Val di Collina

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Mal di Collina

La radura erbosa dove spiccano quelli che fra qualche anno saranno purtroppo i ruderi della casera di Val di Collina è una delle più piacevoli, affascinanti e complete aree di arrampicata della Carnia, giustamente famosa più per le rilassanti e soleggiate vie “lunghe” che per il mostro di 8c che sonnecchia, in attesa di un sempre più improbabile risveglio, tra i muri diroccati delle Casermette della Prima Guerra Mondiale.

Non fatevi ingannare dal fatto che non compaia più sulle guide cartacee e su internet; qui ci sono roccia buonissima, difficoltà abbordabili ed ottima esposizione al sole o all’ombra (fifty fifty) come in pochi altri posti, accesso quantificabile in pochi minuti se non addirittura in secondi, panorama gratificante. Eppure chi ci passa sotto d’inverno diretto al trafficatissimo Vallone della Cjanevate, o d’estate con mèta  Rifugio Marinelli ,  Pizzo Collina e Cjanevate, percepisce appena queste opportunità.

Piuttosto che continuare con la sviolinata,  eccovi un po’ di cronologia. Le prime vie sulle placche sono già presenti sulla guida De Rovere Mazzilis degli anni ’80, quelle spittate spuntano poco dopo più a destra, sia come monotiri che come “multipitch”. Si distinguono per la qualità della roccia, calcare grigio a lame e buchi di ottima rugosità, ma anche per le dediche illustri e/o ironiche a Gustavo di Prun e Titta Tot. Artefici sono Sergio De Infanti e i soliti udinesi. Giorgio “Bunny” Bianchi, in particolare, si dedica alla attrezzatura millimetrica di alcune bellissime vie per quasi tutti, nel settore destro o dei “monotiri”.

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Una decina di anni fa vive una breve fiammata di notorietà il bellissimo masso nascosto tra i ruderi delle Casermette, dove molti allievi alpinisti di tutte le età hanno provato l’ebbrezza della prima calata in corda doppia nel vuoto. Vengono spittate una manciata di vie difficili, tra le quali una possibile 8c (“Mal di Collina”) che aspetta ancora non proprio un pellegrinaggio, ma almeno la prima salita rotpunkt.

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Settore Vedrans

Due anni fa di nuovo il  duo Calcarea attrezza in una travagliata estate un altro settore temporaneamente autobiografico, proprio di fronte alle placche: i “Vedrans”, riconoscibile per il lungo diedro visibile dalla strada. L’ossessione trapanatoria non risparmia neppure la vecchia cava di marmo all’ingresso del Vallone della Cjanevate, dove sono in corso i lavori e sono già percorribili una manciata di vie di difficoltà media e bassa.

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In complesso, quindi, ben 5 settori in brevissimo spazio, al punto che in meno di 5 minuti si può passare da uno all’altro. Sottolineo  che la strada di accesso che si stacca dal terzo tornante in direzione del Passo di Monte Croce Carnico,  sterrata e cementata, è transitabile anche con vetture normalissime e non ha divieti.

Questo breve articolo non avrebbe molto senso se non si concludesse con un vero e proprio scoop, lo sdoganamento del leggendario schizzo delle vie realizzato più di 10 anni fa da Bunny e finora inibito alla pubblicazione. Ve lo proponiamo con le aggiunte apocrife di qualche via nuova comparsa nel frattempo. Il settore dei monotiri va in ombra, d’estate, dalle ore 13. Accesso: un minuto dallo spiazzo erboso prima della Casera (riconoscibile anche per le arnie).

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Per gli altri settori eccovi qualche ulteriore informazione: nelle “Placche” tutte le vie sono spittate e fa fede ancora lo schizzo presente sull’antica mini-guida del Pal Piccolo, con la sola integrazione della via “Di.Ro.De.Ro.”, la cui relazione è presente su questo blog (usate la finestra di ricerca sulla home page). Anche per il settore “Vedrans” le informazioni sono reperibili su Calcarea.

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Per quanto riguarda la falesia “Dironcave” della vecchia cava di marmo , le vie finora scalabili sono, da sinistra, “Alvise simpri tart” 5b, “Johnny goes” 6b+, “Soul Monkey” 6c, “Senza mani” 7a+. Nei prossimi giorni ci saranno altre chiodature, scriveremo nomi e difficoltà alla base dei tiri. Accesso: poco prima della Casera, prendere a destra l’ampia traccia erbosa che porta verso il Vallone della Cjanevate (segnavia CAI). Dall’auto 5 minuti.

Il masso delle Casermette ha vie su tre lati. Da sinistra, parete nord: 6a+, 7a. Parete sud: Amò Leopardi (di sei) 7b+, Cervello bollinato 7b+, Fessura 6b+, Matteo e Claudia N.L., Uniti nella lotta, 7c/+. Parete est: Maldicollina N.L., Spigolo 6b+. Accesso: si parcheggia all’inizio del lungo rettilineo cementato e si cerca il masso sulla destra, nei pressi dei ruderi delle caserme. (2 minuti)

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Buon divertimento!

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~ di calcarea su luglio 1, 2015.

4 Risposte to “Val di Collina”

  1. Volevo quasi quasi venire ma quando ho letto che l’avvicinamento e’ di addirittura un minuto mi e’ passata la voglia. Andro’ a Sistiana che ha avvicinamento 0 minuti e tira una cosi’ buona aria.
    ciao

  2. Non pubblicate niente sulla falesia di Sauris?

  3. I due supervisori della falesia del Lumiei mi assicurano che entro luglio ci faranno avere i dettagli. Nel frattempo chi vuole andarci ci contatti

  4. Fatta la De Infanti sabato scorso (22/08/2015), dall’ultima sosta siamo usciti dritti (invece che a sx come indicano le guide). Segnalo che nel boschetto, oltre la fascia di rocce, 10-15 di metri sopra la sosta, c’è una grossa pietra instabile che ho sistemato un po’ ma che andrebbe bonificata

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