Inverno 2014-15 (mandi Enrico!)

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Ci sono un bel po’ di notizie parcheggiate negli ultimi tre mesi: un inverno molto favorevole alla scalata, asciutto e con temperature ideali, sta rapidamente levando le tende e non si contano le ripetizioni di vie nel comprensorio di Villa Santina. Agli estremi opposti,  voglio dare la precedenza alla salita “a vista” di un 6b a Madrabau da parte di Camilla e alla seconda ripetizione di “Jet Daniel” da parte del giovanissimo Matteo Menardi a Villanuova.

Tra questi due estremi, molte salite di buon livello, cominciando da almeno tre ripetizioni di “Rue” a Madrabau, ad opera del Giaz, di Fede e di Andrea (di Udine), che si è dedicato anche al vicino “Just Daniel”, un tiro che per chi è sotto a una certa altezza (non diciamo quale…) ha un suo perchè.  C’è l’ ennesima salita anche per la via a destra di “Rue”, questa volta dell’inossidabile Ach. Ricordo anche le  due ripetizioni di  “Leaves of Grass”, di Erik e Sandro.

In Parete Rossa mi ha molto impressionato Andrea (di Forni Avoltri) che ha fatto strage di vie  a vista , salendo anche nello stesso stile “Tutte le cose che sei” fino alla prima catena e mancandone per un soffio l’allungamento. L’altro Andrea ha prontamente ripetuto il nuovo “Sacrisassi”, liberata dal primo Andrea (Ach).  Ci sarebbe un’altra via nuova,  che parte col primo spit di “Desafinado”   e arriva ai 30 metri della catena di “Vuoi star zitta per favore?”. Non è ancora interamente percorribile, perchè va consolidato un appiglio: quindi non provatela!  Anche a Madrabau ho chiodato una breve via all’estrema destra della parete, difficoltà intorno al 5b. Si chiama “Omino Jack”.

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Qualche giorno fa son tornato a Vigant, ospite del chiodatore e valorizzatore delle falesie del tarcentino. Ho constatato come i lavori siano andati molto avanti, al punto che  supereranno in breve  qualche cantiere dell’Expo. Non ho osato chiedere a Giulio chi gli stia finanziando il tutto, se un conto svizzero o caymano! Il sentiero che permette di evitare l’accesso in corda doppia , merito soprattutto del lavoro di Alberto DS, è già ben percorribile e porta ai due settori “bassi” della falesia, quelli con tiri di difficoltà sotto al 6c. Ben presto verrà realizzato un collegamento tra una sosta “bassa” e il settore alto. Ho avuto la fortuna di provare e vi consiglio  il magnifico “La Tigre di Monteaperta”, uno dei più belli del Friuli. Trovate gli aggiornamenti dell’ultima nel gruppo facebook “Arrampicare in Alta Val Torre”.

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Il Signore di Vigant

Non posso che rinnovare i ringraziamenti  a chi si dedica alla chiodatura e alla manutenzione delle vie di scalata di ogni difficoltà.  In Carnia, nonostante il grande affollamento nelle  falesie,  sembra stia diventando sempre più difficile non dico chiodare una via per tutti, ma anche semplicemente sostituire una catena, una  fettuccia o sgombrare il terreno da tronchi lasciati lì a marcire….forse gli si vuole lasciar tempo per capire a che scopo siano stati tagliati?

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Tornando a noi, ricordo che fino a una decina di anni fa ci si trovava da aprile a ottobre  nella Palestra di Betania, dove sono iniziati da poco i lavori di messa in sicurezza delle pendici del Monte Strabut. Un po’ dopo le cinque del pomeriggio  giungevano  alla spicciolata questo, poi quello e molti altri. Chi in coppia già fatta, chi a cercare un compagno occasionale (non c’era paura di contagio…) per due tiri, oppure solo per  far traversate o  guardar scalare gli altri. Molti di noi rimanevano lì “in borghese”,  a parlare fino a ora di cena, seduti sui  cofani delle auto con lo stereo acceso, come al bar per l’aperitivo. Mi sembra di ricordare che ci fosse un clima diverso, ma non mi riferisco alle mezze stagioni.

La sola persona sempre presente  non era, come direste,  Celso o Mazzilis o Sergio Liessi, ma Enrico, l’unico che non scalava! Come il vecchietto che a Orgon spiegava i movimenti di “Macumba Club” agli stranieri, Enrico, a forza di osservarli e sentirli descrivere, conosceva anche qualche passaggio della “Uno” o di “Arcobaleno”. Con i suoi due cagnetti Pimpa e Briciola ha trascorso sotto le rocce di Betania più tempo di molti top climbers messi insieme, raccogliendo spazzatura e pettegolezzi, alcune battute e sempre tanto vento. Aveva anche piantato degli alberelli di fronte alla traversata e un germoglio di una specie di orchidea sotto a “Supergulp”. Poi piano piano ha visto sparire quasi tutti e  sfumare lo spirito di quei pomeriggi e gli è passata la voglia di aspettare qualcuno per fare due chiacchiere. Lo si vedeva sempre meno ma  non sapremo perché, visto che qualche giorno fa ci ha lasciati. Mandi Enrico!

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Fabio Meraldi a Raveo

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~ di calcarea su febbraio 22, 2015.

2 Risposte to “Inverno 2014-15 (mandi Enrico!)”

  1. Che dispiacere per Enrico . Ho un piacevolissimo ricordo di questa persona . Come si suol dire .. Se ne è’ andato senza fare rumore …
    Una di queste sere andrò in Betania per ricordarlo …

  2. Bagagliaio con corde e materiale ma dal quale uscivano solo i cagnetti.. R.I.P. Enrico, personaggio DOC – Passione per l’arrampicata ma alla sua maniera

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