Plauris

•aprile 29, 2022 • 2 commenti

Veloce recensione su questa gita  (già segnalata su questo blog credo) molto bella e divertente.

La stagione scialpinistica 21/22 non e’ stata molto generosa, ma il Plauris da nord, non in abbondanza, ma ha sempre avuto neve. E così un sabato di fine marzo sono andato a dare un occhiata da solo. Ne e’ uscita una gran gita, devo dire immeritatamente poco percorsa, in ambiente molto molto suggestivo.

Si parte da Tugliezzo a piedi fino al rifugio Franz, si  prosegue con gli sci in mezzo al bosco seguendo il sentiero estivo fino ad arrivare sotto il passo Maleet (Malpasso )… Raggiungerlo (il passo) non e’ banale, anzi e’ necessario salire su pendio piuttosto ripido (okkio col ghiaccio) fino appunto alla Sella a quota 1600 e rotti. Potrebbero essere utili i ramponi.

Da lì si percorre il sentiero estivo che traversa verso sinistra fino ad arrivare sotto il meraviglioso pendio finale che porta fino in cima. Si prosegue su pendenze via via  più ripide sempre con sci ai piedi e seguendo sempre la via estiva si arriva in cima…  a piedi negli ultimissimi metri che passano sul versante sud.

La discesa si effettua direttamente a  nord seguendo il canalino ripido (ma non estremo max 45 gradi) che divide la cuspide in due salti rocciosi la cui forma ricorda un cuore. Un tratto veramente figo che conduce ai pendii sottostanti divertentissimi da sciare. Si rientra quindi verso il passo Maleet in leggera salita e si imbocca in discesa il canale che porta in giù a nord verso il Franz (per la via di salita).

Attenzione… il primo tratto in discesa dal passo non e’ affatto banale… ripidino e a tratti tecnico. Superato questo filtro lungo un centinaio di metri si accede ad un pendio dapprima su bosco rado poi su faggeta sciabilissima fino al Franz.

Per me gita da 5 stelle .

Dislivello circa 1500 metri

Difficoltà OSA 

Portare picca e ramponi che potrebbero essere utili.

Giulio

Monte Cadin

•aprile 24, 2022 • Lascia un commento

Anno 2021… alternato tra zone rosse ,arancioni ,bianche… vaccini… litigi e varie amenità… Ma gran stagione scialpinistica… neve a bomba… si poteva sciare qualsiasi cosa… Una rarità nella Rarità… incredibile ho sciato anche il Cuarnan per una linea fighissima col caro amico e gran sciatore dottor Mugani. E poi di seguito Cjampon  Plauris  Gran Monte  ( avanti e dietro )… goduria assoluta… robe viste forse 20 anni fa… Ma mancava il Cadin… andava fatto… conzioni super e probabilmente sicure ( chi lo sa)…o adesso o chissà quando…

Prima perlustrazione una domenica del febbraio 2021… partenza ore 10 ( come al mio solito ). Immediati  i famosi “campanelli d’allarme“  rotta racchetta ( e continuato con bastone di legno )… perso il telefono… era chiaro… tornare indietro subito… i segnali  per lasciare la pelliccia c’erano tutti… però neve ok e condizioni ok… ci si torna.

Passano due giorni… la questione andava portata a termine… mercoledì di febbraio appunto due giorni dopo parto da Musi  da solo… ore 10 e passa… prima sci in spalla poi su… su pendio a sud sempre più ripido… In alto mi accorgo “di avere cagato fuori dal vaso… tardi… caldo… e piccole slavine qua e là… falcetto importante.  

Via. Veloci nel canale sempre più ripido con piccozza fino  in sella… Compresa la necessità di scendere più veloce possibile …mangio faccio due foto e comincio a tirar giù … magari e’ una prima ..comunque va festeggiata in frasca ( da Job of course ) ovviamente da vivi..

Mi butto… in una super discesa su neve importante  e con pendenze ragguardevoli ..di quelle da non far grandi errori… poi giù a bomba fino al bosco dove si tolgono gli sci… Che dire… una classica del “ gruppo “non fosse che nessuno se la caga… o forse perchè non c’è mai neve… quindi una classica solo per me. Ad ogni modo gran gran sciata…impegnativa calcolando tutto…il canale ferrato ha dai 45 ai 50 gradi …poi pendenze tipo monte nero…alla fine purtroppo sci in spalla.

La suggerisco per gli amanti del genere …non per tutti ..e chi scia da anni mi capisce.

