Nello zaino di un vecchio free climber

Quando ho cominciato a scalare, trent’anni fa, nello zaino per la  “palestra di roccia”   imparai a tenere alcuni oggetti indispensabili che è inutile elencarvi, perchè tutti sappiamo quali sono e nessuno li dimentica di certo anche oggi. Però c’erano  delle cose che abbiamo man mano messo da parte e dimenticato, come i discensori a 8, i cordini, le parti alte degli imbraghi, qualche nut (non si sa mai…), i panini col formaggio avvolti nella stagnola e i sacchetti per la magnesite lunghi fino al polpaccio, i polsini elastici e le fascette per il sudore, i pantacollant di licra, la giacca a vento, la pila frontale.

Più in là comparvero il magnesio liquido, le pinze a molla per scaldare le dita, le macchine fotografiche digitali e i cellulari, la carta vetrata per limare i polpastrelli (!!!), il cerotto per nastrare le dita, la crema all’aloe vera. Qualcuno sfoderava addirittura una serie di bussolotti pieni di compresse di vari colori, su ogni tappo una striscia di carta con una scritta, da aminoacidi a creatina a chissà quale altre diavolerie. E barrette energetiche e bibite “tecniche”.

Nello mio zaino di questi anni ci sono, ovviamente, scarpe, rinvii, grigri, imbrago e sacchetto di magnesite. Poi c’è tutta una serie di ammenicoli che considero utili, seppur non indispensabili. Diciamo pure che ci sono affezionato. Ve li voglio elencare:

zaino

  1. moschettoncino tipo maillon che tengo agganciato all’imbrago, per una ritirata o per migliorare una sosta poco incoraggiante
  2. moschettone a ghiera, anch’esso  all’imbrago, come sicurezza nella manovra di rinvio della sosta, quando il moschettone di calata non si apra o non ci sia.
  3. rinvio lungo e rigido per spittature al limite (non abbastanza grosso per farci dell’ironia…)
  4. spazzolino, per pulire il magnesio in eccesso e cancellare gli odiosi bollini che qualcuno lascia su appoggi e appigli perché gli piace vincere (?) facile e se ne fotte di chi viene dopo di lui. Resta da stabilire quanta soddisfazione si abbia a vincere facile contro se stessi!
  5. coltellino tipo “svizzero” con lama per tagliare spezzoni di corda da sostituire (rinvii fissi o soste)  e con pinzetta per togliere le zecche
  6. occhiali prismatici da sicura.
  7. sacchetto di plastica per portar via le immondizie mie e quelle altrui, comprese cicche (le Camel sono le più diffuse qui da noi) e carta igienica
  8. chiave inglese da 17 per stringere i dadi dei fix  allentati
  9. pennarello indelebile, per ripassare i nomi delle vie sbiaditi
  10. trancino da potatura, per tagliare le ricrescite dei cespugli o i cordoni così vecchi da non lasciarsi snodare, troppo spesso lasciati in parete per decenni come rinvii fissi
  11. spezzone di corda per sostituire quelli vecchi di sosta
  12. carta e penna
  13. pavesini e acqua e lampone
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~ di calcarea su novembre 3, 2015.

Una Risposta to “Nello zaino di un vecchio free climber”

  1. W il panino!

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