Cantieri e grandi opere

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Alla fine di un giretto per le falesie della zona, in cerca di qualche tiro dimenticato da riprovare “a vista”  e di un po’ di  divertimento appartato, ho compilato una serie di appunti che propongo all’attenzione e, non si sa mai !, alla generosità dei climbers di passaggio.

Masso dell’Inceneritore. Ricomincia la miglior stagione del Bonsai, dove però è sparita la catena di “Bella scusa, Dentone!”. La magnanimità del soliti noti ha comunque risparmiato alla sosta due moschettoni di calata, per cui si fa presente a chiunque ne abbia voglia di portarsi uno spezzone di corda o di catena da rimpiazzare (non di waterclosed, possibilmente). E’ comunque comparso un utile rinvio fisso per moschettonare più agevolmente la partenza di “Seicitrullo”, mentre piuttosto meriterebbero una controllata quelli presenti sullo spigolo di destra e su “Pane pei i tuoi 20”. La catasta di legna meticolosamente impilata nei pressi del “Visionario” attende ancora che qualcuno la porti a valle facendone “logicamente” uso, in previsione di inverni più rigidi o di eventuali immolazioni.

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Pilastro Furbis. Pochi segni di frequentazione in  una delle rocce migliori della Carnia.   Ci vorrebbe una catena per la sosta di “Nothing lasts forever”, un bel tiro un po’ defilato a sinistra del settore principale.

Cjarandes. Raccomanderei ai frequentatori di non fidarsi troppo della tenuta delle fettucce dei rinvii fissi presenti su alcune vie. I maillon si sono bloccati e andrebbero svitati con le pinze e sostituiti.

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Raveo alta. Nel settore “Bonan” attendono pazientemente una sostituzione  con catene i cordini di sosta delle due vie dell’estrema destra, “Valdie” e “Memoriale dal convento” e di  “Angelica”. Lo schizzo presente nel tubo di acciaio alla base, donato da Chiodo Fisso, è incompleto e contiene delle valutazioni imprecise. Nel settore dei Tacs è ancora impraticabile la via “Tasso di interesse”, dove qualche burlone ha iniziato  un’eroica opera di disgaggio che risulta a tutt’oggi non completata. Nel pilastrino più in basso, dove ci sono tre vie di  praticabilità e valutazione incerte, è stato aggiunto da Eric un nuovo tiro, che dovrebbe aggirarsi tra il 6b e il 6c. Rimane da affrontare la bonifica degli schianti alla base della parete.

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Madrabau. Qualche giorno fa son stati sostituiti dei fix e delle piastrine su “Rumore Bianco” e su “Hocus Pocus”. Rimane ancora in cantiere la pulizia da zolle e radici delle tre brevi vie per principianti a sinistra di “Rumore bianco”. Sarebbe bello, inoltre, se al posto del  decrepito cordone sotto il tetto sulla via “Rue” qualcuno dei volenterosi frequentatori  piazzasse una sosta vera e propria, aggiungendo così un tiro di bassa difficoltà alla falesia. Ricordo anche che 50 metri all’estrema destra di “Madrabau” ci sono tre interessanti e dimenticate vie non recensite sulle guide, che da sinistra a destra hanno difficoltà di 7a+, 6b+ e 6b+, tutte intitolate a Charles Mingus.

Come molti sapranno, da qualche tempo a “Madrabau” si assiste alla rottura di appigli che sembra sia imputabile ai soliti scienziati, in questo caso armati di picche per dry tooling. Sperare che parlandone si riesca a convincere gli autori a desistere da questa demenziale abitudine è inutile almeno quanto l’augurarsi che un giorno in Italia sparisca la corruzione.

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Lo schizzo di Vigant (courtesy of Giulio)

Vigant. Aprofitto di questo post per pubblicare schizzo e nomi delle vie che a tutt’oggi rappresentano il campionario definitivo  della bellissima falesia di Vigant, che trovate recensita in un altro post di  questo blog.

Villaverdon. Per restare su pareti aeree, son state sostituite le corde fisse utili per l’accesso alle vie ed è stata  chiodata una variante più facile di un tiro di uscita dalla parte  destra della parete (in un prossimo post i dettagli su questa falesia dimenticata).

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Le vie di Vigant

Villanuova. Anche in questa palestra ci sono alcuni rinvii fissi che andrebbero revisionati, così come le soste della “Guerra dei Gradi” e di altre vie. Non risulta sia stata riattaccata la presa staccatasi su “La sera leoni”. Sembra poi  si stia rimettendo in opera il cantiere della piccola falesia “Caparezza”, della quale eventualmente vi riferiremo.

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Parete Rossa. E’ ultimato e si può provare  il nuovo tiro chiodato a sinistra di “Desafinado” (partenza in comune). Si chiama “La corrida”.  Alla base delle prime vie  sabato scorso abbiamo trovato un regalino. E’ evidente che non si tratta di incontinenza, ma di dispetto. Non ci sono molte persone “dell’ambiente” in grado di concepire e mettere in opera un simile capolavoro di ardimento….

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~ di calcarea su marzo 19, 2015.

7 Risposte to “Cantieri e grandi opere”

  1. Dov’e’ il pilastro Furbis?

  2. allora non ti lamentare della poca frequentazione!
    😉

  3. A raveo alta, delle tre vie di difficoltà e praticabilità incerte, due sono state liberate e più volte ripetute, una resta un progetto aperto a chiunque lo voglia provare e scalare.
    Buone scalate.
    Moreno

    • Grazie per le informazioni su difficoltà e praticabilità. Ma neppure una parola sul fatto che in cinque anni nessuno dei numerosi frequentatori abbia trovato qualche minuto di tempo per mettere un po’ in ordine nel disastro di alberi rovesciati che hai lasciato alla base del pilastrino! Ma questo immagino sia lavoro da manovali e non da artisti….

  4. “l’arte è una delle attività umane che si preoccupano di preservare la verità e la solidarietà, e fanno sì che il mondo intero e l’esistenza dell’uomo non degenerino nell’odio e nella faziosità, nei deliri di Hitler e di Stalin. L’artista ama gli esseri umani, soffre con loro, spesso li conosce molto più a fondo di quanto non si possa dire di un politico o di uno scienziato, ma non sta sopra di loro come un dio o un redattore, che giudicano, che sanno già come devono andare le cose” H.Hesse

    Gianni se hai voglia vai a scalare quei tiri, forse passerai una bella giornata, forse ti divertirai.
    Nessun rancore.
    Un saluto.
    Moreno

  5. “L’operaio si lava le mani prima di pisciare, l’intellettuale (e quindi il poeta) dopo.” J. Prevert

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