Albania 2018 – Via Rruge 1962 (Pezzolato, Spaliviero, Florit)

Finalmente la strada che da Scutari porta al confine montenegrino è stata sistemata senza rischiare la macchina o la vita visto le condizioni dei tornanti fino a pochi anni fa. Le notizie corrono veloci e così arrivano i primi alpinisti italiani ( Nicola Lanzetta e Marco Marrosu ) che aprono un capolavoro di stampo classico sul Mal Sokolit ( spigolo Giacomo Deiana ) sopra il paese di Tamare; seguiranno poi J.Palermo, T. Salvadori, I. Testori e L. Zambotto , come riportato sulla rivista Pareti, che apriranno un altro itinerario, “L’uomo semplice” , di tipo moderno a spit su un’altra parete sempre nei pressi di Tamare.

Grazie ad internet le notizie corrono veloci, cerco compagni d’avventura per ritornare in Prokletjie finalmente dalla parte giusta. Ma i Triestini sono pigri e vogliono il risultato sicuro o sono impegnati in altre attività più performanti che non lo scarpinare per remoti altopiani carsici alla ricerca di pareti perdute. Per fortuna che oltre Timavo qualcuno coglie l’occasione e così dopo una raffica di email e l’acquisto dei biglietti aerei ci troviamo a casa di Mauro a Staranzano per gli ultimi dettagli e conoscere ( da parte mia ) Paolo Spaliviero guida alpina tarvisiana . Abituati a viaggiare e ad organizzare perdiamo poco tempo a definire i dettagli e quanto ferro portare, il resto della serata la si passerà a degustare del buon vino accompagnato a delle salcicce piccanti polacche .

Fine settembre , partiamo di venerdì per Ljubljana e da lì a Brnik per prendere il volo diretto a Tirana. Un’ora e mezza per evitare un viaggio chilometrico attraverso l’ex Jugoslavia e le inevitabili file al confine montenegrino/albanese già sperimentate in passato. Le formalità di rito e la presa in carico della vettura a noleggio sono molto rapide e di sera siamo già a Lebushe ( Vermosh ) alla locanda “Alpini” ottimo agriturismo dove si mangia e si beve in maniera divina degli ottimi cibi locali ! Altopiano delle Prokletjie si incendia delle luci del tramonto mostrandoci le pareti che stimolano i nostri sogni d’apritori assatanati . La mattina dopo siamo già di partenza e in 3 ore scarse siamo alla base della parete più evidente ,liscia e con una temperatura da frigorifero visto che non ci batte ancora il sole . Arriviamo in cima inventandoci una normale relativamente semplice dove possiamo ammirare un panorama a 360 ° notevole . Sazi dell’infinito balcanico ridiscendiamo inventandoci un altro sentiero per ritornare a valle confidando delle tracce delle pecore che ci hanno preceduto . Alla sera iniziano le congetture e lo schematizzare piani più o meno bellicosi che comunque conducono a ore e ore di facchinaggio prima in orizzontale e poi in verticale , passano le ore e le bottiglie di buon vino rosso albanese fatto alla vecchia maniera senza bisolfito o processi di pastorizzazione . Il ginocchio di Mauro ci sveglia nel cuore della notte ridimensionando le velleità a lungo raggio . Alla mattina ridiscendiamo la valle alla ricerca di qualcosa di più vicino . Inizia un girovagar per paesi e campi sospesi sopra il fiume che incide la valle, incontrando dei torrentisti polacchi che ci indicano un ponticello che permette a me e Paolo di passare sulla sinistra orografica della valle fino alla base di una serie di diedri alquanto invitanti , ritorniamo all’autovettura ma di Mauro nessuna traccia . In breve scopriamo che è ospite di una famiglia di contadini locali che generosamente ci idratano con ogni sorta di bevanda disponibile . Obbiettivo trovato non resta che osservarlo attentamente con i nostri binocoli fino al sopraggiungere della sera . Altra cena euforica e preparativi del materiale per l’indomani . Solita colazione balcanica dove rinunciamo volentieri alla rakija rimandandola alle giornate piovose che alla fine arriveranno e poi rapidi all’attacco dove apriamo da capocordata un tiro di corda a testa. Paolo poi comincia il quarto tiro giusto per finire le batterie e costatare che il tempo sta cambiando molto velocemente, facciamo appena in tempo a recuperare le corde dell’ultima corda doppia che comincia un temporale molto generoso in fatto di pioggia e fulmini . Per oggi può bastare e a cena dopo aver consultato le previsioni del tempo, ci rendiamo conto che avremo tre giorni di brutto tempo e calo delle temperature , inizia a soffiare un gelido vento da nord che altro non è che la nostra Bora unica signora del maltempo in tutti i Balcani ! Andremo così nei giorni successivi a Vermosh con il padrone del nostro agriturismo a degustare caffè e rakija a casa dei suoi conoscenti , altro esempio di ospitalità albanese , evidentemente basta cambiar valle e le cose cambiano in maniera sorprendente pensando a ciò che ci capitò negli anni 90 a neanche 50 chilometri più a est .

