Diario di un viaggio in Chile e Perù nel gennaio 2017 (prima parte)

Sono ormai diversi anni che,  assieme al mio amico Maurizio, quando arriva il mese di gennaio  partiamo per un viaggio, generalmente in Sud America. Questa volta abbiamo visitato il nord del Cile ed il Sud del Perù. La scelta cade facilmente sull’America del Sud per alcuni semplici motivi: il nostro inverno corrispondente alla loro estate, lo spagnolo è a noi facilmente comprensibile, non ci sono guerre o situazioni imprevedibili.
Partenza da Venezia, scalo a Madrid e arrivo a Santiago del Chile. Da lì inizia il vero viaggio, circa 4000 km terrestri fino a Lima e ritorno via Londra a Venezia.

Domenica 8 gennaio – Iniziamo il viaggio a San Pedro de Acatama visitatando le lagune Miscanzi ed i suoi fenicotteri, i vigogna, alpaca, lama. I fenicotteri diventano rosa perché mangiano dei piccoli gamberetti che contengono pigmenti rossi che poi gli danno il colore..

Lunedì 9 gennaio. – Oggi si parte alle 4, destinazione i geyser del Tatio circa 100 km a est di San Pedro. Ci accompagna Gustavo, simpatica guida andina che ci illustra la sua attività di tutto l’anno anche sui vulcani e ci fa capire che, per andar bene in alta quota, oltre ad una buona preparazione fisica è indispensabile un buon acclimatamento, una salita graduale che dia all’organismo il tempo di adattarsi.
I geyser sono acqua spinta alla superficie dalla pressione interna al vecchio cratere di un vulcano: da lì può uscire solo vapore oppure acqua bollente spruzzata in alto che in questo caso si deposita in una specie di vasca piscina laghetto a circa 80° e poi si raffredda. In Cile all’ingresso dei parchi si lasciano circa 5/8 dollari a testa che vanno agli indigeni per i lavori di manutenzione e per il loro sostentamento. Una visita ai villaggi locali e poi si scende alle 13, siesta e poi partenza alle 16 per la Valle della Luna, tipico Canyon tra alte pareti rosse calcaree con affioramenti di quarzo e alcuni tratti in una galleria scavata dall’acqua. Più avanti questa valle termina nel deserto dove visitiamo un bellissimo monumento naturale chiamato dei “tre angeli”, una particolare formazione rocciosa che si innalza dalla sabbia. Più tardi si fa una passeggiata sulla cresta della Valle e poi per finire la guida ci porta a vedere il tramonto del sole dall’alto della Valle della Morte, rientro San Pedro.

Martedì 10 gennaio – Partenza al mattino da San Pedro con bus di linea e arrivo a Calama, una cittadina mineraria sorta nelle vicinanze di una delle più grandi miniere di rame a cielo aperto del mondo. Con il pullman della miniera, casco e giubbotto, inizia la visita guidata gratuita. Consiglio comunque la prenotazione almeno qualche giorno prima presso l’ufficio turistico oppure direttamente alla ditta gestrice, la Codelco. Una ditta peruviana a partecipazione statale subentrata alla multinazionale americana Anaconda. Il Chile, come molti altri stati dell’ America latina, è molto ricco di materie prime, ed in certi casi i locali non essendo capaci di sfruttare bene queste loro risorse, aprono le porte alle multinazionali americane, cinesi etc che se ne stanno approfittando… La visita comprende un giro con il pullman al mirador della miniera di Chuchicamata dove si estrae il materiale grezzo che, dopo lavorato rende dall’1 al 2% in peso di rame puro. In futuro la coltivazione sarà in galleria dove si seguiranno dei filoni ad alta resa- Attualmente sta lavorando per costruire la galleria pilota una ditta italiana, la Ansaldo. Io ho sempre lavorato nel settore del movimento terra, ma oggi sono rimasto letteralmente colpito nel vedere come si movimentano giornalmente migliaia e migliaia di metri cubi di roccia, autocarri che trasportano 200 ton al viaggio, escavatori di proporzioni gigantesche, impressionante…. Poi, prendiamo il solito bus notturno ed in circa 11 ore attraversiamo tutto il deserto di Atacama e gli altiplanos che ci porta ad Arica.

