EGO (ergo sum)

Non c’è giorno in cui  vada a scalare e non  debba prender atto che l’altruismo non figura tra le doti della media degli arrampicatori.

Troppo presi a realizzare  obiettivi, coltivare ossessioni e scattare #selfies per perdere tempo a raccogliere una cicca, stringere un bullone, cambiare un cordone o un moschettone consumati.

Il massimo che ti puoi attendere in termini di contributo creativo è che lascino una catena di rinvii per mesi su una via che stanno corteggiando con l’arrappamento del coniglio in calore.

Oppure che aggiungano uno o due spit sui tiri chiodati e puliti da altri per realizzarci una variante, ovviamente più dura. Non importa se poi non ci si capisce niente, cartina delle vie in mano. L’importante è il livello…

L’ultima perla di egoismo in cui mi sono imbattuto viene da “Madrabau”, una delle falesie più affollate negli inverni carnici. Da 30 anni una vecchia corda marcia collegava alcune soste. Rimasta in loco durante i lavori si richiodatura, veniva utilizzata da qualche climber per raggiungere  vie non tanto abbordabili scalandole dal basso.

Qualche giorno fa arrivo a Madrabau e trovo la vecchia corda ammucchiata alla base. Al suo posto un zelante frequentatore ne ha lasciata una un po’ più nuova.

La parete di Madrabau è già stata  al centro di episodi di “utilizzo a fini personali” della roccia, anche a danno degli altri: appigli spaccati con le picozze, vie unte dal sù e giù di chi si “allena” in autosicura ripetendo centinaia di volte la stessa via, aggiunta di spit a volte anche inspiegabile (ad esempio quello recente sul passo chiave di “Arpa d’erba”).

L’episodio della vecchia corda, evidentemente non trasportabile in un cassonetto per motivi che mi sfuggono, mi dà l’occasione per far sapere che nelle falesie dove ho chiodato vie di tutte le difficoltà, per tutti i livelli di frequentatori, non tollererò più che alcuni “prigionieri di se stessi”  facciano i cazzi loro se questo può dar fastidio agli altri.

Quindi rimuoverò cordoni usurati o rinvii lasciati a lungo sulle vie, spit di varianti non concordate, segni di magnesio lasciati lì a testimoniare che la scalata senza intoppi o sorprese è roba da buonisti o da vecchietti.

Sempre in attesa di sapere che  uno dei grandi performers ha chiodato un 6a, cambiato un moschettone di sosta o pulito un sentiero d’accesso.

Con un bel #selfie da mettere su un social!

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~ di calcarea su Mag 29, 2019.

3 Risposte to “EGO (ergo sum)”

  1. Non posso credere che qualcuno abbia piantato uno spit su Arpa d’erba ….
    Si accetta tutto .. ma non fino a questo punto .
    E’ Una via storica , interessante anche per la spittatura .. questo e’ Reato ..e senza chiedere al chiodatore .
    Ci sono delle regole non scritte che andrebbero rispettate , un pelo di etica e di buon senso devono appartenerci … e nel dubbio e’ Necessario chiedere a chi frequenta se modifiche e varianti potrebbero avere senso . Francamente sono molto deluso … mi auguro che lo spit venga rimosso e mi auguro che lo spirito degli arrampicatori diventi più democratico e sociale e che questi fatti non accadano più . Grazie

  2. Ben Fatta Doc!!
    Più che d’accordo sugli cordoni usurati e rinvii lasciati, segni di magnesite.
    Manca il rispetto della natura e dell’ambiente, che senso ha trasformare una falesia in una palestra indoor?
    Che bisogno c’è, di lasciare per anni decine di rinvii appesi, quando con l’ usura possono diventare potenzialmente molto pericolosi(angolo tagliente causa attrito corda moschettone,rottura del moschettone,rottura della fettuccia,utilizzo di maglie rapide cinesi…)? E poi, avete mai visto rinvii appesi su gradi bassi? Vuol forse dire che più il grado è alto meno si ha voglia di far fatica a posizionare i rinvii il primo giro?
    Pensare che chi va in falesia possa fare del bene al posto (tagliare le erbacce o cambiare i moschettoni usurati in catena o raccogliere le immondizie…)è un bel pensiero a cui dovremmo puntare tutti quanti come collettività di climbers ma è sintomo di crescita personale che non può essere uguale per tutti e non è ancora la nostra realtà ma se si vuole che questo accada insegnamo, diamo il buon esempio e parliamo con gli altri. Da qui può nascere un pensiero comune di rispetto della natura. Se ognuno pensa alle sue cose difficilmente si potrà andare in questa direzione.
    Per quanto riguarda lo spit in più, quella è più una questione personale, alzo le mani e osservo.
    Mandi Filippo

  3. Urka! spero che lo spit su arpa sia stato rimosso! Che brutta roba, semo mati?
    Un caro saluto agli amici carnici!
    Ciano

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