Portonàt (mt. 1860) – Creta Grauzaria

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Chissà perchè nessuno parla mai della scialpinistica del Portonàt? Perchè, vista la quota altimetrica e gli inverni poco nevosi,  si deve camminare un po’ con gli  sci nello zaino? Perchè ha un nome repulsivo? Perchè, obiettivamente, senza la neve questo canale non ispira sensazioni di amenità e  non è, come si usa dire di questi tempi, tra un “in qualche modo” e “alla fine della fiera”, SOLARE !?!

Per noi che ieri lo abbiamo sciato per la prima volta, accogliendo il suggerimento di un grande conoscitore locale, questo interrogativo rimane un vero mistero. E, se possibile, con questo resoconto e qualche foto, cercheremo di sfatarlo.

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Son stato tante volte in Portonàt senza la neve , ma quasi sempre ho avuto la fortuna di percorrerlo solo in discesa. Ricordo un anno in cui, scesi dalla via Simonetti alla “Sfinge”, Giorc dovette rifarselo il giorno dopo perchè proprio in forcella, complice la solita pipata, dimenticò gli occhiali. Non lo invidiai. Ma la neve trasforma il paesaggio in modo sorprendente e questa gita è stata per me una delle migliori della stagione, non solo per l’ambiente maestoso, ma anche per l’ottima neve che ci ha accolti.

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Partiti sci in spalla dal solito parcheggio abbiamo camminato lungo il sentiero CAI , direzione Rifugio Grauzaria, per una quindicina di minuti, all’incirca fino alla sorgente d’acqua. Nel boschetto che la segue, si mettono gli sci e l’innevamento è buono già dai ruderi di casera Flop.

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Si segue in tracciato estivo fino al rio che precede di poco il promontorio sul quale è accovacciato il Rifugio. Si continua sul fondo del rio per poi uscire a sinistra e con qualche curva più ripida raggiungere l’imbocco del canale vero e proprio, al cospetto del profilo della Sfinge.

Giunti sotto un promontorio roccioso, ci siamo chiesti se costeggiarlo verso sinistra o aggirarlo a destra. Non del tutto sicuri che le due varianti si ricongiungessero, abbiamo tolto dallo zaino la cartina per controllare. Purtroppo la cartina Tabacco riguardava il tarvisiano, così abbiamo deciso di andare a destra, dove la pendenza e quindi l’eventuale rischio di muovere qualcosa di poco piacevole ci sembravano minori.

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Ma la Grauzaria  aveva deciso di farci giocare al gatto con topo, o meglio al Gjate col topo, illudendoci che alla fine saremmo sbucati verso sinistra nell’ampio catino che conduce al Portonàt. Così per almeno 200 metri di dislivello abbiamo combattuto con una quantità indescrivibile di neve (impossibile salire a piedi), facendo milioni di curve strette prima di arrenderci all’evidenza: si andava a finire contro le rocce. Tolte le pelli, con un po’ di apprensione ci siamo decisi a scendere, su pendenza non proprio scolastica ma con neve morbida ben sciabile.

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Giunti alla biforcazione, abbiamo deciso di rimettere le pelli e provare a raggiungere davvero il Portonàt. Per fortuna la neve nel canale principale era dura, ripulita dal vento, con piccolo  strato di farina recente ancora presente a tratti. Così nonostante la faticata nel canalino, alla fine abbiamo raggiunto la sella, superando le due ultime balze un po’ più ripide.

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Ma il bello della giornata ci aspettava in discesa: il canale è lungo, ampio,  con  neve  quasi perfetta, ma a momenti  la visibilità risultava un po’ falsata,  tipica delle giornate nuvolose. In uscita, dirimpetto al Rifugio, lo strato di neve farinosa un po’ appesantita ci ha costretto a una fatica supplementare. Con qualche ampia curva abbiamo raggiunto il rio e poi, balinando tra gli avvallamenti e i mughi che costeggiano il sentiero, casera Flop e il boschetto dove abbiamo tolto gli sci. Camminata conclusiva rilassante. Grande giornata.

Dettagli: dislivello al Portonàt 1100 metri, difficoltà BS, pericolo 2, orientamento est.

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~ di calcarea su marzo 28, 2013.

Una Risposta to “Portonàt (mt. 1860) – Creta Grauzaria”

  1. Il canalino di destra che avete intrapreso, e ridisceso, poco oltre metà canalone e all’altezza dello spigolo NO della cima principale, è quello seguito dalla via estiva e culmina sul, molto evocativo, Pas da li Striis. Toponimo coniato lì per lì da un valligiano anni fa, quando, in un giorno di nebbia, si era convinto caparbiamente di aver raggiunto il Portonat, scontrandosi duramente con il parere del socio. Una provvidenziale e improvvisa schiarita mise fine, per fortuna, alla furibonda e degenerante discussione.
    Ma la Grauzaria (o La Crete per noi di Muec) è femmina, e dunque imprevedibile e capricciosa …
    Mandi.

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