Dal Rifugio Giaf alla Mauria

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Si raggiunge il Passo della Mauria dal Rifugio Giaf  con percorso quasi obbligato, almeno in bicicletta. Rimane da decidere in che senso percorrere il sentiero CAI 341  . Ma anche in questo la decisione era scontata: il consiglio di Alberto si è rivelato quello giusto.

Però da buon roc carnico d.o.c. ho pensato di metterci comunque qualcosa di mio e, senza chiedere ulteriori delucidazioni, ho deciso di farla un po’ più lunga, sperando di sfruttare al meglio le caratteristiche altimetriche del tracciato. L’obiettivo era fare due belle discese senza dover spingere troppo il mezzo in salita.

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Così, dopo una salita al Rifugio Giaf (partendo dal solito parcheggio di Chiandarens) che mi ha fatto meditare sull’inesorabilità dell’anagrafe e bestemmiare per il ghiaino cosparso sulla ripida sede stradale, mi sono goduto una entusiasmante discesa (una delle più belle della Carnia, vi assicuro) ma, giunto sul greto del torrente Fossiana, invece di risalire bici in spalla, ho seguito la pista diretta a valle (verso Nuoitas) che, con qualche guado e un divertente tratto finale lungo l'”Anello di Forni” di mtb, mi ha riportato al parcheggio.

Da qui ho ripreso a salire lungo la Statale e dopo 5 km abbondanti ho raggiunto il Passo Mauria, dove dopo una sosta ristoratrice mi sono avviato in piano verso l’imbocco del sentiero, alla fine del piazzale con i caratteristici vecchi paracarri.

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Il sentiero inizia con un’ampia traccia regolare, ben pedalabile in leggera ascesa. Salivo con soddisfazione pregustando l’inizio della discesa, che stentava a profilarsi. Alla fine, di vera e propria discesa, ce n’è per la verità ben poca. Quasi tutto il sentiero è un saliscendi abbastanza scomodo, interrotto da radici, roccette e ghiaie che frammentano la pedalata. Si scende un milione di volte e, in un’ occasione, è consigliabile molta attenzione nel portare la bici in spalla lungo un’esile traccia di ghiaia infida e ripida.

Alla fine, in vista del rio Fossiana , qualche bella curva neanche tanto facile e due picchiate in diagonale si fanno ben, ma quante maledizioni preventive! Probabilmente sarebbe stato meglio proseguire sul sentiero anche dopo la prima parte, una volta raggiunto l’ampio greto del torrente, senza scendere a valle una prima volta.  Ma così non mi sarei goduto la veloce discesa verso Nuoitas, che ho replicato  volentieri.

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In ogni caso, non perdetevi la discesa che dal Rifugio Giaf porta al Torrente . Poi vedete voi se scendere rapidamente lungo la pista e i guadi o proseguire per sentiero. Chi ritenesse troppo breve il giro, può aggiungerci qualche divagazione dalla Mauria verso Stabie e Lorenzaso oppure raggiungendo  il ricovero del Monte Miaron, su pista con altri 500 mt di dislivello!

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Dettagli: sviluppo meno di 20 Km (finita la pila…) , dislivello poco più di 800 metri, ciclabilità 90% minima, asfalto 6 Km.

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~ di calcarea su agosto 11, 2013.

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