A walk on the wild slide with Johnny Dawes

•dicembre 13, 2017 • Lascia un commento

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Domandando di Dougan – 11 dicembre Trieste (Teatro Miela)

•dicembre 2, 2017 • Lascia un commento

Nell’occasione della Giornata Internazionale della Montagna, 11 dicembre 2017, le sezioni triestine del Club Alpino Italiano, Società Alpina delle Giulie e XXX Ottobre, lo Slovensko planinsko društvo Trst (Società Alpina Slovena di Trieste) e l’Associazione Culturale “Monte Analogo” intendono restituire alla città la memoria di uno dei più eminenti alpinisti che Trieste abbia prodotto.

Ebbe a scrivere Julius Kugy ” Se fossi il Re delle Giulie, Dougan dovrebbe essere il principe ereditario”. Un’investitura solenne per Vladimiro “Miro” Dougan (1891-1955) il cui valore alpinistico viene considerato pari a quello del suo coevo e più conosciuto e celebrato Emilio Comici. Eppure, nonostante le tante e autorevoli credenziali, scomparso dagli annali e dalla memoria. Condannato, e siamo negli anni ’30 del ‘900, dall’essere d’etnia slovena e dall’aver prestato servizio durante la Prima Guerra Mondiale nelle file dell’esercito austro-ungarico.

Si sono assunti il compito di ricostruire la memoria di Dougan Giorgio Gregorio e Flavio Ghio e attraverso le immagini e le parole ridare al concittadino la giusta collocazione nella storia e a farne conoscere la figura, le realizzazioni alpinistiche, i pensieri. Lo fanno attraverso un film, Domandando di Dougan, che verrà proiettato in anteprima lunedì 11 dicembre alle ore 21.00 al Teatro Miela, in Piazza Duca degli Abruzzi 3 a Trieste.

Interverrà l’alpinista Mario Di Gallo sul tema “Alpi Giulie e Carniche: montagne del silenzio”

L’ingresso alla proiezione è libero.

Con il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Trieste.

Segreteria Organizzativa

Monte Analogo

info@monteanalogo.net

tel. +39 040 761683 cell. +39 335 5279319

Falesia di Avasinis

•novembre 24, 2017 • Lascia un commento

Riceviamo da Luciano Regattin i dettagli su questa nuova e graditissima falesia di arrampicata della Pedemontana

Piccola falesia attrezzata in queste ultime settimane, con prevelenza di vie attorno a 6b/c e 3 tiri più impegnativi, di cui uno da liberare. La roccia è un calcare grigio e giallo a buchi e tacche a volte pungenti, simile a quello della falesia di Pioverno, ma senza canne, leggermente strapiombante.

Esposizione est, sole fino a mezzogiorno.

Nonostante la base sia comoda, non è adatta ai bambini per l’esposizione su un pendio ripido.

Le difficoltà indicate sono suscettibili di variazioni, anche in base alle eventuali indicazioni dei ripetitori.

Avvicinamento

Parcheggiata l’auto all’inizio della vecchia strada che dal cimitero di Avasinis portava a Peonis, nei pressi del cartello di divieto di transito, proseguire a piedi lungo la stessa per circa 200 metri, oltrepassando il canale di scolo della cascata (attiva solo in seguito a piogge intense); a questo punto sulla destra (ometto ben visibile) ha inizio la traccia a tratti ripida (numerosi ometti e corda fissa al termine) che conduce alla parete.

In totale 10 minuti dal parcheggio.

Dolina di Risnik

•novembre 8, 2017 • 5 commenti

In fuga dalla prima neve cerchiamo come sempre rifugio a Trieste, più precisamente sul Carso, dove il solito uccellino ci ha suggerito un “nuovo” vecchio posto, a due passi da Basovizza, sprofondati in un’ampia dolina dove  da decenni sonnecchiano alcuni autentici viaggi nello spazio arrampicatorio, tiri interminabili anche di 40 metri, appena richiodati e su roccia tra discreta e ottima.

Non staremo a tediarvi sul perché un posto interessante come questo sia praticamente sconosciuto non dico ai triestini ma di sicuro ai furlani: ci sarebbe da riesumare la  stantia retorica del ciapa e tira contrapposto allo sdoganamento dei piedi, della scalata a vista contro la ginnastica del superlavorato. Io ho già dato la mia parte di fegato, non posso far altro che informare sulle opportunità e compiacermi che in questi posti almeno non si trovi mai affollamento, ma semmai i soliti noti, magari in vena di ricordi avventurosi.

