Dvigrad

(Per la lettura si consiglia di ascoltare Maljciki degli Idoli, https://www.youtube.com/watch?v=CfI3eGXkZH8&list=RDCfI3eGXkZH8, in ricordo del cantante Vlada Divljan prematuramente scomparso nel marzo di quest’anno).

Idoli

Idoli

Sabato, temporale in montagna, rimaniamo in golfo per fare qualche tiro in zona o ci spostiamo verso sud? Il tempo è incerto pure a Trieste, anche se un po’ tardi, partiamo senza meta zona Buzet nella speranza di fare qualche tiro. Una volta arrivati seguiamo le prime indicazioni di falesie e capitiamo a Izvor Mirne. Qui riusciamo a rubare due bei tiri di riscaldo prima che la pioggia arrivi a interrompere le nostre ambizioni. Più saggi sono i due locals… di “tiri” stupefacenti ne hanno fatti parecchi prima di andarsene.. senza prendere nemmeno una goccia… e senza scalare! Non torniamo diretti a casa, facciamo un viaggio a casaccio fino alla costa, incontriando una fantascientifica centrale a carbone e raggiungendo Rijeka in mezzo a un acquazzone. Per difenderci tiriamo l’occhio alle locals… e il collo a due birre…

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Il giorno dopo è più propizio e mossi da gagliardo ego maschile decidiamo di esplorare la falesia di Dvigrad…il primo pensiero è stato: qui si torna… babetta-scalatina-birretta-tendina… La scelta è molto azzeccata per l’ambiente e la roccia ottima, ma se cercate gradi bassi per liberare testosteroni alti, evitate questa falesia: bastonata sonora e falcetto, come direbbe qualcuno, che girava bello alto.

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Se avete dubbi su queste parole provate a chiedere al signor Luciano. Mentre ci prepariamo al parcheggio si ferma questo pseudo-centauro fornito di cinquantino scassato, si informa sulla nostra provenienza e ci racconta che gestisce il vicino campeggio e che anche lui era uno scalatore, ma (da solo) in “free solo”. La sua carriera è stata interrotta dal maledetto ormone maschile. Per pavoneggiarsi con due austriache formose in un bel pomeriggio di inverno è precipitato dalla cima della falesia fracassandosi al suolo: “i ero come sciupermen sciol che iero sctecado sciul leto de ospedal!”

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Se volete rimediare alla magra figura conquistata in falesia (..e non era Maja Vidmar..) potete scappare in poco tempo a Rovigno, bel centro storico con immancabili giapponesi, cena di pesce e Malvasija (non la via a Dvigrad, quella di Manolo, che non si sa se rompe o meno le prese, ma se la vedete da sotto c’è poco da rompere) il vino.

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~ di casanovam su aprile 13, 2015.

2 Risposte to “Dvigrad”

  1. Perche non scrivete mai il nome di chi di volta in volta scrive gli articoli?
    Sicuramente questo non e’ stato scritto dal doc! 😉
    ciao

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