San Simeone climb

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Sebbene la sua fama sia legata a una catastrofe, il Monte San Simeone continua a vivacchiare nella sua invidiabile posizione dominante, frequentato da escursionisti, ciclisti e di recente anche da famelici runners. E ci sopravviverà di sicuro, nonostante da qualche mese lo si stia stuzzicando con punte battenti di acciaio, incuranti di quel che  covano le sue viscere e di quanto si mormori della sua dignità geologica.

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Destino ingrato, se al danno si unisce la beffa! Hai causato un po’ po’ di terremoto, che male può farti se si mette in dubbio la solidità delle tue pareti? Sembra invece che sul San Simeone ci sia anche roccia buona  e che addirittura ci si possa scalare! Questa parziale riabilitazione sta avvenendo soprattutto per merito di Giulio Moscatelli, il serial driller  della pedemontana friulana, che non sazio delle  tre falesie chiodate negli ultimi due anni (Stella, Crosis e Vigant restiling)  ha allungato  nell’ autunno 2015  un tentacolo  anche sul versante sud  dell’ epicentrica montagna.

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In poche settimane, spalleggiato da Pierpaolo Pedrini (chiodatore del Ventaglio e del suo doppio) ha tempestato di spit la riconoscibile barra rocciosa posta a fianco del sentiero CAI, realizzando una ventina di itinerari dedicati all’inverno, agli appassionati di muri verticali  e di  difficoltà medio-alte (dal 6b al 7c+, diciamo).

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Della parete, stranamente, non circolano informazioni dettagliate e non è stata mai realizzata e  pubblicata una relazione. Visti i giudizi di alcuni frequentatori, molto critici sulla pulizia e solidità di alcune vie, Giulio ha deciso di non divulgarla  se non agli amici. Noi ci siamo stati sabato, chi per la prima volta e chi, come me, per l’ennesima.

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Nonostante su alcune vie ci sia ancora qualcosa da fare in termini di pulizia, ci sentiamo di consigliarvi assolutamente questo posto. Speriamo quindi che Giulio accolga il nostro invito e ci faccia avere la relazione della parete, che ha davvero qualcosa da aggiungere alla  scalata dei nostri inverni: bel panorama, avvicinamento ed esposizione ideali, alcuni tiri memorabili per dita e piedi che non disdegnano le sfide. In fondo, qualche metro di scalata “alpinistica” nel complesso di una via di 25-30 metri non è poi così male; qualcuno sostiene anzi che “formi il carattere”!

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Una parete che raccoglierà invece il 100% dei consensi è quella che Giulio ha scovato sul versante sud est del San Simeone e che stiamo alacremente chiodando da due settimane. Qui la scalata sarà meno tecnica, ma assolutamente inedita per l’Alto Friuli: canne, solo canne, fortissimamente canne! I lavori sono ancora in corso (dieci tiri già spittati), ma l’impressione è che le difficoltà siano anche qui comprese tra il 6b e il 7c, per una quindicina di vie attorno ai 20 metri, orientate a sud est. La roccia è perfetta, il panorama ancora più suggestivo, l’avvicinamento attorno ai 10 minuti, la fine lavori è prevista entro dieci giorni.  Più di qualcuno l’aveva adocchiata, ma c’è stato  bisogno dell’entusiasmo e della buona volontà di Giulio per tradurre le parole in fatti.

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Ci sono chiodatori più o meno bravi o esperti.  E ci sono chiodatori più o meno generosi: c’è chi si occupa  solo dei “progetti” adatti al suo livello  e chi si sente realizzato anche  per aver scovato un magnifico 6a. Giulio appartiene alla seconda categoria, sia nella scalata che nella vita: il “braccino” per lui è solo quello gonfio prima del passo chiave, non di sicuro quello che calcola il rapporto tra i costi e i benefici di qualche centinaia di spit e di ore di lavoro, che in fondo  sono anche divertimento. L’importante è che le vie piacciano e vengano frequentate; si pensa anche al podio, ovviamente, ma non solo a quello!

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Per finirla col San Simeone, c’è da aggiungere   un piccolo cantiere appena iniziato  che, come il topolino con la montagna, potrebbe partorire addirittura una breve ma divertente “multipitch” di 4 o 5 tiri. A breve scadenza  tutti gli aggiornamenti!

Per la verità su questa montagna ci sono stati altri tentativi concreti di chiodare delle vie di arrampicata sportiva. Lungo la pista ciclabile tra Pioverno e Cavazzo  erano comparsi degli spit su una placca a prima vista un po’ infida. Tra Pioverno e Bordano, nei pressi di una piccola area di sosta con tavolone di pietra, ci sono due vie che corrono lungo un rio. Sopra Bordano e Interneppo, infine, si sa di alcuni lavori poi abbandonati. Che questa sia la volta buona?

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~ di calcarea su ottobre 25, 2016.

2 Risposte to “San Simeone climb”

  1. Complimenti ai chiodatori, bellissima falesia! Peccato che le prese non siano segnate con quelle belle strisce di manesio e bisogna fare un po’ di fatica a vista.😉

  2. Ieri abbiamo visitato la parete delle canne: ci sono certi rovesci che pare di infilare la mano in un guanto! Mai visto niente di simile. Sarà difficile da queste parti vedere un “canne-bis”; ma aspettiamo fiduciosi il completamento del … “multi-tiro”.
    Complimenti per l’ottimo lavoro.
    Mario e Andrea

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