Napoleonica

Scesi verso il litorale in cerca di asciutto e di nuovi tiri da provare avvista,  abbiamo deciso di fare una capatina in uno dei pochi settori della Napo che non avevo mai visitato (la guida alpina sì, ovviamente…):  Vedetta Italia. Giunti sotto la parete non ci è parsa granchè, quindi ci siamo spostati verso destra attratti dall’ evidente lavagnone punteggiato da due file regolari di chiodi a pressione.

Evidente a tutti, anche dalla strada, fuorchè ai compilatori di guide! Infatti, inspiegabilmente visto la bellezza delle vie , questo impressionante scudo bianco grigio perfettamente verticale non è recensito  nè su “Arrampicare senza confini” di Svab e compagni  nè sull’ultima nata di Versante Sud, ovviamente (se non puoi copiare, non incolli!).

napo 001

Sul paretone giallo, per la verità, non ci sono delle vie percorribili  in stile moderno e si dovrebbe ricorrere a nostalgiche riscoperte di staffe, fifi e affini. Ma sull’avancorpo di sinistra luccicano sei tiri magnifici, di roccia perfetta e non consumata,  che è un peccato mortale non vengano pubblicizzati anche al di fuori della cerchia di affezionati della Napoleonica. La richiodatura sembra abbastanza  recente e ben posizionata (primi spit un po’ altini), ma le vie portano ancora le tracce di un’eroica antica frequentazione  (chiodi, cunei di legno marciti).

E la Napo è sempre un posto speciale, con roccia perfetta, interessante anche dove è unta, e quel giro di gente dedita alle più svariate attività, dal cazzeggio al più alto cimento atletico, che sono  una perfetta rappresentazione dello spirito di una città unica e dei suoi inconfondibili abitanti.

Si accede alla parete in 5 minuti dalla strada Napoleonica, salendo all’inizio per roccette e poi per traccia un po’ incerta, poco prima di un piccolo settore di tiri facili (di fronte allo scavalcamento per andare ai “Canarini”).

Una volta tanto, dopo l’iniziale perplessità, abbiamo riscoperto il piacere di scalare senza  conoscere la difficoltà delle vie. Chi volesse condividere questa anacronistica esperienza può  interrompere qui la lettura. Per gli altri, ecco l’elenco delle vie da sinistra a destra:

1) Spigolo del Cristo 20 mt, 6a+ ***

2) JCM   20 mt, 6c/c+ ****

3) Tonsai  20 mt, ? (non l’abbiamo provata, sembra durella )

4)  La ruggine del Cristo, 22 mt, 6b+/c  ****

5)  Una storia sbagliata PPP , 25 mt  6b+ ****

6) nome non leggibile, 25mt , 6c+ **** (ultimi spit  in comune con 5)

 

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~ di calcarea su novembre 11, 2013.

10 Risposte to “Napoleonica”

  1. Usa Ctrl+C copia e Ctrl+V incolla

  2. Tonsai è sul 7b. Un altro bel posto dimenticato in Napo è il piccolo cotolengo, la torre davanti alla traversata classica. Richiodato di recente, anche questo non è presente nella guida di versante sud

    • Abbiamo visto le catene nuove al Cottolengo, però non ci ricordiamo come ci si arriva. Una volta ci si calava, ma non abbiamo trovato gli ancoraggi. Ce lo spieghi? Inoltre: è vero che al Cotto hanno aggiunto anche vie nuove? Ciao e grazie

  3. caro doc, visita sacrificale anche da parte mia sotto tortura dell’accademico Florit. Concordo con le tue impressioni…very good!
    eugenio

  4. Si potrebbe sempre realizzare una guida ai settori nascosti, sarebbe bello potessero coesistere più guide sul friuli invece di volerne fare una con tutto, o criticare le mancanze al “lavoro” o “non lavoro” di altri, perchè in ogni caso non si riuscirebbe visto che qualcosa lo si dimenticherebbe e soprattutto ogni anno si aggiungono falesie e nuovi tiri dalla carnia alla costa triestina.
    Questo è solo un mio pensiero….