Così tra un tiro e l’altro, quasi tutti degni di menzione, ci siamo goduti i racconti di  straordinarie imprese e cartelle spaziali della coppia che riconoscerete di sicuro nella foto: già questo avrebbe ripagato del viaggio. La falesia è ben recensita sulla nuovissima guida della Slovenia edita da   Sidharta, completa ma anche completamente asettica. Del resto, a tener alto l’interesse sarebbero bastate le impprese di Marino e Ariella.

Abbiamo scalato nel settore centrale, quello con l’enorme pilastro giallo grigio, dove troverete una serie di vie di crescente impegno dal 5c al 7b, dai 18 ai 40 metri (giusti!), tutte di recente  richiodate inox a fix o resinati. Alcune indicazioni su vie imperdibili: Damjanova 35 mt 6b, Mihov Raz 450 mt 7a, Plava smer 6c+ 18 mt, Harpo 33 mt 6c. Tutte le valutazioni sono strettine, la chiodatura è giusta.

Logistica: si oltrepassa il vecchio confine di Basovizza e si prosegue per una decina di minuti in auto fino a raggiungere il paese di Divaca. Sulla curva prima dell’abitato parcheggiare nei pressi di un cartello e seguire l’evidente sentiero che scende in dolina. Tre settori, una quarantina di vie in tutto, esposizione sud ma il sole sparisce verso le 16.

I segreti geologici del Monte Bivera

•novembre 6, 2017 • Lascia un commento

Autunno 2017 incandescente per le chiodature.

•novembre 5, 2017 • Lascia un commento

Per fortuna, diversamente da altri luoghi, l’unico fuoco che si è propagato in quest’autunno in Alto Friuli è quello della chiodatura di nuove vie o falesie, dalle montagne alla pedemontana.

Nelle pareti  di questa  zona registriamo un nuovo tiro, il più facile della parete, a Pioverno. E’ il primo da sinistra, difficoltà inferiore al 6a. Sempre Giulio ha anche chiodato una variante diretta a “Piovernik”.

A Vigant una pulizia esemplare da parte di Damiano & C. della base della falesia bassa l’ ha preparata per la sua stagione preferita, l’inverno. Anche a Bordano ho sentito di nuove vie o varianti, di cui attendiamo notizie.

La novità più sensazionale per questa zona è però la nascita di una nuova falesia ad Avasinis, nei pressi della grande cascata. Luciano e compagni stanno chiodando una prima fascia basale, dove sono già quasi pronti 6 tiri e sembra ci sia l’intenzione di “attaccare” gli strapiombi gialli che ogni climber di passaggio ha di sicuro notato. A breve i dettagli, che per adesso potete chiedere ai chiodatori.

A Sauris sembrano esaurite le possibilità di inventare qualcosa nel settore intermedio, quello di “Scagazzum magnum” per intenderci. Di recente Mattia ha liberato “Il Sistema Periodico”, probabile 7c+/8a. Alla sua sinistra rimangono da provare due nuovi tiri, brevi ma intensi.

Sembra sia imminente l’inaugurazione della nuova falesia di Tolmezzo, il Gjalinar di Betania, dove Stefano Verzitti  ha chiodato una bella serie di vie dal 5b al probabile 7c. Si tratta dell’evidente muro grigio che  costeggia la strada che va ad Illegio, a fianco delle ultime villette a schiera e, ovviamente, di un pollaio. Un grande lavoro di pulizia , di sistemazione della base (merito di Simone)  e una chiodatura oculata hanno fatto uscire dal cilindro  una serie di itinerari  di grande bellezza e interesse, tutti attorno ai 25 metri o poco più. Ne abbiamo provati diversi e vi garantisco che non hanno nulla da invidiare alle più belle vie della zona. Solo per farvi tirare la gola,  citiamo i nomi di quelle che si sono piaciute di più, in attesa della relazione ufficiale: “Paolini”, “Ghiro Pratico”, “P.S. I love you”, “Milioni di Opilionidi”, “Chiodo Fisso”, “Zelena”  “Il Coppa” e “Il Gjalinar”. In attesa dello schizzo ufficiale potete chiedere informazioni al chiodatore o ai numerosi climbers che hanno già curiosato la parete.

Concludiamo presentandovi lo schizzo aggiornato di Avostanis, per gentile concessione di Chiodo Fisso che ci ha di recente organizzato un fortunato meeting.

La Fiesta dal Cjalcìn domenica 22 a Prato Carnico e Osais

•ottobre 16, 2017 • Lascia un commento