Sicurezza in Falesia

nuova cartella 03 09 226

Torna purtroppo di attualità, per una serie di malaugurati avvenimenti, la problematica della sicurezza nell’arrampicata sportiva . Un ultimo gravissimo incidente che ha avuto conseguenze estreme e l’esito meno drammatico di una caduta di qualche mese fa in una falesia del Canal del Ferro, testimoniano come in questa casistica ricorrano più frequentemente due tipi di evenienze: quelle legate al collegamento tra corda e imbragatura e quelle legate alla corda in sè.

Inutile fare della facile retorica sulla mancanza di attenzione e di scrupolosità connesse agli incidenti in falesia. L’errore umano è sempre in agguato e tradisce spesso anche  scalatori di indubbia esperienza. Basti  ricordare  l’inconveniente, fortunantamente senza conseguenze, occorso  a Manolo ad Arrampicarnia sulla Scogliera del Pal Piccolo nel 1987.

manolo arrampicarnia

Chi vi scrive, del resto, ha sperimentato almeno due volte di recente, sia da vittima che da colpevole, la spiacevole evenienza della corda troppo corta che sfugge dalle mani dell’assicuratore durante una calata.

Più che il rimbrotto, sembra  però utile una riflessione su quali siano  le strategie che ognuno di noi potrebbe adottare per limitare al massimo questo tipo di situazioni.

Mi pare  superfluo raccomandare di controllare sempre il nodo all’imbrago e di accertarsi che il capo di corda che rimane a terra abbia un nodo di sicurezza che possa arrestare lo scorrimento attraverso il grigri o il secchiello nel  caso in cui la corda non fosse abbastanza lunga da permettere la calata del climber. I teli porta corda sono dotati di due o quattro anelli agli angoli proprio per ricordarci questa importante manovra.

Ma evidentemente, pur essendo universalmente conosciute, queste procedure diventano  troppo automatiche e scontate, esponendoci al rischio della disattenzione.

Una raccomandazione aggiuntiva, che alcuni già adottano, potrebbe essere quella di abituarsi a controllare il nodo del nostro compagno quando sta partendo per ogni via. Può essere che per un certo periodo, all’inizio, si faccia fatica a ricordarlo.  Ma molti scalatori sono riusciti a trasformarlo in un’abitudine. Perchè non provarci?

Per quel che riguarda gli errori nella manualità di controllo del discensore (grigri o altri) rimandiamo a un post pubblicato in passato da Calcarea.

Una possibilità che esula dai doveri di chi assicura un compagno di scalata, e che si potrebbe segnalare alle case costruttrici dei  materiali , è quella che le corde vengano colorate in maniera differente e molto appariscente nei 4-5 metri finali, dando all’assicuratore un segnale in più del fatto che la corda sta per finire.

Sempre che  non  stia guardando la signorina che scala dieci metri più in là….

Un’ultima raccomandazione riguarda i cordoni,  le fettucce e i moschettoni  che rimangono a lungo in parete, come rinvii fissi o nelle soste. Controlliamo  spesso il moschettone, la sua usura e la chiusura. E sostituiamo cordoni e fettucce vecchie e/o usurate. Una fettuccia o un moschettone costano dieci volte meno di un paio di scarpe.  Non faranno “grado”  ma ci salvano come minimo le caviglie.

Annunci

~ di calcarea su dicembre 4, 2012.

3 Risposte to “Sicurezza in Falesia”

  1. come al solito non ci si può non trovare d accordo con il doc.. occorre adottare delle strategie a prova di routine!!
    Sfortunatamente, sopratutto nel caso del controllo dell’ assicuratore e dell’ assicurato si incontra spesso delle resistenze, in special modo da arrampicatori di grande espereienza e vecchia data.
    Come si suol dire:”cane vecchio non impara”.
    E credo valga anche per il nodo in fondo alla corda.. pratica spesso considerata inutile soprattutto dai non giovanissimi..
    .. e riguardo al gri gri intendevi questo spot?

    • Grazie per il commento e il video, che non conoscevo. L’anagrafe mi consente di dirti con cognizione di causa la mia opinione anche sui vecchietti: sono permalosi nè più nè meno dei giovani! Ma, come osservi giustamente, è più difficile cambiare un’abitudine o un’opinione se la si è coccolata per 40 anni! Un po’ dipende anche da come vengono fatte le osservazioni, no? Più brusche sono, più si rischia la chiusura (anche di un’occhio, se trovi il vecchietto incazzoso!)

  2. Bravo Gianni,una rinfrescata di memoria,sui principi della sicurezza fa bene a tutti,dal neofita al super esperto,che,come abbiamo potuto purtroppo constatare,non è immune da errori e conseguenti incidenti.Nella moderna didattica verticale,a livello europeo,si insiste moltissimo sul concetto di
    “PARTNER CHECK”,senza che nessuno si offenda se il compagno ti butta una sbirciatina al nodo o al posizionamento della corda ne GRIGRI.
    Grande attenzione anche al dosaggio della corda nei primi tre/quattro spittaggi;troppo spesso sia in falesia,che in struttura,si notano comportamenti che danno per scontati i primi passaggi,magari perchè la difficoltà vera e propria comincia dopo;
    ma una scivolata o,in Indoor,una presa che si gira,sono sempre dietro
    l’angolo!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: