Imprevisti in mtb.

•febbraio 26, 2015 • 1 commento

Discesa da Marcelie a Terzo passando per Stavoli Pùmie. Con imprevisto.

Rifugio Marinelli

•febbraio 22, 2015 • Lascia un commento
omino hominis lupus

omino hominis lupus

Molti scialpinisti oggi verso il Rifugio Marinelli, nonostante il nevischio e le folate patagoniche. Scelta azzeccata, perchè sul fondo compattato della neve (poca ma sufficiente) abbiamo trovato una piacevole  spolveratina di farinosa. Chi non ha di meglio da fare nei prossimi giorni può andarci a colpo sicuro. Il solo rientro da Moraret al Tolazzi lungo la strada varrebbe addirittura una ripellata!

Inverno 2014-15 (mandi Enrico!)

•febbraio 22, 2015 • 2 commenti

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Ci sono un bel po’ di notizie parcheggiate negli ultimi tre mesi: un inverno molto favorevole alla scalata, asciutto e con temperature ideali, sta rapidamente levando le tende e non si contano le ripetizioni di vie nel comprensorio di Villa Santina. Agli estremi opposti,  voglio dare la precedenza alla salita “a vista” di un 6b a Madrabau da parte di Camilla e alla seconda ripetizione di “Jet Daniel” da parte del giovanissimo Matteo Menardi a Villanuova.

Tra questi due estremi, molte salite di buon livello, cominciando da almeno tre ripetizioni di “Rue” a Madrabau, ad opera del Giaz, di Fede e di Andrea (di Udine), che si è dedicato anche al vicino “Just Daniel”, un tiro che per chi è sotto a una certa altezza (non diciamo quale…) ha un suo perchè.  C’è l’ ennesima salita anche per la via a destra di “Rue”, questa volta dell’inossidabile Ach. Ricordo anche le  due ripetizioni di  “Leaves of Grass”, di Erik e Sandro.

In Parete Rossa mi ha molto impressionato Andrea (di Forni Avoltri) che ha fatto strage di vie  a vista , salendo anche nello stesso stile “Tutte le cose che sei” fino alla prima catena e mancandone per un soffio l’allungamento. L’altro Andrea ha prontamente ripetuto il nuovo “Sacrisassi”, liberata dal primo Andrea (Ach).  Ci sarebbe un’altra via nuova,  che parte col primo spit di “Desafinado”   e arriva ai 30 metri della catena di “Vuoi star zitta per favore?”. Non è ancora interamente percorribile, perchè va consolidato un appiglio: quindi non provatela!  Anche a Madrabau ho chiodato una breve via all’estrema destra della parete, difficoltà intorno al 5b. Si chiama “Omino Jack”.

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Qualche giorno fa son tornato a Vigant, ospite del chiodatore e valorizzatore delle falesie del tarcentino. Ho constatato come i lavori siano andati molto avanti, al punto che  supereranno in breve  qualche cantiere dell’Expo. Non ho osato chiedere a Giulio chi gli stia finanziando il tutto, se un conto svizzero o caymano! Il sentiero che permette di evitare l’accesso in corda doppia , merito soprattutto del lavoro di Alberto DS, è già ben percorribile e porta ai due settori “bassi” della falesia, quelli con tiri di difficoltà sotto al 6c. Ben presto verrà realizzato un collegamento tra una sosta “bassa” e il settore alto. Ho avuto la fortuna di provare e vi consiglio  il magnifico “La Tigre di Monteaperta”, uno dei più belli del Friuli. Trovate gli aggiornamenti dell’ultima nel gruppo facebook “Arrampicare in Alta Val Torre”.

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Il Signore di Vigant

Non posso che rinnovare i ringraziamenti  a chi si dedica alla chiodatura e alla manutenzione delle vie di scalata di ogni difficoltà.  In Carnia, nonostante il grande affollamento nelle  falesie,  sembra stia diventando sempre più difficile non dico chiodare una via per tutti, ma anche semplicemente sostituire una catena, una  fettuccia o sgombrare il terreno da tronchi lasciati lì a marcire….forse gli si vuole lasciar tempo per capire a che scopo siano stati tagliati?

