Einblat de Ribn da Sauris di Sopra

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Questo dal nome impronunciabile è il più bel giro che ho fatto quest’anno in mtb. “Giro” per me è una cosa completa, non troppo dura, non troppo facile, in un bel posto. Per uno che non ha fatto neppure l’anello delle malghe di Sauris è stato come aprire uno dei pacchi sotto l’albero di Natale mezzo secolo fa. Non ci sono salite pazzesche, si spinge un po’ la bici (non troppo), le discese sono abbastanza abbordabili…quindi: un magnifico giro per tutti?

Si parcheggia a Sauris di Sopra e questo è già “tanta roba”, come pare si debba dire se si vuole essere ganzi di questi tempi. La strada ( le curve…), il ponte sul Lumiei, la diga, due dei paesi che tutta Italia ci invidia. Ma anche Francia e Germania, a giudicare dalle targhe delle auto e soprattutto dei motari che si incrociano.

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Salita agevole sulla provinciale  verso Casera Razzo, in crescendo. Quando la pendenza si abbatte, un cartello segnala la partenza del sentiero CAI 206; siamo alle pendici del Monte Pezzocucco. Si pedala un po’ in salita, cercando di superare di slancio i rari scalini, finchè la pendenza aumenta e si comincia a spingere. Un’ultima rampa ripida obbliga a prendere la bici in spalla.

Si alternano ora sezioni ciclabili ed altre dove si scende, magari anche solo per qualche metro. La sensazione è che il peggio dello sforzo sia alle spalle e chi ha buone gambe pedalerà sicuramente molte delle risalite, fermandosi magari solo per ammirare gli scorci sulle Pesarine, mentre il circo che va dal Tiarfin al Bivera rimane costante lì di fronte.

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Si sbuca sulla pista che sale verso Sella Festons e poco prima di raggiungerla a un bivio su un  tornante si gira a destra su una bretella di recente realizzazione, dal fondo terroso ben compatto che ben presto diventa di nuovo sentiero. Sù e giù ancora, mentre comincia ad apparire sullo sfondo il lago. Dopo qualche tornante in salita, ciclabile per i soliti noti, si plana verso Casera Pieltinis con qualche impegno discesistico.

Due rettilinei di pista forestale e, di fronte alla Malga, un cartello con freccia che indica la nostra direzione, il sentiero CAI 218. Si  costeggia l’orribile antenna e si ritrova la traccia prima coperta da orme bovine. Ancora saliscendi fino a una selletta con madonnina e cartelli vari, dove comincerà l’ultimo tratto di discesa. Si percorrono 3-400 metri lineari e si giunge a un bivio, dove abbandoniamo il sentiero CAI per seguire verso sinistra una traccia ben sfalciata (tabellina con freccia su un albero poco prima del bivio).

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La discesa è mediamente impegnativa, tendente al facile ma divertente e varia: peccato che non sia lunghissima. Si arriva su una pista che si segue a destra. A questo punto consiglio vivamente una breve divagazione, la salita al Rifugio Einblat de Ribn, due case e uno stavolo incantevoli dove ho mangiato una crostata ai lamponi memorabile.

Rientrati sulla pista, la si segue in quota con brevi saliscendi (diritti all’unico bivio). Giunti agli stavoli Raitrn, consiglio vivamente di cercare sulla destra una mulattiera ( tratteggio nero sulla carta Tabacco) che eviti la perdita di quota con relativa risalita su rampe cementate, dal sottoscritto affrontate a spinta. La mulattiera confluisce con sentiero CAI 218.

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In ogni  caso, si torna su pista forestale che si dirige con saliscendi poco pronunciati verso Sauris di Sopra, sboccando all’ingresso del paese. Dislivello 1080 mt, sviluppo 25 Km. Asfalto 25%. Tra spinta e bici in spalla calcolare una mezz’oretta, agevole salvo una rampa ripida. Grazie a Matteo (Haus PaMairlan) per avermi indicato questo percorso. Visitate Sauris!

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~ di calcarea su settembre 10, 2015.

5 Risposte to “Einblat de Ribn da Sauris di Sopra”

  1. Ciao Gianni, ma ti risulta che il bellissimo sentiero che da Pieltinis scende in Festons (…o nel verso contrario nel tuo caso) verrà soppiantato da una strada bianca?? Spero non sia così, sarebbe davvero un peccato…
    Ho apprezzato i lavori recenti di allargamento e risistemazione del fondo, ma spero che finisca lì.

  2. Non saprei…

  3. Ciao Gianni, anche se è passato un po’ di tempo, ti ricordi se il sentiero 206, che tu hai fatto dal Pezzocucco al Festons , è discretamente ciclabile anche al contrario? Sembrerebbe “double face” ma meglio esser sicuri. Sarebbe un ottima variante alla ripida discesa asfaltata che scende a Sauris di sopra e permetterebbe di allargare il classico giro delle malghe.

  4. Mi pare di sì, forse altimetricamente è un po’ meno favorevole, ma credo valga la pena. Ciao

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