Geoescursione a Pramosio

•luglio 18, 2019 • Lascia un commento

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Geoescursione sul Monte Avanza

•luglio 8, 2019 • Lascia un commento

Discesa da Niveragne a Sezza.

•luglio 7, 2019 • Lascia un commento

Venerdì scorso tutto poteva capitarmi fuori che imbattermi in  una magnifica mulattiera, bella pulita e scorrevole, proprio fuori casa. Merito di qualche cambio di programma, una buona dritta e un po’ di fortuna.

Partito a orario da evaporazione per andare in Marcelie a fare la down hill, mentre salivo oltre Sezza ho pensato che avrei potuto pentirmi della decisione presa la sera prima al Tripoli. E mi son ricordato della pista segnalata da Giaz che collega Marcelie a Niveragne, uno stavolo famoso tra i bikers per la discesa bobbistica verso Zuglio.

Giunto con fatica alla fine della pista, bella scorrevole, quando mi son trovato davanti la trattorabile descritta dal Giaz, che però continuava a salire, preso dallo sconforto mi son seduto a mangiare una barretta e bere le penultime gocce dalla borraccia.

Così mi cade l’occhio su una traccia che, meraviglia!, scende sulla destra. Chissà che non mi porti in Niveragne senza dover faticare! Pochi minuti di veloce discesa nel bosco e prima delusione: la traccia va a sbattere su un  capanno degli “amici” cacciatori della zona.

Sto già imprecando per l’imprudenza e l’eventualità di dover spingere a ritroso il mezzo fino alla pista, quando mi accorgo che la traccia sfiora il capanno e scende alla sua destra. Rischiare o faticare? La terza opzione, avere una cartina Tabacco caricata sullo smartphone con posizione gps, è già da qualche anno chiusa in una scatola in qualche angolo di casa mia, in attesa di un parto che sembra ogni giorno imminente.

Comunque: la decisone più comoda ma anche più incosciente è scendere. Per fortuna la traccia è evidente e disegna ampi tornanti nel bosco. Qualche segno di vernice giallo senape scolorito mi rinfranca.

Dopo l’unico schianto incrocio un sentiero con una piccola icona lignea. Verso sinistra potrebbe portare all’agognata Niveragne, ma in salita! Decido ancora una volta per l’incognita meno faticosa e vado a destra.

Da qui in poi la traccia è sempre più marcata e i muretti a secco o qualche zona di fondo lastricato fanno pensare a una vecchia mulattiera.

E’ evidente qualche segno di passaggio, ma pedestre. Superata una radura con un po’ di faggi tagliati di recente ed accatastati, arrivo in vista delle prime case lungo un colatoio sassoso. Una tabella con scritto Via Diveragne suggella il risultato finale: salvo!

Ci metto un po’ a capire che non sono a Zuglio, come pensavo, ma a Sezza. Volendo potrei anche risalire fino in Marcelie e farmi la down hill. Ma preferisco non sfidare ancora la buona sorte e tornare all’auto in picchiata lungo la provinciale.

In ogni caso, consigliabile!  Dislivello da Zuglio forse 700 mt, difficoltà S1 (facile). In discesa da Sezza si potrebbe provare a rintracciare il sentiero che scende dai prati a valle della Cappelletta presente sul curvone. Che sia ancora praticabile?

PS. Dulcis in fundo. Vado a leggermi i post di Calcarea per trovare qualche notizia sulla discesa da Sezza a Zuglio e mi accorgo di aver probabilmente già fatto, nel 2015, anche la mulattiera che mi è sembrata sbocciata dal nulla venerdì scorso.  Ovviamente la salita fu quella classica di Navantes, perchè la pista da Marcelie non esisteva, se non in parte.

Però non me la sento di cancellare tutto il romanzo qui sopra. Prendetelo come una primizia. Dicono che una delle poche cose belle dell’Alzheimer è questa: tutto ti sembra nuovo!

 

Discesa da Valsecca a Ravascletto (CAI 152) agibile!

•luglio 3, 2019 • Lascia un commento

Breve post per confermare che una delle discese mtb classiche della nostra zona è completamente agibile, almeno nel tratto che dai ruderi di Casera Valsecca porta fino Ravascletto, lungo il sentiero CAI 152. Ripuliti anche i “tagli” a valle della Maina di Mont.

 

Il ghiacciao nascosto di Razzo

•luglio 2, 2019 • Lascia un commento

Arrampicare in Val di Landro

•giugno 26, 2019 • Lascia un commento

La Val di Landro è un’incantevole angolo di Dolomiti a due passi dalla Carnia, dove negli ultimi anni sono state attrezzate numerose falesie di arrampicata sportiva, che siamo andati a perlustrare in un fine settimana rubato al lavoro e a “Fratelli d’Italia”.

Il posto non mi era del tutto sconosciuto, perchè sede di alcune memorabili gite scialpinistiche. Il dubbio che la  dolomia potesse riservare delle sorprese, nel bene e nel male, non è stato del tutto risolto da questa breve visita. Restano però la meraviglia del paesaggio e l’ottima ospitalità del bed & breakfast Haus Alpeneim  a Dobbiaco. E in ogni caso in buona compagnia tutti i posti sono belli!

In periodo di caldo torrido, la Val di Landro può essere una opzione da tenere a mente, anche se per la verità la gran parte delle pareti chiodate non è del tutto ombreggiata.  Noi abbiamo visitato cinque posti, dei quali uno solo è decisamente “estivo”, ed offre uno scorcio incantevole sul lago e su alcune cime sovrastanti la località di Carbonin.

Si tratta del settore chiamato Durrensee, cui si accede con una rilassante camminata di una ventina di minuti, compreso il guado del torrente che risulterà più gradito al rientro, ma solo per  i pochi secondi necessari ad attraversarlo, pena congelamento. Due settori verticali di giusto compromesso tra tecnico e fisico, con chiodatura non ascellare e qualche sosta migliorabile.

Va detto che le falesie della valle sono in corso di riattrezzatura, mentre già dotato di materiali ineccepibili è il nuovo settore “Walter”, quello che ci è piaciuto di più. L’accesso è lo stesso del classico settore “Franchi”, salvo che  dopo pochi metri di sentiero va imboccata a sinistra una ripida traccia che sale nel bosco per una decina di minuti. Una bacheca con lo schizzo della parete completa il lodevole lavoro fatto.

Abbiamo scalato anche alla “Stube”, falesia con più settori adatta ai top che prediligono gli strapiombi. Come negli altri settori della valle, le difficoltà tendono alla stitichezza.

La prima falesia che si incontra arrivando da Misurina è composta di tre settori. Non ci abbiamo scalato ma ci è sembrata interessante. Il settore “Franchi” è un po’ triste come ambientazione, ma credo sia molto frequentato per le alte difficoltà e la possibilità di scalare anche con pioggia.

In complesso quindi un gran  lavoro su roccia non sempre impeccabile, almeno per chi frequenta assiduamente il calcare carnico. Ma il posto è splendido e può risultare molto alettante nei periodi di gran caldo. Trovate le relazioni sulla guida “Dolomites” di Vertical-Life o su “Falesie a Cortina” Idea Montagna Editore.

Vi ricordiamo che in fondo alla Val Rienza, che dal lago di Landro si dirige verso le Tre Cime di Lavaredo, c’è una parete con due multipitch che i ripetitori assicurano essere splendide.

Mtb in Carnia dopo la tempesta “Vaia”

•giugno 24, 2019 • 11 commenti

Ad estate ormai esplosa, è forse il caso di fare un primo parziale bilancio dell’attività di ripristino dei sentieri carnici danneggiati dal ciclone di fine ottobre scorso.

Questo elenco, che spero qualche lettore voglia integrare con notizie di cui è a conoscenza, è possibile solo per merito di tanti gruppi o singoli appassionati, che volontariamente o finanziati dalle ingenti risorse economiche  stanziate, stanno lavorando alacremente anche in questo momento per rendere transitabile la nostra meravigliora rete sentieristica.

Nella conca tolmezzina sono stati ripristinati i sentieri che da Curiedi scendono verso Fusea, il troi di Gaete da Cazzaso a Casanova (Florence), i due sentieri che da Marcelie scendono  alla chiesa di Terzo (down hill e variante bassa o troi di Armide). Non ho notizie sul sentiero che collega Marcelie a Formeaso. Il sentiero di Cuel Maior è quasi completamente percorribile (schianti consistenti nei pressi dell’arrivo alla piazzola di Curiedi).

In zona Cavazzo per fortuna agibili i due sentieri di Grialez, verso Cesclans e verso Alesso.

In zona Verzegnis agibile il percorso del Monte Navado, mentre due schianti (uno evitabile e uno sanabile con seghetto a serramanico) son presenti nel trail che da Cjampaman scende verso Invillino- Madonna del Ponte.

Dalle parti di Illegio un solo schianto è ancora presente sul sentiero che scende alla polveriera dei Rivoli Bianchi. Non ho notizie su quello che da Monte Oltreviso (“vite mee”) porta a Illegio. Percorribili le discese da Sella Dagna a Illegio e dal Ricovero Cimenti a Illegio (sentiero Cornons)

Nella Valle del But è percorribile la discesa da Gjaideit a Imponzo (portare un seghetto a serramanico per due piccoli nuovi schianti), il sentiero del Bivacco Lander (solo dal bivacco verso valle), il Troi das Termes da Fielis ad Arta e il troi di Zui da Fielis a Zuglio. Non percorribile quello di Vaupis da Malga Dauda a Zuglio, non ho notizie su quello da Navantes a Zuglio stessa (degli stavoli Niveragne) o su Plan d’Aur.

A nord la situazione è di sicuro più grave. In zona Monte Croce è ciclabile il bel collegamento tra Malga Collina Grande e Val di Collina, mentre il sentiero che riporta alla statale, bonificato per il trail di corsa in montagna, non è attualmente consigliabile in sella.

Risulta ciclabile il collegamento da Dimon a Malga Pramosio e una parte delle scorciatoie della pista di servizio della Malga. Non ho notizie sui sentieri della dorsale Crostis, Zoufplan, Tenchia. P.S. percorribile collegamento Zopuflan-Casera Monte Terzo

In zona Forni di Sopra si hanno notizie del ripristino del sentiero che da Casera Tragonia riporta in paese, non ho capito se il 209 o il 223 (leggete i commenti a questo post per la precisione). In lavorazione anche l’anello degli stavoli Pantiane, almeno dagli stavoli stessi a Lunas (qualche nuovo schianto recente poco sotto Pantiane). Per chi fosse interessato a questo anello, la pista che da Caprizzi sale verso la dorsale del Monte Iouf è ben pedalabile. Giunti allo scollinamento (Cappelletta) non conviene traversare in quota verso gli Stavoli Iouf, ma abbassarsi fino al 3° tornante della pista che scende verso Cima Corso. Qui una bretella di pista porta a ricongiungersi col  sentiero CAI 239, che nel  tratto fino a Pantiane è quasi completamente libero da schianti.

In generale mi pare che la zona di Moggio, Val Aupa e Val Alba comprese, non abbia subito danni importanti. Lo stesso in Val Resia, dove comunque sul Sentiero di Matteo da Ta Va Rawni a Stolvizza qualche segno di passaggio delle motoseghe è evidente. Di sicuro pulite le discese verso Coritis da Malga Berdo e Casera Canin. Agibile anche l’anello di Tugliezzo e Cuel Lunc, sia della discesa verso Ravorada che verso Povici.

Invitiamo i bikers che leggeranno questo post a farci pervenire più informazioni o commenti possibile. Grazie a tutti!

PS: ultime novità. Agibili i sentieri da Givigliana a Sglinghin (cimitero Rigolato) e a Vuezzis, come anche la discesa da Sella Bioichia a Givigliana. Anche la discesa dal Monte Talm a Valpicetto è stata bonificata dalle squadre del CAI.

Percorribile anche la discesa da Valsecca a Ravascletto e forse quella verso Salars (ultimo tornante prima di Valsecca, in pratica la discesa della staffetta)

Non agibile, diversamente da quanto scritto sopra, il Troi das Termes.

In zona di Lanza ci viene segnalata la quasi completa ciclabilità della bellissima discesa da Passo Lodinut a Malga Lodin e da questa a Ramaz. Rimangono una decina di schianti nella parte bassa, poco sopra Casera Ramaz, facilmente evitabili.