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Tornando a noi, ricordo che fino a una decina di anni fa ci si trovava da aprile a ottobre  nella Palestra di Betania, dove sono iniziati da poco i lavori di messa in sicurezza delle pendici del Monte Strabut. Un po’ dopo le cinque del pomeriggio  giungevano  alla spicciolata questo, poi quello e molti altri. Chi in coppia già fatta, chi a cercare un compagno occasionale (non c’era paura di contagio…) per due tiri, oppure solo per  far traversate o  guardar scalare gli altri. Molti di noi rimanevano lì “in borghese”,  a parlare fino a ora di cena, seduti sui  cofani delle auto con lo stereo acceso, come al bar per l’aperitivo. Mi sembra di ricordare che ci fosse un clima diverso, ma non mi riferisco alle mezze stagioni.

La sola persona sempre presente  non era, come direste,  Celso o Mazzilis o Sergio Liessi, ma Enrico, l’unico che non scalava! Come il vecchietto che a Orgon spiegava i movimenti di “Macumba Club” agli stranieri, Enrico, a forza di osservarli e sentirli descrivere, conosceva anche qualche passaggio della “Uno” o di “Arcobaleno”. Con i suoi due cagnetti Pimpa e Briciola ha trascorso sotto le rocce di Betania più tempo di molti top climbers messi insieme, raccogliendo spazzatura e pettegolezzi, alcune battute e sempre tanto vento. Aveva anche piantato degli alberelli di fronte alla traversata e un germoglio di una specie di orchidea sotto a “Supergulp”. Poi piano piano ha visto sparire quasi tutti e  sfumare lo spirito di quei pomeriggi e gli è passata la voglia di aspettare qualcuno per fare due chiacchiere. Lo si vedeva sempre meno ma  non sapremo perché, visto che qualche giorno fa ci ha lasciati. Mandi Enrico!

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Fabio Meraldi a Raveo

Cresta Verde 2015

•febbraio 4, 2015 • Lascia un commento

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Sciata imperiale ieri in Cresta Verde, come da consiglio del generoso Giulio, transitato ieri in direzione dello Stivale. Strato di bella neve farinosa su fondo duro, salvo un brevissimo tratto crostoso. Siamo saliti fin sotto le rocce tenendo la destra rispetto al canale centrale, dove il manto sembrava meno disperso dal vento. Anche oltre il canale l’innevamento sembra buono.

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Tenendosi alti nel bosco al rientro, si scia con piacere anche tra i faggi sopra la malga. Lo Stivale è abbastanza solcato, mentre una sola traccia spicca evidente sul Pizzo Collina. Indovinare l’identità del valoroso sciatore è facile…bravo Celso!

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Forcella Palombino (mt.2302)

•febbraio 3, 2015 • Lascia un commento

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Quante gite scialpinistiche offre la magnifica Val Visdende? Ben 48, se dobbiamo credere al bel libro di De Bernardin e Rizzato edito da Idea Montagna. Lo scorso anno, con innevamento molto diverso, ne abbiamo sperimentate due di primissimo ordine (o maggiorissime, che dir si voglia), sui Longerini e sulle forcelle della Val Popera, versante nord del Monte Rinaldo.

Domenica, viste le condizioni meteo un po’ incerte, i bollettini-valanghe e gli acciacchi della Guida vera, ci siamo fatti guidare da Massimo, straordinario fotografo bisiacco trapiantato a Sappada, che ci ha condotti nella Val Palombino alla ricerca di neve sufficiente e possibilmente polverosa.

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Gita esplorativa, “di ambiente”, come si dice quando magari la sciata non è stata da 5 stelle, ma altri ingredienti hanno insaporito il piatto (non ultime le tagliatelle alla boscaiola dell’Agriturismo nei pressi del parcheggio!).

Descrizione. Parcheggiata l’auto in località La Fitta, si imbocca sci ai piedi la forestale in direzione di Malga Dignas, che si raggiunge tenendo la destra al Bivio Ciadòn. Poco prima della Malga, si sale il pendio sulla sinistra e, una volta entrati nel bosco e superato il rio, si sale a zig zag tenendo tendenzialmente la destra, fino a uscire in campo aperto. Qui si punta all’evidente valloncello ai piedi delle rocce del Palombino, percorrendolo fino alla forcella. Ci siamo fermati qui, senza salire a sinistra sulla cresta del (piccolo) Palombino, dalla cui sommità si potrebbe rientrare direttamente su bella pendenza. Ma con la visibilità di domenica e con il vento dei giorni precedenti, la possibilità di inciampare in un lastrone da vento ci è parsa un inutile rischio.

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Vista anche la temperatura rigida, abbiamo sciato lungo l’itinerario di salita, con qualche difficoltà per la neve scarsa nel bosco sopra Dignas.

Molto invitante, per una futura gita con neve e sole, anche il pendio nord ovest del Palombino, da affrontare con il dovuto rispetto. Dislivello 1000 mt., orientamento sud, difficoltà MS, pericolo come da bollettino (2).

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Forca Disteis (Montasio)

•gennaio 30, 2015 • Lascia un commento

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Buon innevamento con sci ai piedi già dal parcheggio, con un gran numero di  scialpinisti anche sull’itinerario di Forca del  Palone, nonostante la giornata infrasettimanale. Non per niente la disoccupazione è ad oltre il 15%!

Darvi questa informazione il giorno in cui sono caduti almeno 40 cm di neve fresca è ovviamente  solo una scusa per poter pubblicare la foto di Gjate in planata plastica!

Forcella del Cristallo

•gennaio 26, 2015 • Lascia un commento

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Erano quasi quattro anni che mi ripromettevo di salire con gli sci alla Forcella del Cristallo, dopo averne visto le foto da qualche parte. L’avvicinamento automobilistico da sappada sempre piacevole e non così eterno  (più o meno lo stesso tempo che si sta ad arrivare in Lesachtal) e le attrattive di un ambiente  affascinante facevano parte degli stimoli, così come le notizie recentissime che davano la zona di Cortina con un innevamento migliore di quello, scarso, delle nostre montagne.

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Alla fine solo alcune delle condizioni si sono avverate e, nonostante  l’innevamento di fondovalle (mai così azzeccato questo termine, visto che si tratta della Val Fonda!) fosse decisamente insufficiente, almeno per la salvaguardia di solette e lamine, la gita ha confermato le aspettative.

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Freddo becco e sventagliate da nord est e fatica (1300 metri di dislivello a inizio stagione si sentono…) sono stati ripagati da una bellissima neve farinosa nell’interminabile pendio sotto la forcella. Per fortuna si era in otto (ma senza Lancillotto!)  e i più lenti, come chi vi scrive, si son trovati la traccia ben battuta. Nel canalino che permette l’uscita dalla Val Fonda si fa un breve tratto con i ramponi (ghiaccio vivo e roccette) e questo contribuisce a rendere davvero completa e “invernale” la giornata.

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Descrizione: scendendo da Misurina verso Dobbiaco si parcheggia nei pressi del Ponte della Marogna. Sci ai piedi si costeggia il rio e dopo due brevi attraversamenti del torrentello si comincia a salire, fin dove si scorge sulla sinistra l’imbuto che permette l’accesso agli ampi pendii soprastanti. Superato lo scalino con i ramponi, ci si dirige verso l’ampia forcella, affascinati  dai famosi canalini sulla destra, che immaginiamo di sapere, chissàmai, un giorno  scendere…

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In discesa ottima copertura nevosa fino all’imbuto, poi un bel tratto di ravano impreziosito dalla varietà delle imprecazioni e dal vasto repertorio di lamenti  degli  sci. Dove la valle si stringe per fortuna la traccia è più sgombra e si fila veloci verso il parcheggio.

Dislivello 1320 mt, orientamento Nord, difficoltà BSA, pericolo 3 come da bollettino. Un grazie ai compagni di gita, in particolare ai battipista,  e al nostro agente segreto a Cortina, che ci aveva ben  messi in guardia….

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Strani animali acquatici

 
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