Discesa da Niveragne a Sezza.

Venerdì scorso tutto poteva capitarmi fuori che imbattermi in  una magnifica mulattiera, bella pulita e scorrevole, proprio fuori casa. Merito di qualche cambio di programma, una buona dritta e un po’ di fortuna.

Partito a orario da evaporazione per andare in Marcelie a fare la down hill, mentre salivo oltre Sezza ho pensato che avrei potuto pentirmi della decisione presa la sera prima al Tripoli. E mi son ricordato della pista segnalata da Giaz che collega Marcelie a Niveragne, uno stavolo famoso tra i bikers per la discesa bobbistica verso Zuglio.

Giunto con fatica alla fine della pista, bella scorrevole, quando mi son trovato davanti la trattorabile descritta dal Giaz, che però continuava a salire, preso dallo sconforto mi son seduto a mangiare una barretta e bere le penultime gocce dalla borraccia.

Così mi cade l’occhio su una traccia che, meraviglia!, scende sulla destra. Chissà che non mi porti in Niveragne senza dover faticare! Pochi minuti di veloce discesa nel bosco e prima delusione: la traccia va a sbattere su un  capanno degli “amici” cacciatori della zona.

Sto già imprecando per l’imprudenza e l’eventualità di dover spingere a ritroso il mezzo fino alla pista, quando mi accorgo che la traccia sfiora il capanno e scende alla sua destra. Rischiare o faticare? La terza opzione, avere una cartina Tabacco caricata sullo smartphone con posizione gps, è già da qualche anno chiusa in una scatola in qualche angolo di casa mia, in attesa di un parto che sembra ogni giorno imminente.

Comunque: la decisone più comoda ma anche più incosciente è scendere. Per fortuna la traccia è evidente e disegna ampi tornanti nel bosco. Qualche segno di vernice giallo senape scolorito mi rinfranca.

Dopo l’unico schianto incrocio un sentiero con una piccola icona lignea. Verso sinistra potrebbe portare all’agognata Niveragne, ma in salita! Decido ancora una volta per l’incognita meno faticosa e vado a destra.

Da qui in poi la traccia è sempre più marcata e i muretti a secco o qualche zona di fondo lastricato fanno pensare a una vecchia mulattiera.

E’ evidente qualche segno di passaggio, ma pedestre. Superata una radura con un po’ di faggi tagliati di recente ed accatastati, arrivo in vista delle prime case lungo un colatoio sassoso. Una tabella con scritto Via Diveragne suggella il risultato finale: salvo!

Ci metto un po’ a capire che non sono a Zuglio, come pensavo, ma a Sezza. Volendo potrei anche risalire fino in Marcelie e farmi la down hill. Ma preferisco non sfidare ancora la buona sorte e tornare all’auto in picchiata lungo la provinciale.

In ogni caso, consigliabile!  Dislivello da Zuglio forse 700 mt, difficoltà S1 (facile). In discesa da Sezza si potrebbe provare a rintracciare il sentiero che scende dai prati a valle della Cappelletta presente sul curvone. Che sia ancora praticabile?

PS. Dulcis in fundo. Vado a leggermi i post di Calcarea per trovare qualche notizia sulla discesa da Sezza a Zuglio e mi accorgo di aver probabilmente già fatto, nel 2015, anche la mulattiera che mi è sembrata sbocciata dal nulla venerdì scorso.  Ovviamente la salita fu quella classica di Navantes, perchè la pista da Marcelie non esisteva, se non in parte.

Però non me la sento di cancellare tutto il romanzo qui sopra. Prendetelo come una primizia. Dicono che una delle poche cose belle dell’Alzheimer è questa: tutto ti sembra nuovo!

 

~ di calcarea su luglio 7, 2019.

7 Risposte to “Discesa da Niveragne a Sezza.”

  1. Non capisco, sei arrivato a Marcelie e da li’ salito ulteriormente (immagino verso Navantes) per poi deviare verso il capanno dei cacciatori? Grazie se fornirai qualche indicazione in piu’ per i non locals.

