Anello del Monte Prat (sentiero CAI n.814)

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Finalmente, suggeritomi dall’instancabile esploratore Luciano, un nuovo giro  ideale anche per l’inverno vista l’esposizione, la latitudine, il panorama e, soprattutto, la bellezza del tracciato di discesa  che, ciclabilità a parte, è una vera e propria opera d’arte di manodopera sentieristica.

Si svolge sulle pendici sud del Monte Prat, caro ai ciclisti di strada  per la  salita con pendenze dolci mèta delle prima sgambate primaverili. La discesa non è facilissima, ma mi sento comunque di consigliarla anche ai bikers meno spregiudicati, come chi vi scrive, perchè anche scendendo dalla bici nei (brevi) tratti difficili rimane assolutamente consigliabile, anzi, addirittura da non perdere!

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Ho parcheggiato a Cornino nei pressi del bivio per San Daniele (ampio parcheggio auto) per allungare un poco lo sviluppo, ma i più pigri potrebbero tranquillamente partire da Forgaria. Attraversato l’incrocio verso monte, ho imboccato una stretta e ripida cementata, contrassegnata sulla cartina Tabacco con il n.818, che sbuca ben presto sulla strada provinciale. Qui, percorsi una trentina di metri verso destra, ho di nuovo imboccato la traccia con segni CAI che diventa sterrata, con un breve tratto sconnesso.

In questo modo ho evitato il lungo diagonale verso Forgaria, sbucando sulla strada per il Monte Prat poco prima della borgata di  San Rocco. Da qui in poi si pedala rilassati inanellando i tornanti. Su quello a quota 700 mt una tabella per un percorso mtb invita ad una prossima perlustrazione. Continuando verso la sommità del Prat, si superano le case Bedoi e, dopo uno scollinamento, ecco il punto in cui si lascia l’asfalto.

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Sulla sinistra si stacca una strada sterrata con segnaletica CAI ben evidente. Poco oltre, si segue in discesa un breve tratto cementato, oltre il quale ha inizio il sentiero. Come dicevo, la traccia è quella di una magnifica mulattiera costeggiata da muretti a secco, abbastanza agevole da seguire, anche per la pulizia già avviata da Luciano. Io ho contribuito un poco cercando di togliere gli innumerevoli e deturpanti laccetti di plastica da cantiere con cui si è soliti segnare i percorsi delle gare di corsa in montagna, come se i runners fossero tutti ipovedenti o imbecilli.

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Un dubbio può sorgere quando si sbuca su una pista adiacente ad una legnaia. Ma viene spontaneo girare brevemente a destra, perchè verso sinistra si tornerebbe in direzione della strada asfaltata.

La discesa è abbastanza scorrevole sebbene un po’ scalinata. Poco oltre una bella cappelletta sormontata da una scritta ammonitrice, iniziano le sezioni tecniche e  difficili, contraddistinte da scalinature e qualche stretto tornante.

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Le difficoltà sono in definitiva racchiuse in tre brevi sezioni, oltre le quali si torna a filare spediti fino nei pressi del Zuc Schiaramont, dove si superano le indicazioni per i reperti archeologici. Poco prima, una traccia anch’essa con segni CAI, che si stacca sulla sinistra, andrebbe forse perlustrata. Giunti a Forgaria, si segue la strada provinciale verso Cornino. Volendo, una bretella del sentiero 816 taglierebbe il tornante e meriterebbe forse una puntatina.

Dettagli: dislivello 650 metri, sviluppo 16 Km, ciclabilità 100%.

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~ di calcarea su dicembre 11, 2014.

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