Jof di Somdogna

006-2

Dopo qualche dubbio al briefing non troppo mattiniero del casello di Amaro (ci fosse almeno la sedia gigante o un bel gugjet in mezzo alla rotonda a stimolare  l’ispirazione…) si decide per il Monte Cavallo, per l’ entusiastico report di Scivolare del giorno prima. Giunti a Pontebba, le nubi avvolgono minacciosamente le cime, mentre lo sguardo come sempre calamitato dalla Val Dogna lascia trasparire qualche miglior visibilità nei pressi del Montasio.

jof somdogna 2014 036

Scatta implacabile l’associazione di idee: ma non c’era quel famoso canale della Grande Guida, assolutamente da fare!? Posto di blocco:  fermiamo la macchina dei compari e interpelliamo. Detto fatto, si decide per lo Jof di Somdogna.

A Dogna il primo contrattempo: strada chiusa al km 3! Ma una signora  ci incoraggia a proseguire: “si va, si va…” Giunti quasi in fondo all’interminabile valle, stupisce prima di tutto la scarsità di neve rispetto a quote analoghe, neanche così distanti. Ma non c’è più tempo per cambiare idea.

jof somdogna 2014 051

Imbocchiamo la pista forestale e, dopo un avventuroso guado, parcheggiamo. I canali sciabili, piuttosto svalangati nella parte bassa, sono due: uno porta al Foran da la Grave. Quello  parallelo, il canalone della Grande Guida, presente anche nella molto meno Grande guida di Versante Sud ( ma con accesso dalla Saisera), non  ha abbastanza neve in basso.

Umore variabile e qualche minuto a piedi tra le ghiaie: si mettono  gli sci. La neve è marcetta, d’altra parte ci sono 9 gradi sopra lo zero: se non è zuppa è pan bagnato. Per fortuna man mano che si sale i groppi di slavina lascian  posto ad un fondo che, col migliorare della linearità sembra anche virare dal giallognolo al bianco, vagamente più compatto.

_S044201

Ad un certo punto si propone  un dilemma: cambiare canale? I pareri vanno da chi è sicuro del proprio canale (di neve, beninteso) a chi è sicuro solo che si farà una sciata di merda. Alla fine con forzata  unanimità si decide per salire a destra e scendere a sinistra, una specie di metafora politica dell’Italia degli ultimi 30 anni.

Dal Foran de la Grave, però,  la cima è sbarrata da qualche salto di rocce e mughi. Nuova discussione: forzare la pendenza o perdere qualche metro di quota per conquistare un più agevole pendio? Anche qui c’è chi è sicuro del fatto proprio e chi lo maledice.Poi  tutto si esaurisce in    un sommesso  e insistente mormorio.

jof somdogna 2014 012

Meno male che, in compenso, le nubi si sono alzate, ha smesso di piovigginare e, soprattutto, il Montasio , la Spragna e i Due Pizzi  han deciso di far cadere i rispettivi veli. Il paesaggio maestoso rimargina la democrazia interna. Tolti per qualche metro gli sci, tanto per poter mettere la A assieme al BS nel computo della difficoltà, eccoci finalmente sui mammelloni finali e, con due passi a piedi, alla croce di vetta. Una delle cime più panoramiche delle Giulie. Semplicemente bello….ma quale dei tre?

untitled 2

Per la discesa sembra essere ormai tutto  deciso, quando ha l’ardire di intrufolarsi, non c’è due senza, un terzo canalone! Ma non si capisce bene quanta neve abbia in basso e, soprattutto, finisce molto lontano dalle nostre auto. Così scendiamo da quello centrale e, quando si apre, traversiamo a sinistra su quello di salita. La diplomazia è salva.   La neve, invece,  non è delle migliori, ma si scia con facilità anche in basso, sulle slavine.

Come molte altre volte, alla fine  torniamo verso l’auto molto più soddisfatti di quel che si era temuto. E, colmo dell’abbondanza, mentre stiamo scendendo lungo la provinciale, spunta addirittura un quarto canalone! Ne parleremo il prossimo inverno…

jof somdogna 2014 031

Descrizione: poco prima della Casera del Plan dei Spadovai prendere a destra una pista forestale con segnavia CAI n.651 e 652.  Al bivio tenere la sinistra e parcheggiare poco dopo, dove il sentiero n. 652 entra nel bosco. Seguirlo fino a poter traversare verso il canale che porta al Foran da la Grave. In forcella si perde quota per aggirare delle roccette e si sale il pendio che porta in vetta. In discesa si traversa in cresta, imboccando sulla destra  il secondo canalone. Bella sciata su pendenze ideali. Dove si intuisce che la neve sta per scarseggiare, si traversa nel canale di salita.

Dettagli: dislivello 900 metri circa, orientamento nord, difficoltà BSA. Bella gita, da rimandare ormai al prossimo inverno. Se la strada provinciale della Val Dogna fosse chiusa, partenza obbligatoria dalla Saisera  e salita più conveniente lungo la via normale dal Grego. Al rientro sosta raccomandata alla locanda dell’Orso. Etilometros saràn che nou no sarìn!

008

~ di calcarea su aprile 15, 2014.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: