Itinerario delle malghe

Malga di Claupa

L’itinerario proposto si sviluppa nella porzione centro-orientale del massiccio montuoso centrale della Carnia comprendente i monti Arvenis, Dauda, Tamai e Zoncolan (Alpi Tolmezzine). Il percorso si sviluppa lungo strade e sentieri piuttosto noti e frequentati dagli appassionati. Altrettanto conosciuti e apprezzati sono i paesaggi che esso regala, alternando visuali sulle principali cime del Friuli e sulle innumerevoli verdi conche che ospitano malghe ed alpeggi. Ma divertenti e piacevoli risultano essere anche i frequenti tratti immersi nelle tipiche faggete di media montagna, caratterizzate da un’incredibile variabilità di colori nel periodo autunnale.

La partenza è posta in corrispondenza del complesso termale di Arta Terme. Un po’ per pista ciclabile ed un po’ per strada statale si procede verso nord, fino a raggiungere la frazione di Noiaris di Sutrio. Dalla piccola piazza del paese si diparte sulla sinistra una stradina che in poco diventerà sterrata e che ci condurrà fino a M.ga Dauda. La salita oppone le pendenze più significative nella sua prima parte e regala invece alcuni tratti di recupero più a monte. Il fondo, recentemente sistemato, è molto scorrevole. Giunti in prossimità di M.ga Dauda il panorama si apre in direzione N ed E. Attraversato il ‘tamer’ della casera e oltrepassata la staccionata che lo cinge, sulla sx si imbocca una traccia di sentiero che attraversa in direzione S i prati a monte della casera stessa. Sulla dx, invece, la strada sterrata prosegue direttamente verso M.ga Meleit e permetterebbe di accorciare il tragitto seppur ‘tagliando’ la parte più panoramica dello stesso.

https://calcarea.files.wordpress.com/2010/09/meleit-013.jpg

Il sentiero succitato permette l’attraversamento del versante E del M.te Dauda. Esso è molto piacevole e facilmente percorribile in sella fino ad un cambio di direzione netto verso dx e all’attraversamento di una piccola radura erbosa. Da qui la traccia, sempre ben evidente, procede nel bosco di faggio opponendo alcuni tratti faticosamente ciclabili a causa della pendenza e del fondo scivoloso per il fogliame. Si risale spingendo per qualche breve tratto fino a raggiungere la cresta S del M.te Dauda, in corrispondenza della punta del Cavollat. D’improvviso, si nota un netto cambio di paesaggio con aperture verso S. In basso si scorge Forca Navantes, successiva mèta del nostro itinerario.

Con la bici in spalla si affrontano 5’ scarsi di risalita fino a connettersi con una vecchia mulattiera di guerra che seguiremo verso dx e che ci permetterà di risalire tutta la cresta S del monte. La mulattiera, dalle pendenze regolari e non eccessive, è sempre ciclabile offrendo così la possibilità di godere di quello che senza ombra di dubbio è il tratto paesaggisticamente più emozionante del tragitto. La vista si apre alternativamente sia verso W che E, spaziando dalle Dolomiti Friulane alle Alpi Giulie. Giunti ad un bivio proprio sotto la cima del M.te Dauda (5’ a piedi) si prende a scendere lungo un divertente ma mai banale sentiero che passando per la diroccata C.ra Chias di sopra alta ci porta a forcella Meleit e da qui per sterrata alla omonima malga.

Malga Meleit_2-1

Poco sopra la malga (tabellone in legno) riprende il bellissimo sentiero che con dei saliscendi lungo il versante SE del M.te Arvenis ci porterà a M.ga di Claupa. Innestatisi alla strada sterrata in direzione S, alla successiva forcella la abbandoneremo subito per intraprendere il sentiero CAI 165 che scende a Val di Lauco. Come descritto in un recentissimo post di Calcarea, il sentiero risulta essere inizialmente poco ciclabile, ma in breve diventa ben percorribile in sella (a meno di alcuni tornantini stretti che possono obbligare a scendere), fino ad essere piuttosto scorrevole verso il suo termine. Saremo depositati sui dolci declivi erbosi di Val di Lauco. Attraversata la stradina asfaltata seguiremo le indicazioni per il sentiero Ivano Cimenti. Il sentiero, anch’esso descritto in precedenti post, permetterà di scendere abbastanza agevolmente fino alla frazione di Vinaio. A questo punto è doveroso segnalare come da M.ga Dauda a Vinaio siano stati percorsi quasi ininterrottamente circa 15 km di sentiero! Non è certo cosa di poco conto ed è sicuramente apprezzata dal biker!!

