Da Malga Zoufplan a Cleulis, discesa entusiasmante.

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Difficile trovare un modo migliore per iniziare la stagione delle escursioni esplorative! Questo anello è uno dei giri più belli e completi della regione, almeno tra quelli che ho percorso di persona. Come molti altri, proprio nella zona Sutrio-Ravascletto, prevede una salita lunga con un dislivello impegnativo e pendenze mai severe ma, soprattutto, una fantastica e varia discesa interamente ciclabile e mai proibitiva tecnicamente.

Un bel grazie a Gaetano, che in tre giorni si è fatto il tracciato due volte: la prima per un primo assaggio e la seconda, oggi, per il piacere di condividere con altri questa magnifica scoperta. Per la verità la discesa da Malga Zoufplan Bassa a Cleulis mi era stata segnalata alcuni anni fa dai bikers tolmezzini (Igor, Ampelio).  Ero stato a vedermela  a piedi ma mi era sembrata discontinua. Invece, vi assicuro, è uno degli anelli che non potete perdervi!

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Descrizione: parcheggiata l’auto al Campo Sportivo di Cercivento, si sale in paese fino ad imboccare la strada con le indicazioni per il Monte Tenchia. La salita, che gli appassionati di mtb ben conoscono, si svolge per i primi 11 km su asfalto, nel bosco di conifere. Si esce dal bosco tra i prati dell’incantevole Plan das Strìes  per affrontare l’ultimo breve tratto di salita su sterrato con buon fondo. Giunti al bivio sotto gli orrendi ripetitori, si tiene la destra in discesa per raggiungere la Malga Zoufplan bassa. Può essere utile, prima di arrivare alla malga, dare uno sguardo al prato che dovremo percorrere in discesa: soprattutto per individuare il gruppo di abeti che lo chiude verso sud est, dove il sentiero diventerà più evidente.

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L’inizio della discesa è un po’ vago. Costeggiando a sud il laghetto della malga si imbocca una traccia non evidentissima di carrareccia, quasi completamente nascosta dall’erba. Si scende con diagonali e ampi tornanti costeggiando dei mucchi di sassi accatastati, che lasciamo sulla sinistra. Avvicinandosi agli abeti che delimitano il prato, cerchiamo di puntare a  un mucchio di sassi con ometto.

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Si entra nel bosco e la discesa è subito entusiasmante: bei diagonali e tornanti non troppo stretti. Quando ci si sta prendendo gusto, si sbuca sui prati che circondano i ruderi di tre vecchi stavoli in abbandono. Qui la traccia è quasi completamente invasa dall’erba. In sella o a piedi si scende lasciando a sinistra i ruderi. Ben presto una tabella indicante “Ramazas” e una croce in legno ci vengono in aiuto: poco dopo  si rientra nel bosco e  il sentiero è torna ad essere  evidente.

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 Dopo numerosi tornanti, si  superano con lungo diagonale due piccoli stavoli ristrutturati e si giunge infine a uno spiazzo asfaltato. Dopo 50 metri di discesa, si gira a destra di nuovo su traccia erbosa, seguendo le tabelle che indicano la località di Ramazas e Cercivento.

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Questo tratto della discesa ha un fondo perfetto che invita alle picchiate mozzafiato. Raggiunta un cappella in una radura erbosa che sembra uscita da un libro di favole, inizia la sezione di mulattiera selciata, che vi auguriamo di percorrere con l’asciutto (oggi era perfetta). Nonostante il fondo lastricato, si procede spediti tenendo la destra e si  raggiunge ben presto una pista sterrata che sale dalla indispensabile passerella costruita con chissà quale finalità sul But.

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Breve salita, discesa, poi ancora una breve risalita, finchè si giunge a uno spiazzo con tabella e bivio. Noi saliamo sulla destra una ampia carrareccia fino alla sua prima curva netta a destra. Qui si stacca in discesa (primi metri ripidi) un bellissimo single trak in saliscendi che, come una ciliegina sulla torta, ci deposita sui prati di  Cercivento (se volete, all’ultimo bivio invece di seguire il segno CAI, girate in discesa seguendo una staccionata).

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Dettagli: sviluppo circa 23 Km, dislivello totale di salita 1140 metri. Ciclabilità quasi totale, asfalto 40 %.Percorribile anche nei mesi più caldi, ammesso che esistano, perchè la salita è ombreggiata dal bosco.

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~ di calcarea su giugno 13, 2013.

7 Risposte to “Da Malga Zoufplan a Cleulis, discesa entusiasmante.”

  1. Per i frequentatori della Panoramica ed amanti delle ‘discese al limite’ segnalo il sentiero CAI 151 che da casera Crostis scende a Tualis. Ciclabilità 95%, si suddivide in due tratti: il primo da dietro l’edificio di casera Crostis scende ripido nei prati e incrocia la strada asfaltata che sale da Tualis al tornante di quota 1627. Dopo duecento metri di asfalto in discesa sulla sinistra inizia il secondo tratto, quasi tutto nel bosco, che letteralmente piomba a Tualis subito prima di Piazza Giro d’Italia. Super!

  2. Bellissima discesa, per aumentare la sofferenza l’ho imboccata in alto, dalla vetta dello Zoufplan scendendo sul pratone fino alla malga.
    Purtroppo da qui in poi l’erba in questo periodo è altissima. Sono dovuto scendere praticamente alla cieca seguendo una traccia gps 😉 fino all’ingresso nel bosco. Idem nella zona del rudere dello stavolo.
    Comunque il resto è veramente niente male.

    • Esiste una variante ancor più bella che avevo perlustrato a piedi qualche anno fa, lasciandola perdere per via degli schianti.Ho sentito che un gruppo di bikers tolmezzini ci sono finiti per caso proprio per l’erba alta, che li ha fatti sbagliare in prossimità dei casolari diroccati; sembrerebbe attualmente tutta ciclabile. Si stacca verso destra alla fine dei prati e attraversa un ruscelletto. Termina sulla lastricata di Ramazas nei pressi dello stavolo con la fontana rotonda. La trovi come mulattiera sulla guida tabacco. Penso che andrò a farci un giro…ciao!

      • Ho presente, la stavo imboccando pure io, poi il gps mi ha avvisato.
        Una persona che le ha fatte entrambi mi ha detto che preferisce la prima… ma si sai, son gusti personali. L’unico modo per decidere e provarle tutte e due. Ciao

      • Confermo la ciclabilità della variante che si prende mantenendosi alti sui prati (quasi impraticabili, con ortiche alte e piante spinose)con i casolari diroccati per poi attraversare il ruscelletto, la discesa sarebbe molto bella se non fosse interrotta continuamente da rami e schianti, alle volte traccia non evidentissima e tratti piuttosto ripidi con molta foglia e pietre smosse non visibili.

      • Ho percorso la suddetta variante martedì 23 luglio e pur confermandone la bellezza confermo anche numerosi alberi di traverso che tolgono continuità. Inoltre il fondo a tratti è abbonantemente ricoperto di fogliame chenon facilita nei tornanti più stretti. Peccato perchè sarebbe una bellisssima discesa.

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