Monte Valcalda dalla Val di Preone

Quando si decide di dedicare una domenica a una gita esplorativa, rinunciando alle chimere del firn che ammiccano dalle Dolomiti alle Giulie, si mettono in preventivo anche  due possibilità estreme: un ravano immondo (Rav 4 come direbbe Bruno) o una grande sciata.

Oggi abbiamo avuto la fortuna di visitare un angolo sperduto di Carnia di straordinaria bellezza, facendo un’ottima sciata al modico prezzo di una ravanata accettabile (non più di Rav 3). Ideatore della spedizione il solito Gjate, che  negli anni ’70, in compagnia di Mario Morassi e Franco Pittino, con un improbabile dotazione da sci di fondo si era avventurato fino ai piedi dei Cjadìns del Burlàt lasciando l’auto poco oltre  Preone (!).

Quest’anno l’accesso alla Val di Preone è possibile per ora solo da Sella Chianzutan. Giunti all’imbocco della pista forestale che porta in Casera Teglàra, una prima spiacevole sorpresa: il guado è ghiacciato e non è prudente cercare di attraversarlo in auto. Un vero peccato, poichè al prezzo di una possibile multa avremmo evitato  buoni 400 metri di dislivello a piedi. La seconda sorpresa è che uno dei tre ha lasciato le pelli a casa. Poco male, perchè la neve che troveremo sarà tutt’altro che cedevole.

Si segue la pista in direzione di Casera Teglara  fino al pianoro nei presi dei ruderi di Malga Vallon, dove la si abbandona puntando verso ovest  a un salto che sbarra l’accesso ai Cjadìns. Noi proviamo a salire  nel ripido bosco di faggi e appena possibile traversiamo a sinistra su pendio aperto. Si sbuca in un avvallamento dove si segue il fondo della valletta in direzione ovest e si raggiunge una forcella del Monte Burlàt  con grandiosa vista dall’ Antelao al Pizzo Collina, in overing su Socchieve e Ampezzo.

Alle nostre spalle la parete nord del Monte Valcalda sembra offrire  due possibilità di accesso. Si traversa in saliscendi verso sud fino base del catino. Dopo qualche curva fanno la loro comparsa i rampant, poco dopo sostituiti dai ramponi. Due di noi salgono il canale più ampio, il più timoroso devia sul canalino più a ovest.

Ci ritroviamo nei pressi della cima e decidiamo di scendere tutti nel canalino; la neve è dura ma sciabile, dopo due rilassanti curve sulla cresta il passaggio al  ripido è un po’ traumatico, ma tra una curva e una derapata il pendio si apre e la sciata diventa più rilassante.

La discesa è bellissima, ma nel tratto di  bosco ripido  tocca un po’ balinare per conquistare il pianoro conclusivo, dove facciamo le ultime curve entusiasmanti. Si torna sci ai piedi fin quasi al bivio per casera Pezzeit, dove ci aspetta la nostra mezz’ ora di pista in scarpe da ginnastica fino all’auto.

I numeri: dislivello 1150 metri circa, orientamento quasi sempre nord  o est. Difficoltà tra BSA e OSA, in  attesa di  pareri più competenti. Necessario avere i ramponi e non essere scialpinisti troppo schizzinosi. Il manto nevoso ci è sembrato ben assestato anche nei tratti più pendenti.

~ di calcarea su gennaio 28, 2018.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: