Istarske toplice.

Come ogni anno arriva il primo caldo e ci rendiamo conto di non aver quasi mai sfruttato le opportunità per scalare al mite tepore del sole invernale sulle più belle pareti di arrampicata a portata di mano. Meglio tardi che mai…

E allora: breve ma rigenerante vacanza in Istria per sfruttare gli scampoli di primavera, alla ricerca dell’ombra e della magnifica roccia del circondario di Buzet. Incuriositi dalle notizie sulle nuove chiodature del Ghey Team sulle pareti che sovrastano le Terme Istriane, siamo scesi nella stagione non proprio ideale, ma ce ne torniamo a casa comunque con una bella serie di conferme.

Innanzitutto, che la roccia attorno Buzet merita non solo qualche visita ma un pellegrinaggio invernale. Kompanj, il Canyon di Buzet con i suoi 5 settori, e Istarske Toplice con almeno altrettante falesie, sono il massimo che si possa chiedere in quanto a qualità e varietà della scalata.

Secondo, che Cavana in particolare e Trieste in generale sono un vero toccasana per il montanaro in astinenza e per il climber in crisi motivazionale.

Prima giornata nel settore “estivo” di Istarske, all’ ombra tutto il giorno. Una manciata di tiri memorabili su roccia esemplare, chiodati “allegri” quanto basta e gradati con parsimonia.

“Baila Morena” 6b + strepitoso che chiede a gran voce degli spit da 10mm; “Mi sento un po’ zen” 6c+ e “Lukic Dolina ” 7a+ belli, “Blok” 7a grande tiro, ma seguire le prese e non gli spit.

Per finire ci trasferiamo sul paretone principale per dare un’occhio alle nuove chiodature, ma il caldo si fa sentire. Solo un giretto sulla strepitosa “Ascendente scorpione”, 6b per diedristi, e il proposito di tornarci quest’autunno.

Rientriamo per la notte a Trieste per cenare con nostro “agente in Cavana”. Cibo, bevande e visuale da sogno, con solo qualche rischio per la patente nel raggiungere un delizioso alberghetto di Basovizza. L’indomani siamo di nuovo a Buzet e optiamo per il settore nord del Canyon. Prima una sola via, già minacciata dal sole, sulla incredibile parete grigia a sinistra della grotta del settore Pengari. Roccia verdoniana, “Valentina” 6b+ 10 stelle.

Valentina 6b+

Ci spostiamo all’ombra per qualche via nel settore nord, muri a tacche o strapiombi a canne. Qualche spit mostra segni evidenti di deterioramento, forse anche per i soliti incauti abbinamenti tra inox e zincato.

D’altra parte siamo a pochi metri da un bel torrente, dove in pochi anni hanno realizzato delle simpatiche strutture per l’avventura, come passerelle, ferrate o cavi per la calata. Idee spudoratamente copiate dai nostri amministratori locali, non vi pare? A noi non resta che rientrare nella patria dello svincolo di Socchieve e delle ciclabili incompiute, cercando di tenere a mente che non si possono passare gli inverni senza scendere a Buzet….

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~ di calcarea su maggio 28, 2017.

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