(mega) Anello della Val Resia

Canin da Nische

La Val Resia, nonostante il suo piccolo bacino, racchiude numerose possibilità di itinerari percorribili con la mountain bike, dai più semplici ai più impegnativi (disponibile una guida presso la Pro Loco di Prato). Dai sentieri di fondovalle come l’anello circolare “Ta li pa pot” e lo splendido Tigo-Povici, alle discese lunghe ed entusiasmanti come quelle da C.ra Canin e “Ta na Rawni” fino ad autentiche traversate in quota. Una nota di merito rispetto ad altre aree montuose della nostra regione è sicuramente la pulizia dei sentieri grazie anche all’opera dell’Ente Parco delle Prealpi Giulie.

L’itinerario di seguito proposto (anello orario) racchiude alcuni tratti ben noti ai più ed è molto impegnativo, non tanto per il chilometraggio (poco più di 60 km) quanto piuttosto per il tempo di percorrenza (dalle 8 h in su), il dislivello (circa 3600 m) ed il notevole impegno fisico richiesto, anche a causa di alcuni tratti da percorrere a piedi spingendo la bici. Esso può quindi essere eventualmente percorso in due giorni, con ideale punto di ristoro/pernotto in una delle strutture di accoglienza presso Stolvizza oppure addirittura a M.ga Coot. D’altra parte, l’intero anello offre una panoramica completa sulla Val Resia, con scorci mozzafiato anche sulle valli limitrofe.

Crasso

La partenza è posta a Resiutta. Le fatiche iniziano subito: imboccata la strada di fondovalle, la si abbandona subito per seguire sulla sx la ripida strada sterrata/cementata che sale al M.te Ruschis (ripetitore TV). Alla successiva amena radura che accoglie gli omonimi stavoli si può scendere per mezzo di un sentiero che taglia i tornanti della strada sterrata (segnavia 3C arancio). Si segue successivamente la stessa in direzione Est, e con un lungo saliscendi (un paio di risalite impegnative) si giunge a S.la Sagata (acqua). Dalla sella si segue la strada per il Pusti Gost e, giunti nella bella spianata, si imbocca sulla sx il sentiero con segnavia CAI 632.

A seconda delle proprie forze può essere più o meno ciclabile, ma comunque si perviene abbastanza facilmente ai primi risalti rocciosi a quota 1350 m. Da qui si inizia a spingere la bici e in 15-20 minuti si giunge al bivio col sentiero che faremo in discesa. Il vivissimo consiglio è quello di continuare l’ascesa fino al bivacco Crasso ed anche oltre alla vicinissima S.la Buia (complessivamente altri 10-15 minuti). Dal bivio suddetto, meglio abbandonare il sentiero con segnavia CAI e seguire la mulattiera sulla sx che con giro più ampio e meno faticoso (ma molto più panoramico) permette di raggiungere il bivacco. Dalla sella la visuale è incredibile sui monti della Val Resia (Sart, Canin) e della Val Raccolana (Jovet, Cimone) e sul basso corso della Val Fella fino alla piramide dell’Amariana.

L'arrotino

Inizia ora una delle discese più amate dai bikers: il sentiero CAI 643 che scende a Ladina di Stolvizza, in parte lungo il percorso della gara podistica Vertical Kilometer. Completamente ciclabile (a meno di un punto più complesso sul finire), il tratto fino agli stavoli Lom è più tecnico e roccioso, poi nel bosco misto diventa più scorrevole e facile. Una picchiata mozzafiato da –1000 m di dislivello! Terminata la prima parte dell’anello si riprende a salire lungo la strada asfalta di valle cha sale prima a Coritis e poi con rampe micidiali in pietra a M.ga Coot (aperta in stagione). Oltre la malga si pedala ancora per poco, poi spingendo la bici si segue il sentiero CAI 741 che in 45 minuti circa di camminata ci porta sulla cresta del M.te Plagne (all’unico bivio a dx). Giunti in cresta, si apre un panorama unico, al cospetto delle bastionate rocciose delle Babe, del Lasca Plagna e del Canin.

M.ga Coot

Verso Sud si riconoscono la valle dell’Isonzo verso Saga, la valle di Uccea con la catena montuosa dal M.te Stol al Montemaggiore. In lontananza si nota anche il Matajur. Si segue ora il sentiero in cresta (CAI 731) alternando solo inizialmente tratti in bici ad altri brevi a spinta, ma questi ultimi nulla tolgono all’entusiasmo che si prova nel percorrerlo. In un paio di tratti è necessario porre cautela a causa dell’esposizione. Il sentiero diventa presto più facile fino a diventare scorrevole e velocissimo scendendo verso forcella Pradolino.

Cresta Plagne

Si trascurano tutti i bivi verso dx e sx e si continua lungamente in cresta, ora boscosa, in direzione Ovest. Dopo aver oltrepassato il M.te Chila ed il secondo bivio per Glivaz (possibilità di rientrare subito in valle), il sentiero prende a salire verso il M.te Nische e successivamente scende alla radura di C.ra Nische (bivio per S.la Carnizza). Inizia ora la discesa verso Oseacco lungo il sentiero CAI 734. La discesa è suddivisibile in due tratti principali. Il primo conduce alla radura degli stavoli Provalo: un iniziale traverso in contropendenza a cui seguono numerosi tornanti. Complessivamente è la parte più impegnativa ma totalmente ciclabile e piuttosto divertente. Dagli stavoli Provalo ci sono due possibilità: quella diretta (734b) è più impegnativa, con alcuni salti rocciosi, per gli amanti del genere all-mountain.

Da s.la Buia verso il Sart

Quella consigliata, a portata di tutti, è la variante lungo il 734a. Dagli stavoli si risale brevemente alla soprastante selletta (1 minuto a piedi). Qui c’è un ulteriore bivio segnalato: si può percorrere indifferentemente il sentiero a sx come quello a dx. Si ricollegano circa un centinaio di metri dopo. Ad ogni modo, il sentiero che scende nel bosco misto è sensazionale! Fondo impeccabile, prima parte con curve in appoggio e tornanti mai stretti, seconda parte con tornanti e tratti rettilinei davvero velocissimi (si superano i 30 Km/h!). Si giunge su una strada sterrata che in breve porta a Oseacco. Da qui si può scendere lungo asfalto direttamente al ponte sul torrente di Tigo, oppure (fatto 30 facciamo 31!) si devia per Gniva e Lischiazze. Da qui verso case Gost dove si prende il sentiero CAI 707 che porta al ponte di Tigo (ma sulla sponda opposta). In entrambi i casi, da Tigo si percorre l’irrinunciabile e famoso sentiero CAI 703, poi 703a, fino a Povici. Da qui in breve si conclude questa entusiasmante cavalcata!

Dettagli (anello completo): sviluppo 65 km ca.; dislivello 3600 m ca.; tempo di percorrenza orientativo 8-12 h (compresi i tratti a piedi); ciclabilità su sviluppo 80%.

La traccia gpx è scaricabile dal sito carniabike.it a questo link:
http://www.carniabike.it/www.carniabike.it/?page_id=2415

Alberto

Ponte di Tigo

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~ di calcarea su settembre 2, 2015.

3 Risposte to “(mega) Anello della Val Resia”

  1. Alberto, sei un alieno su due ruote. Complimenti!

    • Colgo l’occasione per precisare che il “(mega)” che precede il titolo proposto da Alberto è un’aggiunta della “Redazione”…

    • Beh, ringrazio per i complimenti, che giro di dovere anche a Roberto che spesso mi accompagna in queste “masanate”. Finché mogli (soprattutto), figli e lavoro ce lo consentono, spariamo volentieri tutte le cartucce…
      Ad ogni modo, penso che chiunque viva la bicicletta (e la montagna in generale) come la viviamo noi tutti appassionati, a prescindere da chilometri e dislivello, sia da lodare perché sá cosa vuol dire fare fatica, ed é solo facendo fatica che si apprezzano veramente le cose che si conquistano…
      Un saluto a tutti!

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