Anello degli Stavoli Vuadett (“troi di Kasper”)

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Tanto di cappello a chi sta alacremente lavorando per rendere percorribili e ciclabili i  sentieri di Moggio e della val Aupa. Per la terza volta in una settimana, per merito loro, mi son trovato a scalare le ripide rampe che salgono a Pradis e poi verso la Val Alba, questa volta per provare la variante degli Stavoli Vuadett al giro che ho pubblicato tempo fa. Devo dar ragione a Luciano e ad Alberto, questo sentiero è veramente una chicca; oggi con la nebbia aveva tra l’altro un fascino particolare e tra i ruderi degli stavoli e gli enormi alberi che li circondano, che da soli varrebbero la gita, mi sono sentito quasi immerso in un sogno.

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Come per l’anello di Drentus e il “troi da li slittis” si sale in direzione della galleria del metanodotto. Oggi per rendere la salita meno sofferta mi ero portato l’mp3 ma ho evidentemente  scelto la musica sbagliata. Invece che darmi la carica, i pezzi interminabili  degli Swans che hanno due accordi per canzone mi hanno triturato le palle più dei lunghissimi rettilinei. Se penso che Alberto se li è fatti tre volte in una sola uscita mi vien voglia di andare subito a ordinare una bici elettrica!

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Comunque, giunti al solito ultimo tornante e portato scomodamente la bici in spalla per qualche minuto, si affronta la parte della discesa in comune, fino al bivio con evidentissimo “ometto” di pietre, dove si tiene la destra traversando fino ai ruderi degli stavoli. Qui il sentiero compie un  ampio giro e, dopo aver traversato altri ruderi, procede in saliscendi fino al costone dove ha inizio il vero divertimento: una bellissima discesa a tornantini non difficile ma neppure banalissima. Si seguono i segnavia azzurri ma le tracce del passaggio delle bici sono ben evidenti. A un bivio dove una freccia blu indicherebbe la destra, verso Dordolla, io ho girato a sinistra arrivando velocemente a Drentus. Qui forse sarebbe meglio non scendere sul prato ma seguire a sinistra la mulattiera tra i muretti.

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Rientrando poi  su asfalto, ho seguito il velocissimo sentiero (tabella) che porta a Grauzaria. Su quest’ultimo raccomando attenzione nel superamento di un tronco di traverso che sembra agevole. Per due volte son passato e per due volte ho rischiato di lasciarci un piede. Non va tenuto il pedale basso! Errare umanum, perseverare diabolicum!

Qualcuno sa dirmi perchè si chiama il Troi di Kasper?

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~ di calcarea su febbraio 2, 2016.

3 Risposte to “Anello degli Stavoli Vuadett (“troi di Kasper”)”

  1. http://it.tiereviere.net

  2. Suggerito dall’ amico Giuseppe Gallina il sentiero prende il nome dal proprietario dell’ agriturismo (che ha contribuito alla realizzazione) . La variante “Marina” invece prende il nome della moglie.

  3. Anche Mario Di Gallo mi ha risposto sul perchè del nome Troi di Kaspar, dedicato a Kaspar Nickles, il contadino di Drentus di “Tiereviere”.
    “E’ lui, con pochi collaboratori, l’alacre ri-scopritore di antichi sentieri nei dintorni di Dordolla.
    Vallo a trovare la prossima volta che passi da Drentus, ha parecchie storie da raccontare su come poter ri-vivere in e di montagna”.

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