Accesso: partenza località Musi  in piazza ..si imbocca quindi sulla sinistra sentiero evidente che segnala monte Cadin. Prima a piedi poi con sci si arriva ad un evidente spalla ( da dove si buttano con il parapendio )e si segue l’evidente canale che porta in sella . Su pendenze via via più ripide si entra nel canale finale superando una strettoia piuttosto impegnativa  fino ad arrivare in sella dalla quale comincia la dicesa (quota 1800 e passa). Per chi la volesse mai ripetere consiglio un po’ di attenzione alle condizioni ..occhio anche alle “ bocche di balena “ in alcuni tratti , nel canale invece potrebbero essere pericolose alcune cornici. La discesa e’ abbastanza impegnativa ma non estrema … dalla sella fino all’inizio del canale meglio non cadere ..

Dislivello complessivo 1200 metri circa di cui 300 da fare sci in spalla.

Difficoltà OSA 

Indispensabili ramponi  e piccozza .. non serve il green pass.

Mandi 

Giulio

Coston Stella

•aprile 15, 2022 • Lascia un commento

Riceviamo e condividiamo un gradito aggiornamento sulle nuove vie aperte da Paolo Pezzolato e Sara Gojak sul Coston Stella.

Paolo ci racconta: siamo ritornati dopo tanti anni dall’apertura di “Stelle filanti ” sul Coston Stella alla ricerca di un posto tranquillo in mezzo a marmotte, camosci e… qualche vipera. La Carnia è sempre nel nostro cuore per i bei posti e l’atmosfera magica che sempre ci dona.

Stelle filanti si sviluppa a destra della bella via di Attilio (tra l’altro “restaurata” con nuovi spit alle soste e qualche chiodo da roccia in più; qualcuno aveva già aggiunto un paio di spit sul secondo e terzo tiro).
Così abbiamo attrezzato un po’ di vie con difficolta medio basse per divertirsi e arrampicare in serenità. Certo, a volte c’è un po’ d’erba ma comunque vale la pena. Anche Alex Corrò ha aperto una via ma non abbiamo la relazione.
Ottima, come base la Casera/Agriturismo Moraret gestita da Vittorio, simpatico e vulcanico gestore, merita dormire e soprattutto mangiare in uno dei più bei agriturismo della regione!

Inverno 2021-2022

•aprile 2, 2022 • Lascia un commento

Diverse le novità per quanto riguarda le chiodature nelle falesie carniche, tutte relegate alla parete del tetto di Raveo, che quest’anno ha registrato un numero di visite in crescita esponenziale rispetto agli anni passati. Ciò non può che far piacere,considerando anche che le vie sono state incredibilmente risparmiate dalle orrende bollinature a cui ci eravamo ultimamente abituati!!! Tornando alle chiodature…..è stato ultimato il tiro che parte in comune con Comandante Bolla e poi prosegue a sinistra. Si tratta di un tiro maggiorissimo, per qualità della roccia e varietà dei movimenti, ha visto la prima libera ad opera di Ale Zeni che l’ha gradato 8b, ripetuto per primo da Andrea Polo, seguito a ruota da suo fratello Enrico ed infine da Christian Casanova. Sembra invece che resista al chiodatore, nonostante gli innumerevoli tentativi….La via si chiama Trudi for ever, ed e’ dedicata al mio cane, morto recentemente.

È stata poi chiodata una variante ad Atlantide che si preannuncia molto difficile, non è stata ancora provata ma se vi va potete farlo. Andrea(Polo ndr), dopo aver ripetuto tutti i tiri della falesia, si è dedicato al trapano, realizzando due stupende linee: lo spigolo sinistro del tetto con due possibili uscite, una sull’evidente placca bianca, l’altra prosegue verso destra seguendo il filo dello spigolo. Hanno due nomi malinconici che si completano a vicenda: Momenti persi nel tempo e Come lacrime nella pioggia.
Il nostro, dopo il faticoso lavoro di chiodatura è riuscito a liberarli in pochi tentativi, gradandoli rispettivamente 8b e 8a+. Grado non Lidl.


Molte sono le realizzazioni di quest’inverno, grazie al clima secco e di conseguenza alle ottime condizioni di grip. A inizio inverno si registra la prima libera di Atlantide da parte del sottoscritto, ripetizione di Andrea Polo, Chen, Tony, Alice di Padola, Erik e Federico Dal Mas. Diverse salite di Comandante Bolla da parte di Tony, Erik, Chen e Andrea Polo, tanto per cambiare……
Andrea Ach, Alberto il Principe e Alberto di brazza’ ripetono Lucro Sanguinante.
Ripetizione di Lucro cessante lunga da parte di Fede Dal Mas, sbagliata a vista per un soffio dal mitico Frostian.
Ci risulta che sia Nicola che Chiara abbiano ripetuto Passo d’uomo.
Prima e seconda ripetizione di Buoni amici come noi, da parte di Chen e Christian.


La Dottoressa è in gran forma e ha ripetuto la maggior parte dei tiri tra il 7a e il 7b della falesia. Nel settore basso registriamo due prestigiose on sight, da parte di Enrico Polo, sia del difficile 7c dell’Ors di Pani che di Attanasio, ripetuti al secondo giro anche da Christian, quest’ultima salita anche da Erik.
Nelle altre falesie invernali non risulta ci siano state realizzazioni di tiri difficili, tranne quella di Enrico su Nuvola Rossa a Gemona. Una menzione speciale per Ale Zeni che in Scogliera del Pal Piccolo libera un vecchio progetto di Chen, Per aspera ad astra: grado 9a!! Quindi la prima via di grado 9 in Carnia.


Concludiamo con una nota dolente, che riguarda la falesia del Puinton di Sauris. Dopo un primo crollo avvenuto lo scorso autunno, recentemente ci sono stati dei lavori di disgaggio che però non sappiamo se abbiano messo in sicurezza la falesia. Pertanto sconsigliamo la frequentazione fino a nuovo avviso.

Osvaldo

120 anni

•febbraio 8, 2022 • 2 commenti

Un titolo piuttosto enigmatico, vi starete dicendo, che lascia poco ad intendere. Non preoccupatevi, per risolvere l‘arcano non sono necessarie le famose celluline grigie di Poirot o l’acume di Sherlock Holmes, stiamo infatti parlando di un decerebrato. Sarà forse Kane Tanaka, la persona più vecchia del mondo? No, lei ne ha appena compiuti 119 ed ha ancora tutti i neuroni funzionanti. Almeno lei.
Vi do un indizio: chi ha subito il delitto non è un cristiano ma ebbene sì un vegetale, più precisamente un albero. Qualcuno avrà già fatto 2 più 2….ancora pochi però. È necessario restringere la cerchia. Si tratta di una pianta maestosa, rara ed estremamente longeva, può infatti raggiungere i 4000-5000 anni di vita ed e’ conosciuta con il nome di albero della morte: il tasso.

Ormai la maggior parte di voi avrà capito a quale nefasto avvenimento mi riferisco: la deturpazione del magnifico tasso nella falesia di Verzegnis. Tuttavia ci sarà ancora qualcuno a cui tutto ciò risulterà oscuro e dunque pretenderà chiarimenti, lasciate quindi che vi racconti una breve ma esplicativa storiella. Siamo verso la fine degli anni 80’, in Carnia non c’erano molte falesie, ma sul conglomerato, escluso qualche sparuto tentativo di dar vita ad un falesia su questa conformazione rocciosa da parte dei soliti Udinesi, la tela era ancora completamente bianca. Un allora giovane Chen, desideroso di migliorare spostando il terreno di gioco su inclinazioni più marcate, creò ex novo la falesia di Verzegnis, che diventò negli anni successivi un pannello di allenamento per lui e per gli scalatori della zona, ma anche una tappa obbligata per tutti o quasi i top climbers di allora.

Dietro uno dei tiri più belli, Kavango, sorgeva il nostro povero tasso, che il chiodatore decise allora di non tagliare, dato che oltre a non recare fastidio ad alcuno era addirittura utile per “rientrare” dopo essere scesci dal riscaldo, top gun. Sicuramente durante questi 30 anni il tasso ne ha viste e soprattutto sentite di cose che voi umani non potreste nemmeno immaginarvi……forse gli saranno sfuggiti i raggi B, ma non v’è dubbio che il Cristo e la Madonna gli siano apparsi più volte come mirabile visione. Ma il nostro tasso era un bonaccione e nonostante tutto, gli scalatori li sopportava più che volentieri.

Ce n’era uno però che proprio non gli andava a genio, non sapeva il perché ma già dalla prima occhiata avvenuta molti anni fa aveva capito che costui avrebbe dovuto tenerlo d’occhio. E ne aveva ben donde: un bel giorno l’impavido scalatore si presenta in falesia in compagnia di cotanto boscaiolo armato di motosega e in un momento, senza che il nostro albero potesse dirsi favorevole all’amnistia, decreta la sua fine. E tutt’oggi li giace, fiero e maestoso anche da caduto, forse lasciato lì come monito per i suoi successori. Si dice però che l’artefice di tale malefatta sia stato richiamato all’ordine da chi di dovere, noi siamo più buoni: ci auspichiamo soltanto che la carcassa del nostro amico tasso venga rimossa facendone buon uso, in previsione di inverni più rigidi o di eventuali immolazioni.

Osvaldo

SUPRAMONTES

•gennaio 15, 2022 • Lascia un commento

Per le consuete ferie di settembre, con Anna avevamo programmato un palinsesto sardo molto ricco tra arrampicata, mare, camminate e cultura.

La notizia dell’ultima ora era sicuramente il grande ritorno della “Compagnia del Tassello”; niente a che vedere con elfi, nani e hobbit ma semplicemente Gianni Cattaino, Maurizio Oviglia ed il sottoscritto riuniti e di nuovo insieme per chiodare una nuova falesia!

Maurizio, da ottimo basista, si era dato da fare trovando un bellissimo muro nelle vicinanze della ormai storica falesia di Genna Croce, settore che ci aveva visti tutti e tre protagonisti della chiodatura con un lavoro di squadra tra il 2003 e 2004; insieme a Gianni avevamo già pianificato ogni cosa, preparato il materiale e fatto un piano d’azione per lavorare con metodo a questa nuova impresa.

Poi un pomeriggio è arrivato quel messaggio: un assurdo quanto inaspettato incidente si è portato via Gianni poco prima di partire, lasciandoci tutti con gli occhi gonfi e senza le parole per riuscire a dare voce a una tristezza enorme.

Così in silenzio ci siamo ritrovati con Maurizio, Cecilia, Anna, Francesca e Andrea alla base di quello che è poi diventato, in ricordo di Gianni, il “Doc Wall”, per lavorare insieme facendo memoria dell’ironia, del sorriso, della musica e delle idee che apprezzavamo in lui. Il lavoro lo abbiamo solo iniziato e la falesia non è ancora stata pubblicata e data in pasto alla massa; per ora i tiri attrezzati sono sei con difficoltà tra il 6a+ e il 7a, tutte lunghezze molto tecniche e varie su una roccia impeccabile e molto lavorata.

Il territorio di Urzulei è quello per ora meno conosciuto e valorizzato per quanto riguarda l’arrampicata, anche se possiede falesie di livello superiore come Genna Croce e Serra Oseli. Le potenzialità sono davvero tante e forse per poco è ancora uno “spazio bianco” dove chi è appassionato di chiodatura può esprimersi liberamente e con una declinazione ancora romantica.

Le Ginestre è un nuovissimo settore scoperto sempre da Maurizio e in corso di chiodatura che si trova sempre nei pressi di Genna Croce. E’ una lunga fascia a placche con una colorazione che dal grigio vira quasi ad un blu “metallico”, come se avessero stirato un lungo foglio di lamiera liscia sulla parete facendo sparire tutti gli appigli… Anche qui i lavori sono in corso e per ora sono stati chiodati sei tiri dal 6b+ al 7c; preparatevi ad un’arrampicata su placche tecniche e complesse, di sicura soddisfazione per la bellezza della scalata e dei movimenti.

Nella zona di Gonone mi sono invece dedicato in modo particolare alla sistemazione e richiodatura della falesia di Monte Irveri. Questo settore si trova sulla strada che da Gonone porta alla spiaggia di Cala Cartoe, poco prima di svalicare. E’ una bella fascia di ottimo calcare grigio su cui si trovano una quindicina di tiri belli e interessanti, e che negli ultimi anni è stata un pò abbandonata rispetto ad altri settori sempre molto frequentati. L’accesso è brevissimo, il posto sempre ventilato e per la posizione è ideale nelle mattinate estive (ombra) o nei pomeriggi invernali (sole).

Grazie al materiale raccolto e messo a disposizione da un gruppo di arrampicatori di Dorgali con una colletta, insieme a Maurizio ho messo mano alla falesia richiodando le vie più facili e tracciandone tre nuove. “Richiodare” in questo caso ha voluto dire una completa sostituzione delle soste con gruppi inox a doppio anello, la richiodatura completa delle vie già esistenti con fittoni resinati inox 316 e la totale rimozione del vecchio materiale in posto. Per quanto riguarda le vie nuove ho utilizzato fix inox 316. Ho sistemato anche CAPITAN SPRUZZO, il tiro da me chiodato nel 2000; ho potuto verificare che le protezioni sul tiro (fix e placchette zincate) sono ancora in ottimo stato nonostante gli oltre vent’anni di età e non presentano segni di ruggine e ossidazione!

