi intermedi anche il formidabile viaggio di “Diedronik”, 6c di 40-41 metri concatenando prima e seconda lunghezza: obbligatorio per i seguaci della setta del Diedro e per quelli del nodo a fine corda!

In Val Romana, luogo selvaggio e suggestivo, ci sono anche alcuni itinerari escursionistici di grande soddisfazione e una manciata di gite scialpinistiche poco note ma ottimamente recensite sulla famosa Guida firmata da tre  specialisti austriaci

 

“Il gatto maggiordomo”, nuova via multipitch in Avostanis

•giugno 5, 2020 • Lascia un commento

Riceviamo da Paolo Pezzolato e pubblichiamo volentieri le informazioni su una nuova via di tre tiri aperta di recente sulla parete del lago di Avostanis.

“Sabato ero ad Avostanis con un gruppo di giovani amici che volevano cimentarsi con l’apertura dal basso con il trapano . Abbiamo trovato a sinistra della classica De Infanti una zona libera dove a turno tutti hanno aperto dal basso completando una via di 3 tiri come da schizzo .

Tasselli M8 con piastrina sui tiri da integrare con # come da relazione , più clessidre e uno stopper piccolo . Sulla seconda sosta c’è un golfaro M10 , probabile via in fessura che parte dal basso” .

Il “Troi dal Gjat” a Ravascletto

•giugno 3, 2020 • Lascia un commento

Eccovi un altro dei sentieri recentemente sistemati in Val Calda e attrezzati per la discesa in mountain bike, con sponde e piccoli salti, percorribili ovviamente con il dovuto rispetto per gli escursionisti e per l’ambiente.

Sembra una parola vuota,  copiata/incollata in ogni  occasione più per darsi un tono che per far riferimento a fatti concreti. Ma in montagna o al mare,  sui sentieri o nelle palestre di roccia e nelle forcelle innevate, rispettare l’ambiente dovrebbe voler dire: non lasciare rifiuti (anche le cicche e la carta igienica!), cercare di non danneggiare i percorsi, parcheggiare con attenzione le auto, non fare troppo casino.

Se poi si vuole anche contribuire alla manutenzione o consumare qualcosa in loco, contribuendo all’economia dei nostri paesi, tanto meglio!

Dopo il pippone quotidiano, vi presento velocemente questa discesa, che parte dallo stesso tornante della strada Ravascletto-Panoramica delle Vette menzionato nel post di qualche giorno fa. Dopo un primo tratto in comune  su un costone erboso e il primo passaggio ripido,  nella conca sottostante invece che puntare a destra (ovest) si spinge in salita  per qualche metro verso sinistra (est) fino a individuare la traccia, che segue inizialmente uno sperone erboso costellato di magnifici larici e poi entra più ripida nel bosco.

Al primo bivio si tiene la sinistra e dopo due attraversamenti di canali ci si imbatte nell’ingresso della variante ricavata da Andrea e Co., un primo passaggio ripido, sulla destra, con sponde provvidenziali. Il resto della discesa lo trovate nella cartina allegata.

Complessivamente una gran discesa di 900 metri che finisce tra le case di Ravascletto, proprio dove abitano Andrea e Mattia, due tra gli scalatori più forti della regione. Difficoltà credo S2 con qualche passaggio S2+.

https://tabaccomapp-community.it/it/percorso/32727-ravasclettotroi-dal-gjat

 

“Tiere Nere”, nuova falesia a Raveo

•maggio 29, 2020 • 2 commenti

Vi presentiamo l’ultima nata tra le falesie della nidiata di Raveo, un bel muro multicolore, dal verticale allo strapiombante,  incuneato nel bosco di carpino sulle pendici meridionali del Monte Sorantri. Una decina di vie lunghe fino ai 30 metri, alcune delle quali imperdibili e con stile di scalata abbastanza atipico rispetto alle pareti di arrampicata sportiva della Carnia.

La palestra è stata quasi interamente attrezzata da Osvaldo prima del lockdown e in queste ultime settimane le vie sono state provate e liberate quasi tutte dal chiodatore.

Ci si arriva  seguendo una vecchia mulattiera che si imbocca in prossimità della sbarra di ingresso al grande stavolo in pietra posto sopra il primo tornante della strada che sale verso Pani (località Laurisce). Dopo aver attraversato il Rio Val di Folade si abbandona la traccia che prosegue in falsopiano per seguire in salita sulla sinistra  la mulattiera che porta nei pressi della parete, che si intravede sulla destra in un avvallamento (10 min). L’ombra arriva verso le 14 ma la vegetazione favorisce la scalata anche con il sole, ad esclusione probabilmente delle giornate più calde dell’estate.

Si raccomanda il massimo dell’attenzione nel parcheggiare l’auto. Relazione e schizzo nel solito barattolo alla base delle vie.

Anello di Pecèit/Fontana Panzìt in mtb

•maggio 28, 2020 • Lascia un commento

Due generazioni di inossidabili

Abbiamo recensito questa magnifica discesa una decina di anni fa. Fino a pochi giorni fa non era un percorso straordinario, poi la buona volontà e l’entusiasmo  di qualche appassionato ne hanno quasi raddoppiato lo sviluppo e migliorato la percorribilità. Oggi come oggi il sentiero, che molti runners conoscono come discesa della Staffetta delle Vette di Ravascletto, è un dei più consigliabili della Carnia.

Per la descrizione dell’accesso potete far riferimento al post di Calcarea di allora. https://calcarea.wordpress.com/2011/06/09/valsecca-salars/

Il tracciato è stato arricchito di almeno due sezioni di single trak che lo allungano fin quasi alle porte di Tualis. Ne potete trovare una mappa al link seguente. https://tabaccomapp-community.it/it/percorso/32542-ravascletto-anello-peceitfontana-panzit-in-mtb.

Dal tornante di ingresso, quello dove nella foto vedete il mitico “Ferro” con Gaete, dopo una lunga dorsale si affronta  uno dei passaggi più difficili, uno scalino ripido su zolle erbose scavate. Si entra poi nel bosco e dopo un tratto un po’ fastidioso con radici inizia il veloce toboga nel canale (si può rimanere anche sul bordo sinistro). Poco oltre il prato di località Fontana Panzìt attenzione al bivio: si gira a destra lasciando la traccia principale. Bella sezione scorrevole fino alla pista forestale, che si segue in discesa fino ai due tornanti dove si affronta un primo breve taglio sulla sinistra e poi, attraversando la strada,  la sezione più tecnica: un traverso su bosco ripido e una serie di curve impegnative. Di nuovo sulla pista per lasciarla e imboccare il sentiero CAI 162 che porta all’asfalto. Da qui con quasi costante risalita prima a Salars e poi a Ravascletto.

Sviluppo 17 Km, dislivello 900 mt, difficoltà S2 con 2-3 passaggi S2+.

Complimenti e grazie ad Andrea e agli altri volenterosi locali  che hanno lavorato sui sentieri della zona di Ravascletto per renderli più comodi e ciclabili. Calcarea ringrazia inoltre per l’ennesima volta Gaetano per i sopralluoghi e le visite guidate.

Attenzione: Invidia a Illegio Alta!

•maggio 26, 2020 • Lascia un commento

Grande entusiasmo nella parete Biblica di Illegio sabato scorso, per le prime soddisfazioni pandemiche di scalatori e supporter, insolitamente assembrati in numero di sette, che anche in epoca normale rappresenta una specie di tutto eaurito.

Prima salita da parte di Mattia della placca più difficile del…circondario, un 8b+ (proposto) che coerentemente con tutte le vie di questa falesia porta il nome di una virtù o un vizio, in questo caso uno tra i più diffusi  non solo nell’arrampicata, l’Invidia.

