L’Orsa e la Ghigliottina (Brentino)

 

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Dei due giorni trascorsi nei pressi di Verona, come dicevo abbiamo passato il primo a Ceredo alta, ma l’obiettivo più ghiotto era localizzato nei pressi di Brentino, alle pendici del Monte Cimo, maestosa parete che incombe sulla Val d’Adige e sull’Autostrada del Brennero e cattura  da sempre  l’attenzione  dei climbers diretti ad Arco.

Qui siamo andati sul sicuro: i  nostri inviati ci avevano già rassicurato sulle qualità di queste falesie: roccia magnifica, grande ambiente naturale, poco affollamento. Del resto Andrea Simonini, uno dei chiodatori più attivi della zona, descrive nel suo blog  il settore della Ghigliottina come la più bella falesia da lui attrezzata. Tra questa e i “Falconi” di Ceredo io avrei comunque qualche imbarazzo di scelta, che spero venga sbaragliato dai nuovi settori in cantiere, ben evidenti anche se non ancora relazionati o pubblicizzati.

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Quindi: tiri di 30-40 metri, ben chiodati, su roccia spettacolare e stile vario ma sempre nonsolofisico e nonsolotecnico, orientamento ideale (metà e metà) e avvicinamento agevole (15 minuti con dislivello non significativo). Gli unici nei si rivelano il livello (poca roba sotto il 6c), la distanza dalla Carnia e lo sbilanciato  rapporto vigne/osterie   di questi paesi. Turno di chiusura prevalente, sic, il martedì!

Nella forra del Vajo dell’Orsa, ai piedi del Santuario della Madonna della Corona, ci sono al momento due falesie di monotiri ufficialmente conosciute e molti lavori in corso. Noi abbiamo scalato alla Falesia dell’Orsa, descritta nella guida Monte Baldo Rock di Versante Sud e nella vicina “Ghigliottina”: tutti i tiri dal 6b al 6c+ sono consigliabili, tra i gradi 7 abbiamo provato Gocciole, Chiacchiere e Distintivo, Mai Molar, e  El Canton, tutte superlative. Se posso consigliare una piccola modifica ai chiodatori suggerirei di aggiungere un ultimo spit autonomo a Stabilo, piuttosto che andare sull’  ancoraggio in comune con Il Folletto del Vajo. E complimenti alla Dottoressa per l’on sight!

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Nel pomeriggio ci siamo trasferiti alla Falesia dell’Orsa, dove la roccia e lo stile sono un po’ diversi e i gradi più old style. Ma che vie….uno spettacolo! Capitan Harlock e Mattley sono assolutamente da non perdere.

Sfogliando la guida ci si rende conto di quante possibilità offra la zona, che secondo noi è una validissima alternativa ad Arco e a molte altre destinazioni arrampicatorie, a sole tre ore di auto da qui. Per informazioni procuratevi la guida di cui sopra, realizzata dai chiodatori della zona (riuniti in  un’associazione dal nome LAAC), oppure consultate il blog di Simonini. Ristoro e info  nella trattoria “Al Platano” di Caprino Veronese.

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Si raggiunge la famosa forra del  Vajo dell’Orsa da Affi (uscita autostrada) e poi da Brentino, dove nella parte alta del paese, dopo la chiesa, si imbocca Via dei Molini e da qui una sterrata che conduce al parcheggio della centrale Enel. Seguire il sentiero che parte ripido sulla sinistra e poi traversa lungamente. Giunti sul letto del torrente, in prossimità di un cavo che facilita  il passaggio cominciare a seguire i segni di vernice. Su un masso ulteriori segnalazioni per i vari settori,  più numerosi di quanto vi aspettiate…

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~ di calcarea su aprile 4, 2016.

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