Per l’accesso e la logistica rimando alla guida PIETRA DI LUNA. Questo è l’elenco aggiornato dei tiri:

1_ LA SANTITA’ DEGLI ALTRI, 18m, 5b, placca grigia con uscita verticale su lame. Via nuova (E. Pinotti, settembre 2021)

2_ CARO FREDDY, 15m, 7a+

3_ SOLEDAD, 15m, 7b

4_ LABIRINTITE, 15, 6c+/7a

5_RUBY RUBACUORI, 15m, 7b+

6_FUCUSHIMA, 15m,7b

7_LAMPATHU, 15m 7a+

8_LA SACRA SCUOLA, 7b

9_IL MAESTRO, 15m, 6b+, muro tecnico. Richiodata da M. Oviglia, settembre 2021

10_ISCORIATI, 15m 6b+, placca grigia con uscita difficile. Richiodata da E. Pinotti, settembre 2021

11_CHENTU CONCAS CHENTU BERRITTAS, 15m, 6a, bella placca grigia. Richiodata da E. Pinotti, settembre 2021

12_POUR S’AMUSER, 18m, 6b, placca tecnica e lama finale. Via nuova (E. Pinotti, settembre 2021)

13_COME NELLE FAVOLE, 20m, 5c, bella lama diagonale. Via nuova (E. Pinotti, settembre 2021)

14_CAPITA SPRUZZO, 20m, 5c, placca grigia. Via parzialmente richiodata da E. Pinotti, sett.2021

15_BIGOSCAMORZ, 15m, 6c+

16_MAIALE MORTO, 15m, 7a

17_ZINGARO, 15m, 7a+

18_JOCCALA SA LIMBA, 15m, 6c

Per chi come noi ama questo bellissimo territorio, consiglio due interessanti itinerari a piedi perchè non di sola arrampicata vive l’uomo…

Il primo riguarda il tratto che si trova a monte delle famose gole di Gorropu e che permette di visitare Sa Giuntura, la confluenza da cui si genera il torrente che poi entra a monte nelle gole, e due particolari insediamenti nuragici, il Nuraghe Mereu e il Nuraghe Presethu Tortu, due dei pochissimi esempi di queste costruzioni realizzate in pietra calcarea. L’itinerario è davvero spettacolare e attraversa un territorio in parte ancora selvaggio dove è possibile incontrare il muflone.

Passando invece all’opzione “mare-monti”, quest’anno ci siamo concessi l’escursione che dalla piana del Golgo porta a Cala Mariolu, una delle spiagge più belle di questo tratto di costa. L’itinerario è ben tracciato, è quasi tutto all’ombra ed ha lo stesso impegno generale di quello che scende a Cala Goloritze; è però più lungo (circa 2h30′ all’andata e altrettanto il ritorno) con una prima parte senza grossi dislivelli e con scorci mozzafiato, per poi scendere nella parte finale lungo il bosco di Ispuligidenie con una serie infinita di tornanti fino al mare.

Sul versante cultura consigliamo vivamente una visita a Nuoro: il centro storico è bello e in buona parte pedonalizzato, cosa che lo rende visitabile in tranquillità.

Quest’anno noi abbiamo visto il Museo Etnografico, davvero molto interessante e ben allestito e ricavato all’interno di un vecchio edificio conventuale. Molto bella la parte sul pane e quella sui costumi e la produzione tessile. Altro edificio da visitare è il MAN-Museo d’arte della Provincia di Nuoro, che offre spazi dedicati alle mostre temporanee più declinate verso l’arte moderna e contemporanea.

Eugenio Pinotti

La falesia del Tetto di Raveo

•dicembre 26, 2021 • 1 commento

Ho visitato la parete del “tetto di Raveo” per la prima volta nel dicembre del 2018, per verificare se valesse la pena continuare i lavori iniziati dagli Udinesi.
Ricordo di aver raggiunto il terrazzo superiore risalendo una corda fissa non proprio rassicurante ed essermi fatto spazio tra l’edera fitta per arrivare dove adesso parte comandante bolla.
Devo dire che inizialmente non sono rimasto molto entusiasta: c’era qualcosa che non mi convinceva, credo più che altro nella logistica del posto.

Nonostante il mio parere negativo, Gianni ha iniziato i lavori richiodando la via di Luciano De Crignis ed attrezzando i tiri del terrazzo superiore. A rendere raggiungibile questo settore, senza dover percorrere ogni volta un seppur facile tiro,ci hanno pensato Gjate e Mattia, reallizzando una comoda ferrata. Grazie a questa facilitazione e spinto dall’entusiasmo di Gianni, mi sono ricreduto e ho chiodato anch’io qualche tiro.

Successivamente hanno preso parte alla chiodatura della falesia la Grande Guida e Chen che hanno realizzato rispettivamente il settore all’estrema destra della parete e i tiri del pilastro strapiombante dove si trova l’ors di Pani. Ad oggi si contano quasi 40 itinerari, la maggior parte dei quali ad opera Gianni, ma c’è ancora molto spazio per nuove chiodature, specialmente di alta difficoltà. La parete ha conquistato in fretta il favore di molti climbers, complice la bellezza del panorama e la qualità di molti itinerari, tant’è che nel week end non è raro trovare affollamento al pari delle più blasonate Madrabau e Raveo bassa.

Ora, visto che in questo periodo diversi top stanno discutendo su un tema da sempre molto caro ai climbers, i gradi, mi sento anch’io di sparare una minchiata, nonostante non sia di certo un top.
Ovviamente con riferimento alla falesia in questione. Visto che i tiri sono stati liberati da diversi scalatori, alcuni generosi nella gradazione e altri meno, troverete sia vie con difficoltà Lidl, come dice un mio amico, che dei bastoni. Sta a voi capire quali, d’altronde, come dice Tom Hanks in un celeberrimo film, i gradi sono come una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita…..

Per finire qualche consiglio sui tiri da non perdere, tra tutti: Atlantide, Lucro Cessante e Passo d’uomo nel settore sinistro; L’ors di pani, Attanasio, a spasso con Maria, Oclupaca e Diedra nel settore centrale; Severina e Ginechecca in quello destro. Vi lascio con topo e descrizione di tutti i tiri, per la terza edizione…..ci si vede al Tetto!!!

Osvaldo

Falesia tetto di Raveo
1. comandante bolla, 30m, 8a. Bel tiro con passo chiave in partenza, poi sezioni difficili alternate a buoni riposi. Finale da non sottovalutare.
2. Atlantide, 30m, 8a. Sezione intensa di dita in partenza, seguita da un recupero totale. Prosegue con un boulder su verticali , poi uscita dalla prua strapiombante molto fisica, bellissima!
3. buffalo bill, nl. Partenza diretta della precedente.
4. Sangue su sangue, 27m, L1 7a+ L2 7b+. Bel tiro che parte nel grande ed evidente diedro, poi prosegue verso destra con passo chiave sotto la prima catena. Secondo tiro con singolo di dita difficile.
5. Lucro sanguinante, 27m, 7b+. Bella connessione, parte con la 4 poi traversa a destra con difficile sequenza.
6. Lucro cessante, 30m, L1 7a+ L2 7c+/8a. Gran tiro, già impegnativo nella parte bassa. Dopo un ottimo recupero si affronta lo strapiombo con un grande allungo verso una buona tacca, poi ancora un passetto.
7. Povero me, 25m, 7a. Bella via, da non perdere. Prima parte su ottime tacche, poi sezione fisica con prese buone ma lontane. Finale su diedro strapiombante entusiasmante.
8. La leva calcistica del 68’, 18m, 6c. Bel tiro, ottimo come riscaldamento. Continuità su buone tacche, con una sezione su prese non evidenti.
9. Le storie di ieri, 18m, 7a. Sezione difficile nella prima parte su prese sfuggenti, poi cala.
10. Passo d’uomo, 20m, 7b. Tiro super con tre sezioni impegnative, su bellissima roccia gialla con sorprendenti buchi.
11. Buoni amici come noi, 20m, 8a+. Sequenze difficili e intense su tacche, senza recuperi fino a oltre la metà.
12. Stella della strada, 20m, 6b. placca ancora un poco sporca.
13. De crignis de infanti, 20m, 6a+. Tiro storico, il primo della parete, aperto illo tempore da Luciano De Crignis.
14. Variante, 10m, 6b+. Variante alla 13, chiodata dal basso, bella roccia gialla.
15. Licia magò, 18m, 7c/c+. Bella via, molto continua. Boulder difficile nei primi spit e uscita non banale.
16. Sn, 15m, 7b+. Boulder violento in uscita dal tetto.
17. Sn, 15m, nl. Uscita dal tetto molto dura.
18. L’ors di pani, 15m, 7c. Bel tiro, molto continuo, boulder sul tetto e finale su piccole tacche. Da non perdere.
19. Horribilis, 15m, 6c. Difficile sequenza centrale, poi ancora un passetto in uscita.
20. Mandela Day, 18m, 6b+. Partenza impegnativa, poi facile. L2 Attanasio cavallo vanesio, 35m, 8a. Bellissimo tiro molto continuo su roccia perfetta. Da non perdere.
21. No harlant stop vivisection, 18m, 6c. Difficile passaggio centrale.
22. A spasso con Maria, 25m, 6b. Lunga placca appoggiata su roccia lavorata. Su questo grado una delle più belle.
23. Al passo coi tempi, 25m, L1 6c, L2nl 8c+?Simile alla precedente ma un po’ più difficile. Parte alta orrendamente dura….
24. Rizz Hard, 25m, L1 6b+, L2 NL. Passaggio difficile nei primi spit, poi facile placca.
25. Il sale sulla corda, 40m, L1 6c, L2 7b+. Bel tiro, lungo e vario. La seconda parte segue l’evidente riga gialla, con passo chiave che si affronta a destra della chiodatura. Variante di sinistra da liberare.
26. Lisbeth, 28m, 7a. Parte in comune con la successiva, poi prosegue a sinistra per raggiungere la catena del primo tiro della 24.
27. Oclupaca, 20m, 7a. Gran tiro, la classica su questa difficoltà. Prima parte su roccia molto bella ma non difficile, poi sequenza impegnativa su tacchette.
28. VolaTina, 20m, 7b. Anche questa è una bella via con difficoltà concentrate all’altezza dell’evidente tettino.
29. Amo’ Garibaldi, di cinque, 30m, 7b+/c. Difficile passaggio centrale, il resto è facile.
30. Eroica, 30m, 7b. Bellissima via su muro verticale di continuità e passaggio delicato nella parte alta.
31. Diedra, 30m, 6c+. Gran tiro, con passaggio chiave nella parte bassa, poi diedro super non difficile. Da non perdere.
32. Teresona, 35m, 7a. Lungo muro verticale, un po’ discontinuo. Passaggio chiave centrale dove una presa nascosta può giocare un brutto scherzo….
33. Eva ne sente, 20m, 6b+/c. Discontinua, ma su roccia molto bella. Diventa fisica nel finale.
34. Ada, 20m, 6c+. Simile alla precedente ma più difficile.
35. Severina, 25m, 7a. Bellissima via con due sezioni difficili, in partenza e in uscita. Chiodatura allegra!!
36. Grunt’ sister, 25m, 6b+/c. Passaggio difficile nei primi spit, poi muro non difficile e finale in comune con la successiva. Bella!
37. Ginechecca, 25m, 6b+. Super roccia, sicuramente la più bella su questo grado. Passaggio centrale e finale non certo banali, la Grande Guida la grado’ 6a in origine…

