Hansjorg non schioderà il “Pesce”.

Un mesetto fa, dopo aver sfogliato con interesse la nuova rivista di arrampicata Up Cimbing, ben fatta e  consigliabile, mi era venuta  l’ispirazione per scrivere un post su questo blog, prendendo spunto dall’articolo di Ricky Felderer “The Doors”, che celebra la  “schiodatura” di un tiro in una falesia.  Avrebbe voluto essere una specie di scoop farlocco, un tardivo pesce d’aprile per malati di scalata. Il titolo era pronto e mi faceva gongolare al solo pensarci: “Ansjorg Auer schioderà il Pesce!”.

Poi è successo quel che sapete e l’idea è avvizzita, soffocata dal dispiacere per la tragedia canadese. Mi piaceva molto Ansjorg Auer.  Di una sua intervista su “livellozero”  mi era  rimasta in mente una frase :  “Da giovane quello che consideravo più importante era sapere quanto dura fosse la via che avevo in mente, quanto fosse pericolosa o su quale parete si trovasse. Questo, in un certo senso, rappresentava la misura del mio “valore”, se così lo vogliamo chiamare. Ultimamente questo tipo di atteggiamento sta un po’ cambiando, e quello che mi interessa di più è piuttosto la scelta delle persone con cui fare qualcosa o condividere un progetto.”

Non so se corrisponda a verità, a qualcosa che qualcuno aveva scritto: che non avesse inizialmente intenzione di divulgare la salita in solitaria della “Via attraverso il Pesce”  ma che, riconosciuto e fotografato da una cordata di austriaci, avesse poi deciso di sfruttarne l’eco. Magari son solo romanticherie che mi sono immaginato.

E nel film “No turning back”  su una sua impresa hymalaiana, le scene girate in famiglia e il rimprovero del padre per quell’ incredibile  salita in Marmolada sono di umanità e  presagio struggenti.

Il suo percorso personale ed alpinistico  mi è  sembrato sincero ed esemplare, anche se troppo esposto al rischio che ne ha poi  reciso la linea.

E non credo gli sarebbe mai passata per la mente l’idea di schiodare una via, soste e i pochi chiodi che immagino ci siano,  solo perchè  aveva avuto la capacità e la pazzia di salirla slegato. L’egoismo e la vanità che attanagliano molti scalatori, probabilmente anche il sottoscritto, non facevano parte del suo mondo. Sempre che il rischio estremo non possa essere considerato una perversione dell’ego.

In ogni caso, grazie di esserci stato, Hanjorg!

~ di calcarea su Maggio 7, 2019.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: