Anello di “Avrint” e del Monte Bottai in mtb

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Itinerario che si sviluppa ad anello sui monti di Verzegnis, partenza e arrivo a Cavazzo Carnico.

Con questa escursione è possibile assaporare il  selvaggio  monte Bottai, che essendo a portata d’occhio (crestone che sovrasta Cavazzo Carnico e Verzegnis),  rimane uno dei rilievi più panoramici sulla val Tagliamento.

Il sentiero (CAI 811) molto ripido e a tratti incerto non agevola la risalita ai comuni mortali, in bicicletta poi… è una tortura, ma dallo spartiacque lo spaziare sul Tolmezzino e sull’opposta Val D’Arzino non ha eguali.

La discesa, CAI 827 de “La Forca”, una traccia che consiglio a tutti gli appassionati di allmountain, completamente in sottobosco di faggio, è molto veloce e tecnica al punto giusto.

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In fine, il consueto m.te Alz per un rientro mozzafiato!!! Sempre  tecnico, purtroppo il passare delle moto lo sta rendendo sempre più scavato e rovinoso.

Si parcheggia l’auto come di consueto nel parcheggio antistante il campo sportivo di Cavazzo Carnico e si inizia a pedalare in piano sulla regionale 52 alla volta di Verzegnis, che raggiungeremo svoltando a sinistra prima del ponte “Avons” , al km 4,27.

Raggiunta la frazione di “Chiaulis” al km 6,26 si svolta a sinistra e mantenendo la strada principale si prosegue alla volta di Intissans e poi Chiaicis.

Presso la piazzetta della frazione “Chiaicis”, al bivio posto al km 9,10, sarà necessario prendere a sinistra la laterale che porta al lago, il quale si raggiunge con una panoramica picchiata.

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Consiglio una pausa sul ponte che attraversa il lago con l’imponente monte Amariana che spunta sullo sfondo, prima di  affrontare un vero e proprio gran premio della montagna!

Alla fine del ponte svoltare a destra e proseguire in falsopiano, prima su asfalto, poi su un fondo sterrato.

Al km 10,23 ha inizio il vero e proprio GPM, tutto su asfalto, con dei tratti molto impegnativi dati dalla generosa pendenza.

Dopo un estenuante salita, si confluisce in località “Dueibis”, crocevia di vari itinerari già descritti nel blog;  al trivio proseguire dritti in discesa seguendo l’indicazione “Pusea”, porre molta attenzione ad un tornante (km 11,60) dove bisognerà lasciare l’asfalto svoltando a destra su una mulattiera, mantenersi sempre sulla traccia principale fino a raggiungere la località “Sonsaras” dov’è presente una costruzione rurale. Anche a questo bivio mantenere la destra in salita e addentrandoci in un bosco di faggio ci si dirige verso la località “Fuignis”.

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Al km 12,96 presso un bivio, svoltare a sinistra in salita fino a confluire sulla regionale per la Val D’Arzino, una volta raggiunto l’asfalto continuare a sinistra in salita verso Sella Chianzutan.

Durante l’avvicinamento all’Avrint c’è la possibilità di fare rifornimento d’acqua al km 13,88, dove c’è una fontana con la freschissima “acqua di Pedaia” e uno spiazzo per una breve pausa.

Si percorrono due tornanti in salita, al secondo si imbocca  a sinistra una laterale in discesa con l’ indicazione in legno “Avrint”; con  un primo tratto in discesa prende inizio l’ascesa verso la casera omonima.

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La carrareccia è in ottimo stato e, a parte la prima parte dalla pendenza notevole, la restante è piacevole e mai impegnativa.

Bisogna fare attenzione a rimanere sulla strada principale e non deviare a nessuna laterale  a sinistra, su strade che terminano poco dopo, usate per opere forestali.

La maggior parte della salita è in un bellissimo bosco di faggio (Bosco Faeit), fresco e ombreggiato anche nei mesi più caldi.

Al km 17 la vegetazione si dirada, lasciando intravedere un anteprima del magnifico panorama sulla val Tagliamento; poco dopo  si prosegue in leggero piano;  al bivio giriamo  a destra su un piccolo tratto sconnesso e  siamo in casera Avrint, dove una pausa ristoratrice è d’obbligo.

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Fra la legnaia e la casera (scalinata in pietra) ci si incammina con bici alla mano sul sentiero che seguiremo fino alla cresta ovest del Bottai. Si prende quota rapidamente e zigzagando il panorama e l’Avrint scompaiono fra le fronde dei faggi.

La traccia nella parte centrale è molto ripida, con fondo umido e molto scivoloso; porre attenzione ai  propri passi in quanto il dirupo sottostante è molto profondo.

Giunti a quota 1400mt, su un prato è possibile rinvenire un rudere di una casera; vi è traccia di antichi pascoli, lo spaziare sulla vallata sottostante e sul lago di Verzegnis fa riprendere le forze.

In cresta il “Cuel Ribous” (1330mt) e l’ancor più imponente Piciat (1617 mt) ci sono di fronte, la verdeggiante “Cuesta Ragoneit” e il grigio “Gravon dal Piciat” alla nostra destra; poco sotto, malga Armentaria ; con cielo sereno è possibile ammirare il luccichio del mare.

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Con casco e protezioni si inizia a scendere verso La Forca (1257mt) su insidiosa traccia erbosa: porre molta attenzione perché una caduta può essere fatale.

Al trivio posto sulla selletta il sentiero CAI 811 prosegue a destra verso gli stavoli Palàr, a sinistra l’attacco del CAI 827;  da qui è consigliata una visita al “bivacco Carcadè” distante pochi metri e visibile dalla Forca.

La discesa sul CAI 827 è proprio fantastica, non eccessivamente tecnica se non per alcuni stretti tornanti, consiglio una bici full ma è fattibilissimo con una front, da percorrere tutta d’un fiato.

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Arrivati alla rotabile su cui termina il sentiero, bisogna preparare le gambe per l’ennesimo strappo svoltando a sinistra fino alla borgata Pusea. Arrivati sui prati della solitaria borgata, si prosegue seguendo la carrareccia fino alla strada asfaltata e una fontana sulla sinistra.

A questo punto è possibile terminare l’escursione prendendo in salita a sinistra fino al quadrivio percorso all’inizio (Dueibis km 11,21) poi ridiscendere al lago e ripercorrere al contrario il tragitto.

Essendo fans di “only the brave” per questa volta andremo a destra, ripercorrendo una traccia già nota ai lettori.

Su mulattiera dal fondo compatto e scorrevole si sale agevolmente verso il monte Alz, dove, dopo il pianoro  su un tornante sinistro c’è la seconda via di fuga per chi non ce la fà più… prendendo a destra si può scendere alla volta della trattoria “Al Pescatore” di Cavazzo e chiudere l’itinerario.

Al km 24,45 si incontra il famoso quadrivio da cui partono varie tracce già descritte nel blog, per questa occasione proseguiamo dritti sulla principale.

La mulattiera sale con tratti impegnativi e dei tornanti, ad un tratto si trasforma in single track pedalabile.

Si arriva ad un bivio (opere militari) dove proprio alla loro confluenza si stacca una traccia a sinistra da fare per qualche metro a piedi (segnali azzurri con frecce sugli alberi).

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Arrivati ad un pianoro seguire sempre le visibilissime segnalazioni azzurre sugli alberi fino ad incrociare una traccia ben marcata dalle moto, a questa scendere a destra.

Da qui seguire la traccia principale facendo attenzione che all’unico bivio dovremo mantenere la destra.

La traccia è molto veloce con qualche tratto tecnico ma non impegnativo, verso la fine un passaggio fra le rocce ci impone di portare la bici per una decina di metri.

Si attraversa un esile ruscello e si riprende a salire per una quindicina di metri fino alla strada asfaltata di “Douz”.

Si scende fino a valle incrociando la strada comunale di Val che conduce “Al Pescatore” e svoltando a sinistra ci dirigeremo al campo sportivo, andando così a concludere questa magnifica raidata.

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Genere: Allmountain, Distanza: 31 km, Dislivello salita: 1514 mt.  Difficoltà salita: media, tratti a spinta molto impegnativa. Difficoltà discesa: single track a tratti molto impegnativo

Devis Deotto

 

 

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~ di calcarea su dicembre 17, 2012.

3 Risposte to “Anello di “Avrint” e del Monte Bottai in mtb”

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  2. Ciao, mi chiamo Igor.
    Anche se da un po non pedalo più… Suggerirei una variante al percorso sopra descritto: Raggiungerei Avrint da Pusea, partendo dalla Località Pescatore ( dove al rientro rifocillarsi con buon cibo e bevande…)
    Salita impegnativa ma tutta pedalabile; poi da Pusea ad Avrint via asfalto tranne qualche tratto sterrato.
    i

  3. Tutta pedalabile, non per tutti…….
    Questa gita è la prossima in programma in quel di Verzegnis.
    Bravo Devis, sempre belle avventure ci proponi.

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