Scialpinismo arancione in Curiedi

Sìano pochi o la maggior parte, per gli scialpinisti tolmezzini che si stanno impegnando a rispettare le direttive di contrasto all’epidemia rimanendo all’interno dei confini del proprio comune, ci sono alcune possibilità di escursione che, immaginiamo, coincideranno magari con l’opportunità di esplorare pendii solitamente snobbati oppure frequentati in altre stagioni, senza gli sci ai piedi.

L’altopiano di Curiedi, poco oltre Fusea, custodisce per gli appassionati una serie di opportunità interessanti che hanno come punti di forza il paesaggio e la comodità di accesso. Di sicuro gli amanti del dislivello gladiatorio o della grande pendenza non ci troveranno pane per i loro denti.  La qualità della neve, per i diversi orientamenti, è soprendentemente buona. Ma l’inverno che stiamo vivendo non può purtroppo fare testo…

Chi dal centro di Tolmezzo, o ancor meglio arrivandoci dalla pianura, diriga lo sguardo verso nord, noterà in primo piano, appena sopra le frazioni di Fusea e Cazzaso, i rilievi di Monte Dobis, Diverdalce, Duròn e Cuar. Anche se meno appariscenti di Arvenis e Dauda, che li sovrastano, sono le mete delle sciate che vi proponiamo, per le quali la base di partenza è la località prativa di Curiedi, sede  di escursioni e pedalate per tutti i gusti. Ci si arriva salendo da Caneva a Fusea e poi oltre, in direzione di Buttea e del Comune di Lauco.

Cominciamo dal Monte Dobis. Per questa breve salita consigliamo di parcheggiare sulla destra, in uno slargo dirimpetto al primo stavolo che si vede appena la strada spiana, ancora al limitare del bosco. Il sentiero segnalato partirebbe un po’ prima, ma ai fini della sciata è preferibile salire il prato rettangolare racchiuso tra lo stavolo e la casa successiva, mirando al boschetto di pini che lo chiude. Si sale poi tra i faggi fino a una costa dove si incrocia il sentiero estivo, che si segue fino in vetta. Panorama mozzafiato. La sciata è inizialmente un po’ costretta e piatta, poi il bosco diventa più ripido ma sempre rado, con possibilità di trovare neve farinosa. Ciliegina sulla piccola torta il prato finale. (dislivello 150 mt, esposizione nord).

Tempo fa abbiamo provato a scendere dalla cima verso la località Somp lis Voris, lungo il sentiero segnalato in bianco-verde, ma le condizioni della neve, molle e abbondante, ci hanno scoraggiato. Rimane una possibilità da valutare con neve compatta, anche se il bosco è abbastanza fitto. L’idea sarebbe stata quella di proseguire poi verso Cjarandes e la Pieve…

La seconda sciata ha per destinazione Il Cuel Maior. Sbucati in auto tra i prati di Curiedi, si gira a sinistra al primo bivio e si parcheggia dopo 500 mt dove la strada finisce. In salita e discesa si seguirà il tragitto del sentiero segnalato, che conduce alla panoramica cima, dove in assenza di neve si possono osservare le postazioni di guerra. Attualmente: improbabile panchina e panorama come il precedente, esteso alle dolomiti di Forni e al Bivera. La discesa si presta ad alcuni tagli che la rendono più interessante. (dislivello 140 mt, orientamento vario, quasi tutto in ombra)

Per il piatto forte (si fa per dire) della giornata si deve spostare l’auto fino al “capiente” parcheggio di Forca Duròn. Saliti oltre il campo sportivo, allo scollinamento tenere la destra e continuare a salire per circa 2,5 km. La strada viene sgombrata tempestivamente dalla neve fino al parcheggio. Calzati gli sci, ci sono due possibilità: seguire il sedime della strada in direzione Navantes e Corce oppure percorrere a ritroso le discese descritte, con una ripellata e un po’ di dislivello in più.

Si raggiunge in ogni caso la conca di Plan d’Aur per salire verso la cima del Monte Cuar (Piche di Cuar) , lungo un pendio aperto (fondo erboso, valutare la stabilità). Ridiscesi alla conca, con neve di solito trasformata (ma quest’anno abbiamo trovato anche una discreta farinosa), si risale brevemente all’opposto alla cima del Monte Duròn per un’altra bella discesa fino al parcheggio. Panorami ancora magnifici, con vista privilegiata in direzione di Sernio- Palevierte (dislivello,facendo due risalite, attorno ai 250 mt; esposizione sud).

Da questo punto di partenza i più volenterosi potrebbero salire fino al Monte Dauda, attraverso forca Navantes, Corce e il Cavolàt, visto che il DPCM permette di sconfinare durante una gita.

Con Gjate qualche anno fa sciammo il pendio che dalla strada scende agli stavoli oltre Fornàs, un bel biliardo neanche tanto appoggiato. Anche il versante ovest del Monte Cuar si presta ad almeno una discesa nella parte meno fitta del bosco. In ogni caso, chi intendesse percorrere il tracciato della strada da Sella Duròn a Navantes è invitato a valutare le condizioni di stabilità del manto nevoso, perchè le scariche, anche dal bosco, non sono infrequenti.

Morale:  chi si accontenta….

 

~ di calcarea su gennaio 29, 2021.

Una Risposta to “Scialpinismo arancione in Curiedi”

  1. Facile per chi e’ in pensione!

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