Corto Montagna 2016

•dicembre 4, 2016 • Lascia un commento

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Novità a Madrabau (Villa Santina)

•dicembre 1, 2016 • Lascia un commento

 

 

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L’ultimo post pubblicato su questa popolarissima falesia invernale dell’Alto Friuli risale al 2012. In questo frattempo sono state chiodate  alcune vie nuove e rimesse un po’ a posto alcune delle vecchie. Eccovi un riepilogo delle novità.

Il piccolo settore destro è finalmente agibile e ripulito, ha una manciata di vie di livello medio basso, di cui si sentiva la mancanza in questa frequentata falesia. Partendo dall’estremità destra, trovate ora due viette che confluiscono alla stessa sosta. La prima, “La resa dei tonti”, è un 6a + che ha un passaggio di partenza a prima vista durissimo, ma l’apparenza inganna. La seconda via è “Pirla di saggezza”, forse più vicina a 6b. Le due vie hanno un simpatico allungamento, che aggiunge mezzo grado di difficoltà.

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Il terzo tiro, anch’esso con partenza dal piccolo pulpito di pungitopo, ha una bella sezione centrale di dita che fa lievitare la difficoltà a 6b+. Si chiama “Lapo teosi”. Ancora più a sinistra una fessura-diedro non imperdibile, di difficoltà più contenuta, attorno al 5a (“Cazzone sopra”). Questi due ultimi tiretti finiscono alla sosta di “Omino Jack”, grazioso 5b.

All’estremità opposta della parete, prima di salire alla cengetta che introduce alle vie più dure, è nata una bella via a di 25 metri (“Il custode di Madrabau”), che concentra la difficoltà di 6b+/c nello strapiombo iniziale e finisce alla sosta di “Rumore Bianco “. Visto che questa sosta si porta la responsabilità di numerose moulinette, servendo anche per un gettonatissimo riscaldo (“Practice makes perfect”), è stata rinforzata con un terzo spit.

E’ in programma a breve la richiodatura di “Arpa d’erba” e della “Resa dei conti”

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Falesia di Pioverno (San Simeone)

•novembre 21, 2016 • 4 commenti

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Per consolarvi del maltempo pubblichiamo alcune notizie sulla nuova falesia a canne di Pioverno, chiodata  nel giro di un mese e mezzo (19 tiri) e già in parte collaudata da molti entusiasti frequentatori, che hanno contribuito a provare e pulire alcune  vie e migliorare il sentiero di accesso.

Avvistata da molti climbers, che hanno lasciato  qualche segno dei loro sopralluoghi, questa straordinaria paretina dalla morfologia piuttosto atipica per le nostre parti, è ora frequentabile anche se molti tiri non sono stati liberati o addirittura provati. Ma finora lo spirito che ha caratterizzato questo incantevole luogo, con vista suggestiva sul Tagliamento, Venzone, Plauris e Chiampon, è stato di assoluta libertà. Anzi: chi è già venuto a scalarci è stato il benvenuto. Se libera e pulisce un tiro ancora di più!

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L’orientamento a sud est concede il beneficio del sole fino alle 14, a partire dal primo mattino. Le vie, dai 16 ai 24 metri,  sono quasi tutte caratterizzate da canne e concrezioni, ma la scalata è comunque abbastanza varia. Le difficoltà vanno dal 6a+ all’infinito, anche se pare improbabile che si possa superare il 7c+.  Ci si arriva parcheggiando nello slargo di fronte a un tavolone di pietra, nei pressi di un rio, sulla strada tra Bordano e Pioverno. Il sentiero aggira la rete paramassi e in 10 minuti vi porta al dunque.

Ringraziamo Filippo che ha pulito il sentiero senza mai riuscire a scalare, Alberto che ha regalato un po’ di soste, Stefano kurtz , Fabrizio, Beppe bisiacco  e compagnia che hanno pulito e provato e liberato alcuni tiri “alla cieca”, Damiano factotum, Pierpaolo, Chiara, Mario DG e  molti altri che hanno reso popolare questo posto quasi prima che nascesse.

