“Il Fuoco dell’Anima” di Andrea Di Bari

Non ho idea di quanti possano essere i climbers che si dilettano di lettura. Non è mia intenzione, almeno oggi, provocare i lettori di un blog internet con una scontata e ahimè realistica pippona su quanto poco gli italiani si dedichino alla letteratura. Restringo quindi immediatamente il campo con un quesito facile facile: quanti scalatori leggono una guida cartacea o un libro su argomenti anche lontanamente alpinistici? Io credo pochi, e ho la sensazione che questo numero sia  inversamente proporzionale all’età dello scalatore. E lo sarà sempre di più.

E’ un peccato che i gggiovani che frequentano le palestre indoor e i corsi di arrampicata stiano perdendo questa curiosità, che nelle generazioni addietro cresceva di pari passo con  le aspirazioni  alpinistiche e la presunzione di stare per entrare nella storia. Perché un libro come questo di Andrea Di Bari potrebbe davvero essere  utile, oltre che avvincente, proprio per chi si sta incamminando su questo tortuoso sentiero, più infido di quel che sembra.

Un’ autobiografia che rasenta il romanzo di formazione e accompagna il lettore dagli anni degli esordi, attraverso  la passione forsennata fino alla maturazione, dove la narrazione purtroppo si interrompe  lasciando un po’ di amaro in bocca a chi vorrebbe sapere come, e se,  si guarisca davvero  da questa malattia. Il risvolto di copertina lascia infatti intendere come Di Bari si stia dedicando con successo ad altre attività creative, mentre probabilmente continua a scalare  solo per il piacere di farlo.

Nel libro  troverete  molti spunti ancora attuali: le gare, le rivalità, le solitarie, l’alpinismo, le spedizioni nelle falesie “di riferimento”,  gli sponsor, oltre che un bel po’ di vita vissuta da borgataro a volte sull’orlo del baratro. E poi musica, cinema, amicizie e amori. Un bel clima, sembra di intuire, solo in parte guastato dai tarli dell’ego, del grado e del palcoscenico. Del resto, chi è senza peccato scagli la prima presa!

~ di calcarea su marzo 28, 2018.

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