Anello polemico di Casera Monte Cucco (“Lander”)

Impegnativo e non del tutto gratificante anello che permette di godersi una buona parte di discesa tecnica sul sentiero del “Lander” (CAI 408), al prezzo di una salita a tratti sconfortante per le severe pendenze su fondo cementato e di alcune “novità” non proprio entusiasmanti disseminate lungo il percorso.

Rispetto a due anni fa il sentiero  è abbastanza deteriorato, segno che la manutenzione scarseggia. E’ più facile buttar via qualche soldo della pubblica amministrazione per impiantare dei brutti tabelloni dedicati a flora e fauna locali, qualche panchina e steccato, piuttosto che provvedere a una sistematica manutenzione del fondo, scavato dalle piogge e invaso dalle pietre. Han fatto la loro comparsa nei pressi del Bivacco Lander anche degli inquietanti “alieni” la cui progettazione (forma e materiali) e sistemazione “nell’ ambiente” devono esser costati  notti insonni a qualcuno,  che preferiamo rimanga senza nome…

Inoltre una nuovissima bretella di pista forestale fa bella mostra di sè, staccandosi dal vecchio tracciato e sfiorando la altrimenti incantevole conca del bivacco, coi suoi splendidi faggi. Con chissà quale  rapporto fra costi e benefici, visto  la favorevole congiuntura economica!

La Casera Monte Cucco, però, è stata completamente rimessa in sesto e fa bella mostra di sè tra le ortiche.

Descrizione: da Arta Terme a Rivo di Paluzza passando per la località Alzeri. A Rivo si attraversa il paese seguendo le ripide vie che salgono diagonalmente in direzione sud. Si attraversa il rio e cominciano i dolori: la strada, dal fondo cementato, si inerpica nel Bosco Ronchis con ripidissimi strappi intercalati a pendenze più umane.

Raggiunta una prima radura, con fondo ora sterrato, la pendenza cala e si sale con maggior facilità. Dopo circa 5 km. da Rivo, prima di un tornante sinistrorso, si nota una nuova pista porestale che permetterebbe di accorciare la gita, raggiungendo in breve il sentiero 408.

Noi, mal consigliati, proseguiamo per ancora un chilometro e, poco dopo l’inizio della discesa, imbocchiamo sulla destra il ripido sentiero (segnavia CAI su un albero) che con innumerevoli imprecazioni ci permette di raggiungere in un quarto d’ora di bici in spalla i ruderi della Casera.

Si attraversa il prato invaso dalle erbacce (complimenti alla sezione CAI che ha in carico la manutenzione del 408!) e si inizia finalmente la discesa. Tecnica ed entusiasmante nella prima parte, un po’ più monotona e dissestata man mano che si scende. Verso la fine, però, il disastro ha proporzioni più consistenti: il sentiero è o scavato dall’acqua o invaso dalle pietre e per qualche minuto è meglio scendere. Si raggiunge località Alzeri e per strada asfaltata o per pista erbosa  la strada provinciale e poi la Statale.

Dettagli: sviluppo 12 km circa, dislivello 950 mt. Ciclabilità 90%. 150 mt di dislivello in salita su sentiero molto ripido, in un bosco dove si potrebbero tracciare innumerevoli tornanti. Ma chi se ne frega ? L’importante è buttar via soldi in mastodontici svincoli, piste ciclabili mai completate e invadenti tabelloni “didattici”, magari con la fotografia dell’Assessore competente! Purchè circolino i soldi a progettisti e  imprese e qualcuno, disinteressatamente è ovvio, ne tragga un tornaconto. Basta solo che non siano i cittadini.

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~ di calcarea su ottobre 23, 2012.

2 Risposte to “Anello polemico di Casera Monte Cucco (“Lander”)”

  1. Fatto oggi. Salita molto dura per i circa due chilometri cementati. Ciclabilità 100% se si escludono due alberi da scavalcare. Pecorso effettuato con full suspension e adeguate protezioni per la discesa. è consigliabile una buona preparazione e altrettanta tecnica per la discesa. Consigliatissimo per gli amanti del trail/all mountain.

  2. Fatto ieri, salita in perfette condizioni, probabilmente frutto di recente manutenzioni. Tratto finale del 408 in su “bici in spalla” pulito, sono passati di recente con la motosega. Discesa con ancora qualche albero di traverso sulla parte alta, ma in fase di manutenzione. Non l’ho trovato particolarmente scassato in basso, ma probabilmente è un fatto relativo, credo dipenda molto dal tipo di bici con cui lo si affronta, io non lo farei mai con una front 😉

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