Sotto il Ponte di Preone…..

Sino agli anni ’50 sotto il ponte di Preone  scorrevano le
acque limpide, pure e  abbondanti del Tagliamento.
Scorrevano, quasi cantando nel loro rumoreggiare, in rami che
ora si dividevano ora si ricongiungevano in un felice gioco nell’ampio
letto, come  il fotografo-farmacista di Enemonzo Antonelli ben ritrasse.
Dalla seconda metà degli anni ’50 sotto il ponte di Preone l’acqua
scomparve e rimasero solo i sassi e la ghiaia: un deserto.
L’acqua – tutta l’acqua del Tagliamento – se la sono portata via i
potenti della Sade con la benedizione dei governanti romani e locali
e la promessa di un radioso futuro per la Carnia, rivelatosi tanto
fallace da concretizzarsi invece in un robusto flusso migratorio, una
volta finiti i lavori. Hanno sostituito l’ampio alveo del Tagliamento con 80 km
di anguste e fredde gallerie convogliando in esse le sue acque, che hanno
trasformato in kilowattore portati via, altrove, attraverso lunghi ed
impattanti elettrodotti.
Quei tantissimi kw li hanno venduti incassando una quantità enorme di
denaro, facendo cadere l’obolo della carità nelle mani del Consorzio BIM.
In questi giorni sotto il ponte di Preone è tornato a scorrere …
qualche cosa. E’ una cosa strana, mai vista prima, di colore scuro,
densa da scorrere a fatica, non è acqua, no: è fango!
E’ il fango accumulatosi nel bacino di Sauris, che Edipower ha deciso
ed è stata autorizzata a rimuovere nel modo più vantaggioso per lei,
ma più dannoso per gli alvei e le falde a valle.
Dopo aver tolto tutta l’acqua agli alvei a valle desertificandoli, ora
Edipower restituisce loro non l’acqua, ma il fango!
Ma che razza di fango è? Che cosa contiene? A noi “pigmei carnici” non è dato sapere!
Edipower tratta il nostro territorio come una colonia di cui ha il
dominio assoluto. Ai suoi azionisti, la bresciana-milanese A2A, la
torinese-genovese-emiliana Iren, la trentina Dolomiti Energia, la
bolzanina Sel, della Carnia e del Friuli non interessa un bel niente,
tranne che sfruttare le nostre acque.
La Carnia e il Friuli non interessano neppure ai Sindaci di Brescia, di
Milano, di Torino, di Genova, di Parma, di Piacenza, di Reggio Emilia,
ai Presidenti delle Province Autonome di Trento e di Bolzano, tutti
proprietari delle società azioniste di Edipower: a costoro – siano
di sinistra o di destra – interessa solo che le loro municipalizzate
facciano un redditizio business con le nostre acque.
Ma questi sono “foresti”. Ciò che è ancora più grave ed inaccettabile
è che i nostri “sorestanz” non si oppongano a questo uso coloniale
del  territorio, pur disponendo di una statuto di Autonomia
Speciale.
Che ci sta a fare l’Ente Tutela Pesca, mantenuto
dai pescatori, se riduce il tutto alla compensazione delle semine in
un rapporto di vergognosa sudditanza verso i derivatori?
Che ci sta a fare l’Assessorato Regionale
all’Ambiente con i suoi strapagati dirigenti: chi e che cosa tutela?
Che ci sta a fare la commissione di Valutazione di
Impatto Ambientale (VIA), formata da dirigenti regionali e tecnici
– pure strapagati – se, forse su spinte politiche, danno “il via” ad
interventi di dubbia compatibilità ambientale con la foglia di fico di
“prescrizioni” non sempre credibili?
Ora Edipower ed i nostri “sorestanz” ci regalano il fango dell’invaso
di Sauris, poi ci regaleranno quello dell’invaso di Verzegnis. Così
faciliteranno “il via” al pompaggio dal lago di Cavazzo dicendo che
in quest’ultimo non affluiranno fanghi dai  bacini superiori, perché
ripuliti. Fanghi che un tecnico di Edipower definisce “limo, un prodotto
naturale legato al processo di disgelo dei ghiacciai”.
Già, “ghiacciai” inesistenti in Carnia! Già, “prodotto naturale”che
egli farebbe bene ad utilizzare nel suo giardino e non sprecare
riversandolo negli alvei!
Peccato per loro – e per il lago – che l’acqua sempre più o meno
torbida, continuerà a portare comunque fango nel lago che in 105-
120 anni sarà interrato, come dimostrato sia dalla perizia dell’ing.
Garzon, incaricato dai Comuni favorevoli al pompaggio, sia dallo
studio dell’ing. Franzil, vicino ai Comitati.
Infine una domandina semplice a Edipower e ai nostri
governanti regionali e locali:
L’enorme quantità di fango accumulatosi nel lago di Cavazzo in oltre 50 anni
di funzionamento della centrale di Somplago chi, dove e come si smaltirà?
Comitato per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento –Tolmezzo, via D’Avanzo, 9
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~ di calcarea su febbraio 11, 2013.

Una Risposta to “Sotto il Ponte di Preone…..”

  1. Lo stato di dissociazione dell’uomo dal luogo in cui vive, come fosse qualcosa che non lo riguarda, qualcosa che ha un prezzo, che può essere barattato con altro, è davvero incomprensibile. Siamo l’unica specie con il gene dell’autodistruzione.

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