Mercoledì 11 gennaio – Alla “magnana”, arrivati ad Arica, dopo aver consultato la mitica Lonely Planet andiamo all’ostello, ci si sistema, si visita la città con la passeggiata in cima alla rocca, il famoso cerro della Cruz. Poi si scende sulla costa dove c’è la possibilità di farsi un bel bagno in una piccola calla affacciata sul Pacifico. Ritorno in città e cena in un classico ristorante turistico con le loro strane specialità, indubbiamente buone e gustose, ma cariche di spezie peperoni cipolle eccetera… A Sud di Arica inizia una costa rocciosa alta centinaia di metri e lunga centinaia di chilometri senza traccia di civiltà e di porti dove attraccare. In sud America bisogna far l’abitudine a viaggiare per grandi spazi dove le città metropolitane si alternano a piccoli paesi, con pochissime autostrade e tante strade statali diverse dalle nostre, alcune ancora bianche e piene di buche: per capirci si viaggia per ore e ore, specie nei lunghi tratti desertici, senza incontrare traccia di civiltà, solo tanti “camiones”

Giovedì 12 gennaio – Stamattina partenza da Arica destinazione Putre con autobus di linea, 140 km in 3 ore. Arriviamo in questo delizioso paesino di montagna dove ci alloggiamo in un ostello pulito, servizi con acqua calda, spazio comune e due gentili giovani Patrizio e Xavier che gestiscono l’ostello; l’ hostel si chiama Pacha mama, ed hanno anche il Wi Fi. Il paese è ubicato in una alta valle ad una quota di circa 3600 mt e si sta ampliando e modernizzando con costruzioni antisismiche per far fronte ai frequenti terremoti. Putre è leggermente staccato dalla strada principale ed è affacciato a tanti terrazzamenti costruiti dalle antiche popolazioni sulle sponde del Rio che con la sua acqua permette di irrigare le coltivazioni. Al pomeriggio un breve trekking alle terme de Yuras con dei problemi a trovare il sentiero perché poi sulle Ande la segnaletica non c’è; e neanche le cartine topografiche.

Venerdì 13 gennaio. – Al mattino alle otto arriva puntuale la guida Pablo col suo furgone che ci carica e ci accompagna per una visita nel Parco nazionale del Colca. Prima tappa Las Cuevas, dove parte un sentiero nella laguna a circa 4500 m di quota in un paesaggio naturale veramente suggestivo; al nostro fianco passeggiano tranquilli i conigli selvatici detti i vizachacas. Alla fine del percorso risaliamo sul pulmino del nostro Pablo, che ci racconta come lo stato aiuti molto gli abitanti delle zone rurali, nel suo caso gli hanno dato un contributo a fondo perso per l’acquisto del  furgone di ben 7.000 dollari su 20.000, oltre ai benefici fiscali. Ritornati sulla strada troviamo una fila impressionante di camiones che aspettano di passare il confine per entrare in Bolivia. La Bolivia è più povera rispetto al Chile e molti boliviani emigrano in Chile per lavorare. Riprendiamo il nostro giro alla volta del lago Chungara che si trova a quasi 5000 mt di quota, uno dei i laghi più alti del mondo, speriamo che duri perché lo sfrenato bisogno di acqua dolce della città di Arica, allungando la sua rete di acquedotti fin quassù rischia di prosciugarlo. Alcuni sconsiderati hanno poi introdotto la trota, la quale, facendo razzia di tutti i pesci che trova mette a rischio tutto il delicato equilibrio e l’ecosistema.

Ci dirigiamo ora nel villaggio di Parinacota a circa 4500 mt, che si trova appunto sotto l’omonimo vulcano di quasi 6000 mt, dove lassù ora sta nevicando. Ci vivono ormai poche famiglie che si dedicano all’allevamento degli alpaca famosi in tutto il mondo per la loro lana. Un lama macellato vale 150 $ ed è molto richiesto per la bontà delle sue lane e della sua carne. Dietro al paese c’è una piccola montagna, il Guane Guane, alto appena 5100 mt che mettiamo in programma di salire domani. La guida si ferma ora in prossimità di un improbabile bagno termale parzialmente attrezzato dove al prezzo di tre $ ci si può fare il bagno in acque solforose. Risaliamo sul nostro furgone e Pablo ci riporta a Putre dove con la moglie ed un po’ di aiutanti gestisce un piccolo ristorante dove assaggiamo le specialità locali. La giornata di oggi all inclusive ci è costata 10 $.

Sabato 14 gennaio. – Al mattino ci alziamo presto, ma le condizioni meteo ci sconsigliano di intraprendere la salita al Guane Guane, i local ce l’avevano già detto ieri che non era il caso soprattutto per la nebbia persistente e la pioggia e perché camminare sulla terra vulcanica bagnata è molto faticoso. Non immagino pensare a cosa può succedere in questi posti se uno si perde e/o si fa male…. arriva prima il puma…
Ci dispiace di non aver potuto salire su questo piccolo 5000 anche perché ci stavamo acclimatando, la permanenza nel paesino in quota ci ha fatto bene. Non potendo andare in montagna facciamo un giretto per il paese a vedere come vanno avanti cantieri e come procede la vita rurale di Putre. Lo Stato è presente e si impegna economicamente in modo particolare per gli abitanti delle zone rurali per sistemare  viabilità, nuove infrastrutture impianti di irrigazione, eccetera.

Mandi, Alvise   (fine prima parte)

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~ di calcarea su marzo 27, 2017.

Una Risposta to “Diario di un viaggio in Chile e Perù nel gennaio 2017 (prima parte)”

  1. Bellissimo viaggio, complimenti!

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