La Falesia dei Vedràns in Val di Collina

Con Mattia, nonostante la distanza anagrafica, ho condiviso molti momenti da incorniciare. Per un breve periodo, a partire dall’estate del 2014, siamo stati addirittura “colleghi scapoli” (in dialetto vedrans).  In una di quelle domeniche è nata l’idea di chiodare il grande diedro che sovrasta le Casermette di Val di Collina e da questo poi son venute pian piano le altre vie.

I “Vedrans” ha una roccia a tratti superlativa e lo stile di scalata è abbastanza completo, con la forza delle dita e la precisione dei piedi come ingredienti di base. L’esposizione è a sud est e  l’ombra arriva in estate verso le 16, ma i primi metri delle vie e chi staziona alla base sono protetti dai maestosi faggi che sfiorano la parete. L’avvicinamento breve e la vicinanza con gli altri settori di Val di Collina rende questa parete ancor più interessante, visto che annovera alcune vie di difficoltà medio alta che scarseggiano nella placca dei monotiri e nella cava dismessa.

L’ultima via difficile ad essere stata “risolta” è l’emblematica “Not for more”, salita rotpunkt da Mattia, che si è incaricato di qualche chiodatura, delle “libere” (non solo vie…) e dello schizzo  da vero professionista.

Sciamano alpinista e Om (e femina), sono due vie solo parzialmente mantriche, perchè la roccia è per un breve tratto instabile. La più difficile ha un passo boulder in strapiombo.

Clistere di granita (al caffè con panna…) ha una sezione difficile su buchi distanziati.

Fiori di Brahms, stessa difficoltà ma più continuità e movimenti strambi

Basta rasta, prima catena su diedri strapiombanti e finale a buchi.

Medito chirurgo, tiro dalla bellezza sconcertante, imperdibile.

Silenzio assenzio, via di spigolo molto bella e  spalmabile; Naturopeto è la sua variante di attacco, con arrivo consigliabile alla sosta di Medito, per mantenere alta la concentrazione.

Vedrans cence diu, chiodata dal basso, è una via alpinesima. Spit distanziati non per coraggio ma per “sant scugni”.

Not for more, tacche lontane e, come dice il nome, da non provare troppo a lungo.

Yomba è una nuova disciplina che fonde lo yoga e la zumba. In questa via invece si fondono forza e tecnica.

Infatti, primi spit per dita d’acciaio su concrezioni, poi ancora un passetto interessante.

Vagina pectoris, senza infamia e senza lode, ma con un passo intelligente.

Accesso: dalla S.S. 52 per Passo Monte Croce, al terzo tornante, seguire la pista sterrata fino alle Placche di Val di Collina. Poco prima dei ruderi della Malga prendere a destra una diramazione erbosa che si dirige verso la vecchia cava (settore Dironcave). Invece che girare in salita verso la cava, seguire una traccia con ometti nel bosco, puntando all’evidente parete. Parcheggiare nei pressi del settore dei monotiri

 

 

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~ di calcarea su giugno 30, 2017.

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