Guide senza patente

guide 4

Due trafiletti comparsi tempo fa sulle riviste di arrampicata più vendute in Francia e in Italia  mi permettono uno sfogo a lungo rimurginato su una questione che apparentemente suona marginale e al massimo  accenderà  non più di un cerino in  uno degli angoli bui del mondo della scalata.

Scrive “Grimper” di Novembre 2012, sotto il titolo di “Ubaye, un sito depredato”: “Con la pubblicazione di una nuova Guida di JJ Rolland sulla scalata nella zona di Briancon, l’Associazione di Scalata di Ubay ha scoperto con sgradevole stupore la descrizione di una falesia ancora  in corso di attrezzatura nei pressi di Ubay. Conviene innanzitutto ricordare qual’è il meccanismo che permette di solito di sviluppare i siti di arrampicata. Il ricavato della vendita delle guide permette alle Associazioni di finanziare i nuovi lavori. Questa filiera funziona soprattutto a livello locale  grazie alla buona volontà di volontari riuniti in un Associazione. Il signor Rolland, guida alpina di Briancon, non è nè membro dell’associazione nè volontario per l’esecuzione dei lavori. Perchè vuole aprofittare del lavoro degli altri per un suo tornaconto personale? ecc…..”

Guida 1

Il secondo appiglio, grande come un secchio, me lo fornisce Emanuele Pellizzari che scrive a “Pareti” (numero di Dicembre 2012) una lettera dalla quale stralcio qualche passaggio : “Ho letto la sua recensione della guida teutonica sulla Spagna. Ogni qual volta vedo quelle guide fatte da stranieri su terra altrui, mi innervosisco. Non discuto se sia fatta bene. Trovo però offensivo per chi ha chiodato i siti che lo straniero di turno o un “non local” pubblichi la falesia a scopo di lucro, senza probabilmente dare in cambio non un soldino, ma almeno una sosta da sostituire. Questo discorso vale sia per chi fa guide sul lavoro altrui che per chi fotografa la guida raccattata in falesia con l’iphone da 600 euro. Le guide esistono perchè ci sono i tiri da scalare. I tiri esistono perchè ci sono i chiodatori. I chiodatori per attrezzare usano tempo, denaro e fatica loro. Fare una guida da straniero o da editore non locale è da aprofittatori….”

Pellizzari cita l’esempio di Aris Theodoroupolos, autore della guida di Kalymnos, che ha comprato solo da lui (Kinobi) 6000 euro di materiale da Aprile a Dicembre 2012, da destinare a chiodature e manutenzione. E conclude :…bello sarebbe sapere  da   una guida dove sono recensiti 20.000 ancoraggi, quanti poi verranno cambiati con gli introiti della guida stessa.”

Detto, ad onor del vero,  che il Direttore di Pareti fa ammenda e gli dà ragione, passo senz’altro allo sfogo personale.

guide 2

Anche in Friuli la colonizzazione mediatica dei siti di arrampicata è un fenomeno arcinoto. Ad eccezione della prima guida delle falesie di Alp, “I luoghi della libera”, edizioni Vivalda 1988, che per il Friuli venne curata dai chiodatori di allora, gli ancor giovani De Rovere, Gri, Bianchi e per la Venezia Giulia da “Archie” Varnerin, tutte le altre pubblicazioni succedutesi fino ad oggi sono state redatte da non chiodatori e  non locali. Con delle doverose precisazioni.

La seconda edizione della Guida di Alp venne realizzata da Andrea Gennari Daneri, attuale direttore di Pareti, al tempo chiodatore nel parmense, il quale contattò i chiodatori della zona e frequentò molte delle falesie recensite per sincerarsi “de visu” della corrispondenza con le informazioni ottenute.

Iniziò poi la dominazione “austriaca”,  con il diffondersi delle guide di Ingo Neumann (chiodatore a Warmbad e Finkenstein)  molto popolari a dispetto della qualità piuttosto scarsa delle informazioni e della grafica. Anche Ingo ha alcune attenuanti: prima di tutte, il vuoto lasciato da altri potenziali compilatori. Inoltre, ha sempre recensito di persona le falesie senza chiedere informazioni ai frequentatori o ai chiodatori, offrendo a questi ultimi (al sottoscritto, almeno) materiale per la manutenzione e accettando di non pubblicare determinate falesie (ad esempio, nel mio caso Cjarandes) e di includere nelle pubblicazioni un invito a non segnalare  con  i bollini di magnesio le vie. Meglio di niente…

guida 8

Da più di un anno si hanno notizie di una guida del Friuli che dovrebbe uscire per Versante Sud, redatta da un compilatore che vive nel pordenonese e non ha fornito alcun contributo concreto alla realizzazione delle falesie del resto del Friuli o della Venezia Giulia. Ma la guida, chissà perchè,  non riguarderà solo il pordenonese. Un anno fa mi ha contattato chiedendomi gentilmente  di fornirgli l’elenco delle vie da me chiodate nelle falesie di Avostanis, Val di Collina, Monte Croce, Illegio alta e bassa, Cjarandes, Villa Santina (Inceneritore, Madrabau, Villaverdon, Villanuova, Pilastro, Raveo alta) e Somplago (Parete Rossa e Bianca). Con lunghezza, nome, difficoltà, breve descrizione e possibilmente schizzo.

Gli ho risposto che mi pareva eccessivo, dopo aver chiodato tanti tiri per tutti , attendersi   che facessi anche questo lavoro, per suo esclusivo tornaconto. Poi mi sono chiesto: per quale motivo una persona decide di voler fare una guida di scalata di un territorio cui non appartiene?

Per il piacere di divulgare?

guida 7

Ma la divulgazione dell’arrampicata non si fa prima di tutto preparando il terreno dove praticarla? Eppoi, nell’era di internet, perchè non scegliere una divulgazione di sicuro  irrispettosa verso i chiodatori,  ma almeno facile, libera e gratuita come quella della rete?

C’entra allora il guadagno? O si tratta  più semplicemente di una questione di vanità? Ma a quel punto perchè non compilare una guida di scialpinismo o di escursionismo: i pendii e i sentieri sono sempre stati lì, sono di tutti.

Leggere il mio nome sulla copertina di un libro è sempre stato un sogno coltivato segretamente. Per un certo periodo di tempo, breve, ho anche pensato di provarci. A scrivere, intendo. Perchè farsi stampare una copertina sarebbe stato facile ma non gratificante….anche se c’è chi ha fatto il medico  passando solo dalla  tipografia! Ma mi son presto reso conto che non so scrivere come un libro meriterebbe di essere scritto, e letto. Così ho lasciato perdere, dedicandomi a coltivare altre vanità meno facilmente sbriciolabili.

Perchè in fondo resto convinto che non abbia senso pubblicare un disco senza averci scritto qualche pezzo o suonato dentro  almeno  lo  scacciapensieri.  O un libro dove non ci sia traccia del  proprio lavoro, manuale o letterario che sia.

Alla fine: questione di lesa maestà di qualche permaloso chiodatore o importante tema etico? In fondo chi attrezza le falesie rappresenta non più dell’ 1 % dei praticanti. Ma senza questa esigua minoranza, dove scalereste?

Per quel che riguarda la scalata in Carnia, spero  che possa  vedere la luce  una guida ben fatta, con belle foto e schizzi, realizzata  da chi conosce come pochi altri il mestiere e queste  pareti, che ha contribuito a offrire alla scalata di tutti. Chissà che questo auspicio non si avveri, un giorno o l’altro. Nel frattempo su questo blog vengono pubblicati degli aggiornamenti e nelle falesie le bacheche e i barattoli con foglietto, come i barilotti dei Sanbernardo, danno un po’ di conforto. Per il momento senza firma e copertina. Ma con la patente.

guida9

Annunci

~ di calcarea su gennaio 17, 2013.

9 Risposte to “Guide senza patente”

  1. … io un libro tuo anche lo leggerei = ) … come faccio con questi articoli di calcarea , sempre con piacere, …anche se non ci azzecco proprio con l’ arrampicata, ma sorridendo della vita e delle avventure che qui racconti !

  2. la faccio io la guida della Carnia! Conosco uno dei chiodatori! :))

    Battute a parte, è un argomento controverso. Solo un appunto: le montagne ed i sentieri son di tutti, ma anche le vie alla fine sono un bene pubblico, anche se il materiale è stato comprato da un singolo. Come tale la manutenzione è (sarebbe) a carico di tutti. Mi piace mantenere, per quanto riguarda le mie vie, il diritto di parola (che vale come quello di un azionista di maggioranza) nel caso la via sia richiodata o variata. Diciamo che fa parte di quelle regole non scritte che nella comunità alpinistica e arrampicatoria è bene attenersi. Un collega che la pensa un po’ diversamente reagì male quando venne pubblicato il suo settore “segreto” su un sito internet. Andò e semplicemente si riprese tutto il materiale, schiodando la falesia. Alle proteste dei praticanti disse semplicemente: le vie son di tutti, ma il materiale è mio, e me lo sono ripreso… Ora, se volete, richiodate voi.

  3. Tempo fa ho parlato con il ragazzo in questione e devo dire che non gli diedi ne ragione ne torto non sapendo che pensare.. effettivamente però il tuo discorso non fa una piega..

  4. Ti ha gabbato sul tempo! Se vuoi ora che sono disoccupato ti do una mano a schiodare tutto! Mica a gratis però!

  5. aspettiamo tutti una guida della carnia ben fatta ma soprattutto con delle belle foto: altro che Ingo in copertina!

  6. ma come!! non era alfeo??

  7. non male un bel primo piano di Alfeo!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: