L’Enigma della Chiesetta

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Ho ricevuto  qualche giorno fa questo messaggio dall’amico Stefano Gri:

 Questo cartello di cui ti allego pdf è stato appeso l’altro giorno a Somplago da un certo LC, che tutti sospettiamo essere un fortissimo top climber locale arcinoto. Il motivo dello scritto te lo spiego più avanti, magari ne sei già informato. Credo sinceramente che quel pazzoide (che sta evidentemente facendo molto arrabbiare il Signor LC,
e non solo), evidentemente sia qualcuno “di fuori”, perchè nessun local “di dentro” mai correrebbe il rischio di farsi massacrare (la testa, dice il cartello).

Già scrissi tempo fa alcune righe su LC, e sul fatto che il farsi mettere le mani addosso, beh, insomma, sarebbe un vero problema. Stavolta LC è veramente incazzato, e il poveraccio che prima o poi si farà beccare, è meglio che si inventi qualcosa di molto creativo per sopravvivere.

Peraltro il cartello, guardalo bene, non è stato scritto dal pugno di LC, ma da mano sottile e femminile che, pur sotto dettatura coatta, è riuscita a ingentilire il messaggio (e le intenzioni). Lascio a te immaginare quale fosse il testo originale prima della censura. Lascio anche a te immaginare lo stato d’animo dei Parrocchiani della Pieve di Cesclans che hanno sentito in diretta, e parola per parola, la prima bozza di dettatura (punto, due punti, punto e virgola…..)

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Insomma: cosa è successo?
Gino, come sai, ha chiodato il settore di sinistra a Somplago chiesetta: tutte vie bellissime, dure, e soprattutto naturali. La via in questione è l’ultima creatura, forse la più bella, e forse anche la più dura, dicono.
Ma di sicuro chiodarla, ripulirla e sistemarla è stata una lavorata non da poco (quantità e soprattutto qualità!).
Poi un bel giorno Gino furibondo scende da un tentativo, e cava via i rinvii: qualcuno, a suo dire, ci ha messo le mani addosso (alla via), modificando qualche presa. LC, intanto, quella stessa via la stava provando anche lui, rimette su i rinvii, e ci fa qualche altro giro, finchè scopre che l’artigiano, maledetto, è tornato, e stavolta ha scavato prese, persino rotto appoggi naturali. Insomma, giocattolo rotto.

Voci (ma sono solo voci…) narrano di un solitario (straniero?) che in autosicura sale per i fissi e si diverte a trasformare un grande lavoro (per tutti, e per  giunta a gratis), in un pezzo su misura (per lui), orribilmente mutilato.
Un paio di anni fa qualche altro fenomeno, forse a picozzate, aveva macellato un’altra classica di Somplago, Lady Hawk. Stranni figuri, questi, che trattano il bene comunemente condiviso per i proprio sollazzo,
infatti non si fanno vedere, frequentano il posto a orari impossibili, sanno di rischiare la pellaccia.
A volte rubano rinvii, spaccano catene, quasi sempre lasciano monnezze, pisciano dove la pioggia non lava…

Detto questo, raccontati i fatti, volevo fare un appello ai lettori di Calcarea: fate attenzione, be careful. In questi giorni A Somplago c’è un vero coprifuoco, LC ha preso ferie, è mimetizzato fra gli alberi sotto la via, e vigila l’area 24 ore su 24. Non è armato, non serve.
Avete qualche info sul pazzo? Potete ancora salvargli la vita, avvisatelo. Se invece per caso questo Post viene letto dal pazzoide bricollatore, gli consiglio altri modi per stimolasi l’adrenalina o provare emozioni forti (esistono per questo le droghe chimiche, il fisting, alcune forme di religione, Brunovespa…);
penso che trovarsi in autosicura con martello e scalpello, e vedersi arrivare LC dal parcheggio, beh…

Anzi, se veramente sei straniero… ma leggi Calcarea:
Just climb and enjoy, please don’t touch the routes, DO NOT DRILL,
and remember… Mr. LC is a good guy, but if angry, huge nightmare!

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Fin qui la cronaca recente. Un grazie e un mandi a Stefano.

