Ceredo alta (Verona)

IMG_4864

A chi avesse qualche giorno di tempo da dedicare a una breve vacanza arrampicatoria, tutto sommato consiglierei una destinazione inusuale. Non Arco o San Vito lo Capo, la Croazia o Finale, non Albenga o Lecco, ma Verona. Avete letto bene, la città di Giulietta e Romeo,  dell’Arena e dell’Opera, di Vinitaly e di Perbellini, la città della faccia pulita della Lega e di Ludwig.

Anni fa Verona era sinonimo di Ceredo, e chi non conosce questa falesia o è troppo giovane o ha lasciato qualche  neurone sul pannello. Ceredo è ancora molto frequentata e già un po’ consumata, chi ne avesse  fatto indigestione può però ricreare lo spirito nei suoi settori alti, Tre Amici, Dune Rosse, Menhir e Grandi Amici, dove di sicuro non vi accoglieranno nè affollamento né gradi addomesticati. Oppure ai “Falconi”, splendida falesia della quale  abbiamo già parlato in questo blog.

IMG_1661

Queste falesie non  basterebbero comunque per passarci una settimana intera, isolati tra i Monti Lessini, a meno che non apparterniate alla sempre viva e mai abbastanza compatita categoria degli scalatori tossici, che hanno in testa poco più delle difficoltà delle vie da provare e la preoccupazione di dove parcheggiare il furgone per farsi la pasta scotta con il ragù star annaffiata da  due birrette o due tappi corona. Come spiegargli che il vino che producono da queste parti, e che ha il nome che fa pensare a un digestivo  è una delle cose che il mondo ci invidia?

E 10 clothing

E 10 clothing

A poche decine di chilometri di distanza stradale, e pochissimi in linea d’aria, lo scalatore più o meno tossico troverà  comunque  un intero mondo di possibilità, che vanno da uno dei muri di monotiri più belli d’Italia, il Sengio Rosso, alle pareti del Monte Cimo, quelle che avete ammirato dall’autostrada decine di volte, diretti alla mondanità di Arco, ignorando forse che custodiscano decine di vie alpinistiche o a spit su un bellissimo calcare giallo e grigio. Ma della Val d’Adige vi racconteremo più tardi.

IMG_1665

Eravamo stati a Ceredo alta una sola volta, forse 20 anni fa. C’erano una manciata di vie, ma il posto ci era piaciuto. Ce ne siamo dimenticati fino a quando ne ho trovato traccia su internet (www.climbeer.it). Così qualche tempo ci siamo tornati ed è stata un’ottima scelta, perché la roccia e gli itinerari sono splendidi. Lo stile è leggermente diverso da quello di Ceredo classica, soprattutto nelle sezioni grigie verdoniane, ma c’è una grande varietà di situazioni con diedri, fessure, placche e strapiombi, quasi sempre di un certo impegno muscolare.  La chiodatura è razionale anche se con materiale non proprio modernissimo, ma con tutto quel che stanno chiodando di nuovo qui attorno non si può pretendere anche il restyling di falesie così poco frequentate (qui infatti credo si scali sempre soli o con poca compagnia, il che non è necessariamente un difetto, anzi!)

IMG_4862

Noi abbiamo provato Oltre le nuvole, bello e abbastanza ghisante per essere 6b, Porca loca 6c, simile al precedente, Lucamarchi show, magnifico diedro con finale cattivo, un 6c anni ’80 (io gli darei 7a), Andalè e Rosso Verona, entrambe 7a giusti,  belli e  vari e Ciao Luca, un 7a+ con seconda parte verdoniana gradato molto stretto, ma assolutamente imperdibile (a noi è sembrato 7b+!).  Una citazione particolare a Cresci Ciuffo, muro grigio con uno dei più  più belli e sottovalutati  6b+ del mondo. Questa zona grigia della parete, dallo spigolo in là, ha una serie di linee molto invitanti e di bassa difficoltà (comunque dal 6a+ in su).

IMG_1666

In generale quindi una falesia che merita più di una visita. Ci si arriva come per Ceredo classica, uscita autostradale Verona Sud, poi circonvallazione in direzione di Stallavena. Il parcheggio è evidente, qualche chilometro prima del paesino di Ceredo. Si sale fino alla parete di Ceredo classica, percorrendola tutta e proseguendo oltre, con breve ferrata e comodo sentiero. Si supera il settore “Tre amici” (anche qui a occhio tiri super!) e in 15 minuti totali si arriva alla parete, orientata a sud est (alcune vie in ombra già dalle  13).

IMG_4876

Le relazioni dei tre settori di Ceredo Alta sono reperibili sul sito Climbeer, mentre per il settore “Tre Amici” ho trovato l’elenco di vie e difficoltà addirittura sul preziosissimo http://wap.plezanje.net/climbing/wap/showCrag.asp?crag=1081&sector=1178. Per informazioni, anche  su bed and breakfast,  rivolgersi al bar “El Gavinel” di Ceredo, posto di riferimento per i climbers della zona,  dove si trovano anche gli articoli-base per la scalata: magnesio, rinvii, spazzolini… Contiamo la prossima volta  di lasciare al bar un contributo in euri o materiale  per la sostituzione di qualche placchetta vetusta  di questo bel posto.

IMG_1664

~ di calcarea su marzo 27, 2016.

7 Risposte to “Ceredo alta (Verona)”

  1. Sengio rosso = tanti scavi. Da qui ai monotiri piu belli d’ Italia ne passa….

  2. Matteo mi demolisci una delle più grandi aspettative che mi ero fatto, sentendo tanti pareri lusinghieri sul Sengio. Davvero non è come dicono?

  3. Siamo stati col beppe e fab circa 5 anni fa dopo aver letto un articolo su pareti a cui ho poi mandato una lettera di protesta che hanno anche pubblicato. Scrivevo che mi hanno fatto fare tanti km per una falesia con tanti scavi e loro dicevano che magari avevo provato vie che loro non avevano fatto. Noi abbiamo provato quelle da loro consigliate! Quindi o sono ciechi o c’e’ qualcosa che non va. A parte battute su 6-7 vie provate 5 avevano scavi di dimensioni variabili dalla presa battuta ai buchi trapanati in serie. Vai a provare e poi mi dici, magari avrai piu’ fortuna con la scelta delle vie😉

  4. Da quel che ho letto sul web, quello degli scavi sembrerebbe un problema diffuso in zona (allargata al Sarca), cioè non limitato al solo Sengio; credo sia nota a tutti la polemica scaturita da certi scritti in chiave ‘etica’ di Daneri. Ma essendo solo un turista di quei luoghi, lascio ad eventuali locals, conoscitori di falesie e chiodatori, l’onere di valutare storie, evol-involuzioni e responsabilità.
    La falesia, attorno alla quale un tempo aleggiava un suggestivo alone di segretezza, a mio parere rimane però molto bella e piazzata in un contesto affascinante, per cui confermo che merita la visita e pure il ritorno…così come la formaggeria vicina al parcheggio! Probabilmente sui gradi che scalo gli scavi non servono, e su alcuni tiri (come la famosa Zen-zero, 7a) neppure me ne sono accorto, anche se almeno una dicono esserci… Maggiori informazioni nel merito sono reperibili al seguente e dettagliatissimo link:
    http://spiro-sofismi.blogspot.it/2010/05/sengio-rosso.html
    Solleverei piuttosto il problema della chiodatura: al vicino e trascurabile (ma frequentato) Sengetto è inguardabile da quanto è vecchia e marcia, e diversi spit anche al Sengio potrebbero essere da sostituire.

  5. Andrea (mio cognato), con cui son stato a Ceredo e in Val d’Adige ha chiesto informazioni ad Andrea “Andrein” Simonini, chiodatore e scalatore top della zona, il quale ha molto minimizzato la questione degli scavi al Sengio, che sarebbero pochissimi e su vie chiodate negli anni ’80.

  6. Ho arrampicato al Sengio solo 2 volte (purtroppo!) e per quanto riguarda le vie a bassa gradazione, diciamo fino al 7a/b, che costituiscono il mio limite in arrampicata, concordo sul fatto che si tratti di tiri molto belli oltre che lunghi; non ricordo di aver visto scavi, ma non avendo provato tiri più duri non posso esprimermi su quelli; certo è che se parlano di monotiri più belli d’italia, non bisogna dimenticare che la maggior parte dei climber è su questi gradi che arrampica e che quindi, probabilmente, a loro (e quindi anche a me🙂 ) era destinato l’invito.

  7. Appena tornato dal ponte di tre giorni nelle falesie veronesi con alcuni amici, confermo da parte mia le valutazioni sulla bellezza dei tiri di Ceredo Alta: tra le vie citate anche noi abbiamo provato Rosso Verona, splendido 7a e altri tiri alla sua destra sul 6c, tutti molto belli; la roccia è ancora molto ruvida, ben diversa dall’untume di Ceredo classica, dove peraltro ho notato molti climber in meno rispetto ad alcuni anni fa, quando ci andavo più di frequente; del resto alla falesia alta c’eravamo solo noi. Forse i climber “moderni” preferiscono mete più alla moda raggiungibili per via aerea? Meglio così, avere numerosi tiri così belli da poter scegliere a piacimento è senz’altro un valore aggiunto della falesia, dove spero di ritornare prossimamente!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: