ALPI CARNICHE, ALPI GIULIE

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Mai come di questa guida si era sentita la mancanza. I due imprescindibili volumi firmati dal glorioso tandem De Rovere Di Gallo, per quanto precisi e completi,  hanno una datazione ormai troppo lontana e comunque precedente al diluvio di spit che ha inondato le nostre montagne . L’unico diluvio che in Carnia non sia un’ineluttabile disgrazia e che ha incoraggiato la  crescente frequentazione delle nostre meravigliose pareti di calcare.

Per la conoscenza e stima personale con Emiliano Zorzi, uno dei tre autori, e con  Mauro Florit, l’eccelso alpinista che ha firmato la prefazione di questo volume, rischio in questa recensione di limitarmi ad una elencazione dei pregi, tanti, della pubblicazione. Innanzitutto la buona qualità delle  foto e  degli schizzi, chiari e gradevoli, e la grande quantità di itinerari recensiti in uno spazio limitato (la guida è quasi tascabile…) e a un prezzo molto basso. Va sottolineato inoltre l’aggiornamento , poichè  il libro contiene relazioni di vie aperte addirittura nell’agosto 2015!

Come per ogni  “selezione”, ovviamente, si espone al rischio dell’incompletezza. Se mi regalassero un cd con una raccolta dei migliori gruppi di punk o di reaggae  sono sicuro che troverei qualche mancanza dolorosa: i  gusti sono fatti così. Piuttosto mi viene spontanea una domanda: perché non rifare Alpi Giulie e Carniche separate, con questo stile grafico ma maggior completezza?

alpi carniche 2

Inutile dire quindi che in questa guida, fosse dipeso da me, avrei messo qualcosa in più. Anche qualche notizia su prime ripetizioni o salite femminili o invernali o solitarie. Ma va benissimo lo stesso. All’inizio si fa un po’ di fatica a saltare dagli scritti alle foto, raggruppate per evidenti ragioni tipografiche, ma in breve la maneggevolezza migliora. E molto utilmente  ogni foto ha sul retro della pagina lo schizzo relativo.  In conclusione: va comprata assolutamente!

Concludo questa recensione con un piccolo contributo “storico”, la relazione di una delle vie alpinistiche che avrei inserito in questa Guida, per la sua bellezza e il suo valore alpinistico generale. Si tratta di una delle imprese più grandi di Sergio De Infanti, la salita dello spigolo sud della Lama di Riobianco, nelle Pesarine. La relazione di questa incredibile salita è presente nel 2 Volume della Guida dei Monti d’Italia edita nel 1995 dal TCI e dal CAI (“Alpi Carniche”), autori De Rovere e Di Gallo. Quella che vi propongo è il resoconto dattiloscritto da Alberto Calligaris, con cui ho avuto il piacere e l’onore di condividere la scalata il 24.09.1988. Ve la propongo anche se  ha un valore solo affettivo e personale, per l’eccezionalità della via e della compagnia. E per invogliarvi a salirla!

lama rio bianco 1

lama rio bianco 2

Gli autori delle vie e delle   guide che le raccolgono, come le  persone menzionate in questo post,  sono i  testimoni e gli artefici  di una  concezione della scalata che  non si riduca  alla ricerca ossessiva di un proprio  posto sul podio, ma  prediliga le paure e le fatiche di giorni passati insieme  su una parete,  per   consegnare   qualcosa  agli altri e non solo al proprio ego.

~ di calcarea su luglio 28, 2016.

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