Ma Somplago, o meglio  la sua Falesia della “Chiesetta”, ha una tradizione di misteri che conosce pochi equali nella ancor giovane storia dell’arrampicata sportiva dell’Alto Friuli.

Risalendo nel tempo potremmo dissertare dell’intreccio (sempre attualissimo..) tra  geologia e  lavori pubblici per interrogarci su un dilemma ancora aperto: crollerà o no questa splendida barra rocciosa? Il divieto di accesso e l’orrendo muraglione solo parzialmente nobilitato dall’edera e da Freddy Mercury farebbero sospettare il peggio. Ma c’è chi, dati alla mano, smentisce clamorosamente.

Migliaia di vacanzieri, pendolari e camionisti, che la sfiorano transitando sull’ ennesimo invadente lavoro pubblico, ne sono certamente all’oscuro.

Allo stesso modo ben  pochi degli scalatori, che a decine  ne animano i fine settimana, potrebbero immaginare  che una ventina di anni fa, insieme a quello che da mio capo cordata divenne poi parente stretto, rischiammo di finire catapultati tra i rovi per mano di un climber incazzato.  History repeats itself….

Un mistero, se si vuole, rimane anche quello delle vie scavate e di come sarebbero potute essere ora, diversamente appigliate.

Per non parlare poi del polacco e dei punti interrogativi che si è portato via con il suo camper : gli furono tagliate le ruote o la gola? La corda o i viveri? E, soprattutto: che ne è stato della molto meno dimenticabile  fidanzata?

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L’ultimo enigma, quello della via chiodata da Gino e corteggiata dal Chen, che nelle ultime settimane sarebbe stata oggetto di profanazione da parte di ignoti  è,  se vogliamo,  il meno nobile. Segno dei tempi e del declino morale, predicheranno  i soliti grilli parlanti….

Pur avendo una nostra teoria sulla dinamica dei fatti, ci limitiamo a stuzzicarvi proponendo una serie di possibili spiegazioni.

Cartina_ex_jugoslavia

1) La versione semi ufficiale, per ora, sarebbe quella del climber sloveno o croato (non serbo ?) visto da alcuni  ragazzi appeso sulla via in questione. E che in  almeno due separate sessioni di “lavoro” ne avrebbe danneggiato appigli e appoggi, verosimilmente senza conoscerne il grado e la fattibilità.  Meglio sarebbe stato precisarne senza indecisioni la provenienza, per non rischiare la deriva xenofoba: avrà avuto un’auto, sto benedetto! Con una targa, immagino. Ma forse sono l’unico che quando arriva in falesia cerca di riconoscere le auto parcheggiate e i relativi proprietari da marche, targhe, adesivi…In più, come tutti ormai abbiamo imparato a causa dell’invasione della cronaca nera nelle nostre vite, resta  molto vago  il movente. E straordinaria la tenacia: tutto per salire una via che non compare nè sulle guide nè sul tabellone alla base della falesia.

2) Straniero per straniero, a me piace invece immaginare che sia stato  proprio il Polacco, indignato e offeso per il post di Calcarea, che è tornato per vendicarsi. Non in camper, perchè finalmente la giostra ha cambiato giro: ha vinto dei bei soldoni alla lotteria di Czestokowa, è sceso  in Jaguar con autista e, ovviamente, con  la solita morosa bellissima. Ha pernottato per un po’  in un cinquestelle veneziano e di buon mattino ha servito il piatto freddo della sua vendetta.

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3) E’ possibile invece che si tratti di uno di noi. Posseduto da una furia democraticista e livellatrice, questo climber starebbe lanciando con il suo inseparabile martello  un messaggio chiaro e forte: è ora di finirla con la “guerra dei gradi” che stiracchia le gradazioni delle  vie e contorce le budella dei loro corteggiatori…. 8b+/c, 8b+, 8b, 8a+? Ma allora facciamo in modo che siano tutti 7c e diamioci dentro di martello e malta, aprendo e  tappando. Libertè! Egalitè! Fraternitè?