sardegna 2013 020

Da Vinaio si procede su asfalto verso N e, poco dopo aver oltrepassato il torrente Pichions, si sale su sterrata verso Runchia immersi in una magnifica faggeta. Dagli stavoli di Runchia la salita risulta solo parzialmente ciclabile a causa della pendenza e del fondo, ma dopo poco ci si immette sulla sterrata che scende da Dolacis che seguiremo verso dx. Attraversate le borgate di Pesmulet, Uerpa e Vas, prenderemo la sterrata che con pendenze a prova di ribaltamento ci porterà nei pressi di M.ga Corce. Procedendo verso F.ca Navantes e alzando lo sguardo verso monte alla nostra sx potremmo scorgere la punta del Cavollat sulla quale ci trovavamo qualche ora prima. Abbandonata la strada principale che scende verso Curiedi e saliti brevemente alla forcella stessa le fatiche si possono dichiarare concluse.

Malga di Corce-1

Siamo pronti quindi per chiudere l’anello ma soprattutto per toglierci alla grande la fame e la voglia di buttarci giù lungo un autentico bijou! Per lasciare la sorpresa e per stimolare a provare ‘con le proprie ruote’ il sentiero non sarà volutamente descritto, ma si riporteranno solo le informazioni necessarie per seguirlo. Dunque, dalla forcella tenendo sempre la dx si scende su mulattiera per 1 km giusto. Poi, poco prima di una presa dell’acquedotto si svolta a sx ma dopo 100 m giusti, ad una piega verso dx, si prosegue dritti nel bosco apparentemente senza traccia (solo apparentemente!). Dopo 600 m si giunge alla radura dello stavolo Neveragn, si segue la steccionata e dopo altri 100 m ad un bivio con frecce sugli alberi si prende a sx. Dopo 100 m ancora si svolta a dx e da qui la traccia è unica e immancabile. Ad ognuno il piacere di giudicare!!

image description

Terminato il sentiero e guadato su ponticello il Rio Sovrais si risale blandamente su sterrata fino a Fielis. Qui ci sono due possibilità per scendere verso il punto di arrivo. La prima è quella di percorrere il Troi di Fielis (CAI 157) che dalla borgata di Vit scende nel bosco con alcuni tratti impegnativi e difficilmente ciclabili verso il fondo (scalini). Esso ci depositerà direttamente al campo sportivo di Arta. In alternativa, ed è il caso qui descritto, si può scendere a valle lungo il Troi di Zui passando per la Pieve di San Pietro. Dalla piazzetta del paese si tiene la destra raggiungendo in breve il cimitero. Dietro di esso (E) parte una scorrevole mulattiera che scende nel bosco fino ad incrociare un tornante della strada asfaltata. Dopo 20 m di asfalto si svolta a sx per raggiungere la località Cougnes. Il centro ‘Polse di Cougnes’ sorge nelle vicinanze della Pieve di San Pietro ed esso è punto di riferimento per alcune attività tra le quali: Centro di Astronomia con osservatorio, Biblioteca storica, Centro di Pittura delle Icone Ortodosse, Centro ecumenico con scuola di scampanatori, Eremo ricavato in un vecchio fienile, Orto Botanico nominato ‘Giardino dei Semplici’, etc.