  2. Salendo verso Marcelie da Sezza, poco prima di scollinare sulla destra si stacca una pista forestale che sale in direzione di Navantes, che non raggiungi. Alla fine della pista (tralasciare deviazione a destra in alto…) si dovrebbe individuare sulla destra l’inizio del sentiero. Uso il condizionale perché stanno disboscando e potrebbero esserci dei tronchi ammassati. Riconosci il sentiero perché dopo un centinaio di metri sfiora un capanno di legno. Se usi l’app di Tabacco dovresti trovarti sulla traccia tratteggiata in nero che scende verso Sezza. Amen

  3. Sono finalmente riuscito ad andare alla ricerca di questo sentiero, bel fondo e bella vista salendo la forestale per Navantes, sono arrivato fino alla fine, proprio contro la ruspa che sta lavorando per proseguire la strada; qui non senza fatica ( il terreno è stato rimaneggiato dai lavori) ho trovato una traccia a destra (la si trova puntando ad una piccola “capanna” con telo di nilon e panche realizzata dal personale impegnato nei lavori. La traccia, a volte molto incerta, porta ad un grande stavolo che, credo, sia proprio Niveragne, poco dopo si trova un secondo stavolo piu’ piccolo, la traccia a questo punto passa a sinistra dello stavolo e presenta segni bianco rossi CAI, ma comincia a scendere molto ripida e (credo) poco ciclabile, io invece mi sono tenuto a destra dello stavolo seguendo una traccia sul GPS, ma assente in realtà, che però dopo poco è effettivamente comparsa nel terreno e che con tornantini scende abbastanza ripida (S2) fino a collegarsi con una traccia piu’ evidente, che credo sia quella che scende da Navantes. Dopo non molto si raggiunge un ponte e ci si raccorda al Troi del Riu che porta il leggera salita a Fielis (tratto chiuso per lavori, attenzione). Da qui prima per il Troi di San Pieri e poi per il Troi di Zui si atterra a Zuglio. Quasi 800 m di single treck. In conclusione non ho trovato il sentiero che hai fatto tu, ma forse ho trovato quello che avresti voluto fare…
    Mandi.
    F.

  4. Credo tu abbia raggiunto la discesa che su questo blog è relazionata come Anello breve di Niveragne. Reperire l’ingresso del sentiero per Sezza è diventato un po’ complicato a causa del campo base del cantiere. Varrebbe la pena che qualche volenteroso lo segnalasse al prossimo passaggio. Però posso assicurarti che la discesa che hai fatto è molto più bella.

  5. Ti aggiorno sulla praticabilità del proseguimento, presi i pratoni a fianco della cappelletta si scende fino a incrocire una traccia che gira a destra e che riporta alla strada (ultimo tornante sinistrorso prima di Sezza), si scende per l’asfalto per una cinquantina di metri e si incontra di nuovo il sentiero a sinistra, dopo poco, ad un bivio ci si tiene ancora a sinistra e, prevalementemente su selciato, si plana fino al primo tornate della strada che sale da Zuglio. Direi S1. Mandi.

    • Grazie Francesco! Aprofitto per chiederti due cose. Tempo fa qualcuno di voi aveva ripulito un bel sentiero abbastanza impegnativo che partiva proprio dalla cappelletta e si teneva più a sinistro della vecchia pedrata. Che fine ha fatto? Seconda domanda: lo scorso autunno sono tornato sulla pista che da poco prima di Marcelie porta alla partenza del sentiero descritto in questo post, ma non sono riuscito a rintracciare l’ingresso del single trak, forse a causa dei lavori sulla pista. C’è un modo per non sbagliare, ovviamente per chi non ha un gps con sè?

  6. Carissimo io non sono un local, ma un cittadino con seconda casa a Terzo, per cui ti rivolgi alla persona sbagliata. L’unica cosa che ti posso dire è che alcune settimane fa ho cercato di percorrere il troi di Toni e di Pieri a partire da poco sotto Navantes (cioè da dove la neve lo permetteva) fino a intersecare la pista che sale da Marcelie cui accennavi e lo ho trovato devastato dagli schianti, sono tornato in zona armato di motosega e ora si arriva a Zuglio scendendo solo una volta dalla bici . Altri hanno fatto un lavoro assai migliore del mio nel sentiero che dal Monte Spin scende alla chiesa di Terzo, che era in condizioni ancora peggiori . Credo che molti altri percorsi, meno frequentati, come quelli cui tu accenni, saranno individuabili solo se qualcuno li riporterà di nuovo alla luce.

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