4) Restando in zona, perchè non pensare invece a un’altro collega , questa volta burlone, che ha voluto gettare il sasso e nascondere la mano, “per vedere di nascosto l’effetto che fa?” Non facciamo  così con i bambini,  agitiando i fantasmi del lupo cattivo o del dottore con la puntura? E non torniamo forse un poco bambini, appena fatto il  nodo alla corda e immerse le mani nella magnesite?

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5) Ma potrebbe benissimo essere stato San Candido, titolare della chiesetta, che   alla fine si sia  rotto i coglioni di tante urla, bestemmie, parcheggi improbabili, cicche e immondizia, invidie e  gelosie, e pretenda un po’ più di rispetto…. per Dio!

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6) Last, not least: perchè non pensare al Maggiordomo? Il buon vecchio capro espiatorio di tanti casi polizieschi!? Quello a cui tutti avevamo pensato. Ed  era lì, forse troppo a portata di mano, troppo scontato. 

Mi pare  lo dicesse Andreotti: ” a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca!”

E voi cosa ne pensate?

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~ di calcarea su giugno 10, 2014.

10 Risposte to “L’Enigma della Chiesetta”

  1. Ragazzi so chi é stato ! Sicuramente Manolo ! Stanco di martellare e lisciare appigli e appoggi delle sue vie più dure (almeno così narrano diversi top, ma chissa quanti glielo hanno detto in faccia o chiesto direttamente in qualche sua serata stracolma di pubblico….) è l’ unico che poteva apparire e scomparire da Somplago senza essere notato. E’ o no il Mago ? Cribbio !

  2. caspita, che brutta roba… mi sudano e prudono le mani…
    con l’evoluzione ed il livello di informazione che sta avendo l’arrampicata, mi pare incredibile che succedano ancora ste robe. Ma come si fa? Bho!
    comunque, lunga vita ai custodi dell’etica!
    Un saluto triestino a tutti,
    Ciano

  3. Condivisibile la rabbia di LC ed anche la giusta condanna del gesto.
    Però c’è un però.
    Personalmente mi sorge una domanda è legittimo reclamare la proprietà di una parete rocciosa? Non dovrebbe essere patrimonio di tutti?
    Dovremmo poterla vivere in base alle sue capacità? Ciò significa anche non viverla se non dal piazzale 😉
    Alla fine è lo stesso discorso che si potrebbe fare sulle varie vicende della mitica ‘compressor way’. L’etica è sempre figlia dei tempi. Chi condannò Maestri ora forse condanna chi ha tolto i chiodi a pressione; potrebbe avere ragione in tutti i due i casi?

    Diciamo che rovinare l’opera altrui perché non si è in grado di comprenderla e/o viverla è un’azione INcondivisibile, ma è purtroppo un buon modo di rappresentare i tempi che viviamo.

    Uno che non potrebbe vivere neanche ugualitarismo dei 7c 😦

  4. L.C. …….. si si, chiunque dovrebbe temere Luciano Cellitti!!!

  5. Gesto veramente scellerato. Mancanza di rispetto. Se una via viene lasciata così come madre natura l ha fatta per mettersi alla prova fino in fondo perche rovinarla? E poil artificiale ad ogni costo e le prese scavate non sono anche fuori moda ?

  6. Vorrei segnalare che simili atti di “vandalismo” si sono verificati anche nella falesia di Ponte S. Quirino(sicuramente meno frequentata) dove circa due anni fa sono comparsi buchi, zanche scavate e tacche di sika su tiri già liberati, per fortuna sono stati quasi tutti ripristinati… anche qui nessuno ha mai scoperto il colpevole!

    Riki

  7. Ciao Francesco,
    per amor del vero, la via non è “stata lasciata così come madre natura l’ha fatta”: il chiodatore ha tappato con resina più di qualche buco presente, per rendere la via più difficile.

    Così è rimasta fino a poco tempo fa. Poi è arrivato il lifting.

    Non saprei dirti QUANTO sia cambiata, non sono tornato dopo il restilyng, che tanto il bidito in alto non lo tengo nemmeno dipinto.

    Ciao.

    Kivi

  8. Mi raccomando con le droghe chimiche di cui fa riferimento il buon Stefano … E sopratutto piano con il fisting….

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