Collasso

collasso deserto

“Conosco vari tipi di Collasso, ma non questo”. E’ una risposta che ho ricevuto, parlando di questo bel saggio con chi non l’aveva ancora letto. “Collasso” evoca immediatamente uno stato fisico umano, una condizione ai limiti dell’irreparabile. Eppure  non è un saggio di medicina interna, bensì una raccolta di argute e interessanti osservazioni su svariate società del passato, vissute in epoche e luoghi diversi, ma unite da un unico destino: sono tutte scomparse, e per propria mano.

Titolo forte dunque, tanto più visto il sottotitolo:  “come le società scelgono di vivere o morire”. Eppure non è un testo angoscioso, non si compiace di toni apocalittici. In questo, l’approccio scientifico dell’autore è garanzia di una certa serenità di toni, anche quando i contenuti fanno ribaltare il lettore dalla sedia.

collasso copertina
Condizioni di partenza differenti, ma scelte collettive analoghe: questo emerge dalla carrellata di storie, una più affascinante dell’altra, narrate da Diamond. Dagli abitanti dell’isola di Pasqua ai vichinghi, al genocidio in Ruanda, alle ipotesi per il futuro, temi fortissimi narrati con tono godibile, in maniera piacevole (qualche volta si dilunga un po’ sui metodi della ricerca, ma è sufficiente saltare capoverso e si recupera il filo della narrazione), eppure con approccio rigoroso, e conducono il lettore a comprendere la lezione da solo.

Assunto del saggio: sono cinque le ragioni di scomparsa di molte civiltà del passato più o meno antico, e quelle condizioni si stanno ripresentando anche oggi. Per dire: gli abitanti dell’isola di Pasqua hanno deforestato fino alla morte la loro isola e si sono estinti. Perché tagliare gli alberi rende il terreno sterile, impedisce agli arbusti di radicarsi, espone all’erosione eccetera. Vivendo su un’isola lontana da qualsiasi  costa, non potevano trovare rifugio altrove. Quando noi avremo deforestato in maniera irreversibile (ossia fino al punto da non garantire più la sostenibilità per un numero di abitanti in crescita incontrollata), potremo forse trovare rifugio altrove?

collasso mohai

Siamo  in tempo per recuperare le giuste priorità? Ci sono esempi virtuosi, come quello dell’Islanda, i cui abitanti sono da sempre consapevoli di dipendere in maniera diretta e immediata dalla loro capacità di integrarsi con l’ambiente e di preservarlo. Sanno che preservare quella terra difficile è la condizione unica e sola della loro sopravvivenza. Per loro un errore sarebbe stato immediatamente fatale.

La società globale sembra crogiolarsi nella possibilità di rimandare l’azione, di delegare le generazioni future a trovare la soluzione dei problemi, di evitare di stravolgere le proprie abitudini (consumi, sprechi). Bene, questa è una delle 5 ragioni, comuni a tutte le società analizzate da Diamond, che le ha portate al Collasso. La nostra aggravante? Noi conosciamo gli errori di chi ci ha preceduto, eppure ricalchiamo le loro orme.

collasso islanda
Volume consistente, a volte un po’ troppo dettagliato, ma è possibile scegliere cosa leggere, passare al capoverso successivo, affrontare una sezione alla volta, senza fretta, perché i vari capitoli sono storie a sé stanti, affascinanti. Un testo che andrebbe letto nelle scuole e nelle università.

Controcorrente, faccio quel che in una recensione non si dovrebbe fare e svelo le ultime frasi del libro: “Abbiamo dunque l’opportunità di imparare dagli errori commessi da popoli distanti da noi nel tempo e nello spazio. Nessun’altra società del passato ha mai avuto questo privilegio. Ho scritto questo libro nella speranza che un numero sufficiente di noi scelga di approfittarne.”

Collasso – come le società scelgono di vivere o morire
Jared Diamond, ed. Einaudi

Daniela

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~ di calcarea su febbraio 24, 2013.

4 Risposte to “Collasso”

  1. Un grande libro senza dubbio. Il capitolo sui vichinghi in Groenlandia vale da solo l’acquisto del libro. Una storia affascinante ed emblematica di come la mancanza di capacità di adattamento possa portare una società all’annientamento.
    Dello stesso autore consiglio caldamente “Armi, acciaio e malattie – Breve storia degli ultimi tredicimila anni” (titolo originale Guns, germs and steel – The fates of human societies) un saggio del 1997 edito il italia da Einaudi.

  2. Interessante!
    Mi permetto di aggiungere una cosa: che spetta ad azioni individuali risolvere il problema. Non possiamo aspettare azioni che vengono dall’alto della politica o dell’economia. Per loro la strada attuale è quella giusta.
    Non è vero che non possiamo fare niente.
    Possiamo fare molto ogni giorno.
    In molti molti modi estremamente pragmatici.
    Come?
    Mi permetto di consigliarvi un libro, che parte da un esperimento, per approdare a scelte di vita individuali.
    Un anno a impatto zero di Colin Beavan.
    Non è la solita pappa pesantissima sui temi ecologici, è molto godibile e presenta una lettura scorrevolissima.
    Saluti,
    Nicola

    • condivido l’importanza di non deresponsabilizzarci. Ogni nostro gesto è importante di per sé, per il messaggio che lancia intorno a sé e per l’esempio ce contribuisce a modificare l’opinione collettiva. Mi segno il titolo del libro che consigli.. Ciao

  3. io spero che il momento di recessione economica che stiamo vivendo, in relazione a quanto sosteneva diamond e prima di lui thomas buckle, che i fattori ambientali hanno un’influenza sull’evoluzione dell’uomo, i nostri governanti, chi???? , puntino decisamente su un’istruzione, un’innovazione tecnologica, un’economia ,un’agricoltura e un’edilizia dove il risparmio energegetico sia primaro e la rincorsa a nuove forme d’energia subalterno. oggi accade il contraro e questo è ci porterà, a meno di calamità naturali o guerre, al collasso in base al primo principio termod. di conservazione dell’energia.
    W la paglia
    ada

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