“Zampe all’ aria” di Sandro Neri

neri libro

Ha un sottotitolo che più azzeccato non si poteva, questa autobiografia atipica di Sandro Neri, fortissimo scalatore bellunese molto conosciuto anche in Carnia e in Friuli.

Perchè “atipica”? Cominciamo subito a fare i difficili?
Di solito gli alpinisti scrivono e pubblicano  perchè hanno grandi   imprese da raccontare. In questo libro, invece, le salite più o meno rilevanti vengono descritte più come indispensabile corollario di un percorso....attenzione! quando vi imbattete in questa parola, di solito c’è un sermone o una vanità da svelare!

Ma il  percorso descritto da Sandro è quello meno roboante della sua vita e della sua passione, per la roccia, per le persone e gli affetti, per il lavoro e la poesia. Ed è un percorso nel quale si alternano, con un buon effetto  sul ritmo del lettore, felicità e delusioni. E sofferenza fisica, autentica. Quella legata ad un suo grave infortunio arrampicatorio occorsogli ad Erto pochi anni or sono.

Arrampicarnia 1986

Arrampicarnia 1986

La scrittura di Neri, pur meticolosa e coinvolgente (studi classici superiori e laurea)  non è  da Premio Campiello. Ma l’emozione che provoca nel  lettore, almeno in chi vi scrive questa recensione, meriterebbe più di un premio.

Anni fa Benigni, quando faceva in  una trasmissione di Arbore  il verso ad un generico “critico cinematografico”, concludeva sempre la sua gag declamando “il messaggio” contenuto nel film.  Dovessi dirvi in poche parole quale potrebbe essere il “messaggio” racchiuso in “Zampe all’Aria” avrei non pochi problemi di scelta. E sono sicuro che ad un educatore per vocazione, caparbio e generoso come Sandro Neri, farei comunque un torto  tralasciando qualcosa.

Dovrete perciò leggervero e trovarlo da voi, questo messaggio,  nei quasi quaranta capitoletti in cui il libro è diviso, su 184 pagine. Non saltate, come ho provato a fare io all’inizio, le poesie in dialetto che ogni tanto frammentano il va e vieni di vicende, non solo arrampicatorie, di questa “passione per scalare”. Soprattutto quelle del padre, non me ne vorrà l’autore, sono dei piccoli gioielli del genere. Belle anche le foto, quasi tutte dedicate ai compagni di scalata.

Concludo con  una serie di “parole chiave” che potrebbero stuzzicare i climbers: allenamento, gradi, forza di volontà, gare, modestia, rischio,  condivisione, didattica, generosità, entusiasmo e delusione.

sandro neri

Speriamo che un giorno Sandro possa venire da queste parti a presentare il libro e a scalare. Come faceva  negli anni ’80 e ’90, in cui tenne, in coppia con Icio Dall’Omo, anche una serata di diapositive e storie, nella Palestra del Monte Strabut di Illegio-Betania.  Il telo da proiezione era appeso al terzo spit di “Chernobyl”!

Lo trovate  in libreria (forse) oppure  ordinandolo all’editore http://www.ideamontagna.it

Annunci

~ di calcarea su gennaio 10, 2013.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: