Passo Elbel (mt. 1963)

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In  una giornata in cui tutto sembrava andare storto ho raggiunto uno dei posti più suggestivi delle nostre montagne e fatto qualche bella curva. Non so che tipo di biker siete, ma se vi accontentate di un po’ di acido lattico e di  un panorama che non teme paragoni anche questa è una gita che fa per voi.

Partito da Tolmezzo per una sgroppatina di sfogo a Passo Siera, ho cambiato idea e reggiunto Pradibosco. Parcheggiata l’auto ho pedalato lungo la provinciale per un paio di chilometri, per poi dirigermi su pista forestale verso Casera Mimoias.  Se sei già stato da queste parti, giunto nei pressi della Casera non può non venirti voglia di ridare uno sguardo alla magnifica parete nord della Creta di Mimoias, ai piedi del passo di Oberenghe.

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Così ho cominciato a spingere la bici, con poca convinzione, valutando la improbabile ciclabilità in discesa di questo bel sentiero. Finchè non mi sono imbattuto in un bivio imprevisto: a sinistra Oberenghe, a destra il Passo Elbe. Da quest’ ultima parte la mulattiera ha un aspetto più regolare, così cambio mèta e continuo la salita.

Per farla breve: raggiungo infine il Passo Elbe, dove mi aspetto chissà che vista su Sappada, che rimane invece nascosta. Ma il panorama verso sud, dalle malghe della Val Pesarina a Bivera, Clapsavon e Tiarfin, è veramente emozionante. In discesa si scende dalla bici  alcune volte in brevi tratti esposti o franati, ma alla fine ne valeva la pena.

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Giunto in Casera Mimoias, mi sono poi complicato la vita sbagliando sentiero: invece del 202 ho seguito il 203, che dopo un po’ di saliscendi mi ha depositato sulle ben note e impossibili serpentine che scendono dal Rifugio De Gasperi verso Pian di Casa. Alla fine, una sfacchinata non priva di soddisfazioni. E di imprecazioni! Comunque, per chi volesse farci un giro, consiglio il ritorno sulla stessa via di salita. Dislivello 800 metri, discesa interessante, ambiente strepitoso.

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~ di calcarea su luglio 20, 2016.

3 Risposte to “Passo Elbel (mt. 1963)”

  1. Confermo che il 202 da Mimoias a Piani di Casa è ben ciclabile. Con una enduro (o all-mountain….come si chiamano quei trattori?!?) si riesce a scendere anche da Oberenghe verso Sappada.

  2. Calcarea si prende la libertà di incollare al post la descrizione di un ben più ampio e impegnativo anello inventato qualche giorno fa da tre bikers furlani famosi per le loro esplorazioni , la resistenza alla fatica e l’abilità di discesisti…..Partiti da Sappada (loc. Borgo Palu’) destinazione passo Enghe. Iniziamo a pedalare sulla sterrata pianeggiante che si snoda lungo la Valle del Silenzio. Distratti dalla bellezza del bosco continiuamo dritti ed al successivo bivio la svolta a dx. Ignari di quello che ci aspetta risaliamo un primo tratto ripidissimo. Una dopo l’altra si susseguono rampe micidiali che senza darci tregua ci depositano a malga Tamar. Raggiunto il passo della Digola rimaniamo ammaliati dal magnifco panorama verso il gruppo del monte Siera dei Clap e sulle vette del Cadore e Comelico. La discesa in Val Frison avviene in parte su sterrarata e in parte su sentiero dedicato alle mtb (Bajorde Bike diff.single trail S1). L’ ascesa alla forcella Lavardet si svilupoa lungo la rotabile che risale la selvaggia Val Frison da Campolongo. Da forcella Lavardet perdiamo leggermente quota fino al bivio per Casera Mimoias. Aggirato con qualche strappo il ripido costone dei Los, superate le acque del Rio Mimoias, decidiamo di visitare le rovine di c.ra Mimoias. Godiamo un vasto panorama su l’intera Val Pesarina. Al bvio precedente proseguiamo a piedi sul sentiero 202 puntando la valle tra le Creste di Enghe e la Creta di Mimoias. Tra prati fioriti lasciamo sulla destra il sentiero per il Passo Elbel ed entriamo sulle ghiaie sotto l’imponente parete nord della Creta di Mimoias. Attraverso dei massi che precedono una conca erbosa raggiungiamo Sella di Mimoias. Pedaliamo l’aereo traverso che si affaccia sulla Val Frison fino al bivio con il sentiero 314. Una serie di strette e faticose serpentine ci depositano infine sul Passo Oberenghe (m 2081) Abbiamo spinto a piedi la mtb per 90 min. Ci viene offerto un panorama con una costante veduta su Sappada e sul gruppo dei Clap al cospetto della maestosa cima della Terza Grande. La discesa avviene lungo un percorso poco frequentato che per la sua bellezza ci ripaga ampiamente della fatica patita. Superata una colata ghiaiosa e oltrepassati a piedi un paio di impluvi rocciosi la traccia continua in traverso sotto le pendici della Terza. Bisogna prestare particolare attenzione al un tratto erboso ripido e rovinato dall’acqua (scavato). Scendiamo lungo delle serpentine su tratti leggermente esposti procedendo con cautela. Raggiunto il fondo valle ptoseguiamo veloci costeggiando il Rio Storto su comoda mulattiera che piu avanti si trasforma in carrareccia. A Sappada brindisi di birre. Bikers Luciano Paolo Tiziano.

  3. Aggiungo che il 314 da passo Enghe lo abbiamo percorso in ambo le direzioni. Infatti la settimana prima io ed il Tiz siamo scesi in Val Frison. Il percorso nella parte alta è difficile in quanto si scende lungo delle ripide serpentine con fondo sassoso (tecnico). Da metà in giù il sentiero diventa più facile e scorrevole (bellissima la zona sottobosco).
    Lucianomtb

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