Marzo Aprile 2013

buinz 2013 029

Qualche notizia dal mondo dell’arrampicata carnica, penalizzato dalle solite  infatuazioni sciistiche di stagione e dal maltempo, che piùche  di stagione è endemico.  Poche per la verità anche le segnalazioni di novità, sia nel campo della chiodatura che in quello delle realizzazioni personali, che vengono ricordate in questo blog, mi preme sottolineare,  per piacere di cronaca e per apprezzamento personale.

MariangelaPinkeremo

Foto Gino

La  prima  riguarda ancora una volta Mariangela, che con “PinkEremo” ha salito il suo primo 7c+ nella falesia di Braulins, dove Gino ha ripetuto “Mungitopo”, 8a.

rossa 3

Nei piovosissimi ultimi due mesi la Parete Rossa di Somplago, che ha il conglomerato più asciutto della zona, ha registrato un notevole aumento della frequentazione. Oltre ai soliti abituè, si son visti con una certa assiduità gli udinesi Stefano, Alberto e Paolo e i bisiacchi Max e Paola, che hanno ripetuto una buona parte dei 7c/c+ della falesia. Jasna ha chiuso in pochi tentativi uno dei 7a della zona grigia.

cima di mezzo 2013 e ratece 006

Con l’avvento, anche se  non metereologico, della primavera, è ricominciata la frequentazione di Verzegnis, della  Parete Bianca e soprattutto del Masso Bonsai (dell’Inceneritore), dove hanno fatto la loro comparsa oltre a un gruppetto di climbers del Comelico e a Ciano “Cadena” e ai suoi adepti, anche dei nuovi segni di magnesio color  arcobaleno, che sembra siano la “nuova frontiera” dell’odioso bollinamento delle prese, adatto anche ai daltonici e ai meno svegli. Dicono sia questione di giorni, invece, per la commercializzazione di  un’ applicazione  per iphone e  per android, che  reciterà  “viva voce” o con auricolare  tutta la sequenza di appigli e appoggi di una via, recuperi e smagnesate inclusi. Si può scegliere il doppiatore: Alberto Lupo o Claudia Cardinale. I più giovani forse avrebbero preferito Fabri Fibra….

buinz 2013 039

Restando nel campo dei nuovi cromatismi, viene segnalata a Illegio, falesia sempre molto gradita agli scalatori di tutte le capacità e i palati, la presenza di uno strano “arrampicatore “, vestito interamente dello stesso giallo che distingueva un tempo uno dei più assidui frequentatori di queste rocce.

ragno

Si son visti in Parete Rossa una decina di giorni fa due climbers abbastanza atipici: piuttosto discreti e silenziosi, non hanno sparlato di altri scalatori, non si son lamentati nè della chiodatura nè della roccia, non hanno sgradato le vie nè bollinato le prese. Hanno ammesso candidamente di allenarsi e di essere in forma. Mangiavano un po’ di tutto, ma se ne sono andati portandosi via anche le cicche e il nastro per le dita, anzichè lasciarli,  come si usa, in terra. Qualcuno li riconosce nella foto qui sotto?

barbie 006

foto Teresa

Per finire alcune raccomandazioni: occhio alle zecche, segnalate un po’ dappertutto. Attenzione anche alla quota delle acque fluviali; nel dubbio portarsi un salvagente, almeno per la falesia di Cavazzo. E, in attesa che i soliti fessi cambino le fettucce o i cordoni dei rinvii fissi presenti (in particolare all’Inceneritore e in Parete Bianca), vi suggeriamo di non fidarvi troppo a volarci sopra, se non dopo averne verificato lo stato di conservazione.

Tere in vetta al Masso Bonsai

Tere in vetta al Masso Bonsai

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~ di calcarea su maggio 5, 2013.

7 Risposte to “Marzo Aprile 2013”

  1. Non m’intendo di bollinature per arrampicata (pur intuendo la tua implicita scomunica a chi li pratica, che condivido se non altro per spirito ambientalista), ma forse non è male l’arcobaleno! Giusto stamattina ho dato un bella pacca sulla spalla di un amico che proprio quella spalla ha fracassato cadendo durante una gara di corsa in montagna, anche perché le bandierine che segnavano il percorso (non sempre su sentiero) erano fucsia: per lui non è che una sfumatura di grigio, quindi le bandierine scomparivano sullo sfondo della roccia croata… Il daltonismo è problematico per chi frequenta la montagna!
    Il ragno è bellissimo e molto cool, a piazzarsi sul viola che lo valorizza..

  2. grazie per la condivisione di articoli e foto dello ‘zio Gianni’ (e di Teresa) che fanno entrare nelle emozioni della neve e della montagna in generale, e grazie anche a Daniela per i suoi ‘artistici’ racconti ! buona settimana = )

  3. A proposito di rinvii fissi: ma perchè si utilizzano? Credo per facilitare l’ascesa al meschino arrampicatore.
    Fin qui va bene.
    Peccato che col tempo si deteriorano, rischiando di aprire o tagliare parzialmente (o in casi rari totalmente) la corda.

