“Airolg” , nuova via sul Torrione Spinotti (M.te Coglians)

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Un’estate di dicembre: Airolg il nano malefico delle rocce.
27 dicembre 2015: siamo in maglietta a quasi 2000 metri e per di più in ombra. Ma non è questa l’unica anomalia di questo incredibile dicembre. Sulla parete del Torrione Spinotti, a fianco delle belle vie, sportive e non,  firmate da nomi (Zanderigo, Svab, Sterni, Benet, Sacchi e le recenti di Rossi-Mauro) che non hanno bisogno di presentazioni per chi mastica roccia di alta difficoltà, ora c’è anche una nostra. Il fatto mi fa sorridere con un misto di ironia e vergogna; come se dei nani si fossero seduti a fianco dei giganti. Gnomi malefici, come Airolg, il nano delle rocce, di cui sempre mi parla il mio compare di merende Umbe. Dove poi l’abbia scovato non lo so.

Da un paio d’anni aveva anche scovato, a suo dire, una linea interessante in quel settore di parete a destra della via di Zanderigo e della “classica” via delle Cenge della coppia Rossi-Mauro. Con sufficienza l’avevo sempre “cassato” e cazziato indirizzandoci su altre uscite o altri progetti.
Vuoi che a 15 minuti dal frequentatissimo rifugio Lambertenghi e a poco più di un’ora dalla macchina esistano ancora linee decenti non ancora salite, in una zona dove da Pezzolato, a Janese, a Zanderigo, a Cergol, austriaci vari e avanti con il coro, gli spit si sono insinuati anche nei posti più impensati “producendo” quasi un centinaio di vie? Fra l’altro in una zona dove la roccia, al di fuori delle compatte placche, in genere si frantuma in modo poco confortante per lo scalatore? Questa la sostanza (la forma invece era ben più grezza) con cui, con sufficienza, liquidavo l’argomento.

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Finché una stanca domenica di dicembre, preso alla sprovvista senza altre chiare mete in testa, per “dar un contentin al vecjo” (che con l’inganno quest’estate, e con suo disappunto, mi aveva seguito su vari ravani carnici old-style), assieme ad Alice andiamo alla classica passeggiata da pic nic… “così vedemo sta roba”. Armati di teleobiettivo e binocolo eccoci di fronte e poi sotto la parete. Beh dai, in fondo non è così male; pur consapevoli che la roccia non è quella splendida massa che in queste ultime estati ci ha catturati sullo zoccolo della Creta Forata, la linea pare bella ed ha una sua logica molto “alpinistica”. Il sole, il cielo terso, le nette ombre che disegnano ogni angolo delle rocce fanno il resto.

Dai, andiamo a vedere il nostro futuro attacco! Accidenti (..bip.. bip…)… ci sono già degli spit. Ti avevo detto che era tempo perso! Guardando con il binocolo però non si vede nulla oltre il primo facile tiro.
Penso o spero che magari qualcuno (magari gli stessi apritori) abbia avuto la malsana idea di spittare la già esistente Via delle Cenge. La sera stessa mi informo e mi giunge voce che forse sia un tentativo di Pezzolato, il più prolifico apritore della zona. Fra l’altro in quei paraggi dovrebbe anche salire una misteriosa via di Sottocorona di cui pare impossibile trovare notizie (fortunatamente in parete non sono state trovate tracce).

Due giorni dopo comunque siamo lì: gli spit finiscono dopo un tiro. Sulla seconda lunghezza si vedono i tasselli senza piastrine e un moschettone di calata sotto una placca che è il posto più duro del circondario. Il tentativo misterioso finisce lì.
Noi, con intenti più consoni alle nostre capacità, seguiamo i nostri propositi  iniziali e facciamo nascere la nostra linea più a destra; all’inizio su placche tipiche del posto e poi per una ripida ed esposta fessura-rampa nerastra che si insinua fra gli strapiombi. Uno strano e difficile diedro ricurvo (tratto chiave) e un’ultima placca,  su cui ci “barcameniamo” per rimanere su appigli e appoggi più adatti a noi, portano in cresta. Altri 120 m di roccette e si è in cima, a pochi metri dal Sentiero Spinotti.
Due ultime sedute, la prima salita e un successivo disgaggio con sostituzione di molte placchette “provvisorie” con quelle definitive (in attesa del nuovo acquisto “estratte” da varie vie della falesia di Sistiana, sigh!), e finalmente è spuntato Airolg, il nano malefico.

Emiliano Zorzi

Torrione Spinotti_via Airolg

Torrione Spinotti, parete sudovest. Via Airolg; E. Zorzi, U. Iavazzo, 13 e 20/12/2015.
Avvicinamento come per le altre vie del Torrione Spinotti (Cleopatra, Viaggio di Paps ecc…). Da sotto la Zanderigo-Benet si prosegue ancora per 5 min. lungo la terrazza basale fino quasi alla sua fine dove si trova uno spit (vecchio) con cordone. Da lì salire le roccette soprastanti e un po’ verso dx si rinviene lo spit con maglia rapida che segna l’attacco (30 min. dal Rifugio Volaia, un’ora e mezza dal Rifugio Tolazzi).
Via: 240 m + 120 m di roccette finali. Via completamente attrezzata a spit (S1); 16 rinvii e corda da 80 m (se si scende a doppie). Roccia molto buona ma con alcuni tratti (ripuliti) che richiedono attenzione. Da evitare un grosso blocco staccato (punto esclamativo inciso nella roccia) a metà del tiro 6.
L1: 35 m, 4c; L2: 20 m, 5a poi II; L3: 35 m, 5c; L4: 30 m, 5c; L5: 20 m, 6a+; L6: 25 m, 6a; L7: 40 m, 6b+; L8: 40 m, 6a+.
Discesa con 6 corde doppie sulla via (vedi foto) o salendo 120 m di roccette ed erba (ev. 3 lunghezze; 55 m, 35 m e 30 m; uno spit per sosta) fino alla cima del Torrione Spinotti e al vicinissimo Sentiero Spinotti (poi 30 min. al rif. Lambertenghi).

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~ di calcarea su gennaio 7, 2016.

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