Fale Curte… Avrebbe detto

•dicembre 12, 2021 • 1 commento

Che non sarebbe stata una vacanza come le altre lo si sapeva. L’avevamo programmata da tempo. Di nuovo tutti assieme in Sardegna, era dal 2013 che non succedeva. Le cose non sono andate come pensavamo, il destino, la sfortuna, un momento di disattenzione. O forse tutto questo assieme, chi lo sa. 

Però volevamo comunque essere lì, pensare, sapere di averlo vicino stando nei luoghi che tanto amava, e di condividere questa vicinanza con Eugenio, Anna, Maurizio e Cecilia.

E’ l’ultimo giorno di vacanza, i nostri figli sono rientrati a casa da una settimana, a farci compagnia sono arrivati Mattia, Selli e la loro splendida Anita. Decidiamo di andare al Doc Wall, la falesia attrezzata da Maurizio ed Eugenio in ricordo di Gianni. Mattia macina in scioltezza gli splendidi tiri di questo muro con ancora un significativo potenziale e poi decidiamo di spostarci al nuovo gioiellino che Oviglia ha scoperto e che sta chiodando, ovviamente assieme al fido Eugenio ed in compagnia di Cecilia e Anna. E’ arrivato il momento di partire e ci salutiamo con degli abbracci che hanno un sapore particolare, assieme a Chicca salgo in auto e imbocchiamo la suggestiva Orientale Sarda. 

Non possiamo andarcene dalla Sardegna senza sentire che lui è ancora con noi. Sento di dover far partire MUIART, il nuovo cd dei Fale Curte di cui era così orgoglioso e fiero. Per tutta la vacanza non avevo avuto il coraggio di ascoltarlo. Si inizia con LA PRIME VOLTE e con essa parte un bombardamento di ricordi. 

