Troi das Termes (CAI n. 157)

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Era da un po’ che mi ripromettevo di postare sul blog questa discesa, di cui avevo sentito pareri un po’ discordanti e che mi puzzava di “grande ravanata”. Fidarsi delle descrizioni di Gaete è sempre come gettare la moneta:” bella? bellissima!!! ciclabile? l’ho fatta tutta in sella! faticosa? mai messo la corona piccola!!!”  Poi ci vai e rischi di prenderti una sonora scornata. Come in tutte le cose, ognuno ha le sue capacità, sia fisiche che tecniche. E, soprattutto, il suo fegato. E non sto parlando di quello allenato dalle lusinghe  del Bar Tripoli, sebbene anche in quel campo ci siano i professionisti e i quaqquaraquà…

Comunque. Ringalluzzito da un’uscita sul bellissimo sentiero che da Monte Spin porta a Formeaso, fatta più che dignitosamente e in ogni caso meglio di sempre, mi son lanciato in questa ricognizione che pubblico per completezza, ma anche perchè merita di entrare a pieno diritto tra le discese single trak interessanti della zona. Il sentiero è conosciuto da molti bikers e non ha difficoltà tecniche rilevanti nè pendenze agghiaccianti. Non fosse per la presenza di lunghi tratti scalinati, che personalmente non mi entusiasmano, meriterebbe di far parte delle “classiche”, soprattutto se abbinata a quella che da Forcje Navantes porta a Fielis.

La descrizione è presto fatta: si va fino a Fielis (pista ciclabile o strada provinciale, fate voi) e qui giunti, traversando verso nord in direzione del borgo Vit, poco oltre la latteria sociale  si trovano le tabelle e i segnavia CAI  che introducono al sentiero n.157. La prima parte è scorrevole ed entusiasmante, poi iniziano gli scalini. E chi è in sella a una bici front suspended potrebbe anche maledirci! Un solo enorme schianto si evita sulla sinistra con pochi metri a piedi e, più a valle, un passaggio scalinato ed esposto su radici invita alla prudenza.

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Quando si è in vista dello stabilimento termale, conviene tenere la sinistra a un bivio per allungare di qualche curva il sentiero. Poi ci si dirige verso il parco con minigolf e, attraversatolo, si imbocca la pista ciclabile. Tornato a Zuglio, ho deciso di risalire a Sezza per vedermi una buona volta anche la “pedrata” che riporta a Zuglio, tante volte imboccata e mai completata. La trovate quando state per arrivare in paese, girando a destra nei pressi della caratteristica cappelletta. Dopo un breve rientro su asfalto, si gira a sinistra al primo invito e poi non si può più sbagliare (non rientrate sulla strada asfaltata all’unico altro bivio!)

Questa volta sono arrivato in fondo. La discesa è simpatica, ma di sicuro non imperdibile. Si svolge in prevalenza su fondo selciato, abbastanza scorrevole e senza scalini. Una volta nella vita, merita farla.  Insomma: altre due discese da aggiungere alle già numerosissime della zona. Buone pedalate!

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~ di calcarea su marzo 22, 2015.

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