    Ad esempio:
    _________________________________________________________
    The victim of the accident in Switzerland was a good friend of mine and I also was involved as Mammut employee in the research and testing. Looking at some of the comments, it seems to me, that a couple more dead climbers are needed that all of you get this:

    So for dummies again:
    1. there are thousends of this dangerous biners out on the rock right now which can cause a cut rope after very short falls
    2. according to my experience, it’s not really possible to check the draws during climbing
    3. steel biners would just postpone the problem for a couple of years
    4. steel biners and regular inspection would be a solution, but this “solution” is not happening right now and I don’t see it happen in the near futur looking how climbers are organized.
    5. so the only solution right now is NOT to use perma draws, even it’s not “practical”
    _________________________________________________________

    Visto che non è l’unico caso e anche a un friulano si è aperta (non totalmente tagliata) la corda in Slovenia a causa di un fisso, mi chiedo: ma ne vale veramente la pena?

    Mi sono ripromesso di cambiare i fissi su Rue e su Così vicino così lontano. Sono orribili, a rischio rottura, vecchi e malandati. Non l’ho ancora fatto. Stavo per comprarli e fare il lavoro. Perchè mettere su un rinvio usato e vecchio non serve a niente, siamo punto e a capo. Poi però ci ho pensato: ma servono?
    Chi prova la via, se li mette. Fine.

    L’unico motivo valido per mettere i fissi è la forte inclinazione. Pensare solo di togliere i rinvii a Cavazzo e grottone di Osp, giusto per citarne due, è impensabile. Dopo la seconda volta se ne esce matti. Provare per credere.
    Allora qui hanno un senso.
    Ma in parete bianca? Somplago? Villa?

    Lo scopo è facilitare.

    Però il risultato è: si mette la corda in pezzi di ferro malmessi che quantomeno consumano malamente la calza della corda.

    Chiaramente se tutti sostituissero i fissi le cose andrebbero meglio, ma di fatto, non è così.

    Per me quindi: togliere il più possibile dove non servono.

    E magari chiedo al Chen se posso toglierli (e non sostituirli) su Così vicino Così lontano.

    O no? Idee?

    • Ciao Alberto. Personalmente, da chiodatore, considero il rinvio fisso un sistema per non dover cambiare la posizione di un ancoraggio, che è stato messo un po’ troppo alto durante l’attrezzatura della via. Mi capita spesso di accorgermi, scalando, che la scelta fatta stando appeso sulla corda (fissa o mulinette) all’epoca della chiodatura, è sbagliata. Cerco, nella maggior parte dei casi, di spostare il fix, specie se l’errore non è solo in altezza, ma anche storto a destra o sinistra. Dove si tratta solo di 20 cm in più, a volte ci caccio un cordone. Se invece sto provando un tiro, lascio su qualche rinvio fisso per non dover fare sempre un primo tentativo svantaggiato. Ma poi li tolgo. O meglio: a volte, come in Cjarandes, li ho lasciati perchè ho pensato che fosse giusto che anche gli altri provassero la via con quell’agevolazione. In conclusione: gran parte dei rinvii fissi potrebbero tranquillamente venir tolti. In alcuni casi (ad es. “Dentone” o “Incoerenza” al Masso e altri 2 in Parete Bianca-non ricordo i nomi), si dovrebbe spostare il fix.

      • Il cordone a me sembra un ottimo compromesso: facile da mettere e togliere, ce l’hanno tutti (o lo si procura facilmente), si cambia facilmente. Moglio di un fisso sicuramente, se è necessario.
        Il fatto di lasciare su i rinvii per un periodo mentre si prova una via non lo considero un male. Diventa male -secondo me- se rimangono in loco per anni, se sono chiusi con un maillon che non si apre più e magari con un moschettone che fa schifo.

        Il giorno che decidi di mettere mano al Bonsai, fischia che vengo a darti una mano.

  4. Concordo pienamente sui temi espressi, ma a volte mi chiedo se non dovrebbe essere ogni arrampicatore a valutare la bontà degli ancoraggi scegliendo se usarli o se è meglio toglierli e usare i propri. Anche perchè spesso, io compreso, non si fa questo lavoro solo per pigrizia.

  5. Il problema sono proprio i fissi!
    Il maillon spesso e volentieri non si apre. L’unica soluzione rimarrebbe mettere un rinvio sul moschettone o sul maillon stesso.
    Che è forse anche peggio: i rinvii e tutta la catena non sono fatti per lavorare acciaio su acciaio.

    Ammetto però che ci sia anche la pigrizia 🙂

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