Grande  realizzazione anche per l’inossidabile Ach, che torna agli antichi splendori salendo rotpunkt “Castità”, altro 7c+ vecchia scuola dove ditine e piedini  fanno gli sberleffi ai bicipiti. La Dottoressa aveva salito da par suo, pochi giorni prima, la bellissima “Prudenza”. Mattia ha anche liberato on sight il difficile “Caminismo”.

Prima e dopo il lockdown a Illegio Alta sono stati chiodati numerosi nuovi tiri sia nella zona del diedro camino di sinistra, che nell’impressionante lavagna di destra, dove le difficoltà saranno probabilmente estreme.

La falesia, prediletta dagli appassionati di muri verticali tecnici, si va quindi arricchendo anche di qualche linea più muscolare o inusuale per l’arrampicata sportiva. E’ un posto che rimane al sole fino alle 13 ma  non può accogliere per la sua logistica grandi numeri di scalatori. Anche per questo motivo non lasceremo relazioni in loco. Contattateci in privato per i dettagli.

 

Anello del Monte Sorantri

•maggio 25, 2020 • 1 commento

Scovare un bel giro di mountain bike nei dintorni di Raveo non è facile come trovare una parete rocciosa da chiodare. Basta girare l’angolo e scopri una nuova palestra di arrampicata, mentre per le bici la gestazione è lunga e laboriosa, come nel caso di questo sentiero che attraversa il caratteristico monte che separa il paese dal paradiso di Pani.

Io comunque ve lo propongo, nonostante non sia la “discesa dell’anno”, perchè breve e discontinua. Diversamente dal solito  una delle attrattive di questo  anello è però la salita, che con pendenza incostante ma impegnativa e numerosissimi tornanti si dirige verso “Pani” e poco oltre lo scollinamento imbocca sulla destra una pista forestale (tabella del parco con contrassegno 1A). La pista  attraversa una bella faggeta e poi sale fin quasi alla cima del Sorantri, da cui sporgendosi un poco vi affaccerete sopra  Raveo, raggiungendo quindi il sito di “tombe celtiche” che un profano  rischierebbe di scambiare per ruderi di una casera. Un buon scalatore la farà  tutta in sella.

Dai muretti celtici si va diritti seguendo dei segnavia bianco rossi e poi quasi subito si tiene la destra (attenzione segni bianco rossi non ben visibili, bollino rosso su faggio). Si scende facilmente con ampie curve fino ad imbattersi in un tornante stretto verso destra, seguito dal passaggio più difficile, pochi metri ripidi.

In breve si arriva a una sella, dalla quale il sentiero originale sarebbe sceso a sud, ma è impraticabile per gli schianti di Vaia. Noi seguiamo a nord il canale e dopo un “sottopasso” abbandoniamo la direzione più evidente per risalire brevemente a destra una esile traccia. Dopo un traverso delicato si scende veloci su foglie; a un certo punto si entra in un canalino e qui ci aspetta il tratto più divertente, con alcuni facili e veloci tornanti.

Si arriva su una traccia che seguita verso destra ci riporta con breve risalita alla strada di salita, nei pressi del caratteristico stavolo. Dovrebbe convenire invece girare a sinistra e seguire l’ampia traccia che traversa in quota verso Muina e da qui rientrare a Raveo quando i lavori di sistemazione della strada asfaltata sulla destra Degano dovessero terminare. Questa parte del sentiero, che cartina alla mano dovrebbe riservare una breve risalita finale, è lasciata alla buona volontà dei lettori.

Questo giro, che può essere percorso anche nella direzione Raveo, Muina, Pani, Sorantri, Raveo, verrà apprezzato di più da chi di voi si accontenta di un bell’ambiente e una sgambata allenante. Se avete un po’ di tempo in più, cercate di raggiungere il Convento (Romitorio dei Francescani) e la Chiesetta adiacente, uno dei posti poco noti più suggestivo nei dintorni. Per raggiungerli in breve basta addocchiare in uno degli ultimi tornanti destrorsi una pista erbosa che scende per poche decine di metri.

Dislivello 400 mt circa. Ristoro a Raveo (San Juri e Indiniò tra gli altri).