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Elenco delle vie da nord (destra) a sud:

  1. Udorovich   6a+   *
  2. Chi l’ha vista? 6b  *
  3. Trauma cannico 6c+  *
  4. Con la quale 7b  #
  5. Le farmaciste  NL (7c?) #
  6. Arboreto salvatico NL (7b+?) #*
  7. Duca Conte 7a+ * (a destra della canna gialla)
  8. SN  7a #
  9. SN NL #
  10. La gatta al lardo 6c * (a destra della grande canna nera)
  11. Kanna sutra 7a+ #
  12. Farfalline NL *
  13. SN NL  #
  14. SN 6c #
  15. Mano Fredda NL (7b+?) *
  16. Placcanna NL ( almeno 7c ) * Muro giallo
  17. Occhio di gomito  NL *#
  18. SN NL #
  19. La lingua batte dove il clito ride NL #

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Le ultime tre vie dovrebbero essere abbastanza facili, attorno al 6b, massimo 6c. Per scalare quelle  della parte sinistra occorre fare attenzione a muoversi sulla comoda ma friabile cengia basale, che attrezzeremo quanto prima con un corrimano di corda fissa. Le vie con l’asterisco sono state chiodate da Gianni, quelle con il cancelletto da Giulio, che ha il merito di aver voluto comunquemente avviare il cantiere.  Se provate o gradate qualche via scrivete sul quaderno   notizie o consiglii. Il coniglio che è forse in voi , invece, potete lasciarlo in auto perché le vie sono chiodate generosamente.

La falesia di Pioverno è dedicata a Nick.

Falesia del San Simeone (Bordano)

•novembre 17, 2016 • Lascia un commento

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Su gentile invito di Calcarea, anche se in ritardo di un anno, ho deciso di recensire la Falesia del San Simeone. A dire il vero, come specificato in uno degli ultimi post del blog sopra citato, ho avuto qualche remora nel segnalare questo nuovo sito a causa di alcune critiche relative alla pulizia di certe vie. In realtà avevo notato questa bella parete  parecchi anni fa,  contemplando la possibilità in futuro di cimentarmi nella chiodatura della stessa; con sorpresa, anni dopo ho scoperto che anche Paolo Pedrini aveva avuto la stessa idea. Ma la decisione assoluta di intraprendere i lavori è scaturita durante la prova del percorso del Vertikal San Simeone , dato che  il sentiero su cui si svolge la gara passa molto vicino alla parete ed anche se in pieno affanno e con gli occhi fuori dalle orbite dalla fatica è stato impossibile non vederla . Per me era chiaro che queste rocce ben visibili dalla pianura sarebbero state ideali per una falesia.

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La location particolarmente panoramca, l’esposizione favorevole per il periodo invernale e la roccia che nella maggior parte si è rivelata ottima ha dissipato ogni dubbio. Così,  sentiti i soliti noti che di chiodature han esperianza, con grande entusiasmo e dopo qualche ulteriore sopralluogo, io e Pierpaolo abbiamo cominciato i lavori . In poco tempo e precisamente da ottobre 2015 a dicembre dello stesso anno abbiamo chiodato quasi una ventina di vie. Il lavoro è stato piuttosto faticoso ma di grande soddisfazione , anche se in alcuni casi le partenze delle vie non sono state pulite a dovere.La parete presenta uno zoccolo basale a volte sporco di terra e qualche blocco da disgaggiare,  ma  appena superato  si  lascia scalare su una roccia sorprendente . Ne sono uscite parecchie vie splendide con roccia a gocce ed un grip speciale e nel mio piccolo posso tranquillamente annoverarle tra le piu belle che ho scalato.

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Prevale un arrampicata tecnica, che necessita di un accurato uso dei piedi e che, per chi ama la scalata a vista, non è sempre di facile lettura. Segnalo a tal proposito alcuni tiri imperdibili : Neri per strada ( 6c+), Italico carrozzone ( 6c+), Gjelme (7a+) Cene di classe (7b+), Nuvole rosa (7b),Oggy e i maledetti scarafaggi (7c), Big jonny (6c+) e Per grazia ricevuta (7c /c+), quest’ultima da liberare. Per chi si vuol cimentare su tiri piu duri c’è il grande tetto che sicuramente potrebbe dare filo da torcere ai piu esigenti. Come ho detto sopra, ma  ci tengo a ribadirlo, alcune partenze sono da migliorare ma non credo che questo sminuisca la bellezza dei tiri e del posto. Naturalmente questo è un giudizio assolutamente di parte non solo mio ma anche di quelli che la pensano come me e che sanno divertirsi anche in condizioni non perfette . D’altra parte fare un lavoro che soddisfi tutti non è semplice specie nei ritagli di tempo e forse con maggiore frequentazione e un po’ di buona volontà da parte del popolo dei climber giovani e meno giovani si supererebbero con facilità queste piccolezze . Vi  consiglio comunque vivamente un giro, specie in pieno inverno poiché l’esposizione ed il clima mite rendono il posto ideale per l’arrampicata.

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Inoltre la visuale sulla pianura friulana con i tramonti che si possono ammirare ripagheranno ampiamente dell’avvicinamento e del brivido di qualche scaglia instabile. Concludo ringraziando Paolo per la gentile collaborazione e l’entusiasmo profuso durante i lavori ed insieme anche Gianni che ha chiodato uno dei piu bei tiri . Ho deciso inoltre di dedicare due vie a due persone che sono mancate durante il periodo dei lavori e ci tengo a ricordarlo : Gjelme e Big Jonny. La prima dedicata alla mamma di Alberto che ho avuto il piacere di conoscere pochi mesi prima e la seconda all’ indimenticabile ( per me e per molti altri) Gianni Donolo gestore del pub Stella d’oro di Gemona, mescitore di ottime birre ed amico impagabile. Una delle piu grandi soddisfazioni da chiodatore è stata vedere Alberto (Il principe) fare a vista, durante la prima visita a questa falesia, il tiro dedicato a sua mamma. Così un anno dopo, non mi resta che augurare buone arrampicate a tutti qui nel comprensorio di questa particolare montagna che sta riservando e riserverà  importanti sorprese, ricordando che a volte bisogna solo crederci…

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Accesso : da Bordano in direzione di Interneppo , in prossimità della sella si gira a destra imboccando la strada che porta sul San Simeone.La si percorre per circa 1 km parcheggiando sulla destra in prossimità di uno spiazzo di fronte al muro di contenimento. Lasciata la macchina,si torna indietro per 200 metri circa e si imbocca una strada forestale. La si segue fino ad incrociare il sentiero Cai sulla destra che si percorre per circa 15 minuti. In prossimità di una radura (ometti) sempre sulla destra si imbocca la traccia che in traverso porta sotto la parete.

Di seguito le vie partendo da sinistra (ovest):

  1. La segretaria delirante (non liberata)
  2. Big jonny ( 6c+)
  3. Per grazia ricevuta ( probabile 7c/c+)
  4. Variante dritta a “per grazia ricevuta” scaglie di saggezza (probabile 7c)
  5. Oggy e i maledetti scarafaggi (7c)
  6. Pangullit ( non liberata)
  7. Meccanici e bulloni (non liberata)
  8. Mancunquart
  9. Nuvole rosa (7b)
  10. Neri per strada (6c+)
  11. Italico carrozzone (6c+7 a)
  12. Gjelme (7 a+)
  13. Cene di classe (7b)
  14. Variante destra cene di classe “ over 40” (non liberata)
  15. Fico secco 6c
  16. Uva passa 6c/7a
  17. Riello 6b+
  18. Senza nome non liberata (parte in comune con Riello, poi devia a destra)img_6143

 

 

San Simeone climb

•ottobre 25, 2016 • 2 commenti

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Sebbene la sua fama sia legata a una catastrofe, il Monte San Simeone continua a vivacchiare nella sua invidiabile posizione dominante, frequentato da escursionisti, ciclisti e di recente anche da famelici runners. E ci sopravviverà di sicuro, nonostante da qualche mese lo si stia stuzzicando con punte battenti di acciaio, incuranti di quel che  covano le sue viscere e di quanto si mormori della sua dignità geologica.

