Calcarea record!

Sono passati otto anni da quando abbiamo iniziato a tenere aggiornato questo blog. Nei primi tempi cercare qualche informazione  è stato più facile: le sciate o i sentieri da percorrere in mtb “già c’erano”,  per citare  il mitico pastore di Serra Oseli. Si trattava solo di aver la voglia e la curiosità di andare a vederseli e fare quattro foto.

Un po’ più di materiale ce lo ha poi fornito l’arrampicata, perchè è aumentato il numero di chiodatori, soprattutto di quelli interessati alla fruibilità degli itinerari che avevano preparato; insomma una via di mezzo tra soddisfazione personale e regalo al resto dei praticanti.

Però,  nonostante i post  siano nè migliori nè più frequenti, c’è stata  una crescita graduale dei visitatori di Calcarea che in luglio ha raggiunto il suo punto massimo: 4684  ospiti per 11.977 visualizzazioni! Ci prendiamo allora la momentanea libertà di vantarci di un risultato personale, cosa che abbiamo cercato di evitare in otto anni, perchè volevamo dedicarci allo scambio di informazioni e di idee, queste ultime sempre più scarse e confuse.

Salvo qualche inevitabile notizia data dal sottoscritto sull’altra metà di Calcarea, Mattia,  riguardo alle sue prime ascensioni che  sono comunque  utili come riferimento per eventuali ripetitori, abbiamo considerato che basti e avanzi facebook o qualche altra diavoleria di internet per divulgare le “prestazioni” personali, selfie e # compresi.

Gildo in Pleros negli anni ’90

Questa volta  vi segnaliamo la prima salita in libera da parte di Alex Corrò e compagni  della multipitch aperta lo scorso anno sulla parete nord del Monte Pleros, ideale continuazione di “Lasciami come sono” chiodata da Gildo Zanderigo negli anni ’90. La via ha 6 tiri e la difficoltà massima è di 7b. Attendiamo ulteriori dettagli da parte dei protagonisti!

Lo stesso dicasi per la via  aperta da Oleg Del Fabbro e compagni sul Monte Fiorito di Sappada, “Frugando nell’ignoto”, 350 mt fino al 6b, a spit e friend.

Sempre in tema di multipitch eccovi una proposta per pochi coraggiosi sulla parete sud di uno dei pilastri  di Casera Pramosio (pilastro “Albachiara” per intenderci). Apritori austriaci, via alpinistica mista (qualche sporadico spit, sembrerebbe)  Consultate: http://www.endlich-klettern.de/mario-walder-dreamline-catching/

Molto ripetuta invece, sia per bellezza che esposizione in ombra, una via del 2017 sulla parete Ovest del Mangart, 440 mt fino al 6b+,  ben chiodata. si chiama “Brijliantina”  Consultate: http://www.primorskestene.com/?mod=catalog&action=viewRout&id=1914&action_id=87&lang=sl.

Brijliantina

Qualche novità anche nelle falesie ombreggiate. In Val di Collina, nel settore placche, ho finalmente ultimato i lavori, iniziati lo scorso anno, che avevano come obiettivo quello di rendere accessibile in un solo monotiro la fenomenale seconda lunghezza della breve “multipitch” “Cuicuocua”, una vietta di tre tiri che da sola meriterebbe un post e uno stage di arrampicata sul campo.

Il primo tiro, quotato al tempo 6b/c, è un bel muro verticale a goccette che non esiterei a promuovere a  perfetto 6c+. La seconda lunghezza è un diedro quasi yosemitico (ma senza fessura!) che qualcuno ebbe la spudoratezza di valutare 6a, ma che, difficoltà a parte, risulta di una bellezza estetica ed arrampicatoria immodificabili .

Vista la tortuosità del primo tiro, risultava quasi impossibile percorreli insieme stando comodamente terrazzati alla base. Così lo scorso anno ho chiodato una via sulla destra, oltre il 5c (6a?) già esistente. Questa via (“Quasi) può sia finire alla stessa sosta del 5c, con un facile e divertente 6a, che tirare diritto e raggiungere il fatidico diedro. Così fatta (“Quindi”) potrebbe raggiungere il 6b+. Non contento, ho chiodato anche una variante alta  più difficile, che invece di confluire nel diedro segue una fessura e lo spigolo soprastante (“Quorum): forse un 7a. Per queste ultime due possibilità è obbligatoria la corda da 80 metri. Le placchette del 2° tiro sono quelle  originali, solo all’apparenza sinistre. Aprofitto per informarvi che alcune vie del settore sono state di recente richiodate con ottimo materiale inox, immaginiamo da Bunny, artefice delle prime chiodature.

Ultima cosa: dopo alcuni metri di “Quasi”, la si può abbandonare traversando verso destra su tre spit ravvicinati che finiscono alla sosta della via successiva: traverso di almeno 6c (“Quelo”).  Mentre trapanavo, sabato un climber sloveno mi ha appoggiato due lattine di ottima birra ceca sul cofano dell’auto urlandomi : “Thank yuo for this work!” Son soddisfazioni….

 

~ di calcarea su agosto 7, 2018.

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