I Coladòrs del Col Gentile

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Fareste un po’ di fatica ad invogliare un escursionista estivo descrivendogli a parole i Coladòrs del Col Gentile. Poco più di un  ghiaione che si apre  da  una forcella quasi indistinguibile nella  lunga cresta che collega il Monte Veltri a ovest a una cima che a est si staglia nitida da fondo valle,  ma che di gentile sembra avere ben poco.

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Dalla prima nevicata “bassa” fino a primavera inoltrata i Coladors attirano lo sguardo dello scialpinista come la marmellata con le mosche. E’ praticamente impossibile, dal Ponte Avons in su fin quasi a Enemonzo, non gettarci uno sguardo indagatore e porsi i soliti due interrogativi cruciali:  c’è abbastanza neve quest’anno? sono già svalangati?

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Come per altre decine di mete nella conca tolmezzina e oltre, ero stato sui Coladòrs qualche anno fa con la solita guida infallibile, Gjate. Dalla forca di Pani lungo il sentiero CAI n. 235 fino alla forcella e poi in cima al Col, con lunga traversata altalenante. Ma da quando ci siamo appassionati allo scialpinismo e abbiamo cominciato ad emozionarci come bambini alle descrizioni delle sciate alla nostra portata (o supposte tali),  questa è rimasta saldamente nei posti alti della classifica dei sogni. Come liberarsene, del resto, con quella striscia bianca che ammicca da lontano già dalle prime case di Villa Santina?

Ho chiesto in giro: gli ultimi pareri , di due anni fa, di Sergio e Fabiano, confermavano l’impressione di una bella sciata. Che si deve fare, prima o poi. Unica incognita: la condizione della neve.  E l’approccio fastidioso nel bosco, lungo o al margine del rio Chiarzò, per evitare le ingombranti briglie costruite un po’ di anni fa.

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Alla fine mercoledì siamo partiti, di buon ora temendo un’ improbabile schiarita mattutina che avrebbe allentato molto presto la neve, quest’anno più abbondante che mai. Le valanghe, che sappiamo essere una delle minacce della gita e, nella miglore delle ipotesi, un disturbo alla continuità della sciata, erano già ben visibili da fondo valle.

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La schiarita non c’è stata, ma avrebbe cambiato ben poco. La neve, non ancora trasformata, si è rivelata crostosa in buona parte dell’itinerario. Il fondo era compatto solo sulle  scanalature provocate dalle slavine, negli ultimi cento metri prima della forcella. Qui la pendenza comincia ad essere interessante o,  per punti di vista, preoccupante. In salita abbiamo tolto gli sci e nelle prossime settimane, se dovesse tornare il sereno con relative rigelate notturne, un  paio di ramponi potrebbero anche essere utili.

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In ogni caso, la nostra impressione è stata di una sciata potenzialmente magnifica, se affrontata con neve primaverile trasformata e nelle primissime ore della giornata. L’accesso è molto comodo, lungo una pista ampia che permette di tornare sciando al punto di partenza. In quota, inoltre, si offrono anche delle possibili varianti più ripide lungo i pendii appena a est dei Coladòrs.

Descrizione: si parcheggia l’auto al tornante sopra la Chiesetta di Pani (in auto da Raveo o da Fresis, strade sgombre dalla neve), a fianco di uno degli incantevoli stavoli della località (panchine e fontana). Si segue, lungo lo steccato a monte della costruzione, una pista che punta decisamente verso il Rio. Lungo quest’ultimo, prima sulla sinistra e poi sulla destra orografica, si evitano comodamente le briglie e si raggiunge l’ampio catino ai piedi dei Coladòrs.

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Si può salire lungo uno dei due canali divisi da un boschetto. Dove si congiungono, continuare a sinistra delle rocce in direzione della forcella che dal basso pare molto esile ( a destra delle rocce le possibili varianti apparentemente più ardite).  Giunti in forcella con una facile obliquo a sinistra, si può volendo percorrere la cresta fino alla cima del Monte Veltri. In discesa conviene tenere la direzione del canale di destra, più ampio, che promette una sciata deliziosa. Dove si restringe, seguire il fondo del rio che subito dopo si allarga e conduce alla pista percorsa in salita.

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Dettagli: dislivello 850 mt circa, orientamento sud est. Difficoltà BSA, pericolo come da bollettino (indispensabili condizioni di stabiltà e orario mattutino). Quota neve attualmente dal parcheggio.

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~ di calcarea su aprile 5, 2013.

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