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Destino ingrato, se al danno si unisce la beffa! Hai causato un po’ po’ di terremoto, che male può farti se si mette in dubbio la solidità delle tue pareti? Sembra invece che sul San Simeone ci sia anche roccia buona  e che addirittura ci si possa scalare! Questa parziale riabilitazione sta avvenendo soprattutto per merito di Giulio Moscatelli, il serial driller  della pedemontana friulana, che non sazio delle  tre falesie chiodate negli ultimi due anni (Stella, Crosis e Vigant restiling)  ha allungato  nell’ autunno 2015  un tentacolo  anche sul versante sud  dell’ epicentrica montagna.

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In poche settimane, spalleggiato da Pierpaolo Pedrini (chiodatore del Ventaglio e del suo doppio) ha tempestato di spit la riconoscibile barra rocciosa posta a fianco del sentiero CAI, realizzando una ventina di itinerari dedicati all’inverno, agli appassionati di muri verticali  e di  difficoltà medio-alte (dal 6b al 7c+, diciamo).

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Della parete, stranamente, non circolano informazioni dettagliate e non è stata mai realizzata e  pubblicata una relazione. Visti i giudizi di alcuni frequentatori, molto critici sulla pulizia e solidità di alcune vie, Giulio ha deciso di non divulgarla  se non agli amici. Noi ci siamo stati sabato, chi per la prima volta e chi, come me, per l’ennesima.

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Nonostante su alcune vie ci sia ancora qualcosa da fare in termini di pulizia, ci sentiamo di consigliarvi assolutamente questo posto. Speriamo quindi che Giulio accolga il nostro invito e ci faccia avere la relazione della parete, che ha davvero qualcosa da aggiungere alla  scalata dei nostri inverni: bel panorama, avvicinamento ed esposizione ideali, alcuni tiri memorabili per dita e piedi che non disdegnano le sfide. In fondo, qualche metro di scalata “alpinistica” nel complesso di una via di 25-30 metri non è poi così male; qualcuno sostiene anzi che “formi il carattere”!

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Una parete che raccoglierà invece il 100% dei consensi è quella che Giulio ha scovato sul versante sud est del San Simeone e che stiamo alacremente chiodando da due settimane. Qui la scalata sarà meno tecnica, ma assolutamente inedita per l’Alto Friuli: canne, solo canne, fortissimamente canne! I lavori sono ancora in corso (dieci tiri già spittati), ma l’impressione è che le difficoltà siano anche qui comprese tra il 6b e il 7c, per una quindicina di vie attorno ai 20 metri, orientate a sud est. La roccia è perfetta, il panorama ancora più suggestivo, l’avvicinamento attorno ai 10 minuti, la fine lavori è prevista entro dieci giorni.  Più di qualcuno l’aveva adocchiata, ma c’è stato  bisogno dell’entusiasmo e della buona volontà di Giulio per tradurre le parole in fatti.

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Ci sono chiodatori più o meno bravi o esperti.  E ci sono chiodatori più o meno generosi: c’è chi si occupa  solo dei “progetti” adatti al suo livello  e chi si sente realizzato anche  per aver scovato un magnifico 6a. Giulio appartiene alla seconda categoria, sia nella scalata che nella vita: il “braccino” per lui è solo quello gonfio prima del passo chiave, non di sicuro quello che calcola il rapporto tra i costi e i benefici di qualche centinaia di spit e di ore di lavoro, che in fondo  sono anche divertimento. L’importante è che le vie piacciano e vengano frequentate; si pensa anche al podio, ovviamente, ma non solo a quello!

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Per finirla col San Simeone, c’è da aggiungere   un piccolo cantiere appena iniziato  che, come il topolino con la montagna, potrebbe partorire addirittura una breve ma divertente “multipitch” di 4 o 5 tiri. A breve scadenza  tutti gli aggiornamenti!

Per la verità su questa montagna ci sono stati altri tentativi concreti di chiodare delle vie di arrampicata sportiva. Lungo la pista ciclabile tra Pioverno e Cavazzo  erano comparsi degli spit su una placca a prima vista un po’ infida. Tra Pioverno e Bordano, nei pressi di una piccola area di sosta con tavolone di pietra, ci sono due vie che corrono lungo un rio. Sopra Bordano e Interneppo, infine, si sa di alcuni lavori poi abbandonati. Che questa sia la volta buona?

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Joyce Carol Oates on Bob Dylan

•ottobre 14, 2016 • 1 commento

Celestial Timepiece

I believe these things are true about Dylan, as they are true about any genius: 1. He is unstoppable. 2. “He” is both an individual and a medium, a process by which certain energies are released, and the “he”—the man, Bob Dylan—arranges and invents and occasionally exploits the forms in which these energies are released. 3. As fast as people imagine they are following his “career,” he is always ahead of them and therefore no longer interested in their opinions; not out of modesty, but because he has work to do. 4. If there had been no era of protest, no civil-rights involvement, no Vietnam War—still, there would be a Bob Dylan, because the energy he represents would have been channeled into another area.

Letter to the Editor, Esquire, August 1972, p. 14

Joyce Carol Oates
London, England
August 1972


“Dylan at 60”

Originally published in Studio A: The Bob Dylan Reader, 2004

DYLAN! When…

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Rifugio Vualt e Jouf di Muec

•ottobre 13, 2016 • Lascia un commento

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Con tutti gli itinerari presenti in Val Alba, proporre di sciropparsi la spigolosa salita fino al ricovero Vualt solo per farsi 200 metri di dislivello in discesa, belli quanto si vuole, è di sicuro un azzardo. Sta di fatto che, sollecitato dalla descrizione di Giorc,  questa sfiancante sgroppata  me la solo davvero fatta, seppur con una certa sofferenza.

E dopo una breve sosta al Rifugio son sceso lungo il sentiero consigliatomi, che parte proprio di fronte al bivio per Vualt (cartello con lettera P) e riporta al parcheggio auto che si supera in salita, quello usato dagli escursionisti diretti verso il Bianchi e le sue cime. Che dire? Una vera chicca! Veloce, facile, divertente, immerso in una faggeta spettacolare.

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Ovviamente non si può pensare di farsi tutta questa salita per una soddisfazione che, intensa quanto si vuole, dura solo pochi minuti. Così ho deciso di fare un giro sulla temibile discesa dello Jouf di Muec, dove ero stato solo una volta.  Dopo il parcheggio “del Bianchi” si scende su asfalto fino alla curva che ci ribalta dalla Val Alba alla Val Aupa, imboccando una pista inghiaiata.

Si seguono subito sulla destra  i bolli gialli di vernice e le tabelle “Troi dal Maestri” su sentiero e strada bianca, per rincorrere poi l’eterna dorsale di saliscendi che porta in cima allo Jouf. L’itinerario è perfettamente decespugliato e molto ben tenuto. La discesa ha una prima parte impegnativa (S2+?) e una seconda più veloce e rilassante. E’ una discesa che ogni appassionato di questo tipo di percorsi dovrebbe apprezzare, e infatti sembra molto trafficata ma ugualmente  ben conservata. Complimenti quindi al gruppo di appassionati di Moggio che cura questo ed altri itinerari della zona!

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