La prima volta di Gianni in Sardegna a metà anni ‘90 con Giorç e poi con Mirko, il suo entusiasmo per la scoperta di un Nuovo Mondo. Il mio sguardo cade in lontananza verso Codula di Luna e il riflesso della meravigliosa placca di Linea Blu salita assieme mi blocca lo stomaco, mentre il secondo pezzo, la STRIE, pare proprio ci abbia rovinato l’ultima festa dell’estate. Così come le lacrime, il suo flauto irrompe leggero su DUT CE CAL RESTE

Siamo ormai all’altezza del monte Oddeu. Ecco che ritornano alla mente la gioia della salita e le sue imprecazioni per le doppie che si incastravano su Margheritès. E il bombardamento continua, NO’ND’E’ PAS canta Lino Straulino. Il disco intanto macina i suoi pezzi, A NEW YORK come in Carnia e anche come a Dorgali, dove oramai siamo giunti e ci infiliamo verso Oliena lasciandoci a sinistra il Bruncu Nieddu e la sua Stella di Sangue. Giornata memorabile quella, una di quelle vie che ti restano dentro più di altre, salita quel giorno assieme a due Top che Gianni tanto ammirava, Daniele De Candido – Il Deca e Luciano Cimenti – Il Chen

La superstrada che ci porterà al traghetto scorre veloce. MAN MAN, la terra continuerà a girare come ogni giorno mentre in sottofondo L’ ULTIM NO’L SARA’ MAI PRIN ci ricorda che c’è qualcosa che ci ritorna sempre per qualcosa che abbiamo perso, ma l’assenza di Gianni sarà sempre incolmabile. LICOF,  I MIEI COLORS  accompagnati dal suo flauto e dal suo sax ci conducono verso gli ultimi pezzi. DOMAN ci dice che domani andrà tutto meglio che domani saremo contenti, ma non lo sappiamo.

Di sicuro saremo molto più soli.

Eccoci ad Olbia. Non ci resta che entrare “nella pancia della nave” – così dicevano i nostri ragazzi da bambini, quando con lo zio si andava in Sardegna – e ritornare in Carnia che, come ci rammenta il titolo dell’ultimo pezzo, ci aspetta con la sua PLOE D’ATOM.

Ho voluto usare questo ricordo di un’amico con cui sono cresciuto, nel vero senso del termine, per “riaprire” Calcarea seguendo la linea dei pezzi dell’ultimo disco dei FALE CURTE. Compratelo perché è bello – oserei dire raffinato – e perché sono sicuro che ascoltandolo sentirete Gianni ancora tra noi. Come ho già detto, lui ne era proprio felice. Non ho voluto spendere molte altre parole, penso non avrebbe voluto, ho preferito aggiungere qualche foto in più per ricordarlo nei momenti della sua vita. Era il minimo che potevo fare, glielo dovevo. Buone scalate a tutti.

Andrea

“Muiart” il nuovo lavoro di Fale Curte (feat. Lino Straulino) è disponibile in download e in formato cd in tutti gli store online e nello shop di Gutenberg Music/Caligola Records

https://www.caligola.it/shop/#!/FALE-CURTE-Muiart/p/393767531/category=6723006

Per informazioni dirette: info@primigenia.it

Calcarea sta per tornare…

•ottobre 5, 2021 • 7 commenti

Il fuoco di Calcarea sta per riaccendersi, lo farà con un ricordo del suo direttore e poi la nuova “redazione” si impegnerà a proseguire negli aggiornamenti delle nostre passioni sportive e non solo. Il tutto possibilmente con la “verve” di sempre. Come dicono quelli che scrivono in inglese sui loro profili: stay tuned!

Petizione “No alle ruspe sul Marinelli”

•Maggio 18, 2021 • Lascia un commento

Siamo convinti che questa petizione dovesse partire sei mesi fa. Nell’autunno scorso il Comune di Paluzza fu l’unico soggetto che tentò un opposizione convinta e documentata contro questo spreco enorme di soldi e di territorio integro. Certo ci fu chi (CAI, Lega ambiente)  inscenò delle timide proteste, ma nessun’altro si mosse con decisione usando lo strumento più adatto ai nostri tempi, il tam tam su Internet. Sembrava una specie di gara combinata, come succede specie in Italia nell’ultima giornata di un campionato di calcio: si fa finta di lottare, ma il risultato che sta bene a chi “conta” è bene che si realizzi. 

Ci assicura chi tiene veramente al territorio e alla buona amministrazione che questa petizione ha qualche possibilità di ottenere un risultato, fermando un’opera che non ha un solo motivo plausibile per essere realizzata. Tra l’altro a poche decine di metri di distanza da una pista già esistente che non chiede che di essere “tenuta bene” e magari migliorata.

Dovesse anche andare a buon fine, non potrà comunque oscurare gli enormi sprechi e  danni voluti dalla Regione e dall’UTI della Carnia per la realizzazione, già in fase di avanzata progettazione, della pista che collegherà  Sella Talm a Malga Tuglia e della Pista del Bosc Grant sulle pendici settentrionali del Monte Amariana.

A chi giovano queste opere???

Invitiamo quindi i lettori di Calcarea ad aderire alla petizione:

https://www.change.org/p/no-alle-ruspe-sulla-mulattiera-per-il-rifugio-marinelli