Se “L’Uomo è ciò che mangia” allora “il Climber….” ?

Se non ricordo male fu Ludwig Feuerbach, filosofo tedesco post Hegeliano , a pronunciare l’aforisma  “ l’Uomo è ciò che mangia”. Mi riprometto di andare a cercare sul  vecchio Geymonat impolverato  il significato di   questa metafora, e vi riferirò a parte.

Ludwig Feuerbach

 Non ho però bisogno di consultare un Trattato per sostenere quest’oggi, neppure troppo metaforicamente, che “ un climber è COME (e dove) caga”, e mi affretto ad argomentare prima che passiate ad un’altra pagina internet.

Per  dovere di cronaca e non per rigurgito di  fase anale,  vi prego di dare un rapido sguardo all’immagine qui sotto, ripresa quest’oggi a una decina di metri dai primi tiri di sinistra della Parete Rossa.

 

Come appare evidente, trattasi di (considerevole) deiezione umana depositata in bella mostra su un piccolo cucuzzolo del terreno, e ben segnalata da numerosi fazzolettini, alcuni dei quali posati con diligenza e, immagino, soddisfazione, sull’opera.

 

Perché indubbiamente di “opera” si tratta, al punto che dopo un primo motto di stizza e ribrezzo ho sbirciato in cerca della firma sulla carta. Ma non c’era. Artista anonimo o esibizionista schivo? Installazione post avanguardia o arte povera?

Certo che, a far due conti, sono ben pochi gli sport o le attività ricreative nelle quali le cagate (quelle autentiche, s’intende…. quelle  che diciamo riempirebbero questo hard disk all’istante e io non potrei consolarmi con questo post…) rappresentino una parte consistente (si fa per dire…) del curri-culum del praticante. Penso a quelle nei due grottoni di Avostanis, o sotto al masso dove si mettono gli zaini a Verzegnis, o SUL sentierino che porta da Somplago alla Parete Bianca, o SUL sentiero della palestra di Betania….

 

Per forza! In uno stadio o in un palasport  ci sono i bagni e, fossero anche guasti o occupati, farla in maniera così decorativa davanti a centinaia o migliaia di persone spettatrici sarebbe comunque un’impresa rilevante.

 Resta il fatto che lo scalatore si distingue anche per questo, per non essere capace di riportare a casa non dico la cacca nei sacchettini che si usano per i cani, ma neppure le cicche o il nastro per le dita (sporco di cacca, mi auguro!). L’importante è portarci l’8b di turno o la “smerdata” al rivale antipatico o la dose quotidiana di “carico”, o “scarico”, a seconda…

Come pretendere che  questi colleghi, magari incontinenti o appena scesi da un tiro spittato da panico,  facciano una ventina di metri in più o coprano con un sasso o una pedata di foglie la loro opera? In questo  bosco dove un esercito in fuga riuscirebbe a farsela addosso senza lasciare traccia….

Per fortuna non siamo mica un paese di merda, con una classe politica di merda, con un elettorato di merda che continua a votarla, con una gioventù di merda che si stravolge la sera con beveroni disgustosi per poi pisciarli sui muri del paese dei propri genitori di merda. Per fortuna no.

 

E di questo paese quasi esemplare, noi climbers siamo una delle parti più sane, lasciatemi dire: migliori. Lo si capisce con uno sguardo, senza essere microbiologi,  anche dalla merda che facciamo.

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~ di calcarea su dicembre 11, 2011.

27 Risposte to “Se “L’Uomo è ciò che mangia” allora “il Climber….” ?”

  1. Magnifico ed ispiratissimo contributo. Compreso lo sguardo allibito di Zappa in mezzo a stronzi, viccì, cantanti…
    Non posso non ricordare l’indimenticabile Daniele Perotti che, dopo aver calpestato in pieno una ciclopica merda appena sfornata all’attacco di Tempi Moderni (ma proprio all’attacco, non a fianco…), si esibì, complice il sottoscritto, prima in un grandioso sorpasso ai danni dei sospettati (ovviamente due tedesconi mangiacrauti), poi in un incredibile pezzo (unico) di arte contemporanea posato con perizia balistica sull’unico maniglione del tiro chiave. Quel giorno fummo velocissimi.

    • L’arma a doppio taglio! Infatti fa riflettere che nessuna di queste “bombe” sia stata scaricata in questi mesi all’ingresso dei Palazzi romani, mentre la rappresaglia di alcuni torinesi contro un incolpevole campo rom sia scattata immediatamente a colpi di molotov. Siamo un popolo che non ha più neppure il coraggio delle proprie cagate!? D’altra parte, come diceva quel comico: “mangiate merda! miliardi di mosche non possono essersi sbagliate!”

  2. Un annoso problema che colpisce tutte le falesie…….
    Un anno siamo andati a Ceredo e qualcuno l’aveva fatta proprio sul sentiero.; i locals allora si sono messi a urlare a intervalli: c’e’ qualcuno che ha cagato sul sentiero? Speriamo sia servito a qualcosa e che il cagador ci abbia pensato un po’ sopra e la prossima volta si allontani a distanza consona anche perche di posto ce n’ e’.

  3. senza contare poi le deiezion,i degli “amici” a 4 zampe ,di qualcuno che ha scambiato il prato sotto la falesia di Forni Avoltri per il proprio giardino o “cesso”privato

  4. gia.. quantomeno doveroso fornire solido riparo alla povera creatura.. un bel sassetto e il massimo.. anche perche le foglie possono spesso trarre in inganno: nascondono alla vista(che gia sarebbe un primo passo), ma fanno diventare la cacatio (gia proprio di latino si tratta!) una mina assolutamente invisibile e altrattanto efficacie

  5. Grande Gianni 🙂

  6. Ciao Gri, mi hai fatto ricordare un’altra opera del buon Daniele qualche anno dopo, prima dei tiri chiave dell’Ideale in Marmolada. Per fortuna dietro non c’era nessuno!!

  7. Avendo un moroso arrampicatore e sentendo parlare di cacca ogni volta che arrampica, mi viene da chiedere qual’è la spiegazione medica di questo problema, perchè si tratta di un problema non solo per voi che la pestate (arrampicate meno e scopate di più) ma anche per l’ambiente. Perchè i climbers defecano in maniera così eccessiva?? ma soprattutto perchè non se la portano a casa e la fanno nel loro cesso corredato da giornaletti di arrampicata?

    • Cara Alessia, ti confesso che, pur essendo “del mestiere” (medico intendo, mi auguro non cagone!) non so se esista una spiegazione tecnica a questo fatto, oltre a quella evidentemente comportamentale. Però devo confessare che ho sempre avuto la sensazione che si tratti di una particolarità più maschile che femminile. Non che forma e volume possano aiutare nell’ identificare il sesso del produttore, ma la localizzazione e, diciamo così, la “presentazione” un po’ sì, io credo! Quindi non posso che considerare legittimo il tuo sfogo. Una cosa però mi è tuttora poco chiara: chi è che scoperebbe di più!?!

  8. Ben detto, Dottore: davvero poco chiaro.

  9. A Raveo bassa, andate a fare il tiro più a sinistra della falesia. Quando siete in alto guardate alla vostra sinistra. Un paio di anni fa vidi qualcosa come 20 fazzoletti. Una cloaca.

    @dottore, guarda qua: http://www.delfix.it/pdf/lario.pdf

    Ogni tanto non farebbe male eh?

    @Alessia: appoggio la politica e ti proclamo portavoce del partito “climb less, fuck more”.

  10. Esimio dott. Gianni vorrei una prognosi . Considerando che pare accertato che l’ arrampicata facliti la defecatio come mai al sottoscritto nei decenni di frequentazione di falesie non son mai venuti questi stimoli ?
    Sono malato ? è grave ?

    • Temo tu sia affetto dalla non così rara stitichezza dell’alpinista, per fortuna in forma lieve. Nei casi più gravi questa comporta anche invidia , gelosia, tirchieria, vanità e tendenza compulsiva a pubblicare tutte le proprie imprese (non sfinteriche, ovviamente) su qualsiasi rivista, sito o bacheca a portata di mano (inclusa la Vita Cattolica). Come vedi ti è andata bene: la puoi curare con una supposta di glicerina prima di ogni tiro… Mandi Adrian!

  11. che dire…in certi giorni ci sentiamo di merda,in altri scaliamo di merda,commentiamo certe vie e le definiamo spittate di merda….
    oggi qualcuno si riconoscerà nel manufatto,oopps culofatto ritratto da gianni e,guardandosi privatamente allo specchio potrà dire:
    “che figura di merda!!”

  12. anch io onoro il maestro shifu

  13. Data la mia “esperienza” di due morosi arrampicatori contro alcuni NON arrampicatori.. Vi dirò che siete la delusione dell’universo femminile in quel senso!! Per altre notizie chiedete al Seba!

  14. @alessia
    nel tuo post in alto dici:”avendo un moroso arrampicatore…”ergo,presumo che usando una forma al presente,ti riferisci al tuo staus amoroso attuale;mentre nel post qui sopra fai riferimento a due morosi climbers ormai (sentimemtalmente)defunti,causa,suppongo inadeguatezza nell’appagare le aspettative dell’universo femminile (tradotto:e anche usgnot no si tacone!).riassumendo,o cambi moroso tra un post e l’altro,o,
    extrema ratio,ti sei rimessa con un climber,forse per una tua recondita vocazione da crocerossina,forse per masochismo espiatorio dei peccati commessi con i precedenti pulzelli,o forse perchè,tra una nuvola di magnesio,un inveire contro gli dei per una reglette mancata ed una birra in compagnia,sti poveri climbers qualcosa lasciano!(..il conto da pagare al pub!)

  15. Cazz… Gianni! Per avere un pò di movimento nel blog (vedi record nel numero commenti) hai dovuto parlare di …merda! Cosa non si fa per aumentare lo share… bè dai almeno il dibattito sta sterzando su argomenti più interessanti, anche se non fanno certo onore alla categoria (ma chi saranno questi climber-morosi così poco performanti??? nel dopo-arrampicata intendo…)

    • Hai ragione Luciano: altro che dita, piedi e testa, nell’ambiente ha più appeal quel che sta sotto le mutande! Comunque, a parte qualche sbavatura (autentica o freudiana) il dibattito mi è piaciuto. Però, dopo il sasso gettato dalla simpatica Alessia, non è ancora arrivata “un’ altra campana ” dall’universo femminile….

  16. Io capisco quando si sta in montagna per qualche giorno, ma per andar mezza giornata a far due tiri non vedo come uno non possa far a meno di mollar la zavorra in loco. Vabbe
    che in certi casi ogni grammo è essenziale ma se proprio è quell’etto di concime che porta in pancia a pregiudicar la prestazione beh meglio che si concentri la mattina a casa prima di partire piuttosto che decorare il
    loco con queste opere d’arte.
    Alessia, non è che al tuo moroso gli è passata la voglia perché tu come rappresentante dell’universo femminile non è che sia proprio un granché? Se scopi come parli sinceramente non stento a crederlo,
    a sentire il tuo gergo ricercato e fine ti vedrei più come rappresentante sindacale dei “burini del grande fratello”, che delle donne piene di fascino. Cmq io non son qui a giudicare il lessico di nessuno certo è che
    alle volte bisognerebbe pensare più al proprio modo di porsi invece che sputtanare il prossimo solo per il gusto di farsi notare. Per questo secondo me perdi meno tempo a sparlar degli altri… e forse finisce
    che scopi di più pure te…

  17. mi sento chiamato in causa da questo post, visto che arrampico, uso il wc del comune e trombo poco, anzi pochissimo .
    Tra i buoni propositi per il nuovo anno metterò quelli di continuare a scalare, cacare più lontano possibile dalle falesie e continuare a trombare pochissimo.

  18. a questo punto,mi verrebbe da dire che:”tira più un pelo di alessia che un climber che deve spittare con una corda che passa tra sette rinvii a zig zag e fa un attrito bestia!”tutto ciò,senza naturalmente voler mancare di rispetto
    alla suddetta signorina ma,davvero,qui in struttura a tarvisio,tra un tentativo di chiudere qualcosa ed il successivo riposo,l’argomento appare quanto mai ricorrente e si interseca,gioco forza,nell’analisi della prestazione rampicatoria e di quella nel talamo!purtroppo le conclusioni alle quali giungiamo sono spesso scoragianti,poichè,se scali forte,non ti meriti alessia,mentre se non chiudi almeno un 8C,non sei degno di menzione nel
    gotha dello “scimmiodromo” carnico-giuliano!!
    in tempi di crisi e ristrettezze,ci mancava solo questo amletico dilemma!!!
    poben,venerdì sera tutti invitati al palazzetto di tarvisio ad annaffiare i magoni con birra e prosecco!!!

  19. […] rottura dei gradoni da lui costruiti per migliorare la base della falesia.” 11 dicembre 2011 “lo scalatore si distingue anche per questo, per non essere capace di riportare a casa non dic… 9 dicembre 2011 “Sosteniamo Delfino con amicizia e stima, condividendo il malessere che si […]

  20. […] contributi stimola(n)ti: DOTTOR FIX – CLIMBING JUKE BOX 10 – Storie di M Calcarea – Se «L’Uomo è ciò che mangia» allora «il Climber….» ? Liguria Verticale – FINALE – Cengia degli […]

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