Anello di Casera Lavarèit

 

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Il sentiero che da Casera Lavareit scende fino alla località dei “Laghetti” di Timau merita di essere conosciuto e frequentato, perchè a piedi è sicuramente più divertente della strada che sale da Cleulis, molto nota e trafficata ma, come tutte le strade, monotona e disturbata dal viavai. Nonostante la zona sia stata colpita  da numerose slavine, il tracciato è rimasto quasi del tutto integro, come lo trovammo lo  scorso autunno durante una prima esplorazione.

La discesa in mtb,comunque, è raccomandabile solo a ciclisti esperti perchè piuttosto difficile e con qualche passaggio esposto, ma diventa una vera ciliegina sulla torta dopo la salita lungo la pista forestale, una sosta obbligatoria per uno strudel o quel che più vi piace in malga e uno sguardo, il più lungo possibile, all’incredibile panorama che si gode fa questo angolino di Carnia. Tutto sommato, alla fine, anche una pedalata fino alla malga in andata e ritorno, senza per forza avventurarsi sul sentiero, è ampiamente ripagata dall’ambiente circostante, quindi ampiamente raccomandabile.

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La salita non ha bisogno di descrizioni speciali. Da Cleulis si sale per quasi tutto il dislivello su asfalto, con pendenze mai terribili ma neppure ridicole. Chi volesse fare una breve digressione, può visitare la magnifica località di Faas e poi riprendere la salita. Quando si intravede sulla sinistra l’imbocco del sentiero per Casera Monte Terzo, si è quasi già alla fine della fatica ascensionale. La pista si snoda ancora con qualche ripida e breve impennata e, dopo un cancelletto, si è quasi in vista dell’obiettivo.

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Per affrontare la discesa, invece, due parole di commento sono quasi indispensabili. Un’ evidente tabella in legno ne indica l’ingresso, lungo la staccionata della malga. Si scende lungo la traccia più evidente, disturbati solo da un breve acquitrino e da eventuali buaces, mirando a una serie di tre larici ricurvi che si vedono chiaramente in direzione nord. La traccia, che serpeggia tra la vegetazione di mirtilli e ontani, passa proprio poco a  monte degli alberi e si dirige verso il bosco, contrassegnata da qualche segno di vernice rossa, per la verità non molto evidente.

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Conviene comunque portare la bici a mano oltre gli alberi, per una breve serie di saliscendi, finchè il sentiero è entrato decisamente nel bosco. Qui si può salire in sella, con la necessaria concentrazione. Il primo tratto di sentiero corre lungo una dorsale, per poi affrontare una serie entusiasmante  di tornanti che, con un buon colpo d’occhio, possono essere anche utilmente “tagliati”.

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Si sbuca in un valloncello, dove da sinistra arriva la variante che scende dalle casere di Chiaula. Girando a destra in discesa, oltrepassato un grosso schianto, si segue  il fondo della valletta, su fondo erboso con qualche pietra, finchè si rientra nel bosco in prossimità di una mangiatoia. Qui  ha inizio, con un saliscendi esposto, la parte più difficile della discesa. L’ultimo diagonale, dopo qualche tornante, porta sul fondo di un breve guado, superato il quale ci si può lanciare in discesa prima su sentiero e poi su pista fino ai “Laghetti”. Da qui facilmente a Timau e poi a Cleulis,  con qualche digressione facoltativa su piste e sentiero dal Tempio Ossario fino alla ex locanda del “Fischiosauro”.

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Sopralluogo autunnale

Dettagli: sviluppo attorno ai 14 km., dislivello 600 metri circa, ciclabilità quasi totale. Da affrontarsi preferibilmente con fondo asciutto.

Chi volesse salire a piedi dai “Laghetti” a Lavareit troverà l’imbocco del sentiero, segnalato da tabelle varie, lungo una delle piste dell’anello di fondo, tenendosi alti  sottomonte in direzione nord, nei pressi di una casetta in cemento (la seconda).

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~ di calcarea su agosto 4, 2014.

2 Risposte to “Anello di Casera Lavarèit”

  1. Ciao, navigando ho scoperto il tuo blog e l’ho trovato molto interessante. A mia volta vorrei suggerirti quello di Baita della cultura (http://baitadeisaperiesapori.com/) che tratta tematiche relative alle montagne di Bergamo; siamo anche sostenuti dalla nostra comunità montana e vorremmo stringere partnership con i blog di settore.
    Francesco Maroni
    baitadellacultura@gmail.com

  2. Buongiorno Gianni, ho avuto occasione di provare proprio ieri questa discesa facendo un giro da quelle parti! Devo dire che è davvero tosto, complimenti per la scoperta!! Entusiasmante sia il tratto in cresta che quello a tornanti, peccato solo che il primo pezzo di prateria sia ben poco ciclabile…tra l’altro senza le tue preziose indicazioni sarebbe pure difficile individuarlo. Ma in quanto a strudel…..direi meglio quello del Marinelli!
    Mandi

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