Polse di Cougnes_2
Proseguendo, si giungerà in breve al cospetto della Pieve di San Pietro in Carnia, la più antica delle 11 pievi storiche della Carnia. L’attuale edificio risale al 1312, ma esistono documentazioni della presenza della chiesa cattedrale a partire dall’800. Tenendo la chiesa sulla propria sx si scende lungo un piacevolissimo sentiero su erba e successivamente su sottobosco che ci porterà ad incrociare una prima volta la strada asfaltata che sale da Zuglio. Da qui si consiglia di seguire in discesa l’asfalto per due tornanti. In uscita dal secondo di questi, sinistrorso, si riprende il Troi di Zui in esterno curva oltre il guard rail. Il sentiero procede nel bosco con ulteriori tagli della strada asfaltata. Esso alterna alcuni tratti più veloci ad altri più lenti ed impegnativi a causa della presenza di pietre smosse, ma si può percorrere praticamente sempre in sella. Scesi in corrispondenza dell’argine del Rio di Bueda, si tiene la sinistra per raggiungere la pista ciclabile che ci riporterà in breve al complesso termale di Arta dal quale siamo partiti.

Dettagli: sviluppo 45 km ca.; dislivello 2100 m ca.; tempo di percorrenza orientativo 4-6 h (compresi i tratti a piedi); ciclabilità su sviluppo 90-95%.

Alberto

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~ di calcarea su novembre 15, 2013.

7 Risposte to “Itinerario delle malghe”

  1. Ciao,mi descrivi meglio il sentiero da malga meleit a malga claupa. Presenta particolari difficoltà o è interamente ciclabile.Lo devo fare con una front e nel senso inverso (claupa verso meleit). Grazie

  2. Ciao Sara, la percorribilità del sentiero tra Claupa e Meleit è sostanzialmente totale (agevolmente anche con una front). Non l’ho ancora percorso questa primavera, per cui l’incognita potrebbe essere rappresentata da eventuali smottamenti o crolli di alberi causati dall’inverno particolarmante nevoso. A partire da Claupa troverai in successione: discesa-salita-discesa-piano. Alcuni tratti di salita sono abbastanza ripidi e con fondo di pietre smosse, le discese sono abbastanza agevoli ed in alcuni tratti piuttosto scorrevoli. Spero di esserti stato utile. Ciao

  3. Ciao complimenti per il giro volevo chiederti se avevi postato la traccia gps da qualche parte cosi da scaricarla.

    • Ciao Simone, mi dispiace ma non avevo con me il gps per poter registrare la traccia. Se comunque possiedi la cartina topografica edita da Tabacco (fogli 09 e 013) il percorso proposto è facilmente individuabile.

  4. Ok grazie ugualmente la prossima settimana andrò a farlo!ciao ciao

  5. Oggi ho fatto una bella scorpacciata all mountain.Dò alcuni dettagli sul percorso sperando di fare cosa gradita a chi vuole cimentarsi nell’impresa. Da Arta Terme fino alla parte bassa del Cavollat tutto OK poi ,quando il panorama comincia ad aprirsi ,la vegetazione un po’ alta e diversi alberi caduti sul sentiero riducono la percorribilità.Dalla mulattiera alla Malga Meleit tutto bene.Cosi anche da quest’ultima fino a Malga Claupa.Il sentiero CAI 165 risulta anch’esso invaso dall’erba alta nella parte alta e nella parte bassa è fangoso e rovinato dal passaggio di animali da pascolo ma comunque è percorribile.Il Cimenti e interrotto da qualche grosso albero caduto che ci induce diverse volte a scavalcare l’ostacolo.Da Vinaio a Navantes tutto bene.Ho avuto un po’ di difficoltà a trovare gli Stavoli Niveragne ma grazie a un GPS scaricato da un famoso sito per appassionati dal nome”TROI DES TERMES” ho raggiunto lo scopo.Discesa fino a Fielis bellissima ho fatto la variante più tecnica.Qui ho fatto una variazione all’itinerario e non sono sceso per il ”TROI DI ZUI” che avevo già fatto in diverse occasioni ma per il già succitato ”TROI DES TERMES” molto appagante e molto scalinato!La ciclabilità totale è di qualche punto più bassa ma il percorso ed il panorama offerto sono entusiasmanti.Il periodo migliore per fare questo giro,intemperie permettendo, è quello tardo autunnale.Cosi , almeno la vegetazione, è più rada.MANDI

    • Ciao Simone, grazie per le preziose informazioni sull’attuale percorribilità dell’itinerario. Ad ogni modo, ciò che dici è corretto: sarebbe auspicabile percorrerlo in autunno (o neve residua permettendo anche in maggio) quando la vegetazione non è rigogliosa ed il transito con le bikes è più agevole. Mandi!

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