NATO DUE VOLTE – Monte Gallo, Palermo

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PALERMO MIRACOLOSA
Ogni volta che scendo a Palermo cerco di scegliere il posto giusto per potermi godere la vista della città dall’alto che, come la lingua di un ghiacciaio stretto tra Monte Pellegrino da una parte e Monte Gallo dall’altra, si butta rumorosamente nel mare di Mondello.
Quando l’aereo vira a destra verso Punta Raisi, Monte Gallo diventa il solo protagonista e offre sfacciatamente il suo lato più bello e selvaggio: si comincia con la Parete Nord (il Nuovo Mondo) e poi a seguire la lunga bastionata con lo spigolo dove sale “Ho Sentito Le Sirene Cantare” per poi terminare sopra Sferracavallo con il Monte S. Margherita e il suo “Canto del Gallo”.

Il Nuovo Mondo è una delle pareti che preferisco perchè rappresenta pienamente l’anima colma di eccessi di questa città fatta di opulenza e miseria, arcaico e moderno, caos e silenzio. Questa parete è davvero “miracolosa” perché siamo praticamente in città ma la sensazione dominante è quella di essere fuori dal mondo, un mondo dove gli orizzonti sovrapposti sono i soli protagonisti.
L’idea è quella di aprire una via nuova nella parte sinistra della parete (quella dove domina la roccia grigia), ancora senza itinerari e di nuovo  i “compagni di viaggio” di questa avventura sono Fabrice (il Direttore, memoria storica dell’arrampicata nel Palermitano), Luigi (il Re delle clessidre e custode del trad) e Mauro (il Guro, l’Accademico, la punta di diamante).

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Io amo particolarmente gli inizi, il momento in cui le cose immaginate e studiate su una fotografia cominciano a prendere forma: abbiamo passato la prima mezza giornata a scansionare la parete per trasportare sulla roccia la linea studiata a tavolino e accorgerci che lì non si passa, ci sono strapiombi e sembra tutto liscio… allora si azzera tutto e si mette insieme un’idea nuova che sembra davvero possibile.
La mattina dopo siamo nuovamente alla base della parete. Prepariamo il materiale, oggi tocca a Mauro iniziare… la procedura è la solita, si alza su una splendida placca grigia e quando l’aria comincia a farsi sottile (con il passare degli anni per lui sempre prima…) piazza due cliff “imperiali” che danno fiducia.

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Per descrivere quello che è successo dopo lascio a lui la parola…”con il cordino recupero il trapano e sto per iniziare il primo foro. Ma accade qualcosa di veramente strano: il fix c’è già! E’ li, posizionato, proprio dove l’avrei messo io, ma io non l’ho piantato, era già li… Non capisco, guardo in alto e non vedo tracce di passaggio. Riparto…

Roccia fantastica, la placca che da sotto sembrava durissima è piena di tacche e buchi. I cliff trovano ancora posizione e il trapano mi raggiunge. Non è possibile!! Anche qui, dove ho appoggiato la punta del trapano per decidere dove mettere la protezione, la trovo già piantata…”

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Ci siamo alternati per tre giorni nell’apertura di questa bella via ed il “miracolo” si è ripetuto numerose volte: salivamo godendo della gioia di aprire una nuova via ma in realtà tutte le protezioni erano già state messe da qualche sconosciuto… Palermo è miracolosa!
Ma allora cosa siamo, apritori o ripetitori?
Dovremmo rimanere nell’anonimato per non avere responsabilità per quello che facciamo oppure pubblicare tutto con nomi e cognomi in evidenza?
La sicurezza sta nella distanza tra due protezioni o è dentro di noi?
Usiamo materiale inossidabile ma chi può dire se con il tempo diventerà inaffidabile?
Ognuno…

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Monte Gallo 567m – Parete Nord (Nuovo Mondo)
NATO DUE VOLTE
F. Calabrese, M. Florit e E. Pinotti, il 18-19-20 marzo 2015
230m
7a/+ (6a obb. nei primi 6 tiri, 6b+ obb. nell’ultimo tiro)

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Materiale: via interamente attrezzata con fix inox. Per una ripetizione portare 2 corde da 60m, qualche anello di cordino e 12 rinvii. In posto 51 fix + 14 di sosta + 3 cordoni in clessidra.
Accesso: da Mondello raggiungere l’ingresso della Riserva di Capo Gallo (pedaggio auto 5,00€ trattabili…) e percorrere la strada fino al suo termine nei pressi del faro (piazzola per auto). Per traccia di sentiero portarsi contro la parete costeggiandola verso destra, girare lo spigolo ed entrare nell’anfiteatro del Nuovo Mondo. Risalire il pendio puntando ad un grande tetto rettangolare nella parte bassa della parete. Rimontare un piccolo zoccolo fino ad un pulpito (ometto); la via attacca su una stretta cengia con grosso spuntone poco a sinistra del pulpito (20’ dall’auto).

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In piedi sullo spuntone per partire su bella placca grigio scura piegando verso sinistra; si supera un risalto, si traversa verso sinistra per poi salire diritti alla stretta cengia sotto la verticale del tetto (S1, 40m, 6a).
Si sale nel diedro fessurato sul fianco destro del tetto, che nella parte alta diventa camino; raggiunto il tetto (allungare bene l’ultimo rinvio del camino!!) si traversa a destra sulla faccia del diedro per uscire in piena esposizione sopra il tetto. Per larga fessura verticale si raggiunge un comodo terrazzino con nicchia (S2, 30m, 6b/+).
Continuare per larga fessura verticale e poi piegare a destra su placca lavorata fino ad una comoda cengia (S3, 20m, 6a+).
Salire il muro compatto sopra la sosta con bella arrampicata, per proseguire poi su terreno più articolato ma con passaggi non banali fino alla base del grande diedro tafonato (S4, 30m, 6b).

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Si parte con una sezione atletica in dulfer e poi con bella arrampicata si risale tutto il diedro di roccia variegata e particolare sostando al suo termine su un aereo terrazzino (S5, 30m, 6a+).
Uscire a sinistra, traversare ancora verso sinistra per qualche metro e poi diritti per risalti fino ad una bella cengia. Rimontare un grosso blocco a sinistra, salire una paretina di roccia compatta continuando poi per ondulazioni fino ad una seconda cengia. Rimontare con passo tecnico una grossa scaglia appoggiata sostandoci sopra (S6, 45m, 6b+).
Verso sinistra su placca aggirando un bordo con passo difficile. Continuare per bella placca lavorata; un altro ristabilimento difficile verso sinistra da accesso al muro finale di roccia concrezionata, che si supera direttamente con movimenti atletici per raggiungere la sosta poco sotto il filo di cresta (S7, 35m, 7a/+).

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Discesa: in doppia lungo la via. Le calate da utilizzare per la discesa sono tutte dotate di anello.
Note: arrampicata varia e interessante su roccia bella e lavorata; molto particolari le lunghezze nei due diedri, il primo di memoria granitica ed il secondo con una roccia “tafonata”davvero unica. Il secondo e terzo tiro si sviluppano su un enorme pilastro staccato che si spera rimanga al suo posto ancora per molti molti anni…

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Scegliere il nome della via è sempre il momento più delicato e difficile, a volte nasce di getto mentre altre volte ci vogliono mesi di trattative e si rischia di rompere anche le amicizie più vere. In questo caso la giornata passata a S. Vito per completare un progetto in corso è stato il pretesto: un grosso masso non ha gradito le carezze di Mauro e ha deciso di precipitare a terra, sfiorando “miracolosamente” Fabrice. NATO DUE VOLTE ci sta…

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~ di calcarea su maggio 14, 2015.

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