Diagonale Francese

15Kerlouan2

Per non cadere in inutili tentazioni quest’anno lasciamo imbrago e corda a casa e carichiamo in camper, incastrati tra pannolini e giochi da spiaggia, due crash-pad. La meta, a ben 1800 km da Tolmezzo, è la Bretagna; le tappe per raggiungerla e rientrare molte. La prima ci è suggerita, come spesso accade, da un articolo di Pareti. Si tratta di Foppiano, un alpeggio a circa 1200 m di altitudine in Val d’Ossola. Ci accolgono un bellissimo prato e una fresca fontana al limitare di un bosco di faggi e aceri rossi dove già si intravedono invitanti massi di gness grigio.

1+Furymon Foppiano

Complice un recente raduno troviamo come si dice la pappa pronta: la guida al vicino bar, sentieri ben evidenti, massi puliti e spiazzi dove pigne e aghi sono stati rastrellati. Si tratta per quel che mi riguarda di cimentarsi in una  attività quasi sconosciuta per cui nutro un non giustificabile scetticismo; per Gino invece si tratta di un ritorno al sassismo dopo qualche anno. Ci ripromettiamo di essere cauti sebbene la cosa strida con questo sport e comunque da subito ci divertiamo e l’entusiasmo non viene a mancare.
Proseguiamo il viaggio con un fuori programma dettato dalle non buone previsioni metereolgiche ma facilitato dal viaggiare in camper. Ci rechiamo ad Annot un paese nelle Alpi dell’Alta Provenza famoso per il gress.

4Annot

Qui oltre a noti settori di monotiri,  salendo per una forestale in mezzo al bosco visitiamo numerosi settori di bellissimi massi di arenaria. Naturalmente scegliamo il più comodo e nonostante le frequenti piogge riusciamo a scorazzare e a consumarci la pelle. E’ piacevole notare come ancor più che in falesia il grado sia talmente indicativo da perdere di peso e liberare la mente da pregiudizi o aspettative; si comincia allora a girovagare, scegliere un possibile riscaldo e poi individuare una bella linea e poi provare e ancora provare e magari non alzarsi da terra oppure con soddisfazione indovinare la sequenza giusta hee hop…sono su; è tutto nuovo, divertente e bisogna obbligarsi a darsi il turno non senza qualche malumore!

5Bacalaurèat Annot

La meta successiva è Ailefroide: siamo tra i 1500 e i 1800 m d’altitudine sotto la catena degli Ecrins. Spettacolo: un parco incorniciato da ghiacciai, couloirs, pareti, torrenti e prati. La montagna offre un panorama incantevole e accoglie indulgente una folla variegata di frequentatori. C’è spazio per tutti e ognuno può mettere in mostra il meglio o peggio di sé. Ci si imbatte così nel vecchio alpinista che con lo zaino rattoppato da cui pendono i ramponi e spunta la piccozza mira dritto a un ghiacciaio senza guardare in faccia nessuno, oppure nel giovane boulderista a petto nudo e in infradito che vede bene di fare ripetute nel sasso più vicino al parcheggio o al bar.

8++ecrins

E poi ancora alpinisti su multipitch, falesisti, ciclisti, gente che si allena per corse in montagna, famiglie che passeggiano…c’è posto per tutti. Purtroppo pochi i buolder per genitori con bimbo piccolo, per cui dopo tre giorni proseguiamo il nostro viaggio.

10proue2Ailefroide

Dopo una sosta nei pressi di Lione per un saluto ai parenti emigrati in Francia puntiamo dritti all’estremo nord ovest. L’arrivo in Bretagna si annuncia in modo originale con degli adesivi attaccati alle auto di quella che scopriremo essere la Bigoudène: una stilizzata bambina con cappello a cilindro e sorriso sgargiante che con un’astuta operazione di marketing sta diventando la mascotte della Bretagna.

12Kerlouan (2)

Seguono le ortensie, viola e blu ce n’è ovunque e vengono usate anche come siepi. La campagna è coltivata per lo più con ortaggi e domina sull’edilizia da turismo che a parte qualche gité rural e diversi campeggi non è per niente sviluppata. Infine, ma non per importanza, arriva maestoso e immenso l’oceano con le sue notevoli mareee.