Per passar il tempo sempre brutto e ventoso andiamo a Bajram Curri sfruttando il pittoresco traghettino che ci dona tre ore di navigazione in un canyon meraviglioso ricco di pareti tutte da scalare . Abbiamo ancora un giorno a disposizione e ci giochiamo tutte le briscole in un colpo solo . Sorge il sole e il termometro segna -5 mentre la Bora non molla. Parcheggiamo e senza proferir parola partiamo a testa bassa , in meno di mezzora siamo alla base della parete , ci leghiamo e si parte con mani e piedi ovviamente freddi . Tener duro , la roccia scivola e ogni tanto si rompe un appiglio ma il vento cala e in breve raggiungiamo l’ultima sosta dove ci attende il trapano ben al riparo nel suo sacco rosso pieno di buchi . Riprendo da dove si era fermato Paolo ed evitando dei blocchi assassini su una placca liscia verso destra trovo una bella fessura che mi porta in una bella cengia alberata dove imbastisco una sosta da cinque stelle per comodità dove goderci il sole che finalmente fa il suo lavoro dopo aver dato il cambio al vento della mattina . Riparte Mauro per una serie di diedri erbosi fino a un altra cengia dove ci si scambia la leadership e riparte Paolo per un bel diedro estetico ma pieno di terra e verdure varie . Oltre c’è un boschetto pensile dove Mauro riparte individuando un camino che porta verso l’uscita . Il tempo passa e arriva il tramonto e con lui l’ultimo tiro interpretato magistralmente dal nostro Paolo che cavalca delle lame stupende fino ad affacciarsi sull’orlo dell’altopiano . La notte ci accoglie mentre si allestisce l’ultima sosta e siamo fuori . Rapido affardellamento degli zaini e via con le frontali per prati e campi coltivati per reperire una traccia evidente che collega le varie case dei contadini sull’altopiano incredibilmente antropizzato . I cani abbaiano, qualche luce si accende noi proseguiamo incontrando lungo il sentiero tutta una serie di locali che accompagnano i parenti venuti dagli Stati Uniti in visita agli anziani rimasti . La via è finita , la felicità stempera i vari acciacchi e la fatica , ci aspetta un’altra serata di giusta baldoria e buon sonno prima di partire per il lago di Ohrid ai confini con la Macedonia . Il viaggio nei Balcani non finisce mai .

Partecipanti Paolo Pezzolato (GARS Trieste) ,Mauro Florit (CAAI Orientale) e Paolo Spaliviero (AGAI) .

Paolo Pezzolato ( Gars Sag Sez.Cai Trieste )

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Descrizione della Via Rrugë 1962 .

Avvicinamento :

proseguendo per la strada che da Scutari porta a Vermosh e al confine con il Montenegro , passati i paesi di Tamare e Selce dopo una serie di tornanti parcheggiare sulla sinistra in uno slargo ghiaioso che può ospitare tre autovetture . Da questo parcheggio scendere per traccia evidente ad una strada sterrata che si attraversa proseguendo in discesa fino ad un ponte che attraversa il fiume Ljim i Cemit . Passato il ponte si risale brevemente la larga mulattiera per abbandonarla al primo bivio a sinistra ( ghiaione ) , per tracce in piano si raggiunge un ultimo piccolo ghiaione che con ripida salita porta all’attacco della via ( punto più alto del ghiaione sotto parete ) . 30 minuti .

Discesa :

Dall’uscita della via si entra in un boschetto da percorrere per pochi metri fino a un prato molto ampio che si segue superando i vari muretti confinari fino a pervenire auna traccia molto evidente da seguire verso destra ( a monte ) . In falsopiano si percorre l’altopiano fino a un bivio dove si prende a destra la traccia che in progressiva discesa porta al fondovalle , si segue ora l’ampia mulattiera verso valle fino a pervenire il ponte attraversato all’andata e dà lì in salita al parcheggio . 60 minuti .

La via è stata aperta i giorni 24 e 28 settembre 2018 ,ha 440 metri di sviluppo , per 10 tiri di corda compresi quelli più facili . La difficoltà ( obbligatoria ) è di 6c / scala francese . Utili oltre ai rinvii una serie di Camalot BD dal 0.3 al 3 e cordini vari . I tiri più difficili sono stati aperti da Mauro Florit e Paolo Spaliviero .

 

 

Paolo Pezzolato ( Gars Sag Sez.Cai Trieste )

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Breve diario di viaggio :

21 settembre Trieste – Ljubljana _ Brnik ( aereoporto ) volo per Tirana . Viaggio Tirana – Scutari – Lebushe ( Vermosh ) .

22 settembre : prospezione per arrivare alla base e poi in cima del Brinja e List ( 2263 mt ) , rientro a Lebushe e ulteriore prospezione al pomeriggio a Selca alla base di un’altra parete , rientro a Lebushe .

23 settembre : ricognizione al confine con il Montenegro in località Vermosh , ridiscesi a Selca individuiamo il nostro obbiettivo e troviamo la via più agevole per raggiungere l’attacco della nuova via .

24 settembre : iniziamo la nuova via , finiamo il materiale dopo aver aperto tre tiri di corda , poi rapido rientro sotto la pioggia .

25 settembre : perturbazione che porta un repentino abbassamento delle temperature , soffia Bora molto forte .

26 settembre : ancora freddo , ci spostiamo a Theth per vedere nuove zone , rientro a Scutari e poi risaliamo la valle fino alla diga dove partono i traghetti per Bajram Curri . Pernotto in locanda costruita sotto il ponte stradale .

27 settembre : giornata fredda e ventosa , con il traghetto in tre ore e mezza siamo a Bajram Curri poi rientriamo a Scutari e da lì a Lebushe .

28 settembre : giornata fredda ma riusciamo a finire la via e trasportare tutto il materiale alla base .

29 settembre : partiamo da Lebushe per ritornare aTirana e da lì al lago di Ohrid dove dormiamo a Lin bellissimo paesino di pescatori sotto un promontorio roccioso .

30 settembre da Lin a Tirana , rapida visita della capitale e poi in aereoporto , volo per Ljubljana e rientro a Trieste .

 

Paolo Pezzolato ( Gars Sag Sez.Cai Trieste )

 

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~ di calcarea su marzo 5, 2019.

Una Risposta to “Albania 2018 – Via Rruge 1962 (Pezzolato, Spaliviero, Florit)”

  1. C’è ancora tanto da fare…Forza! 🙂

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