    • Non male come idea. La frecciatina sulla guida (il libro, non Attilio) non riguardava per la verità la mancanza di questo settore. Se credono, gli autori sono liberi di escludere falesie o settori. Però se fai un nuovo prodotto dovresti almeno correggere gli errori dei precedenti, non ti pare? Esempio: il 1 novembre siamo tornati in Crinale, con tutte e due le guide in mano. In quella edita da Sidarta alcune metrature sono sbagliate (dove scrive 40 metri è sempre 32-33), così come è inesatto lo schizzo che riguarda gli ultimi tre tiri, da “Sivio Vaffanculo” in poi. Non ci crederai, ma sulla nuovissima guida di Versante sud i metri e lo schizzo sono invariati. Da qui il riferimento al copia-incolla. Ci si lamentava tanto di Ingo, ma almeno lui faceva i sopralluoghi nelle falesie che pubblicava…

      • Di ingo non mi permetto di dire nulla, in fondo ha fatto un grande lavoro secondo me…ha fatto i sopralluoghi nelle falesie, ha provato i tiri e prima di lui non c’ erano guide, quindi si è smazzato non poco. Per me un bel 8 di voto ci sta, ovviamente tutto è migliorabile, sicuramente qualcosa l’ ha sbagliata, ma se non c’ era lui sarebbe uscita una guida del Friuli in quegli anni?
        Della guida edita versante sud non so molto, non l’ ho nemmeno vista in libreria tantomeno sfogliata….sarebbe bello cercare di dare una mano al redattore che ha fatto “copia incolla” segnalare mancanze ed errori tipo quello della metratura e gli altri eventuali così che si possa correggere schizzi, gradi, metratura ed altro. Per una questione patrica: rifare una guida riveduta e corretta richiede molto tempo, dare le indicazioni per implementare e correggere una guida già esistente, uscita da poco ( quindi aggiornata, forse mi sbaglio) non è così dispendioso, fra un annetto facciamo uscire una riedizione più precisa. Così ne guadegnerebbero tutti, altrimenti se continuiamo con le frecciate e le sparate a 0 non ne usciamo.
        Ribadisco io la vedo così perchè l’ arrampicata secondo me deve unire piuttosto che dividere fra bravi, cattivi, forti e non, carnici, friulani, triestini ed italiani….chi più ne ha più ne metta.

  5. Salve a tutti vorrei darvi alcune info sul piccolo cottolengo che negli ultimi anni cerco di tenere in ordine. Attualmente le vie sono 11. A breve sul mio sito(enricomosetti.tumblr.com – scusate per la pubblicità:)) metteró disegno nuovo con tutti i tiri,nomi e gradi. Per la discesa sto pensando di attrezzarne una piu semplice. I tiri erano originariamente 5(presenti sulla guida “arrampicare senza confini”) nel 2011 Carlo Gasparini chiodó altri 4 tiri(6a,6c,7b,6c+), meno di un mese fa ho chiodato un tiro a lui dedicato(ancora da liberare, pregeherei chi si recasse in questo settore di non provarlo perchè ci terrei particolarmente a fare la prima libera, è il tiro evidente sulla colata rossa); lo stesso giorno è stato chiodato un altro tiro nuovo, non ancora liberato.

  6. Aggiungo che anche i tiri da voi scalati sono in parte opera di Carlo Gasparini e Daniel Miklus sempre del 2011 e i gradi da voi proposti sono gli stessi suggeriti dagli apritori, piccola curiosità JCM sta per jesus christ masterfix.

  7. Le vie in questione sono state spittate da Carlo Gasparini un po’ di anni fa.
    Anche a piccolo cottolengo si sono aggiunte delle vie nuove (Enrico Mosetti) e da che ne so ci si cala dall’alto dalla catena del Trasloco almeno che Enrico non abbia aggiunto o modificato la sosta di calata.

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