Scialpinistica del Monte Amariana

7 tratto di cresta

Mercoledì Bruno mi scrive che giovedì si sarebbe aperta una finestra di bel tempo e, considerato  l’innevamento eccezionale per la stagione,  propone la “ciliegina” Amariana, versante nord. Nell’immediato penso: è matto, io non la farò mai.

 Poi pian piano la voglia di vedere il versante nord innevato e di provare questo itinerario non compreso nelle classiche guide di scialpinismo comincia a farsi strada.   Faccio un ultimo tentativo (peraltro molto labile) per far cambiare la meta della giornata, ma non riuscendo a convincere nessuno la decisione oramai è presa. Monte Amariana. La montagna “dei tolmezzini”.

discesa vetta

Dopo una nottata un po’ agitata, pensando al ripido canale attrezzato, alla cresta finale e alle difficoltà dell’uscita nel suo complesso, finalmente si parte.

Fra le case, nella parte alta dell’abitato di Illegio (quota 596 m), inizia una stradina che si lascia dopo 100 m, uscendo a sinistra e dirigendosi in salita verso Sud Est. Dopo una radura ci si inoltra nel bosco che si risale rapidamente a serpentina. Dopo circa una ventina di minuti la neve è sufficiente per calzare gli sci. Con un lungo traverso verso sud si giunge al Ricovero Cimenti-Floreanini (quota 1070 m) e, poco dopo, al bivio del sentiero CAI n° 445.
Da qui una pista forestale pianeggiante porta alla Località Pradut (quota 1061 m). Lasciata la strada si prende a destra, dove inizia la lunga salita nel Bosco Grande.

1 bosco grande

Qui la salita comincia a farsi difficoltosa: fondo duro e circa 10-15 cm di neve caduta nei giorni precedenti, ma abbiamo degli ottimi sherpa, o “apritori” di traccia, da Brega a Bunny a Cristian. Io me ne sto buono dietro, faccio foto e penso a come sarà fuori dal bosco. Dopo una serie di tornanti, seguendo dove possibile il percorso estivo, questo conduce al Vallone del versante Nord del Monte Amariana.

Nuova immagine

Qui l’ambiente cambia, finisce il bosco e cominciano i “bastioni” rocciosi dell’Amariana. Cominciamo a risalire il conoide che precede il tratto attrezzato. Ovviamente il cordino del tratto attrezzato non si vede, ma si intuisce la via di salita. Il sentiero si fa ripido e calziamo i ramponi. Si comincia a salire, e dopo una ventina di metri raggiungiamo il tratto attrezzato (liberato il cordino metallico).

4 inizio tratto attrezzato

Proseguiamo quindi in direzione nord, per il ripido sentiero con mughi sepolti dalla neve e su salti rocciosi. Ci guardiamo dietro, la vista sottostante è suggestiva. Arriviamo quindi all’ aerea cresta: un attimo di indugio, calziamo gli sci, ma solo per un breve tratto.

5 canalino

Il fondo è duro ed è troppo esposto. Decidiamo quindi di calzare nuovamente i ramponi, per proseguire lungo la cresta che conduce in vetta del Monte Amariana. La cresta offre un panorama mozzafiato, con vista grandiosa sulla conca di Tolmezzo.

8 cresta

Ci sono degli amici che ci stanno seguendo da casa con binocolo e addirittura macchina fotografica. E’ fatta, siamo in vetta (quota 1905 m) dove si trova la statua della Madonna della Carnia, di cui  spunta solo la testa. Incredibile.

11 vetta

Dopo le foto di vetta, l’adrenalina comincia a crescere in vista della discesa. Con molta calma affrontiamo le prime curve, percorrendo sci ai piedi la cresta. Quindi scendiamo il canalino di risalita che presenta un manto nevoso in condizioni ideali. E’ ripido, ma con la giusta attenzione scendiamo uno alla volta. Arriviamo alla fine del canalino e in breve al tratto di bosco che ci riserva una serie di curve su farina tra le migliori della stagione.

3 vista verso illegio

E’ alla fine del bosco, quando si tratta di ripellare per tornare al Cimenti, che Brega tira fuori la grappetta gelosamente custodita per festeggiare quello che per noi era un sogno che si è avverato. Volgiamo un ultimo sguardo alla montagna dei tolmezzini, che oggi  sentiamo ancora più “nostra”.

Dettagli: dislivello 1350 metri circa, difficoltà OSA (tratti alpinistici), pericolo 2, orientamento nord. Partecipanti: Andrea, Bruno, Luca, Cristian, Ale ….. e Red (!)

10 ultimi metri alla cima

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~ di calcarea su aprile 1, 2013.

8 Risposte to “Scialpinistica del Monte Amariana”

  1. Complimentoni!!
    ..Ricordo qualche anno fa, un 8 dicembre dalle condizioni di neve “immonde” (forse era il 2009) che io e altri 2 arrancavamo nella neve sotto al tratto attrezzato mentre in alto c’era chi affrontava la cresta finale sci ai piedi… Il “solito” Celso 🙂
    Inoltre la normale da S è stata scesa con gli sci dal compianto amico Andrea Cargnelutti. Ricordo ancora la sua disarmante modestia mentre mi raccontava la suddetta discesa. Come dire, con gli sci si va ovunque, basta avere la mente aperta e pensare alternative ai soliti percorsi!

  2. Bella impresa e belle immagini che mi hanno ricordato il lontano inverno del 1986 quando, salendo sotto il non lieve peso di sci Rossigol Roc e attacchi Marker da scialpinismo, ho pensato di tutto ma mai avrei immaginato che questo percorso sarebbe divenuto così “popolare”.
    E’ veramente incredibile l’innevamento della cima: il 29 gennaio 2009 (eccezionale anno di neve), per esempio, della Madonna era coperto solo parte del piedistallo.

  3. Complimenti, davvero. E grazie per le emozioni trasmesse, che le foto rendono ancor più vive. Rilancio l’articolo su Carnia.La. Una curiosità: chi fu il primo a sciarla e quando? (anche nell’altro versante). Quanti hanno poi ripetuto nel tempo ascesa e discesa con gli sci? Grazie

    • La prima discesa nota è di Luciano De Crignis, nella primavera 1985, che scese dalla cima direttamente per il canalone nord;
      la prima discesa per il sentiero attrezzato Cimenti, con deviazione verso il canalone nord nella parte bassa, è del sottoscritto in data 22 febbraio 1986;
      sempre del sottoscritto è la probabile prima discesa dalla via normale da sud est di data 29 gennaio 2009, seguito a un mese di distanza da Andrea Cargnelutti.
      Anche Celso Craighero, oltre ad aver ripetuto varie volte il sentiero Cimenti, deve aver percorso in prima discesa una via a sud.

  4. […] Qui la prosecuzione del racconto sul blog Calcarea. […]

  5. Immagini splendide che suscitano ammirazione e anche invidia verso gli autori di simile impresa. Complimenti anche per le belle immagini che avete avuto la pazienza di riportare…a valle. Un plauso e bravo a tutti e …un bell’osso all’amico a 4 zampe presente nelle foto. Ancora complimenti . Gianni

  6. Congratulations cari amici!
    Mi hanno parecchio emozionato le immagini ed il racconto della vostra impresa…anche per che’ qui Oltremanica la montagna piu’ alta supera a malapena lo Strabut quanto a dislivello!
    P.S. Ce biel cjan! Esal di Brega, Bunny o Pacio? E sore dut…cui ca gli ha insegnat a scia’ cussi’ ben?!?
    Mandi fantaz!

    Un abbraccio,
    Ale Cop

  7. ciao ale cop. il cane è di pacio, e avrà imparato dal padrone…forse… un abbraccio dalla carnia (non aggiungo altro per non alimentare ulteriori polemiche….), ale benz

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