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Siamo a Kerlouan, un piccolo paese di pescatori. In riva all’oceano antichi rifugi incastonati nella roccia, i cui abitanti fin dal 1600 sorvegliavano la costa dando l’allarme in caso di attacchi da parte di navi inglesi o olandesi. La spiaggia alterna una sabbia a grana medio-grossa a fili d’erba dorati da cui spesso sbucano conigli selvatici; i massi sbucano ovunque e per evitare di non dar loro il giusto merito lascio che siano le foto a parlare della loro bellezza.

27Meneham

Il meteo è piuttosto impegnativo: veniamo sferzati per un giorno intero da un vento reso ancora più aggressivo dalla sabbia che solleva e ci svegliamo il giorno dopo in una coltre di nebbia. Assistiamo a piogge improvvise e per fortuna ci godiamo anche qualche giorno di sole. Solo alcuni locali temprati fanno il bagno, noi non toglieremo mai la maglia.

16Kerlouan3

A parte una famiglia di olandesi e qualche francese non incontriamo tanti boluderisti. L’impressione è comunque di un’arrampicata esigente e selettiva. Si passa da boulder semplici quasi banali a passaggi molto duri dove le prese sembrano mancare. Mancano le mezze misure. La roccia è ricoperta da quarzi di varie misure ed ha l’effetto sulla pelle di una carta vetrata a grana grossa. Senza i pantaloni lunghi dopo un paio di ribaltamenti caviglie e ginocchia piangono per le abrasioni.

20C'est tassè Sec. Ty Caillou Kerlouan

A qualche decina di chilometri visitiamo la famosa Costa del Granito Rosa di Poumanac’h. C’è da restare a bocca aperta e purtroppo anche asciutta. I massi si presentano come sculture di forma e colore straordinari, ma l’alta frequentazione di turisti e i cartelli che proibiscono di uscire dai camminamenti ci impediscono di scalarli.

59Ploumanac'h3+

Ne identifichiamo alcuni fotografati in riviste, gradati e riportati su guide, ma è difficile scavalcare i paletti ed in caso di ammonimenti avanzare la scusa di non capire la lingua visto che i cartelli riportano il disegno di un’orma sbarrata. Il suggerimento è di evitare l’alta stagione o quantomeno le ore centrali, visto che in Bretagna d’estate il sole cala alle 22.30. Cerchiamo di placare la fame che ci è venuta dalle passeggiate a Ploumanac’h recandoci a Trégastel, distante un paio di chilometri. Scaliamo tranquilli nell’isola dei conigli evitando di attardarci e rimanere isolati dalla marea.

54Spiaggia di  Tregastel

Con l’imbarazzo di un po’ di pubblico scaliamo anche in un altro settore, frequentato da bagnanti curiosi ma per fortuna discreti.
Cominciamo il viaggio di ritorno. Ci fermiamo nella mitica Fontainebleau dove l’esperienza e la disponibilità di Max, Paola e del piccolo Alessandro ci permettono di passare una delle giornate più divertenti. Niente a che vedere con i paesaggi bretoni, ci ritroviamo tuttavia in un vero parco giochi e sembra di tornare bambini: i boulder sono tantissimi, bellissimi e comodissimi. Stimolano la fantasia e facilitano l’aggregazione. Ce n’è per tutti i gusti.

60La MarieRose Bleau

Dopo questo assaggio capisco il mio iniziale scetticismo per questa attività: nelle nostre vicinanze mancano zone boulder o che almeno assomiglino lontanamente a Fontainebleau per cui senza spostarsi un po’ è impossibile capire la bellezza di questa attività. Non possiamo che riprometterci di tornare.

66Zillergrund2

Rientriamo attraversando la Germania. L’ultima tappa è Zillertal. Risaliamo la Zillergrund per scoprire che quella che Gino ricordava essere una zona poco frequentata ora è un settore boulder che ospita molti giovani entusiasti. Il meteo ci è avverso e solo per un giorno rubiamo qualche passaggio ai massi di granito della valle.

67Zillergrund

Rientriamo la domenica e il lunedì andiamo entrambi dall’osteopata consapevoli che nonostante la voglia di girare e l’entusiasmo nel provare nuovi passaggi quello che ci manca per praticare questa attività sono qualche anno di meno e un fisico più elastico che permetta di evitare contratture e stiramenti vari!
Resteranno per sempre nei nostri occhi i paesaggi bretoni così al di fuori dal nostro quotidiano per la loro selvaggia bellezza.

46L'Ile aux Lapins (31)

Mariangela , Gino e Mattia

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~ di calcarea su agosto 25, 2013.

Una Risposta to “Diagonale Francese”

  1. Bello ben scritto e ben fotografato …..Mattia molto fotogenico !

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